Filarmonica Municipale LaCrisi [intervista]

[intervista]

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Intervista a Filarmonica Municipale LaCrisi

 

 

Recensendo il vostro secondo album, “L'Educazione Artistica”, ho scritto come quest'album segni un ulteriore salto di qualità rispetto all'esordio “Ad Altra Terra, Ad Alto Mare”: se quest'ultimo era più immediato e spontaneo, il nuovo lavoro, pur non perdendo la freschezza del debutto, è più maturo dal punto di vista compositivo. E' un' impressione corretta?
Il primo album era stato registrato in molto tempo e portava dentro otto anni di sala prove antecedenti, quindi la primissima scrittura, molto più puerile. A differenza, “L’Educazione Artistica” è nato in poche settimane di scrittura, da un’urgenza ben differente. Fosse anche solo per questo, l’impressione di una crescita è senz’altro corretta ed è abbastanza oggettivo che, quando si va a raccontare la propria quotidianità, specie se sofferta e la si vuole trattare in maniera semplice ed efficace,il salto di qualità a livello quantomeno testuale è d’obbligo. Una presa di responsabilità, in un certo senso. Dal punto di vista compositivo,senz’altro una maturazione c’è stata, ma di calcolato c’è ben poco e tutta la fase di produzione e arrangiamento è stata dettata dal contesto e dal significato delle canzoni stesse.
 
C'è una motivazione ben precisa dietro la scelta del titolo “L'Educazione Artistica”?
In primis, mia madre (Anna Gloria Puccini) era un’insegnate di educazione artistica alle scuole medie, quindi in larga parte è anche un omaggio. D’altro canto, l’educazione artistica che si faceva alle medie era quella materia che ti permetteva, non tanto di diventare artista o bravo nella riproduzione di un’opera; ma di riuscire ad interpretare i messaggi comunicativi grafici e visivi in maniera critica. Riuscire ad apprendere e decriptare i canoni della comunicazione. Lo stesso abbiamo dovuto fare noi nella stesura di questo album, quando siamo andati a parlare di tematiche troppo grosse, quali l’autismo, la scomparsa prematura di un padre ed una madre, la disperazione diventata ormai quasi rassegnazione per la mancanza di lavoro. Queste, scusate il gioco stupido, son cose da prendere alla leggera. Vanno comunicate in modo molto semplice, senza retorica. Capirlo è stato semplice, per farlo invece, c’è voluta un’educazione vera e propria. Artistica, per giunta.

In particolare, trovo straordinaria la vostra capacità di spaziare da un genere all'altro, da brani noir-funk come “Segugi Sotto” a numeri quasi da cabaret-pop come “Gloria Guida” (con tanto di citazione finale di Piero Piccioni). Immagino sia frutto della vostra formazione artistica..
La formazione che abbiamo raggiunto (nel senso di line up) e che comprende voce - chitarra / vibrafono-organo-synth / sax baritono / trombone / batteria, ci consente di caratterizzare molto i singoli brani. La nostra formazione artistica ci ha insegnato che certe cose è bello farle nel rispetto della canzone e del progetto d’insieme. Le divagazioni non devono essere perle a se’, ma intenzioni particolari e condivise, utili a rafforzare il messaggio dei brani. 
Ad esempio, nel caso di Gloria Guida, dove si parla appunto della mia mamma, l’andamento alla Piero Piccioni del brano, ricalcato nella “Marcia di Esculapio“ sul finale, riesce a controbilanciare un testo molto malinconico e sofferente. In realtà, volevo che rispecchiasse anche nella giusta maniera il carattere di mia madre, che era una persona, se non solare, molto serena.

Ci sono degli artisti o band che vi hanno influenzato in maniera particolare?
Senz’altro abbiamo ascolti molto legati al cantautorato nazionale che va dai primi anni ‘60 in poi. Ascolti peraltro molto sedimentati, li ascoltavamo sin da piccoli ed è normale che in qualche modo influenzino la nostra scrittura. Tenco, Lauzi, Jannacci, Dalla, Gaber sono sempre stati li nelle autoradio dei nostri genitori. Per quanto riguarda il presente, in Italia abbiamo artisti molto meritori che portano avanti il cantautorato in maniera straordinaria e personale, mi riferisco ad Alessandro Fiori (con cui stiamo avendo una bella collaborazione), Iosonouncane, Giovanni Truppi. Per quanto riguarda la parte “sonora” troviamo molto stimolanti band come Calibro 35, Ronin, Bachi da Pietra. A livello internazionale, indubbiamente Nick Cave e i suoi Bad Seeds, David Bowie e Saint Vincent.

