Elio Petri [intervista]

[il gruppo si rivela]

elio petri



Intervista a Elio Petri


Con l'uscita del nuovo album “Il Bello e Il Cattivo Tempo”, è cambiato il monicker da elio p(e)tri a Elio Petri, quasi a voler sottolineare un nuovo corso. C'è una particolare motivazione dietro questo mutamento di ragione sociale?
All'uscita del primo disco ci hanno chiesto tutti perché usavamo le parentesi, così abbiamo pensato che, se le avessimo mantenute, all'uscita del secondo non ci sarebbe stato più niente da dire sul nome del gruppo. Questo è il primo motivo. Il secondo è che abbiamo cambiato formazione: un nuovo batterista (che nel lasso di tempo intercorso tra la fine delle registrazioni e l'uscita del disco è cambiato di nuovo) e un chitarrista in più.

Il cambio del monicker è anche associato al passaggio da una dimensione “one-man-band”, a quella di un gruppo vero e proprio. Come è cambiato in tal senso il modus operandi?
In realtà Elio Petri non è mai stata una "one man band". Sin dalla scrittura del primo disco eravamo in due. Siamo poi diventati tre al momento di affrontare i live e successivamente quattro. Ma mentre il primo disco è nato in cameretta e ha preso poi forma in studio, questo è nato per buona parte in sala prove e dall'esperienza live degli ultimi due anni. La lavorazione è stata lunga e composita, essendo passato attraverso un cambio di formazione proprio nel momento in cui lo stavamo registrando. Sicuramente a livello di arrangiamento è stato fondamentale l'arrivo del nuovo chitarrista, Alberto Toti, e di Daniele Rotella dei "The rust and the fury" che ha prodotto con noi il disco per "Cura Domestica", la nostra nuova etichetta.

Se l'esordio “Non è Morto Nessuno” era un piccolo gioiellino di cantautoriato fuori dagli schemi, “Il Bello e Il Cattivo Tempo” è un disco che sicuramente ha sonorità diverse rispetto all'esordio, più variegate e composite. Ci sono stati degli ascolti che hanno influito?
L'obiettivo, quando siamo entrati in studio, era di registrare un disco anni '90. Quando parlo di anni '90 intendo quelli che a noi, come gruppo, ci hanno influenzato di più: Pixies, Pavement, Sonic Youth, Flaming Lips, Elliott Smith, Deus, sono i primi che mi vengono in mente. La lista comunque sarebbe lunghissima.

Nell'ultimo brano, “Capra Astrale”, uno degli episodi più squisitamente cantautoriali dell'album, c'è la partecipazione straordinaria di un big della scena alternativa italiana: Marco Parente. Come è nata questa collaborazione?
Con Marco ci siamo conosciuti nell'aprile del 2011. In quei mesi lui era in tour con il suo "La riproduzione dei fiori" e noi con "Non è morto nessuno". Gli abbiamo aperto il concerto di Roma, al Circolo degli Artisti, e il giorno dopo ci siamo ritrovati di nuovo insieme per uno showcase acustico sempre a Roma, stavolta al Forte Fanfulla. Da quella doppia serata è nata un'amicizia e successivamente l'idea di una collaborazione. Un anno dopo gli ho fatto ascoltare i brani in fase di premissaggio ed è rimasto particolarmente colpito da "Capra astrale". Ci ha raggiunti in studio a Perugia e in un giorno abbiamo registrato tutto.

E come è nata invece quella con Teho Teardo, presente in tre brani?
Con Teho ci siamo conosciuti a Roma, dove viviamo entrambi. Abbiamo iniziato chiacchierando nel suo studio davanti a un tè e siccome lui, per sua stessa ammissione, è molto bravo a preparare gli infusi, a un tè ne è seguito un altro e poi un altro ancora. In quest'atmosfera confortevole di tè e biscotti è nata l'idea di una collaborazione, anche se poi si è sviluppata all'interno di pezzi assai poco confortevoli come "Il disprezzo", "Bruco" e "Ti farò soffrire".

Siete attualmente in tour. Siete soddisfatti della risposta del pubblico al vostro live?
Sì, abbiamo iniziato il tour alla fine di febbraio e abbiamo fatto una serie di date al Centro-Nord. I nostri live hanno una bella "spinta" elettrica, decisamente qualche decibel in più rispetto al disco, e devo dire che la gente apprezza molto questo aumento di volume rispetto al disco precedente. Ci è capitato anche, per esigenze tecniche del locale, di fare concerti semiacustici (o forse è meglio dire semielettrici), ma devo dire che il risultato è stato allo stesso modo soddisfacente.

Quali sono le prossime date previste?
Il 17 aprile siamo a Roma Dal Verme, poi scendiamo il 26 e il 27 aprile in Calabria per due date, e infine l'11 maggio siamo a Terni al C.S.A. Germinal Cimarelli.

Quali sono i progetti futuri di Elio Petri?
Nella palla di vetro vedo un sacco di live. Suoneremo il più possibile. Poi stiamo preparando un paio di nuovi video, uno live che abbiamo registrato con il collettivo "Calaveras" all'interno di uno studio dentistico durante un vero intervento, e un videoclip vero e proprio che probabilmente gireremo con gli stessi videomaker di "Alga" (il primo video estratto da "Il bello e il cattivo tempo"), Lucio Basadonne e Michele Vaccari. E poi naturalmente un nuovo disco. Prima possibile. Abbiamo già un sacco di pezzi nuovi che ci aspettano al varco dello studio. Il terzo disco sarà importante. Sarà quello della maturità. Almeno così dice in giro.

 

- Recensione di 'Il Bello e il Cattivo Tempo' (2013)
- Sito Ufficiale Elio Petri
- Sito Ufficiale Fleisch Agency

 

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Giacomo Messina, 06/04/2013