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Dopesickgirl
..E non c'è niente che io possa fare, ma
puoi pensarmi sì..
Ho finito le parole. Non ho più niente dentro.
Fumo una sigaretta con la schiena incollata al calorifero. Non riesco
a leggere, chiudo il libro e rovisto tra i cd. Shandon. Alzo il
volume al massimo e osservo la stanza muta.
Mi spoglio e salgo sul soppalco. Beh soppalco è un eufemismo,
c'è giusto lo spazio per il materasso e qualche stronzata.
Mi infilo sotto le coperte con Viola e A cure a ripetizione infinita.
Premo il piumone sulla faccia, che io apra e chiuda gli occhi il
risultato è lo stesso. Buio.
Mentre immagini casuali invadono la mia mente canto in playback
"vorrei piangere senza fingere che sia facile per me.."
E rischio quasi di convincermi che io debba piangere davvero.
Sotto sembra non si siano nemmeno accorti della mia presenza. Tolgo
una cuffia perché mi pare di aver sentito un rumore, non
che mi interessi, ma nel caso eviterei le classiche lamentele-sfuriate.
E invece niente. Io. Non. Esisto.
Apro gli occhi, mi dà fastidio la luce, ma a quanto pare
posso tornarmene tranquillamente nell'ombra. Mi lascio trasportare
in un altro mondo. Lontano da qui, lontano da tutti. Per quanto
sia stupido sento delle voci, ma orami è troppo tardi, le
ignoro.
Non ho voglia di dormire quindi mi costringo a restare sveglia.
La canzone è finita: sento il click del mouse, il rumore
della penna, la tv accesa. Chiudo gli occhi e mi raggomitolo convincendomi
che qualcuno sia vicino a me e mi stia abbracciando. Ne sento il
calore e sorrido.
Ma non basta, il reale sta prendendo il sopravvento.
Alzo ancora il volume e mi chiudo a riccio. Devo. Solo. Ignorare.
Tutto quanto.
Olly che canta. Gli occhi chiusi. Anyway there's nothing left to
say anyway I still breath and that's ok.
Ascolto il mio respiro. Mi impongo di rilassarmi. Respiro lentamente.
Porca puttana ho lasciato giù le sigarette e ora non riesco
a scendere.
Senza che me ne accorga dal computer parte Noir. Con la testa all'indietro
mi immergo nella canzone, come quando da bambina giocavo a immaginare
le canzoni.
I colori. Le note. Le luci. La voce. Immagini. Mi bacio i polsi.
Affanculo il resto. Non esiste nient'altro in questa stanza.
Apro gli occhi giusto per vedere se il bacio nero è stampato
perfettamente.
Stranamente sono due giorni che ascolto Clash e mi stanno facendo
tornare il buonumore. Non importa quello che mi circonda, io ci
sono, esisto. È come sentirsi protagonisti di qeui video
in cui tutto quanto, persone e oggetti, è sfocato e spicca
solo il personaggio principale. E il protagonista sono io.
Sono le undici e mezza, il vagone del metrò è praticamente
deserto, se non fosse per due tizi seduti là in fondo. Mi
allungo occupando quattro sedili muovendo la testa a ritmoclash.
Tiro fuori dal borsone matita nera e specchietto. Tonight i'm dressed
to kill. Rido. Mi alzo e scendo.
Uscita dal metrò tenta di abbordarmi un tizio con la faccia
da cocainomane, con Tommy Gun lo mando gentilmente a cagare e me
ne vado con il suo pacchetto di sigarette e un paio di omaggi per
qualche discoteca del cazzo che ha insistito per lasciarmi.
Il cellulare vibra, è il promemoria per ricordarmi l'orario.
È la classica serata tra amici più qualche faccia
nuova. Dario mi offre due cocktail che sta sperimentando.
A metà serata qualche faccia sconosciuta ha un nome, come
al solito scambio di numero, mail per ribeccarsi, ma non succederà
mai. Al massimo ci si ribeccherà a qualche concerto della
serie ma-noi-non-ci-siamo-già-visti-da-qualche-parte-ah-ora-ricordo-e-bla-bla.
Il gruppo di Giorgio non sarebbe poi così male, se non fosse
per il cantante che mi sta decisamente sulle palle.
Sono le tre quando io e Giorgio usciamo dal locale.
Mentre giuda metto su il cd degli Shandon che ho comprato qualche
giorno fa "i've got nothing to do, i feel wrong..". La
voce di Olly mi manda totalmente fuori. Perdo il senso del tempo
e del luogo. Torno alla realtà solo quando la canzone finisce.
"Sai che la mia tipa già ti odia?"
"eh??"
"Ha trovato le tue lettere e s'è incazzata perché
gli ho detto che era roba mia e di starne alla larga."
"Vabbè allora non sto a dormire da te" sorrido.
"Affanculo va, se hai intenzione di venire a letto con me fallo
almeno quando sono single cazzo!"
Ridiamo come due cretini per le minchiate che stiamo sparando.
E' un classico il film del giovedì sera., qualsiasi cosa
si faccia prima, non può mancare. Forse la sua tipa non ha
tutti i torti. Sorrido.
"non è un caso che abbia scelto il giovedì, almeno
mi fai compagnia mentre sclero per trovare parcheggio, come se non
bastasse il lavaggio della strada, sto discopub del cazzo deve fare
il seratone il giovedì.. un giorno di questi lo brucio"
Ridacchio, pensando che è il classico minisclero che sento
da un paio d'anni.
Siamo davanti alla tv nel lettone dalle lenzuola nere. Non seguo
il film stasera. Mi perdo in fotogrammi irrilevanti. Il cellulare
suona. Giorgio risponde e va nell'altra stanza. Sento le urla.
Mi alzo. Cammino a piedi nudi sulle piastrelle gelate. La mia mente
reclama non lucidità. Apro il frigo e trovo vodka già
aperta.
Prendo la bottiglia e torno nel letto. In televisione c'è
chi piange e chi consola. Torna in camera. E' incazzato e mi toglie
la bottiglia dalle mani. "Non la sopporto. Mi fa una scenata
ogni volta che sente il tuo nome e poi ha il coraggio di farsi vedere
in giro con un tizio. Il classico sono un poeta maledetto incompreso
dal resto del mondo ma sento che le nostre anime sono vicine. Boh
non me ne va bene una.
E tu che hai per la testa?"
"Bella domanda"riprendo la bottiglia. "Mi passi una
sigaretta? Nella mia testa c'è il vuoto. Qualsiasi cosa mi
andrebbe bene. Invece nulla. Ogni tanto ci sono giornate ok. Non
so bene neanch'io come funzioni. Basta un nonnulla e tutto cambia.
Sempre in bilico. In balia totale del mio umore. Una figata"
Chiudo gli occhi e butto fuori il fumo. Passo la bottiglia. L'euforia
di stasera è svanita. E non so come.
Stasera scelgo io il cd. Tra le pile pesco i Kina. Li infilo nello
stereo e spengo la luce.
Mi svegli con il mal di collo e immagini di un sogno sfasato. Sul
cellulare un messaggio. "Dove cazzo sei? Avvisa la prossima
volta. Devi andare in posta a pagare l'affitto. Io non torno a mangiare"
Come se non sapesse che il giovedì dormo fuori.
Bacio Giorgio sulla guancia e lo lascio dormire. Mi vesto e torno
a casa. Sulle scale una tizietta mi guarda storto. Beh non è
che sia una novità. E poi ieri sera non mi sono struccata.
Il silenzio mi avvolge.
Mi scoppia la testa. Rimango a letto con gli occhi chiusi e le
tapparelle abbassate. E' da ieri sera che sono in paranoia. Sto
cercando di svuotare il cervello da ogni singolo pensiero, anche
il più stupido. Ma non è facile quando quasi chiunque
chiede che cazzo hai intenzione di combinare nella vita.
Anita ha il suo mondo fatto di creste, trasferte improbabili e situazioni
al limite dell'assurdo. E io il nulla.
Le paranoie se ne vanno senza un preciso perché. Torneranno,
ma al momento non serve pensarci. Abbasso un minimo il volume dello
stereo e chiamo Anita.
Dopo 8 squilli risponde. Li conto.
Mi perdo nei suoi racconti. Assorbo ogni singola parola per farla
mia. Convincermi che potrei fare anch'io parte di quel mondo. Voglio.
Non voglio..
Ma poi deve tornare a studiare. Uffa ma parlo sempre io, mi dice.
Va benissimo così Anita, penso. Un bacio ti voglio bene.
Te ne voglio anch'io Anita. Click.
Lascio che il telefono squilli ancora un po' prima di mettere giù.
Rialzo il volume e mi perdo in un altro mondo. Per un'oretta riesco
ad essere un'altra persona con un'altra vita.
Squilla il cellulare per ricordarmi che ho un colloquio tra un'oretta.
Non me ne frega niente, lo faccio solo per non sentirmi dire che
non faccio un cazzo e non posso aspettare che le cose mi piovano
dal cielo.
Tanto lo so, mi diranno grazie arrivederci. L'opzione Le faremo
sapere c'è solo se si sono alzati di ottimo umore.
Finito il colloquio incontro un paio di ex compagni delle superiori,
mi mettono tristezza questi incontri. Loro nella navigata vita universitaria
e prospettive di carriere. Io la studentessa fancazzista che non
combinerò un cazzo nella vita. A loro servo come punto di
riferimento: "c'è qualcuno peggio di me" quando
si sentono in difficoltà.
Non li reggo. Parlano ma ascolto distratta. Continuano a parlare
e io smetto di ascoltare. Un minimo di saluto e entro nel primo
bar che vedo. Mi siedo in un tavolo infondo. Isolato. E ordino una
cioccolata.. Ma non serve a granchè. Continuo a rigirare
il cucchiaino con in testa "io non combinerò mai un
cazzo". Arrivo al punto di desiderare di piangere, almeno uscirei
da questo stato. Ma non so piangere a comando. Faccio uno squillo
a Giorgio. Mi chiama. Ascolta la mia voce e replica "dimmi
dove sei che ti raggiungo". Sento una voce femminile incazzarsi
in sottofondo.
"arrivo dammi dieci minuti". Chiudo la chiamata. Bevo
la cioccolata quasi fredda. Mi accendo una sigaretta e mi metto
a scrivere frasi senza senso su tutti i tovagliolini.
Ne ordino un'altra. Accendo un'altra sigaretta. Aspetto Giorgio.
Squilla il telefono. Mi investe una voce stridula. Una ragazza.
Parla come un conduttore di un telegiornale. Senza sosta. Nell'altro
orecchio infilo una cuffia.
"Hai finito?". Qualche insulto e un "Che cazzo vuoi
da Giorgio? Non lo avrai mai. Me lo scopo io mica tu." E chi
cazzo se lo vuole scopare penso. Arrivederci dico, ah e ripigliati
aggiungo dopo una pausa. E chiudo la chiamata.
Entra Giorgio. Semisorriso. Ordina una birra. Beve in silenzio e
mi scrocca qualche sigaretta. Mi alzo e lo bacio. Un bacio al sapore
di sigaretta. Passa il cameriere e ordino una birra anch'io.
"Cazzo fai?"
"Chi era la pazza che mi ha chiamato?"
"No.. aspetta
fammi capire, ti ha chiamato???
E' fuori di testa"
"Beh era meglio dargli qualche motivo valido per incazzarsi,
non va bene farsi venire il sangue cattivo per niente"
"Vieni a stare da me per un po', non fa bene neanche a te stare
in quella casa, tanto i miei mi passano sempre qualcosa, smezziamo
un po' le spese. Pensaci"
"Non è solo quello, è trovare un senso. Fare
qualcosa che abbia un'utilità. Almeno per me."
Il tavolo vicino viene occupato da ragazzine che parlano di vestiti,
cazzi, serate e pettegolezzi vari.
Una tenta di scroccarmi una sigaretta. Sei troppo piccola per fumare.
Gelo.
Sono a casa di Giorgio. Mi alzo con una faccia alla Marilyn Manson
e metto su un caffè.
Mi sono addormentata verso le 5 praticamente. E ora l'orologio segna
le 7:13. Insonnia di merda. Tutta la caffettiera in un bicchiere.
Accendo il computer per controllare la posta. 5 nuovi messaggi.
1°messaggio. Pubblicità. Cestino.
2°messaggio. Mia madre. Una sua amica ha bisogno di qualcuno
che lavori la mattina al computer. Colloquio domattina alle otto.
Vacci presentabile, datti una sistemata il ps.
3°messaggio. Pubblicità. Cestino.
4°messaggio. Un simpatico invito ad una rimpatriata di classe.
Salto alla 5° che cancello direttamente tanto è pubblicità.
Prendo una sigaretta da un pacchetto dimenticato in giro.
Mia madre. Colloquio. Ex-compagni di classe. Se non mi prendono
mia madre sclera. Anita in viaggio. La possibilità di rivedere
certe facce di cazzo. Giorgio che dorme. Anita mi manchi. Non ho
voglia di tornare a casa. Cancellare ogni pensiero. Solo voglia
di un'altra sigaretta.
Sta nevicando. La neve cade e tutto cancella. Tutto è uguale.
Come in quella poesia di non mi ricordo chi. Sono immobile aspettando
un pullman che non arriverà. Metto le cuffie e mi incammino
guardando la neve che si appoggia alla mia giacca di pelle. Testa
bassa per non mangiarmela. Quando Brody canta "there's a black
moon tonight it aint shine anything on the western neon lights.."
alzo la testa verso il cielo e canto anch'io.
Continuo a camminare e camminare. È buio e potrei aver benissimo
sbagliato strada. Non importa. L'unica cosa che mi fa girare i coglioni
è che tra poco avrò le pile scariche.
Ogni tanto una macchina superandomi suona il clacson.
Ogni tanto mostro il dito medio.
Non ho idea di dove cazzo sia finita.
Ho anche perso le sigarette e ovviamente non ho moneta per i distributori
automatici.
Girovagando trovo un bar aperto. Fa un freddo cane. Cappuccio bollente
e sigarette. Faccio per pagare e sui avvicina un ragazzo. Insiste
per offrirmi almeno il cappuccio. No grazie. Dai almeno il cappuccio
e allunga una banconota. Se proprio insisti. E riesco ad freddo.
Nevica più forte.
Ho un senso dell'orientamento pessimo. Rido . Vista l'ora che mi
importa di dove sono?!
Tiro la sciarpa fin sopra il naso. Accosta una macchina. Ignoro.
Tira giù il finestrino. È il ragazzo di prima. Vuoi
un passaggio? No grazie. Tiro dritto.
"Ma non ci siamo già visti?". In un'altra vita
magari, penso. "Può darsi ma non credo, in ogni caso
ho una pessima memoria." Non eri settimana scorsa a Torino?
O forse a Lugano". Modalità ignore. "Ah no ora
ricordo, sei l'amica di Anita, ho visto le foto appese da lei."
Colpita e affondata. "Dai non stare lì impalata, o vuoi
forse diventare un pupazzo di neve? Sali."
E mi apre la portiera. Dallo stereo escono gli Oxymoron. Fumiamo
una sigaretta in silenzio, fingendo di concentrarci sulla musica.
"allora dove ti porto?"
"boh"
"come boh! Ma dove stavi andando?"
"in giro"
"con sto freddo? Si vede che sei un'amica di Anita, solo lei
poteva andare con questo freddo in Danimarca"
Ah bene, almeno so dov'è.
"ah comunque Danilo" mi allunga una mano. "Beh se
non hai nulla da fare andiamo a fare un giro o mi mordi?"
alzo le spalle. Ma alla fine faccio un mezzo sorriso.
"Che ci facevi in quella sottospecie di bar a quest'ora? Ah
e comunque non mordo"
"Lasciamo perdere, mi hanno paccato, e visto che c'ero mi sono
bevuto un paio di birre, pessime tra l'altro. Che tristezza eh?"
Inchioda e quasi finisco contro il vetro.
"Aspetta un attimo devo fare una cosa"
Devo averlo guardato male, perché subito dopo aggiunge "non
ho intenzione di venderti a nessun albanese per un paio di grammi"
Pausa "lo so è una battuta del cazzo." Sorride
e va.
Torna con un sacchetto che sbatte sul sedile di dietro.
Il ghiaccio oramai è sciolto e girovaghiamo ancora per un'oretta.
Sta parcheggiando. "beh siamo arrivati"
Interrompe il silenzio.
Apro la portiera. Neve e vento. "dai corri sul marciapiede"
Sotto il balcone mi tolgo il cappuccio e mi mangio un fiocco di
neve rimasto sui capelli.
"Bastarda, lo volevo io, ridammelo"
Ha le labbra gelate.
Saliamo rampe di scale che sembrano non finire mai. Al buio. Sei
piani. L'ascensore ha il cartello guasto. Da secoli aggiunge lui.
Infila una mano gelata sotto la mia giacca. Faccio un salto. Ride
e mi bacia sul collo. Gli passo una mano intorno alla vita magra
e lo mordo sul collo.
L'appartamento è buio, cerco di abituarmi in fretta alla
mancanza di luce. Ovviamente inciampo in uno scatolone. Alla mia
bestemmia ride forte facendomi strada, mentre con una mano mi toglie
i vestiti che cadono non so dove.
Mi sveglio tra lenzuola che puzzano di sigaretta. Danilo riappare
con in mano il famoso sacchetto e una caffettiera che appoggia su
uno scatolone. Mi infilo una maglietta con su il simbolo dei Germs,
almeno sembra pulita.
Su un fornelletto da campeggio prepara il caffè che mi porta
a letto insieme a due brioche (non so come ancora tiepide!).
"Ma allora era questo il contenuto di quel cazzo di sacchetto?"
Rido tenendo la tazza bollente con due mani.
"Eretica. Mangiala e poi vediamo se non valeva la pena di tutto
questo"
"tu non sei normale"
"tu scherzi, ma è grazie a queste che ho tutte le donne
ai miei piedi.."
Scuoto la testa ridendo.
Mi sdraio appoggiando il portacenere sulla pancia e mi fumo la sigaretta
godendomi il momento.
Il momento dei saluti non è poi così terribile, anzi.
Sembra quasi che stiamo recitando battute imparate alla perfezione.
Non mi chiede il numero né tenta di lasciarmi il suo. Mi
chiede se voglio un passaggio al metrò ma sa già che
non l'accetterò. Così mi spiega come arrivare alla
fermata del pullman e ci salutiamo.
Sul pullman riaffiorano ricordi vaghi, sento ancore le sue mani,
mi addormento con la sensazione di essere ancora in quel letto.
Di nuovo a casa. Butto borsa e giacca sulla poltrona e vado alla
ricerca di cibo. Non trovandolo apro una birra. Sul frigo un post-it
di mia madre. "Da settimana prossima inizi a lavorare finchè
Annamaria non trova nessun altro. Gli altri che hanno fatto la prova
erano peggio di te. Ma il cell è un optional? Metti un po'
in ordine visto che ci sei"
Mi faccio un caffè. Butto il post-it in pattumiera e me ne
vado in camera con una birra. Metto su gli Angeli e mi rannicchio
contro il calorifero. Mi mordo il labbro e canticchio.
Stufa del mio riflesso nello specchio mi decido finalmente a cambiare.
Stavo puntando ai soliti colori ma sapevo non mi sarebbe bastato.
Entro e compro decolorante. No niente tinta grazie.
Decido di abbondare, fino a lasciare i capelli quasi bianchi. Visto
che ci stava bene rado quasi completamente le sopracciglia. Sembro
quasi un'altra persona e mi piace. Abbondo con l'eyeliner e mi scatto
una polaroid.
Grazie ai miei capelli nell'ufficio sembra essere tornato il buonumore.
Se la ridono parecchio.
A me infondo non dispiace, almeno ho mezza giornata occupata. Le
candidate che si presentano devono essere veramente impedite di
me. Oggi non c'è nessuno qui, così chiamo Anita che
mi risponde mezza addormentata.
"ehi ma ti ho svegliata?"
"mhh più o meno.. no scherzo, sono sveglia da un po',
non hai idea di come sia impossibile dormire con Davide, è
quasi una tortura che forse era meglio dormire per terra"
"beh che mi racconti?"
"Beh le solite cose, Davide è allucinante, ovunque andiamo
incontra o attacca bottone con qualcuno, a Copenaghen mi sa che
abbiamo incontrato gli unici altri italiani in tutta la Danimarca.
Ti giuro è una cosa assurda!!" Ride.
"aspetta che sta arrivando qualcuno, sembra facciano apposta,
ti chiamo quando torno a casa. Un bacio"
"ok bacio. Però cazzo è un casino che non ci
vediamo"
"dai cerco di venirti a trovare il prima possibile"
"Treno per Bergamo in partenza dal binario tre. Ferma in tutte
le stazioni"
Butto la sigaretta e salgo. Nel riflesso osservo i miei capelli
di un colore oramai terribile. Dopo la decolorazione li ho tinti
un'altra volta e ora sono di un colore orribile.
