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Aleksys
RACCONTO
Maria. E' sola e vorrebbe fuggire. Da tutto. Da niente. Perché
lei non ha
niente. Non è niente. Vorrebbe poter aprire gli occhi e scoprire
di non aver
mai vissuto, di aver solo finto di ridere o piangere, vorrebbe non
essere
mai esistita o magari vorrebbe essere stata qualcun'altro. Qualcuno
più
forte e coraggioso, qualcuno che da sempre sa il suo destino, qualcuno
che
conosce con certezza il suo futuro, qualcuno contento della propria
vita,
qualcuno felice del suo essere. E invece no. Lei perennemente
insoddisfatta. Sempre troppo realista. Vorrebbe imparare a sognare
e a
illudersi, vorrebbe non aver bisogno di isolarsi per capire qualcosa
della
sua complessa personalità, vorrebbe smetterla di urlare contro
tutti, di
alzare e fortificare sempre più quel terribile muro che la
separa dalla
vita. Vorrebbe poter sorridere senza fingere, vorrebbe poter immaginare
qualcosa di bello, un lieto fine per la sua vita troppo piatta,
troppo
vuota. Ma appena pensa a quello che potrà essere, che vorrebbe
essere ma non
sarà, inizia ad aver paura, paura di fallire, di non farcela.
Troppo
realismo, troppa insicurezza, troppa paura di un futuro che non
assicura
niente. Si sente tremendamente in colpa, la sua vita è perfetta,
non le
manca niente ma vorrebbe avere ancora tanto, vorrebbe vivere la
sua età,
pensare da sedicenne, illudersi ancora un po' di avere un avvenire
stupendo,
migliore degli altri, fuori dal normale, vorrebbe credere che volere
è
potere ma ormai non può tornare indietro. Qualcosa l'ha portata
a capire che
in realtà nessuno morirà felice. Ha capito da troppo
tempo che le mancherà
sempre qualcosa, che la piena felicità nessuno e tantomeno
lei riuscirà ad
afferrarla. Ci sono dei momenti in cui di colpo mille idee le passano
in
testa. Momenti che vorrebbe cancellare. momenti che le fanno capire
che in
realtà ognuno di noi è meno di niente.... [continua]
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