Una delle peculiarità della vostra musica è la capacità di disegnare con tocchi lievi e poetici piccoli bozzetti di vita quotidiana. Ecco, mi piacerebbe sapere come nasce una vostra canzone, il processo compositivo di un brano de La Filarmonica.
Per questo disco, abbiamo adottato il metodo più lineare possibile, come dicevo, quasi didattico. Attingere al quotidiano e cercare di trarre i passi più significativi e toccanti di ciascuna storia. Per mia natura cerco di rendere visibile quello di cui racconto, quindi decise le macrosequenze di un testo, devo cercare di astrarre la narrazione con delle pennellate abbastanza forti di “individualità”, appigli molto personali per fare immedesimare l’ascoltatore (che siano ricordi, sensazioni, sinestesie o piccoli monologhi deliranti). Proprio come se si spiegasse ai bambini, la nozione passa se è interattiva. Tiro giù una linea guida di accordi ( la melodia in genere è già venuta insieme al testo, secondo me sono cose non completamente scindibili e si determinano a vicenda nel processo creativo), poi il resto è lavoro di gruppo che non so descrivere bene, ma devo dire che è lasciato molto alla sensibilità dei musicisti. Siamo dei sensibiloni.

C'è nell'album un brano al quale siete maggiormente legati per qualche motivo particolare?
Essendo tutte canzoni legate a storie vere, a tal punto da avere quasi poco margine di fantasia, sono state tutte “amate” come figlioli. C’è da dire che “Gloria Guida” e “I Migliori” sebbene siano speculari nella struttura e nei modi, parlano una della mia mamma e l’altra, almeno in parte, del mio babbo. Più che canzoni sono carne viva, quelle.

Quali sono le prossime vostre date in programma?
Inizieremo il 9 Febbraio un bel tour assieme ad Alessandro Fiori, dove saremo orgogliosamente la sua backing band per la realizzazione dal vivo di “Cascata“, il suo nuovo album edito da Viceversa Records. Le date, ad ora, sono le seguenti:
      
    - 09 Febbraio: Teatro di Collesalvetti, Livorno
    -11 Febbbraio: Nuovo Camarillo, Prato
    -12 Febbraio: Godot Art Club, Avellino
    -13 Febbraio: Jarmusch, Caserta
    -14 Febbraio: Morgana, Benevento
    -15 Febbraio: Chupito, Perugia
    -16 Febbraio: Circolo dei Malfattori, Poggio Berni (RN)
Dopodiché proseguirà il tour de “L’Educazione Artistica”, passando da:
    -27 Febbraio: Bevitori Longevi, Forlimpopoli (FC)
    -27 Marzo: Magazzeno Art & Music, San Benedetto del Tronto (AP)
    -28 Marzo: Beat Cafe, San Salvo Marina (CH)
    -29 Marzo: SMAV, Santa Maria a Vico (CE)
    -19 Aprile: Arci Fuzzy, Mantova
    E’ comunque, un calendario in costante aggiornamento. Tenete d’occhio la pagina FB https://www.facebook.com/filarmonicamunicipalelacrisipage

Qual è il sogno nel cassetto de La Filarmonica Municipale LaCrisi?
Essere pagati per rispondere a questa domanda, senz’ombra di dubbio.
I sogni sarebbero troppi, preferiamo rovistare i cassetti degli altri, per trarre qualche buona storia.
Ma dovendo proprio scegliere e avendo bisogno di una paraculata di chiusa, direi:
Poter continuare ad essere la Filarmonica Municipale LaCrisi che vogliamo essere. Questo implica miglioramenti ed evoluzioni continue, riuscire a rinnovarsi e spiazzare di volta in volta l’ascoltatore, mantenendo un tasso artistico sempre e comunque elevato. Fare un mare di concerti per tante persone e un altro lago per poche. Belli per tutti, in tutte le circostanze, in tutti i laghi, mari e *Cascate possibili.


*(Inserimento di marchetta a scopi pubblicitari)

 

- Recensione di 'Ad altra terra in alto mare' (2012)
- Recensione di 'L'educazione artistica' (2013)
- https://www.facebook.com/filarmonicamunicipalelacrisipage

 

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Giacomo Messina, 28/01/2014