Lei mi aspetta alla stazione come sempre. Solita tappa dal tabaccaio
perché entrambe siamo senza sigarette.
"hai dei capelli orribili"
"quando mai sono stati decenti? Ma soprattutto quante volte
mi hai ripetuto che me li avresti sistemati?"
Sorride. "dai oggi te li faccio. Promesso"
Solito scambio di battute coi tamarri in piazza. Sempre seduti sui
motorini a fare un cazzo. Niente è cambiato insomma.
Entrata, mollo gli anfibi in un angolo mentre Anita prende due birre
dal frigo.
Ascoltiamo Negazione mentre mi tinge i capelli con un bel turchese.
"sai pensavamo di andare a Berlino io e Davide, non sappiamo
ancora se gli lasciamo la macchina, al massimo saliamo in treno,
tanto ci dovrebbe essere anche un po' di gente di Torino e poi boh
dovrebbe passare la tipetta con la voce da camionista bergamasco,
te la ricordi? Perché non vieni anche te stavolta?"
"Vengo, mi lasciano a casa. La tizia ha trovato qualcuno che
vuole il posto"
"no aspetta, non è possibile..ripetimelo!"
"v-e-n-g-o-a-B-er-l-i-n-o" scandisco lentamente.
Inizia a ridere
"cazzo Anita non voglio anche tutta la faccia azzurra!"
Arriva Davide e ci porta in un non so che posto, dove dei tizi che
conosce suonano di spalla ai los fastidios. Nonostante le nostre
proteste.
"Dai Davide, non dirmi che ti piacciono i Los Fastidios"
e attacchiamo in coro "siiiii il leader di te stesso
no
leader Maaaaaaaaaaaai" facendo il vocione.
Ci manda a cagare ridendo.
Davide continua a passarmi cocktail che riesce a scroccare con una
non-chalance invidiabile, per il resto non ricordo un cazzo della
serata, se non una tipa che mi si è incollata addosso raccontandomi
le sue sfighe sentimentali e altre paranoie del cazzo.
Mentre mi spoglio per andare a dormire vibra il cellulare. E' un
tizio con cui sono uscita un paio di volte. Ma che vuole? Non rispondo,
apro la finestra e mi fumo una sigaretta. Infatti subito dopo richiama,
ma sono più concentrata nell'osservare il fumo della sigaretta
che sulle sue parole.
Poi chiamo Giorgio. Restiamo due ore nette a parlare: mi racconta
degli ultimi concerti, delle tiziette che gli si avvicinano paragonandolo
a qualche cantante trendy che hanno visto in tv o su qualche rivista.
"ma puttana la madonna, mi rapo a zero!"
"basta che poi non ti lamenti che sei senza fans!!"
"Stai scherzando spero, guarda che la mia è tutta classe.
E comunque non puoi parlare a riguardo.. Quanto durano le tue storie?"
Sento una voce di ragazzina che lo chiama. Una voce irritante già
solo da lontano
"Spero che anche questa duri poco, mi irrita solo dal telefono..
ma chi è?"
"Non chiedermi il nome perché non me lo ricordo, mi
si è incollata stasera, mi avrebbe fatto un pompino nel cesso,
ma era troppo carina per accontentarsi"
"maiale, assicurati almeno che le medie le abbia finite almeno!"
Ridiamo di gusto prima che torni dalla sua mocciosa.
Subito dopo essermi messa a letto mi manda un sms "ah poi è
arrivato un tizio a chiedermi di te, era anche bellino, sarai pure
uscita con qualche cesso, me li tieni nascosti quelli? Bacio della
buonanotte anche se è quasi mattina"
Non ho idea di chi possa essere.
Dormo pochissimo, al risveglio Anita gira per la casa in asciugamano
e mi offre un caffè.
Alla fine si parte in macchina. Tappa in Svizzera per salutare
amici al concerto degli Exploited. Non che mi interessi particolarmente
vedere un vecchiardo coi capelli rossi che si diverte a sputare
sulle prime file, ma sono curiosa di vedere un po' di suoi amici.
Nervosismo cancellato dall'alcool che gira in macchina.
Tra la folla lo vedo. C'è Danilo. E ho una reazione idiota:
mi dimentico di cosa sto parlando e con chi. Lo sto cercando, mentre
cerco di convincermi che è colpa dell'alcool a farmi agire
così.
E cosa dovrei dirgli poi? So benissimo che sto facendo qualcosa
senza senso, ma lo faccio ugualmente.
Non trovandolo, mi convinta di essermelo sognato.
Attaccano la cover di Holidays in the sun e esco x respirare un
minimo d'aria e fumarmi una sigaretta in pace.
Mi accascio contro una parete che vibra per i bassi. Una ragazza
si siede di fianco a me. Sottoveste nera e calze a rete piene di
buchi.. Anche a lei del concerto frega niente, era solo una scusa
per vedere il suo ragazzo "ma non so perché ci sono
venuta. Dire che stiamo insieme è un eufemismo, lui si chiude
a riccio e non parla, e poi manco mi ricordo l'ultima scopata decente"
Mi offre una canna che fumiamo in tranquillità mentre parla
a ruota libera della sua vita.
"posso dipingerti un giorno?"
"eh??"
"sì dai te l'ho detto che sto facendo pittura, ma se
ti scazza fa niente, no problem!"
Non so cosa rispondere quando sentiamo "Su Micky sorridi"
Click.
"Vaffanculo Dan sei uno stronzo"
Click.
"anche lei bella signorina, via quella faccia, un bel sorriso"
Click.
Vaffanculo Danilo penso.
Micky mi saluta e se ne vanno a parlare qualche metro più
in là.
Visto che la canna se la sono portata via mi accendo una sigaretta
e li osservo come fossero due burattini.
Passo tutto il giorno ad ascoltare gli scleri di Micky.
Anita e Danilo sono tornati in Italia. Oltre ad averci aperto la
macchina fregandoci soldi e tutto quanto, deve essere successo un
mezzo casino , a quanto ho capito c'è stata una rissa e Kenny
l'hanno tenuto in ospedale.
Non li conosco se non attraverso i racconti di Anita, quindi sarebbe
inutile partire con loro.
"Tranquilla Anita. Mi fermo qui un paio di giorni e poi torno
in treno. Poi ci sentiamo, mi raccomando"Bacio "ciao Davide"
Sono precipitata nell'apatia più totale. Cammino per inerzia.
Senza meta. Giusto per non restare immobile da qualche parte. Mi
odio.
Mangi solo pistacchi che prendo di notte in un distributore. Per
il resto nulla. Un paio di volte ho incrociato di nuovo Danilo a
braccetto con Micky, qualche altra volta i ragazzi che ci avevano
ospitato. Solo una volta ho trovato Micky da sola. La sera prima
aveva incrociato Danilo e ci ero andata a letto, dopo aver bevuto
in un posto terribile. Bevevo e parlava. Bevevo e ascoltavo. La
sua voce mi incantava letteralmente. Uscendo mi reggevo a malapena
in piedi, ma ero consapevole di cosa stavo facendo. Non ho mai sopportato
chi usava l'alcool come scusante.
Siamo andate a fare colazione in un bar anche se erano le due del
pomeriggio.
Ho addosso una felpa di Danilo, se ne sarà sicuramente accorta,
ma passa oltre, non fa domande. Mi lascia il suo indirizzo di Bologna."Passa
se ti va, mi piaci, ti trovo interessante. Piacere di averti conosciuto".
Si allontana sorridendo e io rimetto le cuffie perché solo
in questo modo riesco a sopravvivere.
Sto girovagando. C'è un manifesto che pubblicizza un concerto
di stasera: Shandon con un gruppo olandese e un paio altri di qui.
Mi fermo in un internet cafè e scrivo un po' a Giorgio.
Arrivo abbastanza presto, sta ancora suonando un altro gruppo. Ci
saranno sì e no una decina di persone sotto il palco e musicalmente
mi lasciano parecchio indifferente. Mi prendo da bere e mi siedo
in un angolo. Mi perdo via e il cellulare mi riporta alla realtà.
Sms di Giorgio. "Cretina! Non si fa quella faccia al concerto
di in cui si aspettano CERTE canzoni!" poi sento che qualcuno
si è fermato proprio davanti a me e mi sta fissando. Alzo
gli occhi ed è davanti a me. Sorrido per stupore e felicità
nello stesso momento. Mi alzo di scatto e l'abbraccio. La sua presenza
mi fa stare bene. Grazie Giorgio. Grazie di essere qui.
"dai tanto è presto, usciamo fuori a congelare un po'!"
ci sediamo su un muretto, mi fumo una sigaretta mentre lui compra
un paio di birre.
"che combini piccolo danno, non puoi sparire e poi lasciar
sembrare che vada tutto bene e poi mandarmi mail così"
mezzo sorriso.
"non lo so, da quando è ripartita Anita mi sono infilata
in uno dei miei momenti no in tempo zero. Ma tanto passa, lo sai
anche te." Mi abbraccia.
"sai ieri notte camminavo vicino alla stazione, dove ci sono
gli autobus, si era alzato il vento e mi sono ritrovata a vedere
il cielo. E avrei voluto fotografarlo. Violaceo, senza stelle e
gli alberi erano spogli.
Non posso stare ferma. Non posso restare senza far nulla. Altrimenti
non ce la faccio. Sono giorni che non riesco ad ascoltare altro
che la voce di Olly. Cammino e basta. E non mi ricordo l'ultima
volta che ho fatto una dormita decente"
Mi bacia sulla fronte "dai andiamo, tra un po' inizieranno,
ma finito il concerto riparti con me"
Non sono ancora saliti. Come odio le attese. Mi accendo una sigaretta
e Giorgio prende altre due birre. Terribili, ma basta non farci
caso e buttare giù. Parte l'intro di sixtynine. Subito dopo
Wrong way. Non vale. Chiudo gli occhi e mi intrufolo in prima fila
e sento le lacrime che si formano ma non escono. Una canzone dietro
l'altra. Proprio quelle canzoni. Non ho il tempo di respirare. Rimango
lì, immobile con gli occhi fissi e senza il senso del tempo.
Se ne vanno. Si riaccendono le luci ma c'è solo Olly.
"questa sera c'è un piccolo cambiamento. Da poco è
uscito il cd dei Furious party, ma a causa dei miei impegni con
gli Shandon e quelli lavorativi degli altri componenti ci è
un po' difficile suonare live. Questa sera sono qui e spero non
vi dispiaccia, altrimenti liberissimi di andarvene, in concerto
degli Shandon è finito".
Sarebbe stato meglio un pugno dello stomaco. E' il loro cd che ascolto
da giorni. L'avevo scaricato per curiosità e dopo un paio
di ascolti era diventato la mia colonna sonora ideale. Ringrazio
il mio non-essere a Berlino. Assorbo le canzoni con ogni singola
cellula del mio corpo, indifferente della gente che poga e spinge.
Together 'cross the line, together 'cross my way.. i feel better
along the line, my borderline
.
E' come aver visto due concerti in uno. Mi dimentico di tutto, il
posto, il mio stato di prima, del perché sono qui e non a
casa. Grazie.
Fine del concerto. La gente si disperde. Un ragazzo sul palco mi
sorride e mi scrocca una sigaretta, sorrido dandogliela. In cambio
mi regala la scaletta "beh mi è sembrato di capire che
la serata ti è particolarmente piaciuta, non è un
granchè ma è sempre un ricordo". Ringrazio e
saluto. Al banchetto compro il cd originale.
"ah e io che pensavo volessi comprare il tanga"
"ma vaffanculo Giorgio, sai che tristezza! Però se vuoi
lo compro per te, magari vuoi puntare alle mocciose "ohhhhhhhhmiodiiiiiioooogliShaaaaaaaaaandooooon!"
hai presente no?"
At home. Again. Non ci sarà nessuno per almeno un'altra
settimana. Solo io. Lascio il cellulare in un angolo, silenzioso.
Sono uscita oggi per la prima volta dopo una settimana. Il cielo
era grigio, e c'era poca gente in giro visto che era l'ora di pranzo.
Per fortuna. Il tempo di comprare le sigarette e qualcosa da mangiare.
Ho preso due brioche perché oramai mangio solo quelle. Non
ho voglia di fare niente, lascio che il tempo scorra e io resto
a guardare.
Suonano alla porta. Non mi alzo nemmeno per andare a rispondere.
Aspetto che se ne vada, chiunque sia. Risuona. Sento la voce di
Giorgio che mi dice di aprire. Non rispondo. Continua a parlare,
finché le parole non diventano urla. Tira un calcio alla
porta e se ne va. Mi alzo e vado ad aprire il frigorifero, mangiando
a caso quello che trovo.
Sveglia. 5:57. Letto dalle lenzuola blu. Letto non mio. Tento con
poco impegno e quindi con scarso successo di fare mente locale.
Sta sorgendo il sole, il cielo ha dei bei colori per essere un cielo
milanese.
Cammino a piedi nudi per la casa che sembra vuota. Apro il frigo
e bevo succo alla mela. Un rumore di chiavi. Entra Manuel. Che ci
faccio nel letto di Manuel??
Manuel. Siamo cresciuti negli stessi posti, stessi palazzi, stessi
giochi, ma le uniche parole che ci eravamo scambiati finora probabilmente
saranno stati gli insulti che ci lanciavamo da un lato all'altro
della strada quando lui faceva il fighetto e io cambiavo colore
di capelli ogni due giorni.
"che ci fai sveglia?"
"che ci fai in giro alle 6 del mattino?"
"non ti hanno insegnato che rispondere è cortesia?"
"Manuel.. ma vaffanculo"
"qualche ora fa però non la pensavi così"
"devo ancora ricordarmi, se ho la mente vuota forse non è
stato esattamente qualcosa di memorabile"
"vuoi una mano a ricordare? Possiamo sempre replicare"
Replica con un ghigno.
"sei proprio una zarro del cazzo!"
"te la fai una canna ragazzina? Fammi un filtro"
Ho dei lividi sulle gambe, ben visibili. Mi guardo nello specchio
in camera trovandone di più piccoli.
Mi rivedo legata a questo letto con Manuel che sistema la coca sulla
mia schiena. "non muoverti o ti ammazzo!". Ne offre un
po' anche a me, o meglio me la infila sotto il naso. Non vedo assolutamente
e decido di andare a fiducia.
Manuel è convinto di umiliarmi, di farmi del male e io glielo
lascio credere. Non so perché lo sto facendo, ma infondo
non mi dispiace. Non sento Giorgio da un sacco. E in questo momento
chiamarlo è l'ultima cosa di cui ho bisogno. E' sabato notte,
sto camminando per vie quasi deserte. Fino ad arrivare al palazzo
che stanno ristrutturando. Da casa popolare fatiscente diventerà
un insieme di appartamenti tanto trendy, per gente che ha voglia
di spendere. Ma i lavori vanno a rilento. Mi arrampico sul ponteggio,
fino ad arrivare al terrazzo. Guardo il cielo che tra un po' inizierà
a schiarirsi, ma ora è scuro, con nuvole viola. I tetti delle
case. La gente dorme, è difficile trovare luci accese a quest'ora.
E'qui che ho incontrato Manuel la prima volta. La prima volta che
abbiamo parlato. La prima volta che ho lasciato che mi spogliasse.
Di certo non uscirebbe con me un sabato sera, non sarei la bambola
adatta da mostrare agli amici, probabilmente mi rimbalzerebbero
all'entrata della discoteca. Ma eccolo qua di fianco a me che mi
porge una bottiglia di whiskey.
"figa non ce la faccio più"
"com'era la tipa di stasera? Bionda con un bel paio di tette?
Non aveva il culone spero"
"ma chi cazzo se lo ricorda. Non mi ricordo manco che macchina
ho"
Silenzio
"devo pisciare"
"Vai più in là almeno"
"Lo sai che hai un bel culo?"
"Mi sa che tutte ste paste ti hanno bruciato il cervello"
"ma sai che storia farsi un trip qua sopra?"
Lo lascio addormentato qua su, mi finisco la bottiglia e scendo.
Il cielo si sta schiarendo e la luce mi dà fastidio. Mi infilo
gli occhiali da sole e mi accendo una sigaretta.
"mi spieghi che cazzo stai facendo?"
Stavo infilando la chiave nella toppa e non l'avevo visto. Mi giro
lentamente,troppo lentamente.
"Cosa ci fai qui Giorgio?"
"E tu mi dici perché giri con quel tipo?"
"Saranno cazzi miei?"
"Se permetti non mi sta bene che la mia migliore amica vada
in giro con un occhio nero, perché non ti togli gli occhiali
se non è vero? Non mi sta bene che mi vengano a dire che
ti hanno visto vicino al midnight, con un tipo che ti mette le mani
addosso. Fai quello che ti pare, non ti ho mai detto nulla, ma non
puoi annullarti così"
"Le cose non stanno così"
"Ah, e dimmi tu come stanno allora"
"Sto bene, va tutto bene e sono abbastanza grande per decidere
cosa fare"
"Va bene, me ne vado".
Si allontana, entro e chiudo il portone alle mie spalle. Rumore
di macchina che si allontana. E io alzo la testa con le spalle contro
il muro.
Mi accendo una sigaretta. Mi spoglio lentamente, troppo lentamente.
Non pensare è decisamente meglio. Da quanto tempo lo sto
facendo? Prima o poi mi toccherà fare un po' di ordine, ma
non stanotte. Casa deserta. Sono sola. Solo io e la musica che esce
prepotente dallo stereo. Forse dovrei spegnerla. Forse.
Cammino per strade che odio. Ad ogni passo incontro gente che odio.
Non ce la faccio. Torno velocemente a casa, a rinchiudermi nel mio
mondo. Solo io e nient'altro.
Fa caldo. La micia si struscia contro le mie gambe. Mi fumo una
sigaretta seduta in giardino. Finalmente un filo d'aria. Finalmente
un attimo per me stessa e ho la testa vuota. Applausi grazie.
Ultimo tiro e butto la sigaretta. Giorgio non l'ho più visto
né sentito da quella volta. Dovrei chiamarlo ma ovviamente
non lo faccio. Hanno arrestato Manuel per spaccio. I lividi non
accennano a scomparire. Vorrei una polaroid per immortalarli uno
a uno. Chiamo Giorgio. E' occupato. Ovvio.
Mi ritrovo sotto casa sua. Sto aspettando al buio. Sto aspettando
non-so-che-cosa. Arriva. Con una ragazza. Il portone si chiude alle
loro spalle. Perché sono qui? Rimango immobile. Il cellulare
vibra. Giorgio is calling.
"Sali"
"E la dolce fanciulla?"
"Sali e non rompere."
Salgo scale che sembrano infinite. Mi mordo il labbro. Vorrei avere
una colonna sonora perfetta. Che mi regali lo stato d'animo adatto.
Per questi minuti infiniti. Il lettore è rimasto a casa.
Mi sta aspettando seduto sulle scale. Sigaretta tra le labbra. Occhi
che mi fissano. Parla Giorgio, parla ti prego.
"Come stai?"
"Boh"
"Sei cambiata per un cazzo eh?"
Mezzo sorriso. Quasi forzato.
"Dai entra"
E' tutto identico. Non è cambiato niente dall'ultima volta
che sono entrata qui. Non ricordo nemmeno quanto sia passato.
Virus dallo stereo. Non ce la faccio. A fare niente. Qualsiasi cosa
pur di mantenere la mente occupata. Quello che mi capita. Quello
che l'occasione offra. Non importa cosa sia. Qualsiasi cosa. Ecco
quello che vorrei dirti. Ma rimango zitta.
Full Circle. Ecco la colonna sonora adatta. Stupida conversazione.
Solite parole. Perché stiamo facendo così?
"Come va col gruppo?"
"Non esiste più. Almeno per me. Mi trasferisco in Germania."
"Ah ok".
KILL ME.
Uccidetemi. Ora.
Una scusa banale. L'ho detta pur di non restare. Non avrei resistito
nell'incrociare i tuoi occhi. Chiudo la porta alle mie spalle. Scendo
un paio di rampe e rimango lì. Immobile. Che senso ha tutto
ciò?
Chiamasi egoismo questo. Pretendere che chiunque sia disponibile
al mio minimo bisogno. Mentre io me ne frego. Di tutto e tutti.
Esco dal portone. Anfibi sull'asfalto. Cammino senza meta. Tra
le mani il cellulare. Mi mancherai. Messaggio inviato. Indigesti
nelle orecchie. Cosa mi rimane.. urla Rudi Medea.
