Nicodemo [intervista]

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Intervista a Nicodemo

 

E' da poco uscito il tuo secondo album “Viola”. Soddisfatto del lavoro?
Mi piace pensare di non aver ancora scritto la canzone più bella della mia vita e sono anche preparato al fatto che forse non accadrà mai, ma direi proprio di sì.
Credo che per ogni cantautore (e non solo) sia motivo di forte incoraggiamento pensare che tutto possa essere fatto meglio o che ci sia del “bellissimo” oltre.
Era mia intenzione focalizzare la scrittura dell'album sul sentimento e non sui sentimenti (cosa invece avvenuta nel disco precedente) e ancora più importante, usare la giusta scrittura per esprimere una necessità, ovvero non interpretare il tempo come inesorabile divenire, ma come possibilità di scelta.
Grazie a “Viola” ho conosciuto nuove persone ed ho ascoltato con grande piacere i vari pareri “tecnico-emozionali” nati dal confronto... da quel che ho capito, pare sia riuscito a comunicare ciò che desideravo ed ovviamente ne sono felice.

“Viola” è un album nel quale il cantautoriato si sposa con sonorità squisitamente elettroniche. Dentro ci vedo parecchi anni '80: Battiato, Depeche Mode, un po' di dark wave. E' solo una mia impressione oppure c'è del vero?
Dentro c'è certamente tutto ciò che ho vissuto e quindi ascoltato!
Riservare particolare attenzione ai testi e trasmettere il senso delle parole provando a musicarle senza freno alcuno, è stata sempre la mia direzione.
Non ricordo tanti brani del mio repertorio finalizzati totalmente in versione acustica e non mi viene in mente un brano electro di Nicodemo senza prosa alcuna.
“Viola” canta il bisogno di reagire alle dinamiche del presente oramai permeato dall'irrefrenabile desiderio di futuro. Sono pochi coloro che muovono il mondo pur non risuonando il giusto, ma noi, “i tanti”, abbindolati e quasi ipnotizzati dall'infinità di messaggi diretti e subliminali di cui praticamente ci imbottiscono, continuiamo a far finta di nulla!
“Viola” canta proprio questo: “Bisogna non far finta che sia normale”.
Per quanto riguarda il suono, l'uso dell'elettronica è stato fondamentale per dare maggiore spinta ad un messaggio che mi premeva arrivasse in modo netto, deciso.
Nel disco, il “suonato” prevale, ma programmare delle sequenze con cassa in quattro sfiorando a volte generi impensabili per un cantautore, penso abbia contribuito non poco alla riuscita del tutto (con quel pizzico di “insolito” che per me non guasta).


L'album vede la presenza di numerosi ospiti importanti, da Andy dei Bluvertigo a Luca Urbani, passando per Garbo e Francesco Di Bella. Mi piacerebbe sapere qualcosa in particolare della collaborazione con Raffaella Destefano, protagonista in “Inverno”, una delicata ballad pianistica, decisamente spiazzante rispetto al resto del'album.
Gli artisti che hai citato sono solo alcuni ad aver partecipato a quest'avventura ed è ovvio che per me è stato un regalo straordinario, un grosso gesto d'affetto.
Non è la prima volta che collaboro con Raffaella.
Nel 2010, nell'album “In due Corpi”, abbiamo duettato in un brano intitolato “La reciprocità” e poi è capitato in occasione di “Lui, Lei, L'altro”, un interessantissimo progetto live condiviso appunto con Raffaella e Luca Urbani... praticamente non 7 brani di ciascuno, ma 21 brani insieme.
Non ti nascondo, parlando di “Inverno”, che è stata davvero forte la tentazione di lasciare sulla canzone la sola voce di Raffaella, senza mie canore intromissioni!
Sin dal primo ascolto ho avvertito la strana sensazione d'essere entrato in un mondo tutto suo, seppure il testo m'appartenesse.
Questa credo sia una delle tante differenze tra un artista di grande spessore e sensibilità, rispetto a chi poi questa dote non ce l'ha...
Ecco, non è necessario che sia io qui a dirlo. Raffaella Destefano è un'artista!