Fredde piastrelle a contatto con la pelle. Juliette Lewis urla
dalle casse. Il cellulare in mano. Lacrime scendono. Rimango immobile
mentre gli occhi fissano lo schermo. Vibra tra le mie mani. Non
sta chiamando chi vorrei. Lo lancio contro l'armadio. Allungo il
braccio per prendere le sigarette. Ne accendo una. E la schiena
continua ad essere contro le piastrelle.
Mi scoppia la testa. Tipica frenesia milanese fuori dal finestrino..
Kina come isolante. Tra me e il mondo.
"..ma se ora siamo lontani non è solo colpa mia.."
come mi piacerebbe crederci. "Mi chiedo se potrò mai
essere felice. Ora guardandomi allo specchio, senza vedermi
"
Mi sento un fantasma. Invisibile.
Mi ha urlato "Piantala di piangerti addosso. Datti una svegliata"
La sveglia indicava le 7:30. mi ero addormentata da poco. L'ho guardata
un attimo mentre lanciava i miei vestiti e qualche cianfrusaglia
a terra. "guarda che schifo di stanza!" Ho scrollato le
spalle e mi sono sdraiata di nuovo. Senza più riaddormentarmi.
Una ragazza mi parla. Sfilo lentamente l'auricolare. Mi chiede l'ora.
In realtà è un pretesto per parlare. Per raccontare
di sé. Osservo le sue mani muoversi a scatti. Gesticola nervosa
mentre parla. Ogni tanto sorrido. Annuisco o scuoto la testa, a
seconda del suo tono di voce.
Allo stesso modo ho conosciuto Anita. Ma lei non è Anita.
Anita mi manca. Chissà dov'è ora. Saluto la sconosciuta,
nonostante si sia presentata non ricordo il nome.
Cammino fino ad un parco. mi sdraio sull'erba umida e chiudo gli
occhi. Non ho voglia di riaprirli. Voglio rimanere qui immobile.
Non so per quanto.
Un rumore troppo vicino cattura la mia attenzione. Apro gli occhi
e vedo Danilo che si sdraia accanto a me. "shh.." è
l'unica cosa che dice mentre mi sfila un auricolare. Chiude gli
occhi. Lo faccio anch'io. Non so per quanto tempo rimaniamo così.
Come immersi in un altro mondo. Io. Lui. E i Kina a ripetizione
continua.
Mi immergo in un'altra routine. Alzarsi alle due di pomeriggio.
Colazione. Incontrare Danilo. Andare a lavorare. Turno di notte
in un autogrill dalle sue parti. Vagare senza meta. Ascoltare la
sua voce. A casa. A dormire.
Sto uscendo. Ci incrociamo. "Cristo sembri una puttana, chissà
quel povero ragazzo.."
Chiudi gli occhi. Respira. Mi ripeto mentalmente. Prendere la borsa
e uscire.
"Stai da me scusa.."
Indigesti. Distolgo l'attenzione dalla voce di Rudy.
"Boh non lo so, e poi non sarebbe il caso di pensare alla strada?
E' la terza volta che canni.."
"Cazzo me ne frega dei Casualties, vabbè fai quel cazzo
che ti pare. Basta che poi non ti lamenti"
"Ma che hai stasera? Di punto in bianco tiri fuori 'sto discorso!"
"ah io cos'ho? E' una settimana che praticamente non parli.
Te ne stai lì con la sigaretta tra le mani e lo sguardo perso
nel vuoto."
Non rispondo. Incrocio i tuoi occhi per un attimo. Prendo una sigaretta
dal cruscotto. Lo sguardo ritorna fuori dal finestrino.
"Non lascerò che tutto vada a puttane"
Te ne vai per parlare con gente che sai che non sopporto. Ritorno
fuori per fumarmi una sigaretta. Mi stringo nel chiodo. Fa un freddo
cane, l'aria gelida mi taglia la faccia.
"ehi ciao"
"Ciao Anita, che ci fai qui?"
Sono secoli che non ci vediamo né ci sentiamo. Ma ora il
silenzio tra noi mi mette a disagio. Non lo posso sopportare. Mi
chiedo il perché. Non lo trovo.
Ti guardo mentre ti allontani. Non una parola. Solo immagini. Sta
iniziando il concerto. Sento la voce di Jorge. Ma nella mia testa
ci sono i Cripple Bastards. Giulio che urla "Non c'è
soluzione quando tu sei il problema". Un'altra sigaretta mentre
le lacrime scorrono. In silenzio.
Sto. Mandando. Tutto. A puttane.
* she's waitin for an escape, shes' always run
run run, she dont trust no one on the south of the bus all alone..*
..la tua vita scorre via, ogni giorno, ogni momento
Non importa chi tu sia veramente. Non so perché questa frase
ronza nelle mie orecchie. Apro gli occhi. Non cambia nulla, è
tutto buio. Mi giro e guardo Jack dormire accanto a me. Non ricordo
nulla. Mal di testa post sbronza. La sveglia luminosa indica 5:49.
Scansando il casino che c'è per terra mi avvicino alla finestra
e frego una sigaretta da un pacchetto lercio di non-so-chi.
Ora ricordo, sono in Spagna. Scosto il ciuffo viola dalla mia fronte,
una cresta ammosciata. Non sono mai stata capace di tirarla su,
o forse non mi è mai interessato davvero. Anche se in realtà
i capelli sono così lerci che resterebbero in piedi da soli.
Ricordo che appena arrivata qui odiavo i miei capelli, fuggivo da
una Milano troppo grigia, troppi ricordi si erano fatti vivi nella
mia mente. Una ragazzina dal viso dolcissimo si era offerta di cambiarmi
look, chiudo gli occhi e mi affido alle sue mani.
Butto la sigaretta fuori dalla finestra e torno a dormire.
Mi risveglio che ormai è pomeriggio inoltrato, gli altri
sono usciti, in giro non so dove, c'è solo Spike in un angolo
a ripetere frasi come mantra che hanno significato solo per lui.
Oramai vive in un suo mondo.
Mi vesto ed esco non prima di aver abbondato con la matita nera
intorno agli occhi. Entro in un internet cafè e saluto Pedro.
Trovo Luca collegato.
<Nasty >sorry se ieri non ti ho risposto al telefono
non
mi pareva il caso di farti fare un internazionale
<Luca> ???
<Nasty > sono in Spagna non so quando torno
mi farò
sentire prima o poi promesso
tu come stai?
<Luca> tutto bene, ma perché sei sparita così?
<Nasty > e chi lo sa veramente? Un insieme di tutto e niente..
<Nasty > avevo bisogno di cambiare, troppi ricordi tornati
alla mente. Non aveva senso restare.
Vado a dare un'occhiata al forum. Il thread Nasty Girl è
ancora lì. Ch(A)os si è dato da fare, scrivendo ancora
i cazzi miei. Non che me ne importi davvero. Ma ora ha raggiunto
il limite. Ha addirittura messo delle foto. Io&Sid. Mandy.
Incazzata nera rispondo.
"Vedo che ti diverti con poco coglione. Me ne sono andata
ma ti diverti cmq a raccontare a tutti i cazzi miei. Credi davvero
ke importi qualcosa a qlc1? Sei ridicolo. Cosa vuoi dimostrare?
Cosa vuoi ottenere?
Come sta il tuo naso? Spero non si rimetta a posto, ti dona un naso
rotto
non rifarti vivo se torno a Milano, sei riuscito a farmi
incazzare come da tempo non succedeva. Non sto scherzando. Fottiti."
Lampeggia la finestrella di Luca.
<Luca> ma cos'è sta storia?
<Nasty > il passato. Boh e cmq c'è tutto scritto..
non so quanto possa interessarti
.
<Nasty > ps sono così irriconoscibile con i capelli
fuxia in piedi?
<Luca>
.
<Luca> quanto torni?
<Nasty > stacco, se trono a Milano mi faccio viva ok? kisses
<Luca> ok, mi raccomando Silvia fai la brava, un abbraccio.
Arrivata alla casa occupata c'è Jack che mi fissa dalla
finestra, salgo al 1° piano mente la tedesca mi urla se voglio
del vin brulè. Mi butto sul letto scavalcando i vestiti sparsi
a terra. Jack mi lancia un cellulare "usa questo per chiamare,
tanto non spendiamo noi"
Accendo una sigaretta. Tutto è buio se non per qualche debole
luce.
Chiamo Luca.
"ciao come va? Sei ancora al lavoro?"
sorrido.
"già questi turni notturni sono massacranti, sono uno
zombie"
silenzio
"ma dove sei adesso?"
"sono in una casa occupata, è un casino allucinante
qui. Magari faccio un salto a Milano, se ti va ci vediamo..nel caso
mi faccio sentire io.."
"ci conto piccola un abbraccio..ciao"
Vedo Jack che mi fissa nella penombra appoggiato ad uno stipite
della porta.
"Vuoi tornare?"
"non lo so
"
Si avvicina e fa per baciarmi ma io mi sposto. Non voglio contatti
con nessuno. Che cosa ha senso ora?
Si sdraia accanto a me e mi abbraccia. Fisso il soffitto.
"ho un paio di biglietti per l'interrail falsi. Te li lascio
domattina da Pedro. Stasera andiamo a sentire un concerto vieni."
"va bene."
Apro gli occhi. Entra la luce dalla finestra. Vaffanculo. Mal di
testa allucinante. Non ricordo assolutamente nulla di ieri sera.
Guardo nello specchio la mia solita faccia distrutta. Metto 4 cose
in uno zaino e passo dalla tedesca x darmi una lavata. Calco con
la matita nera. Urlo good bye alla tedesca di cui non ho mai capito
il nome. Vado da Pedro. Recupero i biglietti. Lo saluto, sì
certo mi rifarò viva dico con poca convinzione.
Alla stazione c'è Jack che mi aspetta. Occhi che si incrociano.
Parole non dette. Un abbraccio. A presto, forse.
Fisso fuori dal treno. Controllore che non fa problemi per il mio
biglietto. Indigesti ad altro volume nel mio walkman. "crea
veleno tra la gente, vanno d'inerzia con la corrente crea veleno
contro la gente, crea veleno"
La voce annuncia la stazione: Milano Centrale. Saranno quasi le
sei. Scendo in metrò e automaticamente mi ritrovo nella solita
zona, immagini si imprimono nella mia mente ed è inutile
scacciarle. Inizia a piovere. Cerco un riparo e tiro fuori una sigaretta
dallo zaino, e chiamo Luca.
-ehilà. Come va?
-tutto a posto e tu pazza?
-sei a casa? Son passata prima ma non c'eri..Ti scoccia vedermi?
-sei a Milano? Dove sei?
-sotto un balcone, cazzo piove!
Sorrido.
-stupida..10 minuti e sono a casa che facciamo?
-Passo io ok?
-ok.. ciao bella.
Mi infilo il cappuccio e infilo le cuffie del walkman, alzo al
massimo il volume, in modo che anche quelli accanto a me possano
sentire, mentre io sono isolata da loro.
Non riesco più a cantare, vedere un microfono mi mette agitazione,
impugnare la chitarra non mi verrebbe nemmeno un accordo. Sono anni
oramai che mi tengo lontana da ogni possibilità di salire
su un palco, nemmeno cantando tra amici.
Salgo da Luca, smollo lo zaino a terra e l'abbraccio
quanto
tempo! Dopo i soliti saluti tira fuori due birre dal frigo e ci
sediamo sul divano mentre dallo stereo esce la musica di un gruppo
di cui non ricordo il nome.
Non appena gli dico che non ho un posto dove dormire mi offre il
suo divano, anche se so già che tra un paio di giorni mi
sentirò un'invadente e me en andrò di nuovo alla deriva.
-beh io vado a prendere qualcosa da mangiare, vuoi qualcosa di
particolare?
-no, prendi quel che ti pare
piuttosto posso usare la doccia?
Credo di puzzare oramai..
Sorrido.
-ok, intanto fai pure come se fossi a casa tua, no problem
Sotto la doccia canto i chelsea hotel. Tanto in casa non c'è
nessuno, basta non essere sentita da nessuno che la mia voce esce.
M'infilo un maglione abbastanza pulito e dei pantaloni di pelle.
"Cazzo come sono dimagrita" penso guardandomi allo specchio.
Mi collego fumandomi una sigaretta. Automaticamente finisco sul
forum anche se avevo promesso che non ci sarei più venuta.
L'immagine di Mandy subito ritorna alla mia mente. Sorrido. Apro
il link che quel bastardo di Ch(A)os aveva messo, mi porta su un
sito di cui ignoravo l'esistenza. È una sorta di diario su
quegli anni che in tutto questo tempo avevo cercato di dimenticare.
Inizio a piangere come un'idiota, perché nella mia mente
tutto è ancora così vivo. Troppo vivo. In questi due
anni passati avevo creduto di aver cancellato tutti. Di aver formattato
il file 1996-1997. E invece no.
Non mi accorgo che Luca è entrato ed è alle mie spalle.
Sta fissando il monitor. E vede le mie lacrime.
-che succede piccola?
-sono una stupida, credevo che ignorando la ferita si sarebbe chiusa,
che non pensandoci più sarei stata meglio. Ma non ci riesco.
Andava tutto così bene, ma quello stronzo di Andrea ha rovinato
tutto. Credevo di stare bene ora. E scappare non è servito
a nulla. Sono un'idiota.
Non mi va di parlarne. Interrompo la mia voce, non lo guardo in
faccia ma posso immaginare la sua espressione, cerca di capire ma
non ci riesce. Ovvio. È impossibile se non parlo.
Rimaniamo in silenzio, finchè qualcuno non lo chiama sul
cellulare. "Che fai non rispondi?" gli dico sperando che
la conversazione duri un bel po'.
E così accade. Mi sdraio sul letto. Chiudo gli occhi.
Mi risveglio con il mal di testa. Nell'altra stanza Luca cucina.
Lo saluto con gli occhi bassi, "se ti do fastidio me ne vado".
"La pianti di dire cazzate? Se non ti fossi voluto tra i piedi
non ti avrei nemmeno proposto io di restare. Lo sai"
Mi mangio le unghie. Mi sta fissando, sento il suo sguardo su di
me. "non voglio obbligarti a parlare, ma almeno puoi affermarmi
chi cazzo è quel Ch(A)os??? Vorrei sapere chi è lo
stronco che ti sta facendo star male."
"Sono anni che non lo vedo più. Non so nemmeno perché
si è messo a fare quel casino sul forum.. Vorrei davvero
saperlo.."
Al supermercato a fare la spesa. Gli sto raccontando un po' della
Spagna quando lo vedo. Andrea è lì davanti a me. Interrompo
il discorso a metà e il fisso. Sento Luca che mi chiede che
c'è, mi giro verso di lui e faccio per indicargli Ch(A)os
che però è già sparito. Porca puttana. Mi sta
mettendo angoscia. Non è possibile.
who killed bambi
Silvia se n'è andata, era appena tornata dalla Spagna, mi
aveva fatto piacere rivederla. Chissà ora dov'è. Il
cellulare è spento. Mi ha lasciato un biglietto attaccato
al frigo con una calamita assurda: un cerbiatto con la scritta who
killed bambi. La calamita è ancora qui, lei no. Siamo andati
al supermercato. Di colpo sbianca appena vede un ragazzo, capelli
cortissimi e lo sguardo gelido. Non ha voluto parlarne, la sera
siamo usciti, ma non ha voluto andare al rainbow. Siamo finiti in
un locale carino, il posto era tranquillo anche se la musica non
era un granchè. Le sue mani stringevano nervosamente il bicchiere,
fuma una sigaretta dietro l'altra.
Mi faccio un caffè e accendo il pc, nella cronologia dev'esserci
ancora il sito che guardava Silvia quando ha iniziato a piangere.
Mi sto facendo i cazzi suoi anche se non dovrei, ma è l'unico
modo per capirci qualcosa.
Parla di un gruppo di amici, di musica, di dolore. Tra le foto c'è
anche quella postata da Ch(a)os sul forum, se Silvia non me l'avesse
detto non l'avrei riconosciuta. Mi chiamano Franco e Michele, do
un'ultima occhiata ed esco.
..aiutami, non voglio vivere nel fango
Chelsea hotel. Sguardo perso fuori dal finestrino, un ragazzo attacca
bottone, è olandese, abbasso il volume del walkman e parliamo
del più e del meno, anche se non sono per niente interessata
alla discussione.
Dan si chiama il ragazzo, mi offre del vinello scadente e io tiro
fuori dei biscotti al cioccolato del GS. Quando mi chiede dove sto
andando alzo le spalle, non lo so. Dove capita. M'invita allora
da lui in Olanda sorridendo. Accetto, ma sottolineo per poco. Non
mi piace fare l'ospite, si sa dopo un po' si puzza.
Da ragazzina Amsterdam era una delle mete preferite dei miei sogni.
Ora un posto vale l'altra, a condizione di non restarci troppo e
che non ci sia gente che mi conosca bene.
Arriviamo che è sera tarda ormai, mi presenta agli amici
venuti in stazione a prenderlo. Dopo troppe birre il mio inglese
va a puttane. Mi allontano dal gruppo e inizio a camminare, nel
buio tra vicoli sconosciuti. Sul cellulare 3 chiamate perse di Luca.effettivamente
sono stata abbastanza stronza. Me ne sono andata così di
botto. Ma non potevo far altro che andarmene, l'istinto prevale
su tutto, e mi diceva di andarmene. Penso alla Spagna, a Jack, alla
tedesca e a tutti quanti,chissà cosa stanno facendo ora.
Ritrovo Dan che ora è solo. Andiamo da lui. L'orologio segna
le 4. mette su un gruppo olandese di cui conosco anch'io qualche
canzone, così iniziamo a parlare di musica tirando l'alba.
Domani se ti va suonano exploited e funeral dress insieme a qualche
gruppo olandese, se ti va ci andiamo mi dice. Rispondo con un semisorriso
e dico di essere stanca e mi sdraio sul divano che gentilmente mi
aveva promesso.
Il concerto non è male, anche se sono gruppi che non ho
mai ascoltato più di tanto. Tra la folla incontro Jhonny,
un tizio che girava abbastanza spesso a Milano. Lo saluto in italiano
e sorride stupito di trovare un altro italiano proprio qui ad Amsterdam.
Prendiamo due birre e usciamo per parlare un po', finalmente faccio
un discorso in italiano. Il discorso finisce sulle persone che si
vedevano sempre in giro e ora chissà dove sono finite.
-Te la ricordi la Giulia, quella piccolina con gli occhi verdi e
i capelli azzurri, sai ora si è trasferita in Inghilterra
da dei parenti e ogni tanto spedisce giù vestiti o qualche
cassetta a qualcuno.
-invece i revenant ke fine hanno fatto?non ho più saputo
nulla..peccato perché avevano qualche canzone carina..
- e già, ma sai Simone s'è messo insieme ad una tipa
e si sono trasferiti a Pisa, hanno un figlio e lui gestisce un negozio
di dischi mi pare, gli altri non so che fine abbia fatto..
Altre birre. Finchè il discorso cade sui no future.
- ma tu non eri quella che suonava nei no future?
-sì sono io, cazzo qualcuno che si ricorda di noi
- beh dai avete suonato un po' in giro. Cazzo mi spiace per Sid.
Dont mind era bellissima, l'adoravo.
Vorrei sorridere ma non ci riesco. Ho nella mia mente l'immagine
fissa di un concerto a Bologna. C'eravamo divertiti un sacco quella
sera. Sid ci aveva vissuto un paio d'anni prima di tornare a Milano,
prima che lo conoscessi. Perciò era un po' come suonare tra
amici, come quando suonavamo nella cantina di Manuel e Alice.
stupid girl, where are you?
.
stupida ragazzina, chissà dove cazzo è finita! Mi
ha lasciato qui una cassetta e qualche vestito che probabilmente
nella fretta si è dimenticata. Esco per andare al lavoro.
Quel Ch(a)os sul forum continua a volerle gettare del fango addosso,
non capisco il perché, ma soprattutto che senso abbia sparlare
di lei a gente che nemmeno la conosce. Lo mando gentilmente a fanculo
e chiudo la pagina. Controllo la posta convinto di dover solo eliminare
la pubblicità e invece trovo qualcosa che proprio non mi
aspettavo.
From: nasty@hotmail.com
To: bullet_in_the_head@libero.it
Oggetto: the past is knockin on the door, i dont want to see it
anymore...
Hey. Scusa il mio comportamento innanzitutto, ma non c'era ragione
valida per cui restare.. perciò tanto valeva andarsene. Ora
sono in Olanda, ho conosciuto un ragazzo carino, molto simpatico
di nome Dan. L'olandese non è certo il mio forte, ma non
penso di restarci moltissimo. Mhh devo aver dimenticato una cassetta
da me, mi raccomando tienimela bene perché ci tengo.. passerò
a riprenderla prima o poi.
Ho conosciuto il Virus del forum ieri sera al concerto dei funeral
dress. Simpatico come tipo in fondo. Mi ha detto che ti conosce
e ti porterà i miei saluti, non fare caso a quello che ti
dirà di me e del ,mio stato (skerzo!! in fondo ero solo un
po' lercia..eheh!)Ti farò avere mie notizie prossimamente,
e non stare in pensiero per me, mica ne vale la pena!!!
Un bacio -nasty -
Stupida! Lo capisse che così mi fa incazzare ancora di più?"Non
stare in pensiero non ne vale la pena"..dio bono, sarò
abbastanza grande x decidermi di chi preoccuparmi??
Esco a farmi una birra con un po' di gente, l'argomento della serata
sembra proprio essere Silvia, cazzo ma qualcuno che si faccia un
po' i cazzi propri no??
Me ne sto zitto fissando la mia birra rossa e il fumo della sigaretta
che Dani ha lasciato nel portacenere..
"ehy Luca tu che dici?"
"che sembrate delle zabette del cazzo e avete pure il coraggio
di lamentarvi quando girano le voci!!"
Mollo la birra a metà e esco dal locale. Inizio a camminare
a vuoto, una cosa che non facevo da anni, finchè sento la
voce di Stefano e mi giro
"porca troia, ma che cazzo ti prende??"
"non lo so, ma mi ha dato fastidio, non sopportavo di stare
allo stesso tavolo di gente che sparlava di una persona a cui voglio
bene, per me è come una sorella"
Prendiamo una birra in un baracchino e un panino, lasciando alla
tizia cicciona ben più di quello che si meriterebbe per quel
panino di plastica che ci ha rifilato.
"vorrei poterci capire qualcosa, quel coglione scrive sul forum
e chiedere spiegazioni a lui non servirebbe a nulla, silvia è
sparita, mi ha mandato una mail stamattina ed era in olanda, ora
chissà dove cazzo è, forse dovrei tornare su quel
sito, ma mi sento come un moccioso curioso che legge il diario della
sorella."
..what the hell is wrong with you, what the hell you gonna do??...
Me la cantava sempre Sid questa canzone e alla fine ho finito per
identificarmici. Era da un bel po' che non l'ascoltavo, e ora invece
eccola di nuovo qui, che esce dalle cuffie di un walkman scassato.
Sto tornando in Spagna, Pedro mi ha mandato un messaggio dicendomi
che Jack è stato male, l'hanno ricoverato ieri notte. Non
ho potuto fare a meno di partire.
Strano il mio rapporto con Jack, forse potrei definirlo come amore
e odio. Un'amicizia che qualche volta è finita in sesso,
ma non molto di più.. Non lo so. Non ho mai capito bene cosa
ci fosse tra di noi e in fondo non ho mai voluto capirlo.
Sono troppo stanca per pensare. Chiudo e gli occhi tanto il viaggio
è abbastanza lungo, perché questo treno economico
e puzzolente fa un casino di fermate.
Apro la porta del bagno, Sid è seduto sul cesso con quella
cazzo di siringa. Ancora. Non posso sopportarlo. Inizio ad urlare,
finiamo alle mani. Gli tiro uno schiaffo tagliandogli il labbro
con l'anello che mi aveva regalato. Lacrime che non riescono ad
uscire fuori. Giù di corsa per le scale, gli anfibi fanno
un rumore incredibile che rimbomba per le scale. Passano un paio
d'ore e inizia a fare freddo. Dalla rabbia sono uscita in maglietta.
A casa non c'è nessuno. Sid è uscito. Mi sdraio sul
divano ascoltando i wretched. Verso le 3 finalmente si apre la porta,
lo guardo, devo avere uno sguardo disperato perché non apre
bocca. Mi abbraccia e mi dice "scusami".
Mi sveglio con una strana sensazione. Cazzo, quanto tempo era che
non lo sognavo più?
Alla stazione c'è Pedro che mi aspetta. Restiamo 10 minuti
a guardarci in silenzio. La banchina si svuota, rimangono solo un
paio di barboni su delle panchine.
"ha un tumore".
Lo abbraccio. Ci impiego troppi secondi a realizzare l'idea, chemioterapia,
dolore, non rivederlo mai più. Nella mia mente la voce di
mio padre al telefono. Parla a fatica, è ormai un anno che
è ricoverato,non sono mai andata a trovarlo. Finchè
è morto. E io me ne sono fregata.
E ora Jack, perché?
Io e Pedro ci sdraiamo sulla spiaggia. Solo il rumore del mare,
a fissare delle stelle.
"vorrei tanto una stella cadente in questo momento" mi
dice "vorrei che tutto questo non fosse vero, mi sento un idiota,
ma non vorrei altro."
Non so cosa rispondere, e sinceramente non so nemmeno se sia necessaria
una risposta.
... e noi saremo in qualche posto a ridere e parlare, ma non
ci sarà più la luna a poterci illuminare
Metto su la cassetta di Silvia. Sono qui con una ragazza conosciuta
al concerto degli LGZ al Transilvania live. È molto carina,
con i capelli nerissimi che contornano il suo viso pallido su cui
spiccano due occhi blu. Siamo a letto, suona il cellulare, non ho
alcuna intenzione di rispondere. Chiunque sia richiamerà.
Apro gli occhi e lei è in cucina che canticchia una canzone
che al momento mi sfugge. Ma in fondo non importa.
"È suonato il cellulare un paio di volte prima"
Do un'occhiata. 3 chiamate perse dal numero di Silvia. E un messaggio
"scusa non volevo disturbarti. Oramai non importa. Credo che
per quel che riuscirò a reggere resterò qui in Spagna.
Scusa di tutto. Un bacio Silvia."
Sempre enigmatica, mai che si capisca davvero qualcosa. Impulsivamente
cancello. Faccio ripartire la cassetta, Elena è andata a
lezione. Fa caldo. Tiro fuori una birra e ascolto distrattamente
la musica che fuoriesce dalle casse. Le parole mi rimangono impresse.
Leggo sulla custodia: Negazione.
Non ho un cazzo da fare, torno a farmi i cazzi suoi sul sito. Mi
perdo a guardare le foto di gente a me sconosciuta. C'è una
foto in cui è bellissima, dormiva con un ciuffo di capelli
fuxia sul volto. La fisso per 5 minuti salvo poi sentirmi un idiota.
"La nostra speranza vede il giorno del sole
facile per gli ingenui
impossibile per gli ipocriti
l'unica nostra forza e` la sincerita`
il nostro giorno del sole
splendera` di energia
fin dall'alba
e il tramonto vivra`
dei nostri sorrisi
sui volti scavati dal pianto."
Provo a chiamarla, ma il cellulare è spento. Non ho voglia
di andare al lavoro, chiamo e mi faccio sostituire al turno. Non
conosco nessuno dei suoi amici, vorrei proprio vedere con chi gente
è, cosa fa, non so che pensare, spero solo torni presto.
Chiamo Elena, usciamo a mangiare , passo a prenderla per le otto.
Facciamo un giro in macchina, il semaforo è rosso, a bruciapelo
mi chiede:
"chi è quella ragazza?"
"è solo una mia amica. A dir la verità è
come se fosse la sorella minore che non ho mai avuto."
Guarda fisso fuori dal finestrino, non so che dirle, e nemmeno lei
parla. Si accende una sigaretta e si lamenta sul traffico.
..forse stiamo sbagliando, ma chi sarà mai l'eroe del
giusto
.
Jack ha già iniziato la chemio, ogni volta lo accompagno,
anche se mi fa male, ma mi sentirei una stronza a farglielo notare.
Parlo con i medici, il mio spagnolo per cause di forza maggiore
è migliorato, ma ogni volta che sta male è come se
ricevessi una pugnalata.
Ora sta dormendo, non so per quanto reggerò questa situazione.
Jack, in questo momento mi pento di tutte le volte che ci siamo
pestati per delle stronzate, perché troppo fatti o perché
troppo disperati.
Lo bacio sulla fronte ed esco.
Per la prima volta non scappo, sarebbe veramente bastardo se lo
abbandonassi ora. Ma ora sono finalmente sola e piango. Piango per
quanto? 5minuti?10?
Jack in fondo era un po' il mio punto di riferimento, lo è
stato per tante di quelle volte, ho perso il conto delle volte che
sono scappata e lo raggiungevo. E lui puntualmente mi ospitava.
Sempre disponibile per un divano da offrire o delle lacrime da asciugare.
E ora io non sono capace di fare lo stesso, in questo momento vorrei
non aver mai lasciato Amsterdam, non essere qui a vederlo vomitare,
a vedere i suoi occhi spenti. Non durerà molto questo lo
so, anche se i dottori non parlano chiaro so già che non
sarà per molto. Forse ora inizio a capire quello che deve
aver provato mia madre.
..danza bastardo questa canzone stanca, la smetti di ridere
ora, è la tua ora
Me ne parlava un sacco Silvia nelle nostre chattate notturne di
tutti questi gruppi, li adorava, poteva parlarne per ore. "la
musica è la sola cosa che mi ha evitato di impazzire"
mi ha detto una volta davanti ad una bottiglia di vodka seduti in
un vicolo.
In effetti era tempo che dei testi in italiano non mi facevano quest'effetto,
emozionano davvero anche se io a differenza sua non ho ricordi né
avvenimenti particolari legati a queste canzoni.
Serata al rainbow. Simone mi presenta un tizio, scrive anche lui
sul forum mi dice, voleva conoscere la faccia che si nascondeva
dietro il tuo nick. Due parole di convenevoli e poi ci perdiamo
tra la solita gente che riempie il locale.verso le due me lo trovo
alle spalle che mi dice "te la sei scopata anche te quella
troietta di Nasty?". Impiego qualche secondo per realizzare.
Silvia-Nasty. Gli tiro un pugno. Sangue dal suo naso. Finiamo tutti
e due sbattuti fuori per rissa. Mentre mi tampono il labbro con
un fazzoletto mi viene da ridere. Sono anni che non facevo più
a botte. Devono essere le mie origini di quart'oggiaro che si sono
rifatte vive.
Elena s'incazza di brutto quando vede la mia faccia la mattina.
Si è convinta che Silvia non sia solo un'amica e che io la
stia prendendo per il culo.
La fisso negli occhi. " le cose stanno così. Liberissima
di crederci o meno. Non mi sono inventato nulla." Ed esco.
Non sopporto che la gente mi pigli per un cacciapalle, men che meno
la persona con cui sto. Per fortuna che ho il turno di giorno altrimenti
inizierei davvero a tirarmi paranoie.
Controllo la posta. Email da un indirizzo sconosciuto. Oggetto:
non sai davvero tutta la storia.
"Tu non sai nulla di Nasty. Ti ha mai raccontato di Sid? Che
cosa ha fatto tra il 96 e il 97? Non credo. E tu una persona così
la definisci amica? Non capisco come tu possa difenderla, se non
conosci i fatti. Credo che tu abbia già dato un'occhiata
al sito che ho linkato sul forum.
Ho conosciuto Nasty come chitarrista dei No Future. Tra i vari gruppettini
nati all'epoca erano tra i più decenti direi, ma questo lo
tuoi leggere anche sul sito.
Ho le mie ragioni per odiarla, è riuscita a distruggere abbastanza
persone con il suo atteggiamento disfattista, con il suo scappare
quando la situazione si faceva difficile (come volevasi dimostrare
ora chissà dov'è)
.
Prova a chiederle di Mandy la prossima volta che dovessi vederla/sentirla,
sicuramente ti dirà che non era in lei, ma che in fondo non
era colpa sua, ma la realtà è che ha abbandonato un'amica
nel momento del bisogno-lei sapeva quanto Mandy e Sid erano legati-
ha lasciato che impazzisse scappando da quell'altro.
Le è bastato poco per cancellare Sid dalla sua mente.. bella
dimostrazione dell'amore che diceva di provare
Sul pugno che mi ha tirato ieri sera non importa, rifletti però
su quello che ti ho detto, se vuoi sapere altro sai la mia faccia."
.. e io maledico il modo in cui sono fatto il mio modo di morire
sano e salvo
.
Mi odio. Mi distruggo. Non capisco più nulla. Cercare di
non pensare. Per quel che serva. Non conto più le giornate
che passano, non so più nemmeno da quanto sono qui. Non ce
la faccio. Sogni continui di tempi passati e di cose che non ho
mai ritenuto importanti. Ma che ogni tanto tornano a galla.
Sono su una panchina quando Pedro si avvicina interrompendo i miei
pensieri.
"non posso vederti così. Forse ho sbagliato a mandarti
quel messaggio. So che non è solo per Jack, ma non voglio
chiederti nulla. Volevo solo dirti grazie di essere qui. Egoistico
da parte mia ma non posso fare a meno di pensarlo"
Debole sorriso sul mio volto. Erase del mio cervello.Per un attimo.
Dimentico tutto. È che tutto mi sembra uno schifoso deja-vù.
O forse no, perché questa volta è diverso. Perché
questa è una persona a cui voglio davvero bene.
"Sai proprio oggi mi è venuto in mente quando Jack è
venuto qui. Assurdo. E ora se ne sta andando. Per sempre"
Vorrei abbracciarlo ma il mio sguardo rimane fisso nel vuoto, mentre
la sigaretta continua a consumarsi nella mia mano.
Passo la notte a cercare di cancellare ricordi dalla mia mente.
..oh babe come on let's speak to me
Non si è più fatto vivo dopo quella mail. Nervoso
dopo la lettura. La cancello e chiamo Elena. Viene da me. Finalmente
chiariamo. Ero gelosa di Silvia mi dice. Sorride finalmente.
Usciamo camminando a braccetto con un sorriso ebete stampato sulla
faccia. Fa caldo. Ci prendiamo un gelato e ci sediamo su una panchina
a guardare dei bambini giocare.
"sai ho letto il topic Nasty Girl, a me ha dato l'impressione
di una farsa, come se tutto fosse programmato. Le risposte, i link,
tutto quanto. Chissà magari quel Ch(a)os manco esiste."
"esiste. Non ti ricordi? Ci siamo presi a pugni una sera. E
mi ha mandato una mail.però effettivamente non si è
più fatto vivo. Bah. Non importa"
"mi piacerebbe conoscerla questa silvia, chi lo sa magari mi
torna utile per il mio corso di psicologia"
Sorride. Sorrido anch'io pensando alla repulsione di Nasty per gli
psicologi o qualsiasi altra persona che cercasse di indagare la
sua mente. "Perché mai dovrei sedermi e raccontare i
cazzi miei ad un perfetto sconosciuto?? Che per di più tirerebbe
in ballo qualche teoria del cazzo senza senso."
"che c'è?"
"mhh no niente. Pensavo. Te la farei conoscere volentieri se
ritornasse da ovunque sia."
..tornasse però.
..lazy slowly going insane, need to rest but cannot stay
E' giorno ma nella stanza è buio. Non voglio uscire. Oggi
Jack l'ha accompagnato Pedro. Lo guardo morire a poco a poco e non
faccio nulla. Non sorrido nemmeno più. Si sta portando via
una parte di me. Dovrei affrontare la realtà ma non ne sono
capace, perciò mi rinchiudo nel mio guscio. Ma questa volta
non serve. Non basta. Ma non ne sono capace.
Vado dalla tedesca e le scrocco un po' di vodka. But it's only half
past ten. Mi dice. Nel vetro si riflette il mio sguardo spento.
Prendo la vodka e torno nell'altra stanza.
Stanotte non ho dormito. La notte ancora prima forse solo qualche
ora. Forse aspetto solo di crollare dal sonno e dormire così
un paio di giorni.
"Puzzi di alcool da fare schifo" è Pedro.
"Come sta Jack?" fisso la bottiglia quasi vuota ai miei
piedi.
"come vuoi che stia? L'hanno ricoverato. Non credo esca più.
Non ha chiesto di te, ma vorrebbe vederti lo si legge nei suoi occhi"
"Pedro non ce la faccio."
"Palle. Se non vuoi è un altro discorso. Guardati. Ti
stai crogiolando in te stessa. Nelle tue paure. Nei tuoi fantasmi
e non so in che altro. Credi che io stia bene? Che mi diverta? Mi
vuoi dire che cazzo hai in quella testa??"
Alzo gli occhi. Grida. Sta piangendo. Riabbasso lo sguardo e sento
che si allontana.
Mi sdraio sul letto sfatto. Dormivano sempre qua io e Jack. E ora
che sono completamente sola appoggio la testa sul cuscino e piango.
Lascio segni neri. Trucco di secoli fa. Fuori è buio. La
giornata è finita. O almeno di notte è più
facile sopravvivere. Prendo una felpa ed esco.
Ma dopo due passi già mi pento di essere uscita. Mi siedo
in spiaggia a guardare il mare mosso. Incrocio delle facce vagamente
conosciute. Si siedono accanto a me parlando in spagnolo misto al
tedesco.. Sono ubriachi. Mi attacco ad ogni bottiglia rimasta ignorando
i loro discorsi. In questo stato non capirei nulla comunque. C'è
un tizio che ci prova spudoratamente ma non ci faccio più
di tanto caso.
Ho il cervello annebbiato. Mi sdraio e chiudo gli occhi.
..è come quando si consuma rimane solo il segno ed un'immagine
non è
Piove. Che tempo di merda. Guardo Ele che dorme. Un viso d'angelo.
Lampi e vento. Mi accendo una sigaretta e la calamita sul frigo
mi riporta a Silvia. La chiamo. Non risponde. Non importa.
Arriva un sms. " lasciami perdere. Cancellami. Io non esisto.
È meglio così per entrambi."
Attimo di panico. Ma che cazzo dice??? Compongo in fretta il numero.
Troppi squilli a vuoto. Rispondi stupida!
Finalmente risponde.
"Hey piccola che c'è?"silenzio. "oi.. .parla.."
"non ce la faccio più. Sono a pezzi. Sto dormendo poco
nulla, non ne posso più di tutto. Sono stufa."
Pausa di silenzio. Parla con la voce di chi ha appena pianto. Vorrei
poterle dire che va tutto bene ma non sto capendo nulla. Non so
cosa sia successo né cosa sta succedendo.
"ora ti saluto non voglio farti spendere altri soldi. Ciao.
Stammi bene"
"non dire stronzate. Ti voglio bene"
" non devi affezionarti me. Non vedi altrimenti che succede?
È sempre colpa mia."
Cade la linea.
Elena entra nella stanza. Mi chiede cosa è successo. Silvia
le dico. Vai da lei. Vorrei farlo Ele, ma non posso. Non so nemmeno
dov'è.
Sono qui con le mani in mano. Lei sta male e io non so cosa fare.
Ele mi abbraccia. Il mio sguardo rimane fisso nel vuoto. Vorrei
partire. Andare da lei. Dirle che va tutto bene. Ma so che rimarrò
qui immobile ad aspettare. Che qualcosa succeda. Spero solo che
tutto vada bene. Solo questo posso fare.
Rolliamo una canna.
..Yeah i'm crazy but i love you so..
Concerto degli shandon. Ele insiste per andarci. Io non li ho mai
seguiti più di tanto ma in ogni caso non mi dicono granché.
Il pubblico è formato più che altro da ragazzini:
mi sento vecchio.
Lascio Ele nel mucchio e vado a prendermi da bere. Entrano osannati,
manca solo qualche ragazzina che piange strappandosi i capelli e
poi potrebbero benissimo venire scambiati per l'ultima boyband sulla
cresta dell'onda. Li ascolto dal lato della pista e infondo non
sono poi così male,anzi.
Più che altro sono i testi a piacermi, sono pochi i gruppi
che cantando in italiano riescono ad essere accettabili, perché
per il resto più che sparare cazzate su donne,amori perduti
o canne non fanno.
Ora che ci penso Silvia postava molto spesso i loro testi.
Rientrano per il bis. Olly prende il microfono "questa canzone
è parecchio che non la facciamo più dal vivo, si trova
nel nostro 7pollici, ma volevo dedicarla a Nasty. Auguri. Ovunque
tu sia. Sweet dirty girl"
Che sia proprio la mia Nasty?
Con abbastanza alcool in corpo vado a cercare Ele. Finisco contro
il trombettista degli Shandon.
Le solite scuse e poi azzardo:
"chi è Nasty?"
mi guarda con una faccia abbastanza strana.
"è per caso Silvia?"
silenzio.