Il singolo scelto per il lancio è invece “Almeno Con La Mente” un brano in cui le atmosfere cupe, quasi alla Sisters Of Mercy, sono protagoniste. Il brano è accompagnato da un video molto interessante. Puoi dirci qualcosa in più?
“Almeno con la mente” è forse il brano che più sintetizza il “contenuto” di “Viola”.
Il futuro non penso vada “inseguito”, si corre il rischio di esaurire la gioia del “mentre”!
Sono convinto sia dal bisogno ancestrale che si ricavino le soluzioni del presente e solo dopo una coraggiosa presa di coscienza, fatta di solidificazione dei valori che ci son stati trasmessi, di visioni moralmente attuabili e di condivisione , che sia possibile mirare al miglioramento.
“Almeno con la mente” canta il desiderio di “ritornar bambini” ed è un invito esplicito a vedere le cose con più lucidità (dote che i bimbi hanno di sicuro) e a far tesoro degli insegnamenti che provengono dal passato.
Il fine? Ambire ad un futuro giusto, un futuro che vada “costruito” e non “inseguito”!
Mi piace pensare ad“Almeno con la mente” come la fotografia (in bianco e nero) di un mondo che gira al contrario e, le musiche (le atmosfere cupe di cui parlavi), per questo motivo, suonano automaticamente scure.
Il video, realizzato per XXXV dal bravissimo Francesco Paglioli, basa sulla semplicità il vero atto di coraggio a cui non solo il brano, ma tutto il disco ci invita.
In primo piano io che canto il forte e quasi incontenibile desiderio di autenticità ed il ripristino dell'autostima.
In secondo piano, a fare da sfondo, quelle azioni che tutti i giorni sono roboticamente compiute con frenesia, movimenti che,nel video, vengono volutamente riproposti a velocità dimezzata... a rallenty... un suggerimento a fermarsi, calmarsi e soprattutto pensare (con la propria testa) prima di ripartire.


 

Sei l'ideatore e il conduttore di Studio 35 Live, programma tv/web dedicato al panorama underground. Parlaci un po' di questa importante esperienza
Studio 35 Live è un'esperienza che continua a riempirmi di gioia. Come dicevi, è un programma musicale in cui si suona dal vivo, giunto oramai alla terza edizione e prodotto dalla già citata XXXV, neonata etichetta sperimentale di cui faccio parte insieme ad un fantastico gruppo di appassionati, musicisti, videomakers ed esperti di comunicazione (visionari insomma), in collaborazione con il NUCT (Scuola di Cinematografia di Cinecittà), il Centro Studi Etnografia Digitale (consorzio tra le migliori Università Europee, impegnato nel comprendere nuove forme di vita culturali attraverso l’utilizzo strategico dei nuovi media) e con Youtube, già da tempo partner e distributore del format.
Tantissimi gli artisti ospiti (99 Posse, Benvegnù, Baba Sissoko, Roy Paci, Teresa De Sio, Bugo... solo per ricordarne alcuni) e considerato che certe cose son difficili o impossibili da spiegare, specialmente quando si parla di musica, credo sia preferibile indicare il canale www.youtube.com/studio35live dove è possibile vedere ed ascoltare i concerti integrali e le interviste che fanno di Studio 35 Live, a mio parere, un prezioso e moderno contenitore culturale.
Sarà pubblicata a breve quella che, in ordine di tempo, è l'ultima edizione e per l'occasione verranno confezionati, principalmente per gli smartphone, una serie di videoclip in versione “minisnack”, per una più snella fruizione da parte degli utenti.


Hai presentato l'album in una serata al Mumble Rumble di Salerno. Soddisfatto della risposta del pubblico?
Beh, potrai immaginare l'emozione e la tensione!
Una festa riuscita benissimo, proprio perchè nata per essere informale... sembrava di essere in un grande salotto insieme a tanti amici.
A dire il vero non ho mai pensato a questo evento come un concerto.
Inaugurare la nascita di “Viola” e quella di XXXV (quindi doppia festa) era per noi soltanto il pretesto per ritrovarsi in un posto dove nell'aria si respirasse una passione comune.
Amici, musicisti e parenti!
Ovviamente, alla fine, spaghettata e prosecco con tutti i sopravvissuti, fino a ritrovarmi con l'intero staff in una pizzeria 24 su 24 alle sei del mattino !!! = 8 del mattino!


Cosa si aspetta Nicodemo dal futuro?
Mi aspetto un futuro e lo vorrei come l'ho sempre immaginato sin da bambino, marziani a parte... anche perchè di marziani ce ne son già tanti nel presente.
Ti ringrazio non molto, ma di più... Un abbraccio a te e a chi ci legge!

 

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- Recensione 'Viola' (2013)

Giacomo Messina, 04/01/2014