Sai volevo chiederti se avevate sue notizie, è un po' che
non la sento e ho idea che la situazione non sia buona per lei"
Sorriso triste
"Nasty,Nasty. Nonostante i tuoi stupidi tentativi le persone
non si dimenticano di te"
"Per quel che ne so dovrebbe essere in Spagna, ma non so un
granchè, non so nemmeno con che gente sia. L'ultima volta
che l'ho sentita non mi ha spiegato molto. Anzi.. non ha fatto altro
che alimentare altri dubbi"
"Dai vieni fuori così parliamo un po'"
Incrocio Ele e Pedro fa venire anche lei "non ci sono problemi
tranquillo"
Saliamo sul loro furgone. Tira fuori qualche birra, Ele con lo sguardo
curiosa in giro, mentre Pedro inizia a parlare: " ne è
passato di tempo da quando l'ho conosciuta. Pensavo che Silvia fosse
una delle solite ragazzine che sbavavano dietro ad Olly. Dimostrava
più dei suoi 14anni. Era molto diffidente, anche con Olly
all'inizio. Parlava pochissimo. Si videro un paio di volte. E poi
lei sparì. Poi ritornò, iniziò a parlare molto
con Olly, era magrissima, quasi anoressica, con uno sguardo allucinato.
Scoprimmo dopo che era colpa delle anfetamine che prendeva continuamente.
Un giorno arrivò con un occhio nero e parecchi lividi. Gli
occhi gonfi dal pianto. Ricordo che Olly si incazzò moltissimo.
Voleva sapere chi era stato. Credo di non averlo mai visto così
incazzato."
In quel momento sale Olly con una ragazza bionda facciamo per andarcene,
sembra non voglia averci tra i piedi.
"è un amico di Nasty"dice Pedro.
Lo sguardo di Olly si fa enigmatico.
Dopo una lunga pausa chiede come sta.
Poi torna dalla ragazza. Io ed Ele capiamo che è meglio andare.
Pedro, vorrebbe parlare ancora "scusalo, ma infondo ci tiene
a Silvia, anche se non lo vorrebbe ammettere"
.. i found the meaning of life, you're only born so you can
die...
Fuori dal finestrino non si distingueva quasi nulla., solo il buio.
Mi ero lasciata alle spalle la Spagna ormai da un bel pezzo. Ho
sempre adorato viaggiare da sola, solo in questo modo lasciavo la
mia mente libera di immaginare, passavo le ore con la testa appoggiata
al vetro in balia della mia mente.
La prima volta che sono venuta in Spagna ero su un pullman come
questo. Dopo l'incidente di Sid. Quanti anni sono passati! Strano
che mi torni in mente proprio ora.
Mi sembra così lontano quel periodo, anche se ogni tanto
la mia mente mi fa ricordare episodi che vorrei dimenticare.
Inizia a piovere.
Sto tornando a casa. Non so dove altro andare. L'unica cosa che
so è che è impossibile restare in Spagna. Jack oramai
non è più cosciente. Imbottito di morfina. Sto scappando
di nuovo. Mi dispiace Jack. Ti voglio bene.
Squillo di Luca. Spengo il cellulare. Mi sdraio su due sedili e
chiudo gli occhi.
..parlami con le tue parole bagnate dai ricordi..
nuovo messaggio in arrivo. Sarà la solita pubblicità,
ma invece è di nasty.
Sto lasciando la spagna. Sto scappando di nuovo come una stupida.
Tra poco prenderò lo stesso pullman, lo stesso che anni fa
mi aveva portato, mentre scappavo da una situazione troppo grande
per me.
Un ragazzo coglione che va a schiantarsi in macchina perché
fatto come una zucchina. Dritto sparato fuori strada. Muore sul
colpo e la ragazza che era con lui grave in ospedale. Sapevo benissimo
che i due si divertivano alle mie spalle da tempo. Alle spalle di
una stupida ragazzina. Ragazzina, perché era quello che ero.
Odiavo essere la più piccola. Mascheravo con ogni mezzo la
mia inferiorità, con un po' di impegno ho imparato a dimostrare
ben più della mia età effettiva.
Conoscerlo aveva dato una scossa alla mia vita. Ero sempre stata
un'asociale rompicoglioni, ma grazie a lui e ai suoi amici mi sentivo
finalmente qualcuno. Mandy mi decolorò i capelli finalmente
in modo decente. L'adoravo Mandy, bellissima e perfetta. Sempre
con le parole giuste al momento giusto.
Ma Sid si rivelò presto un pazzo. Aveva sei-sette anni in
più di me, e quando litigavamo la differenza di età
si faceva sentire.
E poi gli incubi. Mandy era andata fuori di testa e si era buttata
giù dal balcone una notte. E partirono i sensi di colpa.
Io me ne ero andata. Io l'avevo abbandonata. Anche se si scopava
Sid, anche se loro due si divertivano alle mie spalle. Non avrei
dovuto. Non lo so
.
Stupid girl
..ci rivedremo prima o poi, perché infondo ti voglio bene
anche se non mi meriterei una persona come te come appoggio
baci
silvia
Porca puttana.
Istintivamente vado di nuovo su quel sito, ma non è più
on-line. Trovo una mail e senza pensarci troppo ne scrivo una. Figurarsi
se risponderà qualcuno. O magari arriverà la mail
prestampata: siamo spiacenti ma il sito in questo momento non è
disponibile, la ringraziamo per averci visitato.
Grazie e a presto.
E invece ecco la risposta.
Ciao,
il sito che raccontava una storia di qualche anno fa non è
più online per volere di uno dei protagonisti. Ma da quel
che ho capito vorresti capire. E forse posso darti una mano. La
mattina sono sempre al bar di via Italia a rozzano passa pure se
vuoi. Ti lascio qui sotto il mio numero.
Claudio
Lo chiamo e ci mettiamo d'accordo per vederci. Non ho idea di che
persona sia, né se può darmi le risposte che cerco.
Ammesso che esistano risposte, ma tentare infondo non nuoce.
Il bar è quasi deserto, un paio di tavoli sono occupati
da coppiette, in un altro due ragazze del genere abbiamo-bigiato-e-facciamo-finta-di-studiare-al-bar-ma-in-realtà-stiamo-solo-facendo-colazione.
C'è un ragazzo solo, avrà quasi 30anni, capelli cortissimi,
occhiali scuri, jeans scoloriti un borsone sulla sedia di fianco,
sta parlando al telefono.
Alza gli occhi e fa segno fa segno di avvicinarsi. Chiude la conversazione
e chiama qualcuno da dietro il bancone
"ciao gian mi porti un caffè e tu,Luca giusto?, vuoi
qualcosa?"
"un caffè anche me grazie."
"un caffè? È già il terzo.. andiamo bene!"
sorride e se ne va
"sono un disastro nelle presentazioni, sono Claudio piacere"
e tende una mano verso di me. Sì accende una sigaretta e
inizia a parlare
"come hai fatto a capire che ero proprio io?"
"beh sono anno che vengo in questo bar, conosco Gian da secoli
e oramai ho presente le facce dei clienti. Le vedi quelle due ragazze?
Tutti i lunedì mattina sono praticamente qui, entrano e ordinano
cappuccio e brioche e restano qui almeno fino all'una.
Vabbè non siamo qui per parlare di me? Dov'è nasty?"
"non lo so, è in giro chissà dove, le ultime
notizie che ho di lei, risalgono ad una mail che mi ha mandato il
giorno che ti ho mandato la mail, mi parlava di lei, ho capito che
parlava di qualcosa successo anni fa, ma che io ignoravo totalmente."
Come Silvia fuma una sigaretta dietro l'altra. Ha una piccola cicatrice
sullo zigomo destro.
"me l'ha fatta Silvia, mi ha lanciato contro mezza casa una
volta"sorride. "Era venuta per chiedermi dei soldi, non
in modo diretto ovviamente, non ci sarebbe mai riuscita, non era
ancora arrivata a quel punto".
Si accende un'altra sigaretta e me ne offre una.
"sapevo che prendeva continuamente anfe e qualsiasi miscuglio
che le permettesse di non dormire,NON VOLEVA ASSOLUTAMENTE DORMIRE.
In un certo senso potevo anche capirla, ma non era questo il modo,
non volevo certo aiutarla e distruggersi ancora di più, cercai
di farla ragionare, iniziammo a parlare, ma toccato il tasto Sid&Mandy
sclerò di brutto e iniziò a lanciare ogni cosa che
trovava sotto mano"
Il ragazzo dietro il bancone ci porta due birre.
"Poi è sparita per giorni, settimane. Conoscendo un
po' di gente l'ho trovata senza troppa difficoltà. Era a
casa di uno stronzo del cazzo. L'ho trascinata in macchina. Era
il giorno del funerale di Mandy, le sue uniche parole sono state
"non posso andarci". Il giorno dopo è partita,
è andata da Jack. Strano tipo Jack, l'ho visto qualche volta,
sapevo che era all'estero, ma forse era un bene che se ne andasse
da qui, che staccasse da questi posti, dalle solite persone, dai
ricordi e dai pensieri che la ossessionavano.
Ingenuamente pensavo fosse l'unica cosa da fare. Ma non so quanto
sia servito visti i risvolti. Mande e Sid li conoscevo da prima
di lei, Sid era pazzo, ogni tanto sembrava schizofrenico, anche
se i primi tempi che uscivano assieme sembrava che lei riuscisse
a domare il suo lato violento, ma avrei dovuto immaginare che non
era possibile, che era solo questione di tempo.
All'epoca usciva c'era anche un tizio che si faceva chiamare chaos,
era tipo un amico di infanzia di Sid. Solo totalmente pazzo. Senza
controllo. "
"ecco, proprio di questo tizio volevo chiederti, s'è
fatto vivo su un forum per attaccare Silvia ma non riesco a capire
il perché"
"non credo ci sia un perché preciso. Forse era antipatia
a pelle, ma non era certo il tipo che passava oltre. Ogni situazione
era buona per andare contro Silvia, poi si era fissato di essere
il custode di Mande. Una stronzata, ma erano abbastanza coglioni
entrambi per fare una sorta di patto di sangue e stronzate simili.
Perciò quando Silvia se n'era andata dopo l'incidente s'è
messo in testa di fargliela pagare. Come se fosse colpa sua, era
una ragazzina, che doveva fare, doveva stare vicina a Mande dopo
l'incidente e ignorare il male che le avevano fatto? Non so quanti
sarebbero riusciti a ignorare il fatto che il tuo ragazzo scopa
con la tua migliore amica per stare vicina all'amica dopo si sono
schiantati in macchina e lui è morto sul colpo."
Respiro. Gli scrocco un'altra sigaretta. Cerco di mettere insieme
i pezzi del puzzle mentre risponde al telefono.
"Era un mio amico in vacanza in Spagna. Credo che Silvia stia
tornando a casa. Jack è morto"
...maschera che cazzo provi maschera?
Soliti incubi. Mi sveglio del tutto rincoglionita. Stazione centrale.
Quanto tempo è passato. Di nuovo nella città della
nebbia. Entro in un bar e nonostante siano le 4 del pomeriggio faccio
colazione. Qualcosa di caldo nello stomaco. Cammino nella città
in cui sono cresciuta come se fossi una turista. Qualsiasi persona
si avvicini riceve come risposta un dito medio.
Evito accuratamente i luoghi in cui so di poter incontrare qualcuno
ma ovviamente non funziona. Succede sempre così, più
cerchi di evitare delle persone automaticamente eccole apparire
davanti a te.
Ch(A)os è davanti a me. Con i suoi amici pseudo nazistelli
dal cervello inesistente. Nella mia testa i Blitz. Do you feel alright?Inizia
ad urlarmi qualcosa. Oi! Oi! Oi!Mi sbatte contro un muro e urla.
Someone's gonna die tonight Urla e tira calci. Oi! Oi! Oi!Urla e
mi ritrovo per terra. Do you feel alright?
Una fitta al fianco. Oi! Oi! Oi! Sento uno di quelli urlargli che
cazzo hai fatto. Male. Un male terribile. Mi porto la mano sul fianco
destro. Sangue.Chiudo gli occhi..
.. The boys are out tonight
*
ma il ricordo può uccidere il bisogno???
*
Vorrei essere là sotto in questo momento. Sotto l'acquazzone.
Sporgo la testa oltre il bordo del balcone e lascio che le gocce
cadano sulla mia testa. Fino ad avere i capelli fradici.
Raccatto le sigarette dalla scrivania e mi accoccolo sul balcone.
Ascolto il rumore della pioggia. In silenzio. Fino a rimanerne ipnotizzata.
Fino a svuotare la mia mente da ogni singolo pensiero.
Il silenzio. Il buio. Gli afterhours che arrivano debolmente dallo
stereo nella stanza. Chiudo gli occhi e la voce di Manuel penetra
il mio cervello per non abbandonarlo mai più.
Vorrei che il cellulare squillasse. Vorrei lanciarlo e sentirlo
mentre si frantuma al suolo.
Tuono. Apro gli occhi, devo essermi addormentata. Mi accendo un'altra
sigaretta cercando di cancellare quello che ho sognato. O almeno
credo. Sono le 4.
Un paio di chiamate perse da un unico numero. Un messaggio. Poche
parole: sto male non ce la faccio più. Ti voglio bene.
Respiro. Compongo il numero.Ascolto la sua voce. La immagino rannicchiata
sotto le coperte. Ascolto in silenzio. Non parlo, tanto non saprei
che dire.mi perdo nelle sue parole, assimilo il suo dolore, vorrei
farlo mio per poterla vedere felice davvero. Magari fosse così
semplice.cade la linea, ho finito i soldi. Ma vaffanculo, sibilo
tra i denti. Mi manchi rebel girl, mi manchi da morire.
Metto il cd a ripetizione continua e mi tolgo i vestiti fradici.
Questa stanza è sempre stata il mio mondo, mi ci rinchiudevo
quando non sopportavo nulla, quando qualsiasi cosa sarebbe stata
inadatta, ma stanotte è troppo vuota. Troppo fredda. Esattamente
come me. Se dovessi guardarmi ora allo specchio sicuramente vedrei
quello sguardo vuoto che ho sempre odiato. Su di me e sugli altri.
"..Il mio modo di morire sano e salvo dove m'attacco.."
arrivano queste parole dallo stereo e con queste mi addormento.
Mi sveglio di scatto. Perché anche nei sogni? Cosa vuoi
ancora da me? Perchè questo sogno? Per quanto ci pensi non
riesco a trovare una spiegazione. Vaffanculo.
Negazione. Maschere. Alzo il volume fino a coprire ogni possibile
altro rumore. Do una sistemata ai capelli che oramai stanno in piedi
da soli. Fisso il mio sguardo nello specchio ed esco.
Non c'è nessuno per le strade o quasi.
Ovviamente davanti al tabaccaio il solito gruppo. "Ue' guarda
chi si vede: lo zombie" e via dicendo.
"ma non avete niente di meglio da dire?Sono anni che ripetete
sempre le stesse cose. A Natale vi regalo un dizionario di sinonimi."
Tornando a casa c'è Giò che mi aspetta. Con un mano
una bottiglia di tequila.
"ma dai cazzo già di mattina parti a bere?"
"ho bisogno di un posto dove dormire. Son tornato ora dal concerto
dei Total Chaos a Rimini."
sbadiglia
"dai vieni su" Sorrido.
Ricarico il cellulare mentre Giò dorme. Ma ecco puntualmente
quella voce "Vodafone. Il cliente da lei chiamato non è
al momento raggiungibile, la invitiamo a riprovare più tardi".
Bestemmio tra i denti e bevo la tequila. Uno schifo.
Cerco di tenere la mente occupata, lavo i piatti che ormai si erano
impilati nel lavandino. Cerco di fare un po' d'ordine in questo
porcile. Metto su un cd, ma qualsiasi io scelga qualsiasi canzone
mi fa tornare in mente lei.
Mi metto a cucinare con in sottofondo gli Afterhours quando si sveglia.
Mi racconta del concerto e di una rissa assurda sotto il palco.
"Te lo ricordi Simone? Quello biondino carino con gli spikes
e perennemente la maglia dei Germs? Ne è finito in mezzo,
ha un paio di denti e un sopracciglio rotto e non so che altro.
Assurdo veramente" dice con un sorriso tra le labbra. "certo
però che potevi venire"
"Lo sai che lavoro, non posso certo prendermi un po' ferie
così, che gli dico? Sai voglio andare ad un concerto a devastarmi,
mi dai un paio di giorni di ferie?"
"dai lo sai benissimo anche tu che non è solo quello,
non ti sei più fatta viva, da quando vivi da sola, lavori
e ti rinchiudi in questo appartamento. Stai eliminando i contatti
con tutti,che c'è che non va?"
"Nulla, dont worry. È che ho dovuto sistemare un po'
di cose e poi sono stanca, dormo poco e ho poca voglia di uscire"
Ed eccolo il suo tipico sguardo interrogativo.
"Sarà
se ne sei convinta tu, ma se c'è
qualcosa che posso fare dimmelo eh?"
"dai Giò, sai benissimo che te ne parlerei se ci fosse
qualcosa, è sempre stato così e sempre sarà
no?"
Finalmente mi arriva un messaggio. Sono al lavoro, faccio un salto
dalla sedia.
"ciao scusa se sono sparita per un po', ma qui in casa la situazione
è invivibile. Siamo arrivati alle mani. Nn reggo più
questa gabbia di matti, me ne vado per un po'. Un bacio ti voglio
bene"
Fine della lettura. E la mia faccia completamente espressione.
Mi stai distruggendo te ne rendi conto? Vorrei solo sapere cosa
passa nella tua mente. Non ti ho mai giudicata, ti ho sempre dato
un appoggio. Perché sparisci così?
Sempre il solito. Lavoro. Casa. Soliti sms di rito. La musica dallo
stereo.
Suona il campanello. È Giò.
"Tu stasera esci"
"sono stanca"
"poche palle. Vestiti ed esci"
non ascolta le mie parole. Mi impone di ascoltarlo, di fare ciò
che mi dice. E alla fine esco.
"Non ho voglia di vedere la gente. Io non centro più
niente .."
"E chi ha detto che dobbiamo vedere altra gente??"
Saliamo in macchina. Quella macchina. La macchina che mi ha portato
ovunque. Ci salivamo negli orari più impensati, per andare
a concerti in posti più assurdi, per andare dove capitava.
Rovisto nel cruscotto e metto su i sottopressione.
"te lo ricordi quando siamo finiti in un fosso??"
"ah già cazzo.. che colpo che ci siamo presi. E poi
hai quasi sfasciato la macchina."
Ridiamo.
Verso le 3 torniamo a casa mia. Dormiamo insieme, oramai viene naturale
come cosa, dormire assieme, solo per quella sensazione di sentire
il suo petto appoggiato alla mia schiena, la sua pelle contro la
mia e le sue braccia che mi stringono. Al mattino mi alzo e chiamo
al lavoro e dico che non sto bene,"tranquilla, spero che non
sia l'influenza che inizia ad esserci in giro"
Mi viene da ridere perciò chiudo velocemente la conversazione
e torno a sdraiarmi vicino a Giò.
Mi bacia sul collo,è così magro che si infila tra
le mie gambe senza che io me ne accorga. Facciamo sesso, e mi regala
un po' di quella dolcezza di cui infondo avevo bisogno.
"come mai niente lavoro oggi?"
"ho chiamato, mi sono data malata..per una volta ho voglia
di rimanere a letto e non fare nulla"
Sorride e mi scompiglia i capelli.
"sai quant'era che non ti vedevo con questa faccia? È
per uno di questi sorrisi che vale la pena di sclerale con te."
Ma ogni volta che ricevo un suo sms mi manda in panico. Non capisco
più nulla. Sms stringati. Brevi. Ed è quella freddezza
ad uccidermi ancora di più.
Vorrei prendere e correre da lei ogni volta. Ma alla fine non lo
faccio. Mi limito a rimanere spettatrice dall'esterno. Attraverso
ciò che mi dice.
Lose yourself.
Esco x andare al lavoro . Faith no more. Diggin the grave a ripetizione
continua. Esco dal metrò. Vorrei frantumare la vetrata con
la testa. Ed urlare "and the feeling goes away if you close
the door".
Porca puttana.
Non puoi dirmi di stare male e poi spegnere il telefono.
Non puoi dirmi che stai impazzendo e poi non dirmi dove sei.
Stesso lavoro idiota. Automatico, ma meglio così almeno
non devo pensare ma solo compiere azioni ripetitive.
Giò è andato in Svizzera e io passo la serata a guardare
il cielo fuori dalla finestra. A testa in su sul balcone sperando
in non so che cosa.
Squilla il cellulare sperando che sia la mia rebel girl corro. Ma
è Giò.
"Partenza annullata. Andiamo a Torino, 20 minuti e sono sotto
casa tua. Non dire no, stasera è il tuo giorno libero. E
non voglio immaginarti in casa a distruggerti da sola."
Torino. Rivedo gente che non vedevo da tantissimo tempo. Ma poi
quella dannatissima sensazione di sentirsi fuori luogo. Ci bevo
su ma non serve un granchè, i discorsi di EleSick mi sembrano
oramai vuoti, sono anni che ripete sempre le stesse cose, Clover
racconta gli stessi aneddoti da anni. E gli altri? Boh ho la sensazione
di non riuscire ad entrare nei loro discorsi. Mi defilo in un angolo
e mi ritorvo a vagare per Torino.
Derozer nella testa. Non li ho mai sopportati ma questa canzonami
è sempre rimasta in testa.. lungo la strada.
Ovviamente mi sono persa. Passa almeno un'oretta e poco più
prima che Giò mi chiami
-perché ti devi rendere insopportabile?
-cosa stai dicendo Giò?
-cazzo ragionare con te sta diventando impossibile..dimmi dove sei
che ti vengo a recuperare.
In qualche modo gli faccio capire dove sono e aspetto.
Canticchio i Boose Onkelz, chissà come mai Torino me li fa
sempre venire in mente.
"addirittura canti?"
Soprappensiero com'ero mi ero persino dimenticata che aspettavo
Giò.
"si può sapere perché te ne sei andata?"
"cosa sarei dovuta restare a fare? Per continuare a sentirmi
un pesce fuor d'acqua?!!"
"Sicura di esserlo veramente e non di volerlo essere??"
silenzio.
"Cosa ne sai tu?"
"Non hai risposto alla domanda
hai mai provato di risolvere
questo tuo stato o semplicemente ne prendi nota e ti isoli?porca
puttana svegliati.. fai qualcosa. Qualsiasi cosa. Io non ho voglia
di vederti di nuovo in quello stato di apatia, ma non posso fare
tutto io. E ora alza il culo. Stasera fai quello che dico io e niente
storie"
"ma
"
"niente ma ho detto."
Sorride. Camminiamo abbracciati cantando in tedesco. Dentro di me
sorrido anche se non lo do a vedere.
Finiamo nello scantinato dove provava il gruppo di Clover. Il puttanaio
incredibile c'è sempre. Sembra che non sia cambiato nulla.
EleSick mi offre un po' di vodka e perdo Giò. Eccolo alle
mie spalle che mi trascina sul palco. Mi dà il basso, si
piglia la chitarra e iniziamo a suonare le prime canzoni che ci
vengono in mente e Clover ci sta dietro con la batteria.
Canto ridendo. Tutti cantano. Rido.
Mi addormento in macchina, nel ritorno a Milano. Mi sveglia Giò
con una brioche calda.
"Uè rimba.. buongiorno. Che faccia che hai" e ride.
Mi guardo nello specchietto, ho proprio la faccia da rincoglionita.
Mi ha portato fino davanti al lavoro. Quel lavoro del cazzo in un
call center.
"Giò io lo odio questo lavoro. Mi sento un'idiota"
"resisti ancora un po', ho in mente una mezza idea. Tu fidati.
E ora vai."
Gli do un bacio sulla fronte. "Grazie"
E così è. Ha trovato un appartamento e io posso così
mollare quel lavoro idiota dopo l'ennesimo litigio. Portiamo un
po' della mia roba nella nuova casa, con uno stipendio a testa sembra
ce la possiamo cavare. Ogni tanto viene gente a farsi fare creste,
spikes e tinte e arrotondiamo.
Traslocando ritrovo il basso della mia rebel girl. lo tiro fuori
dalla custodia. Passo la mano sulla scritta "rebel girl"
fatta a casa mia la sera che l'aveva comprato. Con un uniposca bianco.
C'è ancora. Sbiadita ma c'è ancora. Mi verrebbe da
piangere ma non lo faccio.
Le mando un sms. "ciao come va? Ho ritrovato il tuo basso
come stai? Mi manchi rebel girl"
Aspetto una risposta che ovviamente tarderà ad arrivare.
Ma quando una cosa la si aspetta non arriva mai. È ovvio.
Mi accendo una sigaretta e faccio il giro di basso di Lo spirito
continua.
.ma lo spirito continua..leggo di me in loro
.
Arriva la risposta. Ma forse sarebbe meglio se non fosse arrivata.
"ho conosciuto un ragazzo. Mi trasferisco in Inghilterra. Dopodomani
sono a Milano, passo x salutarti.. il basso tienilo, magari riprendi
a suonare.un bacio."
Vorrei scagliare il basso contro il muro. Prendo il pennarello
e scrivo sul retro a caratteri cubitali. THIS IS NO FUN.
Porca puttana.
"ho incontrato tua sorella oggi. Domani c'è la messa
di commemorazione di tuo padre. Mi ha detto di riferirtelo. Hai
intenzione di andarci? Se vuoi ti accompagno."
"odio queste cose. Porca troia. Perché dovrei andarci?
Perché non posso mancare? Tutte stronzate. E miei parenti
sono le ultime persone che ho voglia di vedere in questo momento.
E poi lo sai che non me ne è mai fregato un cazzo, ne avevamo
già parlato ricordi?"
"beh parlato è un eufemismo. Non puoi evitare l'argomento
per sempre."
"beh finchè posso eviterò. Vorrei solo smettere
di sognarlo. Capissi almeno il perché di certi sogni."
La vado a prendere all'aeroporto. Bellissima come sempre. E ora
ha quel sorriso stampato in faccia. È felice come non lo
era da tempo.
Inizia a parlare. Racconta di Napoli, di Roma, di Vienna, Berlino.
E Londra. E di Tim.
"l'ho conosciuto per caso. Aveva fatto un commento sui miei
capelli. Io gli ho risposto in malo modo. Abbiamo iniziato a discutere
da un lato all'altro della strada. Quando ha scoperto che ero italiana
si è messo a ridere italian punk?what a fuck!. Poi abbiamo
iniziato a ridere, siamo andati a bere qualcosa e a vederci più
spesso. Riesce a farmi dimenticare la merda che ho lasciato qui.
Camminare vicino a lui mi fa stare a 10 cm da terra. Porca puttana!non
ho mai conosciuto una persona che mi facesse stare così bene,
ma cazzo, non voglio perderla solo per la lontananza
è lo stesso effetto che mi fai tu, non scorderò mai
le nostre chiacchierate notturne. Quando ci addormentavamo ad orari
assurdi dopo aver passato la serata a recuperare vecchie cassette
cercando di capire tutte le parole. La birra sgronda. I tuoi capelli
che scolorivano sempre. Mi mancherai.
Verrai a trovarmi vero?"
"certo che verrò a trovarti, lo sai che ho bisogno di
te, ti voglio bene."
Ci abbracciamo e piango. Piango sui suoi capelli turchesi. Riempio
le narici del tuo odore perenne di sapone di Marsiglia. Perché
per un bel po' non lo sentirò.
Mi sento un'idiota perché sto piangendo. Dovrei essere felice
perché finalmente hai un sorriso sincero.
Ma invece è invidia perché non è più
grazie a me che sorridi.
Non è a me che dirai grazie di essere qui.
Perché ora te ne stai andando per essere felice come volevi
e io vorrei invece che non lo fossi, così resteresti vicino
a me.
"ti voglio bene rebel girl"
"te ne voglio anch'io. Grazie per tutto quello che hai fatto
per me. Se non ci fossi stata tu probabilmente sarei impazzita del
tutto. Grazie davvero. E grazie ancora per ciò che sicuramente
farai per me. Non mi era mai capitato di conoscere una ragazza come
te. Di vivere un'amicizia così profonda."
"grazie a te"
"ma ora basta, stiamo diventando mielose"
risate.
"hai ragione. Porca troia mi sento un'idiota. E ora vai o perdi
l'aereo"
ha gli occhi lucidi mentre si volta verso il check in.
Non girarti ti prego.
Non si gira. Per fortuna.
Guardo l'aereo decollare e sento qualcuno che mi abbraccia. È
Giò.
"da quanto tempo sei qui?"
"abbastanza, ma non preoccuparti non sono ancora diventato
un guardone."
"Stupido. Lo so."
Torniamo a casa in macchina. Ancora i negazione in macchina. Niente
parole. Non servirebbero un granchè. Con la testa appoggiata
al finestrino fisso il paesaggio grigio-verde.
Giò esce con una ragazza dagli occhi azzurri. Molto carina.
Mi invita ad andare con loro in un locale di un amico. Ma ovviamente
declino l'offerta.
Vento dritto in faccia. Sigaretta che brucia. Scenerandola faccio
un buco sulla maglietta. Tutto è buio intorno. Non un rumore.
Se non qualche delle auto di passaggio, ma il suo rumore è
attutito da quello che esce dallo stereo.
Mi sporgo dal balcone e urlo "..Ma il ricordo può uccidere
il bisogno"..insieme ai negazione.
*..REMEMBER ..YOU PROMISE ME
*
Odio l'odore degli ospedali. Mi mette addosso un non so che di
tristezza. Odio i muri bianchi. Lo sciabattare dei medici e infermieri.
Marilyn Manson nel lettore. Entro nell'ascensore squadrata dagli
altri occupanti. Non importa. Chiudo gli occhi. Automaticamente
percorro i corridoi fino alla tua stanza. Spengo il lettore. Ehilà.
I tuoi capelli. Lunghi e di un rosso davvero unico. Non so come
tu faccia a tenerli così Mary. Davvero. Odio i miei sono
davvero odiosi. Mai come li volevo io. Mai al loro posto. Sempre
uno schifo insomma.
Mi sembra ieri quando ci siamo conosciute. Ricordi? Non notarti
era impossibile. Anzi a dirti la verità mi stavi un po' sul
cazzo. Credevo fossi una di quelle che se la tiravano. Sempre perfetta.
O forse era solo invidia. Per i tuoi vestiti neri mai banali. Per
i tuoi capelli. Per il tuo stile. Per tutto insomma.
Ero sovrappensiero alla fermata del pullman che mi avrebbe portato
a Milano. Marilyn nelle orecchie. Arrivi e velocemente mi sfili
l'auricolare. "uhm
metti 1996". Stupita non apro
bocca.
"piacere Marianna."
Sorrido. Abbiamo iniziato a parlare. Da quel giorno. Finalmente
le giornate non erano poi così grigie in quel paesino di
merda.
Solite facce e solite cose. Non c'era cosa che odiassi di più
di quella monotonia.
La solitudine. Credevo di conoscerla bene. Dopo anni passati senza
qualcuno da chiamare davvero amico. Qualcuno che non fosse falso.
Ho passato mesi a dannarmi. Salvo poi capire che era meglio restare
soli piuttosto che sentire sempre le stesse cose. Le stesse facce
che ripetevano sempre le identiche parole. Come un disco rotto.
Uscivo con persone di cui in realtà non me ne importava nulla.
Uscivo. E aspettavo solo il ritorno a casa. Nella mia stanza per
poter sentire un po' di musica. Che mi desse conforto. Che sentissi
mia. La musica è la tua unica amica. Fino alla fine.
Ieri sera ero a casa. Prometto che quando ti risvegli sarà
tutto in ordine. Te lo prometto tesoro mio.
Quando mi hai detto che avevi trovato casa a Milano credevo mi volessi
abbandonare. Invece volevi solo propormi di venire a vivere con
te. Finalmente libere. Da tutti e tutte.
Nancy quella zoccola di micia sente troppo la tua mancanza
perché non ti risvegli cazzo!
I dottori continuano a dire le stesse cose. Bisogna aspettare. Aspettare.
Inizio ad odiare questa parola. Cazzo ma proprio da quel pirla di
Enrico dovevi farti dare un passaggio? Perché??
Parole a cui non ottengo risposta. Non lo saprò mai.
Eroina. Quando avevo iniziato a farmi ci siamo allontanate. Smetto
quando voglio. Mi dicevo. Non ci vuole nulla. Un po' per noia. Un
po' per curiosità. Per capire perché fosse così
famosa. Un viaggio.
Poco a poco arrivai a farmela da sola. Tutti i giorni. Finché
mi urlato contro. Disperata e piangendo di tornare quella che ero.
Ma adoravo troppo perdermi nei sogni. Di credere di vivere in un
altro mondo. Infatti doveva arrivare il mio spacciatore. Mi ha detto:
Bene fallo entrare e non ci vedremo più.
È arrivato, l'ho fatto entrare. Sei uscita di corsa. Ho iniziato
a piangere e ti ho rincorsa. Di corsa giù per le scale. Per
riabbracciarti e scusarmi.
Pian piano ho smesso.
Ma poi l'incidente. Quant'era che non ci vedevamo più?
Parecchio. Non capivi il perché di molte mie scelte. Non
reggevi il mio comportamento apatico. Avevo perso ogni interesse.
Restavo a letto a guardare il soffitto.
La tensione tra noi saliva. Era improponibile continuare a vivere
sotto lo stesso tetto e non parlarci quasi per nulla.
Così me ne sono andata. All'inizio vagavo per Milano. Poi
ho conosciuto Andre e Skank. Abbiamo girato per l'Europa. Io speravo
di ritrovare l'interesse che avevo perso. Loro solo di sballarsi.
Ma non mi importava.
Finchè non capitammo ad un rave in Spagna. Non avevo mai
sopportato la techno. Non capivo il senso di quella musica. Mi calai
per la prima volta una pasta.
È salita. Ho iniziato a ballare una musica che altrimenti
avrei odiato. O che comunque non avrei retto per più di qualche
ora. Invece ho ballato per tutta la notte. Ho infilato la lingua
nella bocca di Skank, giocherellavo col suo piercing e abbiamo guardato
l'alba in down tremando.
Prossima tappa Amsterdam. Si sale sul treno e si parte. Prossima
meta prossimo sballo.
Aspettiamo il treno scaldandoci con la vodka mentre Andre parla
con chissà chi al telefono. Non mi importa. Mi appoggio al
maglione pungente di Skank, chiudo gli occhi e canticchio city of
angels.
"it's warmer in hell so down we go.." non so perché
mi sia venuta in mente questa canzone ma sorrido, come sempre quando
l'ascoltavo in casa ricordi?
Skank rolla una canna. Osservo le mani muoversi automaticamente,
abili e un po' annoiate. Nel walkman le Distillers a ripetizione
continua. Mi guardo intorno un po' sfasata vedendo tutto come un
film muto assurdo. Mi sembra tutto così irreale. Accetto
la canna svogliata, in modo automatico. Saliamo sul treno. Debole
sorriso. Con la testa appoggiata al finestrino freddo canticchio
"they say this is the city, the city of angels all i see id
dead wings".
Controllore. Stretta nella mia felpa nera consumata in cerca di
un po' di caldo inclino la testa x indicare il mio compagno di viaggio
che tira fuori i biglietti dal portafoglio. Il portafoglio di Skank,
pieno di banconote e una carta di credito.
Lo vedo chiacchiere con controllore e ridacchiare. Vedo solo le
labbra muoversi, non un suono. Chiudo gli occhi e mi addormento.
Mi sveglio con Andrea e Skank che discutono di non so che cosa.
Si scende per cambiare treno. Non so dove siamo, sono troppo rincoglionita
per capire. Non sopporto fumare e poi addormentarmi perché
al risveglio apro gli occhi e sono ancora in fattanza.
Brioche calde e bevande autoriscaldanti. By Andrea. Ricordi di bambina.
Come adoravo questi bicchierini che schiacciavi e si riscaldavano
e avevi la tua bevanda calda.
Andrea è sparito con una tedesca sfatta lasciandoci soli.
Il vagone è vuoto.
Cioccolato come surrogato di affetto.
"come stai?"
"bene" rispondo senza guardarlo negli occhi.
"piangevi nel sonno prima
"
"non ricordo cosa ho sognato..non so
non ricordo mai i
miei sogni" mento. Ho sognato Mary.
Brividi. Mi ha infilato la mano sotto la felpa. È gelata.
Ma non cerco di fermarlo, anche se una parte di me lo vorrebbe.
Perché l'altra parte ha bisogno disperato di affetto, di
un abbraccio, di un po' di compagnia e in questo modo per un po'
starò bene.
Rimaniamo abbracciati per un po' e poi gli chiedo: "Skank
perché vivi così?"
"per fare ciò che voglio, perché mi piace, perché
mi fa sentire libero"
giocherella coi miei capelli sporchi e ormai di un colore indefinito.
"ma il tuo portafoglio sarà sempre pieno, non hai problemi
se non quello del fumo che è finito, della prossima meta
da scegliere
"
Accendo una sigaretta e aspiro velocemente.
"non è colpa mia. Non è colpa mia se mio padre
è avvocato e la famiglia di mia madre piena di soldi
.non
l'ho mica scelto io.. se mi danno dei soldi perché non spenderli
come voglio io?"
La discussione muore nel silenzio. L'ultima cosa di cui ho bisogno
sono parole. Sono scappata da quello che avevo alla ricerca di qualcosa
che spero di scoprire.
Chissà cosa stai provando tu adesso? Sarebbe cambiato qualcosa
se non me ne fossi mai andata?
Tornerai a casa con me o mi sto solo illudendo? Preferisco scacciare
questi pensieri, ho già troppe domande a cui non so dare
risposta.
Ho incrociato tuo fratello prima in corsia, ho visto i suoi occhi
colmi di rabbia e di dolore. Rabbia verso di me e dolore per te.
Ma non capisce che io come lui vorrei solo che tu aprissi i tuoi
occhi verdi?
A volte vago per Milano finché non ho le mani congelate,
finché non sento il freddo nelle ossa. Non so perché.
Ma mi fa stare meglio. Sapere di poter ritrovare il caldo una volta
varcata la soglia di casa, sentire Nancy farmi le fusa sul divano.
Stupido da parte mia, ma mi sento così sola.
Ieri poi all'uscita tuo fratello mi aspettava. Parole di rabbia
scagliate contro di me. Non vogliono che mi faccia più vedere
qui. E che comunque ti trasferiranno in non so che posto. Vogliono
separarci. Mary mi spiace ma non posso farci niente, in casa non
è rimasto più nulla di tuo, persino Nancy hanno portato
via..mi mancherai, ma non voglio che sia un addio, è solo
un arrivederci.
Torno a casa con gli occhi gonfi. Mi è crollato tutto. Finora
mi ero aggrappata alla routine, alzarsi, andare a trovare Mary,
parlarle un po', credere che mi sentisse e far sentire meno sole
entrambe.
Non c'è più nemmeno Nancy a tenermi compagnia. Non
mi è mai sembrata così fredda questa casa.
Rovistando nella scatola da scarpe-portacd metto su una cassetta
a caso, per un po' di compagnia. Squilla il cellulare. È
Skank. È ritornato da qualche giorno e vuole un po' di compagnia.
10 minuti è da me. Così dice. Rispondo senza interesse.
Il mese passato ad Amsterdam è stato allucinante. Sempre
strafatti, di qualsiasi cosa. Pian piano iniziai ad odiare il mio
rapporto con lui. Lui aveva i soldi, da lui dovevo dipendere.
È una cosa che non ho mai sopportato ma lo stavo facendo.
Mi facevo schifo. Ma in fondo non mi dispiaceva. Meglio che andare
a far marchette mi dicevo. Alla fine a tutto ci si abitua. Basta
solo un po' di tempo.
Suona il campanello. Apro con la faccia ancora distrutta, ho gli
occhi gonfi da far schifo. Automaticamente andiamo in camera sul
letto. un po' di sesso per colmare il vuoto che sento dentro. Rolla
una canna mentre io fisso il soffitto. Vado a prendere un paio di
birre in frigo. Ceres ghiacciate da bere sotto le coperte.
La canna passa tra le nostre mani.
"vai sempre da Mary?"
"oggi è stato l'ultimo giorno. I suoi mi odiano e me
l'hanno portata via. Per sempre"
Mi sembra ieri che passavamo il sabato sera a Milano, prendevamo
il primo pullman del pomeriggio e giravamo per la città che
all'epoca sembrava così grande e fantastica. Andavamo a qualche
concerto, a ballare al rainbow fino alla chiusura e una volta uscite
vagavamo tutta la notte in un silenzio quasi irreale. Alla ricerca
di un bar aperto quando faceva troppo freddo, a prendere le brioche
dal fornaio e guardare l'alba in un parco se non faceva troppo freddo.
Ma ora questi sono solo ricordi. Per quando mi fa male ammetterlo.
Non potrò più riviverli.
"questo weekend vado in svizzera. C'è un rave. Vieni,
ti farà bene allontanarti da queste stanze piene di fantasmi"
Non rispondo. Non lo so. Ora come ora devo solo cercare di dormire.
La mattina mi sveglio con Skank che se ne è già andato.
Il letto è già freddo, non è rimasto nulla
della sua presenza.
Mi rigiro un po' nel letto, vorrei non essermi già svegliata.
Sono già le 11, ma la giornata è troppo lunga. Prima
sigaretta della giornata. Fuori piove, e questo significa che non
uscirò di casa. La pioggia mi intristisce ancora di più.
Sgranocchio pop corn al cioccolato e guardo vecchie foto.
Alzo il volume dello stereo fino a far tremare i vetri. Distillers.
Inizio a cantare con tutto il fiato che ho in gola. Questa canzone
ha il potere di farmi dimenticare il mio stato. Qualunque esso sia.
"there's a black moon tonight aint shinin down on the western
neon lights!!"
..sto cantando a squarciagola, fino a sentirmi il fiato mancare.
Ma nulla importa davvero alla fine.
Con la canzone ormai in testa esco. Continuo a cantarla raggiungendo
il supermercato più vicino. Rovisto in tasca alla ricerca
di tutta la moneta possibile. Vodka alla pesca. La tua preferita
Mary. E biscotti al cioccolato. I miei preferiti. Oggi si festeggia.
Auguri Mary buon compleanno.
Stacco il telefono. Lo stereo è sempre acceso. Inizio a bere,
come al solito la vodka scende che è un piacere. Quando ormai
sono a metà bottiglia inizio a cantare happy birthday. Perché
tutto questo? Perché proprio a me? Perché proprio
tu?
Lancio la bottiglia contro il muro. Frantumata al suolo. Vorrei
vedere i miei piedi tingersi di rosso.
Mi alzo con un mal di testa allucinante. Un po' di luce entra dalla
finestra. Mi maledico per non averla chiusa e mi rannicchio sotto
le coperte. Rovisto sulla mensola alla ricerca di una sigaretta.
L'accendo lentamente guardandola mentre brucia.
Devo trovarmi un lavoro. Non ho più soldi. Prima che partissi
lavoravo in un call center, come lo odiavo quel posto. Come al solito
incrociavo sempre quella biondina del cazzo con la sua aria di superiorità
sempre pronta a controllare se facevo qualcosa di sbagliato.
Ma non voglio usare i soldi che Mary ha lasciato, me ne sono accorta
l'altro giorno sfogliando Luminal di isabella santacroce. Demon
e Davi.
È quasi Natale, qualcuno avrà pur bisogno di una commessa
cazzo!
Ma finita la sigaretta il buon proposito mi è già
passato.
Ho incrociato Jo oggi. "Mary è morta. Hanno staccato
la spina" le sue uniche parole.
L'ha sentito dire dal panettiere a sua mamma che ha parlato con
la zia che è un'amica di un'amica della mamma di Mary e stronzate
simili.
Non rispondo nemmeno.
Prendo il primo pullman che mi riporta a casa. Al mio paesino di
merda. Sono le sei e già nessuno in giro. Bella merda come
al solito. Cammino come uno zombie fino alla casa di Mary, fissando
per ore la finestra della sua stanza. NON ME L'HANNO NEMMENO FATTA
SALUTARE.
Con il trucco colato faccio l'autostop per tornare a casa. È
tardissimo ma non voglio nemmeno sapere che ore siano. Faccio la
mezz'ora di viaggio nel più totale silenzio con lo sguardo
fisso nel finestrino. Le mie uniche parole "posso fumare?"
Mi era rimasta una speranza, una sola. Che ti saresti risvegliata
prima o poi. E invece no. Che senso c'è ora in tutto?
Nella mia mente queste parole come un disco rotto.
Si avvicina una tipa "ciao tu sei la tipa che si faceva Skank?"
La guardo senza rispondere e la seguo mentre mi porta a qualche
festa di non so chi. Eseguo meccanicamente ciò che mi dicono.
Offro sigarette, accendo lotti, tiro mezze piste e bevo intrugli
di cui ignoro la composizione.
"Sembri una bambola dagli occhi tristi". Non riesco a
capire chi stia parlando, ma la voce continua "mi piacerebbe
farti delle foto, sai sto preparando una mostra fotografica, non
ti dispiacerebbe posare per me? Ti pago. Lasciami il tuo numero
che ti chiamo"
La voce continua a parlare ma mi allontano. Vado sul balcone e mi
accascio a terra guardando le luci di Milano.
..they say this is the city, the city of angels all i see is dead
wings
Mi si avvicina un tizio, la sua faccia non mi è nuova, ma
stasera non connetto. So quel che ti ci vuole mi dice. Lo seguo.
Hai bisogno di vivere in un sogno. Nel tuo mondo.
Sento il laccio stringersi intorno al mio braccio e chiudo gli occhi.
La botta arriva subito e mi lascia in un mio mondo senza pensieri.
Quando riapro gli occhi sono in una camera a me sconosciuta.
Sento riecheggiare note familiari dallo stereo senza riconoscerne
però le canzoni. Chiudo gli occhi. Piacevole questa sensazione
di stare in un letto sconosciuto senza dover o aver dovuto fare
nulla in cambio. Almeno finora.
Prendo una sigaretta dal pacchetto di chesterfield sul comodino
e bruciacchio il lenzuolo con la sigaretta.
"ben svegliata" alzo gli occhi, il fotografo. Ha addosso
una maglietta nera e dei jeans sempre neri consumati sulle ginocchia.
Ha la macchina fotografica appesa al collo. Mi scatta una foto.
Odio le foto.
Come leggendo nella mia mente mi dice odi le foto ma per il prezzo
che ti offro le farai.
Odio ammetterlo ma sarà così. Ho bisogno di soldi.
Meglio guadagnarli in qualsiasi modo che dover dipendere da qualcuno.
Ma ora sono impegnato, passa a quest'indirizzo stasera alle 11.
Nella stanza accanto due quindicenni in pose lesbo su un letto.
In strada. Il cielo è grigio. Non so nemmeno che ore sono.
Trovo in tasca 10 euro con scritto su farai ciò che voglio
questo è un anticipo.
Non voglio averle tra le mani. Entro nel primo bar che trovo e compro
sigarette e un cappuccio caldo.
Non so che giorno sia e non voglio saperlo.
Salgo sul metrò e mi addormento.
Sono le 11. A stomaco vuoto mi dirigo dal fotografo. Mi fermo a
comprare una ceres ghiacciata. Non voglio essere completamente lucida.
La stanza è completamente buia tranne per una leggera luce
accesa in un angolo, dalla finestra le luci dei lampioni. Mi è
stato detto di aspettare qui. Sento un rumore. Mi giro e un pugno
mi colpisce in pieno volto. Cado per la sorpresa e per il colpo
subito. Faccio per rialzarmi ma delle mani mi trascinano su un letto
che prima non avevo notato. Sento dei click di una macchina fotografica
che scatta. Vengo ammanettata al letto.
Il fotografo parla ora. Raccontami qualcosa. Che mi dici dei tuoi
genitori? Non inventare, lo capirei dalla tua espressione e ti lascerei
qui legata per sempre. Coraggio, so che hai bisogno di parlare.
Non ricordo il volto di mia madre. Deve essere uno dei primi ricordi
che le paste mi hanno cancellato. Ricordo solo la sua voce fredda
e la sua testa che scuoteva ogni volta che scopriva qualche mia
cazzata.
Continua a scattare foto.
Non ricordo quanto tempo è passato dall'ultima volta che
l'ho vista, non ricordo quando sono andata via di casa.
Brava così mi piaci. Non volevo spaventarti, ma era l'unico
modo per fare cadere la maschera che ti eri incollata sul volto.
Ho il suo viso a un millimetro dal mio. Una mano appoggia la macchina
fotografica a terra e l'altra mi spoglia. Le manette sono troppo
strette, quando me le toglie ho i polsi viola.
Mi rivesto in silenzio. Mi guardo allo specchio. I lividi pian
piano appaiono. Incantata continuo a fissare la mia immagine. Suona
il cellulare. Distolgo lo sguardo.
"Ciao. Voglio tenderti una mano. Andiamocene da qui. Passo
a prenderti."
Trovo un portafoglio e prendo tutto quello che trovo dentro. Penso
di essere stata pagata abbastanza.
Sotto Skank mi aspetta. Salgo in macchina. Si è tagliato
i dread, ora fisso la sua testa rasata illuminata dalla luce dei
lampioni.
Non gli chiedo dove andremo, non lo sa nemmeno lui.
Marlene kuntz. Buon viaggio idiota!..ora sempre e mai più
.
Apro il cruscotto. Prendo mezzo cartone. Per fare un viaggio nel
viaggio. Quale sia meno peggio non lo so.
È salito.
Le persone che passano sono deformi come di un altro mondo. Diverse
da me, diverse da Skank. Il cielo come in violet delle hole. Vedo
dei capelli rossi in un angolo buio. Ben presto tutte le persone
che vedo hanno rossi capelli lunghi. Vestiti di nero. Sempre perfetti.
Accelera ti prego. Sempre più veloce non voglio vedere nulla.
Chiudo gli occhi ma non posso fuggire dall'immagine di Mary. È
colpa mia. È colpa mia se ora non c'è più.
Urlo "SONO STATA IO!"
Se non me ne fossi andata, se non l'avessi lasciata da sola non
sarebbe andata così. L'ho abbandonata nonostante tutto quello
che avesse fatto x me. Nonostante questo hai voluto cercare risposte,
sei andata da tutti quelli con cui uscivo, quelli con cui mi facevo
per trovare risposte, capire il perché quando nemmeno io
capivo il perchè delle mie azioni. Sei salita in macchina
con Enrico, che cosa ti ha promesso?cosa speravi di ottenere da
uno stronzo del genere? Perché tu sei morta e io sono viva?
Crass nello stereo. Di nuovo il mondo reale intorno a me. E' un
bene o un male?
Skank è sceso al primo autogrill. Dove siamo?dove stiamo
andando? Niente di tutto ciò importa. Sigarette finite. Buio
attorno a me. guardo il riflesso nel vetro. Il viso di uno zombie
alla deriva.
"come fai skank? Come riesci a fare sempre ciò che
vuoi?"
"non stare mai fermo. Il continuo movimento impedisce il formarsi
di paure e paranoie. Almeno a volte."
Panini riscaldati mangiati per non avere lo stomaco vuoto.
"a volte
ma non sempre funziona. Si corre il rischio
di fuggire dal presente, dal passato e dal futuro. Abbiamo girato
per l'Europa. A cosa mi è servito? Sono tornata e Mary era
in ospedale. Forse se non me ne fossi andata sarebbe ancora viva,
ci sarebbe ancora lei accanto a me. "
"Non puoi sapere. Quel che è successo è successo.
E se fosse successo comunque?"
"Non voglio pensarci. Non voglio parlarne."
Rovisto nella macchina e trovo la mia cassetta delle hole. Chiudo
gli occhi e ci canto sopra.
Abbiamo mollato la macchina a Clode insieme ad un po' di trip e
paste che ha piazzato qua e là a dei babbazzi per prezzi
altissimi.
In mano ho un biglietto del treno per Amsterdam e uno zaino con
un po' di vestiti.
Skank. Mi sto affezionando a lui. E non va bene.
Sento il contatto della tua pelle con la mia. Apro gli occhi. Una
stanza del cazzo. Siamo in un ostello ad Amsterdam, ora ricordo.
Con il dito seguo il tuo tribale sul braccio. Rappresenta il viaggio
infinito mi ha detto una volta. O così mi pare di ricordare.
Rovisto nel disordine e trovo qualche vestito non troppo sporco.
Zona a luci rosse. In un inglese non troppo perfetto mi procuro
uno spettacolino per un po' di soldi. Non si tratta che di eccitare
qualche vecchio bavoso attraverso un vetro. Non ci vuole molto,
cinque minuti e ho in tasca i soldi sufficienti per ciò che
voglio.
Un tatuaggio.
Una spirale sul braccio sinistro: il mio viaggio discendente. Ecco
cos'è. Guardo i soldi avanzati. Another one. E il tatuatore
simpatico mi fa lo sconto sorridendo. Only 'cause you're a beautiful
girl mi dice. Prendo un foglio e disegno una specie di fiore esotico
di cui non ho mai ricordato il nome e che a parole non saprei descrivere.
Ma posso disegnarlo ad occhi chiusi. Era il tatuaggio di Mary.
Girovago un po'. Questi segni che ora ho sulla pelle mi danno l'idea
di un qualcosa di nuovo. Stupido dirlo ma è così.
E come se una vecchia parte di me, quella che vorrei cancellare
si stia indebolendo. Per poco durerà, ma è una sensazione
che mi fa stare bene.
Un tizio mi molla in mano un biglietto x un rave. Parla in olandese,
non capisco un cazzo. Prendo il foglio, sorrido e torno all'ostello.
Un ragazzo con lo sguardo fisso sul canale. Mi avvicino. Mi guarda
coi suoi occhi vuoti. Vorrei poterti aiutare se solo mi dicessi
cosa c'è.
Ci stiamo rincoglionendo a furia di techno. Mi prende il viso tra
le mani. "ancora quegli occhi tristi? È mai possibile
che tu non voglia reagire?" il suo alito puzza di rum. Frugo
nelle tasce dei suoi jeans. Solo trip. Vaffanculo. Dopo l'ultimo
viaggio ne ho il ribrezzo. Ne prendo comunque uno e giro alla ricerca
di una pasta. Perché questa musica mi sta nevrotizzando.
Vedo una tipa con una parrucca bianca che si avvicina. Mi fa vedere
un cilindretto. Lo vuoi vero? Se l'appoggia sulle labbra e vuole
che lo prenda. Lo prendo. E con la lingua le do mezzo cartone. Buon
viaggio mia cara.
Finisco sull'erba. Skank mi si sdraia accanto con una bottiglia
di rum scadente. O almeno credo sia rum.
there's a black moon tonight aint shining down on the western
neon lights
Mi copre con una coperta raccattata chissà dove. Ma cosa
importa infondo? Infilo una mano sotto la sua maglietta col teschio.
Voglio fare sesso. Ora. Prima che arrivi il down.
Quando apro gli occhi è già mattina. Sono in un furgone
e lui chiacchiera con dei tizi. Riesco a capire solo qualche parola
senza senso. Un bacio e mi dà una tazza di caffè caldo.
Nirvana in tv. You know you're right. Strano effetto. Quanti anni
sono che non li ascolto più? Alzo il volume finchè
non tremano i vetri. Le urla mi fanno venire i brividi. Ma finita
questa canzone il mio interesse per i nirvana è già
svanito.
Siamo sul treno. Non so ancora la destinazione. Mi ha svegliato.
Mi ha preso per mano. Mi ha trascinato in stazione. E ora siamo
qui e stiamo andando chissà dove.
In testa i Verdena. Erano anni che non li sentivo più. Nella
mia testa Viba, l'unica canzone che mi piaceva davvero.
Non importa nulla. Sei l'unica persona che mi è rimasta.
Nel bene o nel male. Prendere o lasciare. Credevo non ti avrei mai
sopportato, quando ti ho conosciuto ti sopportavo a malapena ma
non avevo altra scelta. Credevo fossi uno dei soliti, uno dei classici
punkabbestia per gioco, faccio quel che voglio che tanto papà
mi dà tutto quello che voglio. O forse un po' lo eri. Ma
ora no. Siamo appena scesi dall'aeroporto: Londra. Con gli ultimi
soldi rimasti abbiamo preso una stanza in un bed and breakfast di
tizi che avevi conosciuto anni fa. Tra un po' usciremo per trovare
un lavoretto per poter sopravvivere qui. "Mai più soldi
dai miei" hai detto. Quanto resteremo qui? Non lo so.
Era così strano alzarsi la mattina e trovare qualcuno al
mio fianco, svegliarci la mattina e riempirci di caffè per
affrontare la giornata e andare a lavorare. Non dovevo far altro
che rispondere al telefono e dire "attenda in linea al momento
i nostri operatori sono tutti occupati". Nient'altro, alienante
ma almeno avevo dei soldi in tasca.
Prendere la metropolitana e incontrarci a camden girovagare e ridere
dei turisti italiani in blocco con macchine fotografie tutti in
fila ad aspettare autobus turistici.
Abbiamo resistito poco. Troppi ricordi ti legavano qui. Ferite
non del tutto rimarginate. E si riparte. Un'altra meta. Altra gente
conosciuta, altri amici che abbiamo ritrovato.
Apro gli occhi da un sogno che già ho dimenticato. Mi stai
fissando e io distolgo lo sguardo.
"finalmente hai abbandonato una parte dei tuoi occhi tristi,
sai che puoi tirare avanti senza aggrapparti ad un passato in cui
non puoi tornare
ti voglio bene"
Dentro di me sorrido.
"torniamo?"
Abbiamo preso un aereo per la Spagna. Passiamo a salutare dei vecchi
amici. Poi torniamo a Milano. Sorrido. Ho trovato un motivo valido
per smettere di scappare.
Skank ha lo sguardo fisso fuori dal finestrino. Fissa chissà
cosa. Mi siedo per terra e appoggiata alle sue gambe ad occhi chiusi
canto "remember you promise me
i want to, i need to be
under your skin
"
BETRAY
Vago sul tram. Porta Romana. Sonno. Brioche al cioccolato
mangiata. Ho voglia di una sigaretta.
NON SO CHE FARE.
SONNO. Gli occhi mi si chiudono..voglio solo dormire. Pian piano
i rumori svaniscono finché intorno a me il vuoto.
40, forse 42 centesimi nel portafoglio. FAME. Ma non ho voglia di
tornare a casa. Almeno non ora.
Mi accendo una sigaretta e osservo i tram passare. Vago per la feltrinelli
immergendomi nello shockante modo di Sarah.
Finché una voce non mi distrae. Voce sconosciuta che tenta
banali approcci. L'allontano a monosillabi. In un altro momento
forse l'avrei mandato a fanculo.
Vorrei solo una spalla su cui appoggiarmi e chiudere gli occhi.
11 e mezza.
FAME. Le persone passano immerse nelle loro abitudini quotidiane.
È sabato. Soliti cliché finto alternativi vagano per
le strade.
Niente musica nelle mie orecchie. Solo rumori metropolitani. E nelle
mia testa ricordi di canzoni in parti variabili.
Fondarsi in metrò. Sfuggire alla luce del mattino. Tra sguardi
vuoti e già scazzati.
Tempo incerto. Forse scazzato. Come il mio umore.
Bimba che piange. Sorrido. Ma le lacrime continuano a rigare il
suo volto triste. Mi guardo in giro. Nessuna faccia conosciuta.
Meglio così dopotutto. Non potrei sopportare voci che non
vorrei sentire. I discorsi vuoti e le paranoie altrui un'altra volta.
Non fare nulla. Rannicchiarsi sotto le coperte rifiutandosi di
uscire. Stereo acceso. Stupidi giornali letti per noia. Ma non voglio
alzarmi. Allontano dalla mia mente l'idea di una sigaretta. Almeno
per un po'. Sbadiglio.
Soliti discorsi. Noia. Cielo grigio. Voci che vorrei scomparissero.
Peccato che non funzioni. Alzarsi e andarsene. Peccato che non riesca
a farlo davvero. La mia mano scrive da sola appunti inutili e senza
interesse. Finché il mio stomaco non reclama del cibo.
Come fare per scacciare la noia?
Come trovare qualcosa che mi dia interesse?
COSA MI INTERESSA?
saperlo
Che cosa dovrei fare? Dovrei chiamarla per chiederle come sta anche
se non ne ho voglia? Cercare di eliminare i miei commenti sarcastici
per ridere un po' insieme?
Vorrei evitare tutto e chiudermi nel mio guscio. Al calduccio. Al
riparo da tutti e tutto.
WAIT AND BLEED.
Mezzanotte passata. Da troppe ore mi sei lontano. Ancora viva l'idea
delle tue braccia che mi stringono. Chiudere gli occhi ed immaginarti
qui.
..ma fintanto che sei qui posso dirmi vivo
canta Samuel dei
Subsonica. O almeno così credo.
Non ho nessuna voglia di comprendere i tuoi scleri. Il telefono
squilla e la macchina si ferma. FREDDO. Il tempo passa. E fa sempre
più freddo. Vorrei chiamarti amore mio, ma non c'è
un telefono nei paraggi. Sigaretta. Freddo. Sonno. Incazzatura per
una deficiente che dice di stare male ma non vuole essere aiutata.
Simpatica. Per fortuna che i 15 anni dovrebbero essere passati.
Troppo facile dire sto male e quando si ha voglia appoggiarsi ad
altri e altre volte no. E imporre di non chiedere nulla. Ma vaffanculo!
A casa. Finalmente. Scale fatte di corsa. Per chiamarti. Il tempo
di bere per la bocca impastata e le dita compongono veloci il numero.
Finchè risponde quella voce che odio
"vodafone
omnitel stiamo trasferendo la chiamata alla segretarie telefonica.."
. riprovo. Ma ancora "vodafone omnitel.."
E se non volessi sentirmi? Il pensiero mi sfiora per un attimo ma
preferisco credere che sia solo il telefono silenzioso.
Forse era colpa mia che avevo promesso di chiamarti. E invece non
l'ho fatto.
Vorrei averti accanto e stringerti forte e sentire che mi scaldi
i piedi gelati. E dirti "ti amo, buonanotte".
Ti ho sognato ma non ricordo nulla se non la tua presenza.
Egoistico da parte mia ma non ho voglia di sopportare gli scleri
tuoi
. Non voglio vederti sabato. Meglio dormire. Shandon in
sottofondo.
Impossibile dormire. Chiamate notturne che ti lasciano pensieri
inquieti in testa.
Forse sono io che sbaglio.
Forse sarà che ora ti guardo con occhi diversi.
Forse sono solo io che ingigantisco tutto.
Ma solo una cosa so in questo momento: meno ti vedo o sento è
meglio. Per me sicuramente.
O forse tutto questo è solo il frutto della mia paura di
sentirmi una merda perché sta male e io di certo non le do
una mano nascondendomi dietro a convinzioni del cazzo!
Non voglio pensare.
Non voglio cadere nelle mie solite paranoie notturne.
Non voglio cercare di rimettere a posto i cocci di un'amicizia.
Mal di schiena. Voglio che il tempo passi veloce. Più che
può. In attesa che qualcosa cambi. In qualsiasi modo. In
bene o in male. Basta solo che accada qualcosa. Per variare. Almeno
un po'. Leggere vecchie pagine. Sorridendo o con la voglia di bruciare.
Parole da cancellare.
Ricordi.
Klasse kriminale. Concerto antifascista. Sdraiate sull'erba a raccontare
un po' di cazzate. Intervallate da attimi di serietà. Birra
e volontà e ultimo treno per Lecco da rincorrere. E prendere
al volo. Ti voglio bene.
Un pomeriggio divertente. Per fortuna. Prima che chiunque mi sommerga
con i suoi problemi finti o reali che siano. Non ho mai ambito a
diventare una buona samaritana. Non mi interessa. Un posto in paradiso
non voglio guadagnarmelo. Te lo cedo volentieri.
"complimenti alla mamma"
frase del cazzo. Cosa ti fa credere che sia scopabile per così
poco? MA VAFFANCULO!
Camminare cantando LA girl. La mia voce si mischia a quella di Brody.
Credetemi pure pazza se volete.
Attraversare la strada ad occhi semichiusi. Schivare la macchina
all'ultimo secondo. Sempre cantando. Questa volta ask the angels.
Credetemi pure pazza se volete.
Egoistico da parte mia. Lo so ma non mi importa che tu stia male.
Fisico o psicologico che sia il tuo dolore. Purchè non sia
solo frutto della tua mente. Perché è questo che ormai
credo.
Perciò arrangiati. Non ho nessuna intenzione di sopportarti.
Con le tue paranoie che potresti benissimo evitare.
Credi di aver ragione? Benissimo, continua pure a farlo, ma non
venire a cercarmi se credi di stare facendo la cosa giusta. Ora
scorri la rubrica sul cellulare, sei arrivata al mio numero? Bene
cancellalo!
..e diventa insopportabile, ma è presto sai, ma è
tardi ormai e SONO ANCORA QUI
Non vorrei dovermi sempre confrontare con la realtà. Mi basterebbe
il mio mondo, perché non posso??
Da troppo sempre la stessa canzone nelle orecchie. Chiudere gli
occhi e concentrarsi sulla voce di Olly e dimenticare tutto il resto.
A ripetizione continua . che tutto il resto vada a farsi sfottere.
Beh non tutto, quasi. Ovviamente.
Lettore cd sempre a volume altissimo. Come isolante da tutto il
resto. Modalità repeat one. Fino a svuotarla di ogni significato
per associarla definitivamente al mio stato mentale. Ormai è
una delle poche cose che riesco ad ascoltare.
Vago completamente sola. Ho perso qualsiasi forma di amicizia, definitivamente.
Non ho più uno straccio di persona che io possa considerare
davvero amica. Al massimo conoscenti. Quelli sì parecchi.
Quanto fastidio mi ha dato quell'abbraccio. Mi ha fatto definitivamente
capire di averla persa. Il suo saluto freddo. Gli abbracci con gli
altri. E io lontana con una sigaretta tra le mani. La lontananza
ha ucciso il nostro rapporto. Un anno in Inghilterra è bastato
per cambiare le cose.
Ormai è fatta, forse doveva andare così, non importa.
NEVERMIND.
Pensieri mattutini. Un rullino da sviluppare. Foto che vorrei stracciare.
Nostalgia dei tempi passati e che ormai mai più torneranno.
Ormai qualcosa è definitivamente cambiato tra noi. Foto di
un'amica che non lo è più. Non si può tornare
indietro.
FINE DELL'ORA DELLA NOSTALGIA. (o almeno spero)
Voglio solo dormire finchè il mio amore non arriva, perché
altro non voglio che restare per sempre tra le tue braccia. Tra
le braccia della sola persona che mi vuole bene. Davvero.
Che il tempo passi veloce x favore.
..when i love you babe i mean it (just) more than the whole world..
Invece il tempo passa così lento..perchè? non mi importa
nulla di quest'inutile ora di filosofia.
Mal di testa che aumenta. Non ce la faccio più, vorrei nient'altro
che una giornata tranquilla.
Ormai sono sola. Non ho più amici. Quasi un autoesilio volontario.
Molti amici non ne ho mai avuti, conoscenti quelli sì. E
ora ho perso o sto perdendo anche quelli. Forse perché ora
amici non lo sono più o almeno per me.
Mi basterà accendere lo stereo e fumarmi qualche sigaretta
se sale la nostalgia. Accendere il computer per cercare un po' di
compagnia e il mio amore non c'è. NON è POI COSì
DIFFICILE ALLA FINE.
Freddo. Brividi. Occhi che si chiudono.
Vorrei dormire al caldo tra sogni dolci e felici.
Voglio dormire tra le tue braccia. Ma ora sei troppo lontano da
me e I ricordi non bastano mai.
Come una bambina capricciosa: VOGLIO TUTTO E SUBITO!
Sto crollando. Non ce la faccio. Voglio chiudere gli occhi e dormire
per giorni. Ma non posso. Devo aspettare. Lo stomaco brontola, un
po' di fitte qua e là e il quadro è completato. Basta
solo che non vomito. O almeno spero.
Sono proprio un rottame.
Ho definitivamente smesso di seguire la lezione, non ce la faccio.
Vorrei solo alzarmi ed andarmene. Ma come nei peggiori incubi, non
si può fare nulla. Troppe ore per poter lasciare questo edificio
grigio.
Cos'è la vita se non un insieme di abitudini?
Chiusa in questa stanza da troppo tempo ormai. Odio questa stanza.
Ma non ho altri posti in cui andare. Troppo freddo per uscire e
troppa poca voglia. Guardo il telefono muto da ore. So che non squillerà.
Nessuno ormai mi chiama da troppo tempo. La parola amicizia per
me ormai ha perso qualsiasi significato.
Non mi importa. Sopravivverò anche a questo. Al peggio non
c'è mai fine. Ogni volta si scopre qualcosa di nuovo.
Tante canzoni in testa, ma nessuna in particolare. Ci sono giorni
in cui mi sento così invisibile e in latri che lo desiderò
così fortemente senza però riuscirci.
Giornata senza sole. I feel sad. O forse è solo apatia.
Solo 5 lettere. Eppure sento questa parola così mia in questi
momenti. Cambiando l'ordine perdono completamente ogni collegamento
con me. APTIAA. ITAPAA
anzi quasi sorrido
Questa sera sarà una delle solite: silenzio totale. Dalla
mia bocca non uscirà un singolo suono, se non per canticchiare
qualcosa che esce dallo stereo.
Abbraccerò me stessa e accenderò il computer rottame.
Automaticamente mi collegherò per trovare un po' di compagnia.
Al posto di quelle persone reali che sono completamente scadute
ai miei occhi.
Per 4 chiacchiere, per 2 sorrisi, per un po' di parole. Perché
una volta spento tutto l'apatia e la noia reinvaderanno la stanza
così fredda ai miei occhi.
Tutt'intorno sigarette, disordine, cellulare che mai suonerà,
portacenere sempre da svuotare, disordine.
Chiudo gli occhi. Domani è un altro giorno ma non ci spero
poi così tanto che sarà diverso dai precedenti.
Mai nulla di ciò che faccio va bene. Come al solito. Solite
parole urlate. Non ascolto neanche più continuando a fissare
la pagina bianca davanti a me. Premo forte la matita sul foglio.
Finchè non si strappa.
Immersa nei system of a down. Sotto le coperte. Coperta dal mondo.
Nulla che mi disturbi, ascolto il mio respiro, cercando di capire
cosa voglio.
Non voglio crescere. Rimanere sempre così. E avere una vita
da romanzo. Invece alle 10 e un quarto guardo il soffitto bianco
e ascolto i soad..
Nella mia mente canto-urlo- IT'S ALL OVER e tutte le canzoni che
ormai so a memoria.
Potrei uscire ma finirei per essere un'estranea tra conoscenti.
Senza dire una parola osservare ed ascoltare tutto ciò che
accade intorno. E compiere gesti automatici.
NON PENSARE. Un altro giorno sta finendo.
Metrò. Vagare sottoterra finchè la voglia di una
sigaretta si fa troppo forte. Gente che rincorre la metrò,
prenderò la prossima. Hole a volume troppo alto nel lettore.
In qualsiasi situazione Courtney canta. Che io pianga o rida Courtney
è la mia colonna sonora.
Sguardi di disapprovazione mi infastidiscono, vorrei alzarmi ed
urlare, ma mi concentro sulle chitarre di plump. Non ho fatto nulla
che volete da me?
Do u fake it for me like I?
La fame si fa sentire fastidiosa ma non ho voglia di mangiare.
Una foto del tuo viso nel sonno. Fermare quest'immagine per sempre.
Paranoie e paure inconsce escono inaspettatamente dalla mia mente
per gettarmi nel panico e in pensiero contorti..
In questi momenti solo la compagnia di una sigaretta accesa e dello
stereo che emana note avvolgenti.
Una giornata da passare nel sonno più profondo
look
in the mirror, search in the mirror
volare sopra tutto e tutti..
.my desperation my desperation, my thoughts are killin me.. gironi
interi passati senza un perchè! Un paio d'ali per volare.
O almeno provarci.
Metrò lenta. Troppo lenta.Vorrei alzarmi ed iniziare a cantare.
Ad urlare. Forse qualcosa cambierebbe in questo apatico vagone.
Forse.
Un bacio a chi merita.
Serata pessima. Ritorno nel periodo scazzo, e stasera lo sento
ancora di più. Tanti numeri di telefono, tanti contatti su
internet ma alla fine sono qui sola.
Il telefono non squilla così come il cellulare. Li fisso
insistentemente sperando di sentirli suonare. INVANO. Accendo il
computer, mi collego per far passare il tempo ma non c'è
nessuno, nessuno che divida con me questa serata. Sepultura nello
stereo. Accendo una sigaretta, poi un'altra. Stasera la musica non
basta per tenermi compagnia. Questa stanza mi appare troppo vuota.
Troppo opprimente. Ma non c'è la voglia per alzarsi e uscire.
Vorrei solo poter chiudere gli occhi e addormentarmi all'istante.
Stanza gelida. Occhi che vorrei chiudere per un po'. Niente di
più adatto che una lunga dormita per questa sera. Ogni tanto
ricordi passati invadono la mia mente. Faccio di tutto per scacciarli,
ma un po' dopotutto rimangono.
A volte vorrei che nulla di questo fosse successo, vorrei alzare
il telefono e chiamare, ritornare ai vecchi tempi. Ma già
so che è impossibile. Le cose sono andate così perché
così dovevano andare.
Mi guardo intorno, troppe fotografie appese a quel muro che provocano
immagini troppo taglienti nella mia mente.
Respiro. Troppa rabbia dentro che pian piano si sta calmando. Inutile
incazzarsi contro questo falso buonismo, non si risolverebbe nulla
se non maggiore scazzo.
Cercare di non pensare, non ne vale la pena per qualcosa che non
si riesce nemmeno a risolvere. Prima o poi scoppierò e urlerò.
E forse starò meglio. Ora come ora non faccio altro che dormire.
Mi capita spesso ormai, in momenti diversi e in posti improbabili.
Cerco di eliminare definitivamente ogni pensiero dalla mia mente.
Non voglio pensare che sia colpa mia. Le persone cambiano dopotutto..no?
Ramones alla radio..
Piove. Tempo di merda che non fa certo bene. Guardo il pacchetto
di pall mall che si sta svuotando troppo in fretta.
Basta. I ricordi sono stati completamente archiviati dalla mia
mente, sono arrivata al limite. E ora va meglio. Immagini degli
anni passati insieme non scorrono più prepotenti davanti
ai miei occhi senza che io possa fare nulla, è arrivato il
colpo di grazia che mi ha permesso di smettere di rimpiangerli.
Non avresti dovuto attaccare le persone che mi stavano vicine, non
mi importava che mi usassi come caprio espiatorio per i tuoi scleri,
non mi toccavano i tuoi insulti banali ma hai sbagliato ad attaccare
le persone a cui voglio bene solo perché sono miei amici.
Beh vaffanculo!
I dont wanna your excuses
sorry i cannot forget
my delusion is so deep that makes me sad
I cant explain my feelings
I cant explain my tale
I think you were special
You are not worthy of being called friend
Cause you are like
Anyone else
I don't understand your reason
But really I don't care
My anger is so that that makes me bad
Im fed up with your stories
Im fed up with your lies
I think you were special
You are not worthy of being called friend
Cause you are like
Anyone else
[*BETRAY- SHANDON*]
THE PLAYIN DRAMA ITSELF HAS TO COMPLETE
Strade che non percorrevo da tempo riportano alla mente tanti ricordi:
mi sembra di essere tornata indietro. Quanto tempo è passato?
Due ani, forse tre..
Giro automaticamente l'angolo come se stessi andando nel solito
locale a bere birra a rischio di scarafaggio. Sorrido.
In quegli anni stavo peggio ma quelle serate mi facevano stare davvero
bene.
Continuo a camminare nonostante il freddo.
Continuo a camminare nonostante il mio stomaco brontoli.
Continuo a camminare e frammenti del mio passato invadono la mente.
Ogni angolo un ricordo. Mi sembra così strano che proprio
ora saltino fuori così. Senza un reale perché ma sono
così vivi. Mi sembra ieri. Ma allo stesso tempo così
lontani.
Sorrido. Arriva la 90. appoggio la testa al vetro appannato e sorrido.
Su quest'autobus che mi ha portato dovunque a qualsiasi orario.
Ricordi che ho cercato di cancellare perché credevo mi avessero
fatto male per sempre.
La mia stanza buia. Solo io. Al buio più totale. Suona il
telefono. Cambio espressione e rispondo. Declino un invito per una
festa a cui avevo promesso la mia presenza. Non è serata.
Accendo lo stereo ma la musica non riesce a coprire il mio pianto.
Tom Araya urla nelle mie orecchie. Sono le 3. automaticamente ho
messo su la cassetta degli stayer hell await+reign in blood. A tutto
volume nelle orecchie. Tom Araya urla anche per me ma non so davvero
il perché.
Grazie. Quanto mi ci è voluto per scrivere queste parole
"grazie di tutto..non sai quanto, non farmi domande ..volevo
solo dirtelo".
..CREDI DAVVERO CIO' CHE PENSI?..
Piove. Mi sento sperduta in luoghi che conosco. Mi guardo intorno
come se tutto fosse nuovo. Odio questa sensazione.
Non riconosco più niente.. mi guardo intorno come se fosse
un luogo a me ignoto
chiudo gli occhi e sibilo "vaffanculo"
Piove. Ormai nella mia mente ogni singola piccola cosa riporta
alla mente ricordi.
Sono al parchetto. Birra e lambrusco a poco prezzo. Lambrusco, così
dicono. Silenzi. Occhi che non vogliono incrociarsi. Abbiamo bevuto
troppo. Un bacio per una storia che è finita e non inizierà
mai più. Sento la mia voce pronunciare scuse a cui non trovo
un senso.
Fisso il tavolo. Inizio a spezzare il pane nevroticamente. Pezzo
per pezzo finchè non scompare dalla mia vista e rimangono
solo briciole. Ne prendo un altro. Mangiare sempre più veloce.
Apro e chiudo il frigo. Qualsiasi cosa va bene. Formaggio. Prosciutto.
Patate dalla pentola. Continuo a riempire il piatto e a mangiare
sempre più veloce. Finchè non ho mal di stomaco.
Mentre loro guardano qualche stupido programma alla tv.
È sera . Sono in giro con una amica che non sopporto più.
Un incontro inaspettato. Parlare del più e del meno mentre
i tram continuano a passare. Timidezza che stranamente è
svanita. Scroccarti sigarette anche se io non fumo. Sorrido.
Troppo bello il film arancia meccanica. Non l'ho visto ma ho letto
il libro. Figata hai il libro? Te lo presterò.
Passa l'ultimo tram. Ciao. E comunque il libro si chiama un'arancia
a orologeria. Guardo il tram allontanarsi e poi torno a casa.
Patetico non trovi? Avere accanto nel letto un cellulare e fissarlo
nella speranza che qualcuno mi tenga un po' di compagnia. INVANO.
Scorrere la rubrica pur sapendo che non troverai compagnia. Hole
nello stereo mentre le paranoie prendono piede.
Guardo l'ora. Guardo il cellulare muto. Guardo il telefono squillare
ma non per me. Guardo una stanza vuota che mi fa sentire ancor più
sola.
Alzo il volume dello stereo e canto ad occhi chiusi. Per non pensare.
Per far passare il tempo. Per sentirmi meno sola con l'illusione
del calore della musica che mi riscalda.
Non ho il coraggio di alzare la cornetta per saper come stai. Dove
sei. Con chi sei.
Sono un'idiota?
Possibile. Fisso una foto sperando che non rimanga l'ultima immagine
che vedrò di te. Vorrei sapere che dirti.
Sono poche le persone per cui mollerei tutto se avessero bisogno
di me. partirei per loro se fosse necessario. Ovunque si trovino.
E tu stai diventando una di queste. Non vorrei pentirmene.
Dopo molto tempo mi sto preoccupando davvero per qualcuno..non so
se faccio bene o se ne vale la pena, ma ormai è troppo tardi
per chiederselo.
Devo vomitare.
Il pacchetto di sigarette che si svuota. Come al solito.
Mi sto rinchiudendo qua dentro da troppo tempo ormai. Quanto tempo
è passato dall'ultima volta in cui sono uscita?
Ho paura che uscendo realizzi che davvero abbia perso tutti. Davvero.
Perché in fondo in me c'è ancora una piccola parte
che crede che io stia esagerando che non sono la persona insopportabile
che dico di essere e che qualche amico la fuori c'è ancora.
Ma per ora non faccio altro che ricordare e stop.
Alzo lo stereo iniziando a cantare, è l'unica cosa che mi
permetta di non impazzire. Vaffanculo ai vicini se busseranno violenti
contro il muro.
Non ho nemmeno più il coraggio di prendere e mollare tutto,
sparire da questa città che mi sta opprimendo, quando il
coraggio ancora c'era avevo trovato un motivo per cui restare..ma
ora?
Guardo fuori dalla finestra. Il cielo grigio. Scaglio il cellulare
contro il muro, la caduta non si sente la musica copre tutto.
Una. Due. Tre. Quattro sigarette nel pacchetto.
Mi sto autodistruggendo. Non muovo un muscolo. Non ho più
contatti con nessuno. Computer sempre accesso per trovare un modo
con cui passare il tempo. Chiacchere con qualche sconosciuto per
sentirmi meno sola. Con che risultato? Una volta spento tutto eccomi
di nuovo sola con tutto quello che comporta.
Cos'è la vita se non un insieme di abitudini? Automaticamente
le mie giornate scorrono senza che io possa farci nulla. Voglio
solo che il tempo scorra. Il più in fretta possibile.
Non riesco nemmeno più a dormire. In questo modo le giornate
sono ancora più lunghe. Vivo di ricordi. Di amici che ora
non sento più. Di giornate passate. Di serate in cui ancora
uscivo.
Questa stanza è troppo piena di ricordi. Dovrei bruciare
tutto ma non lo farò mai. Foto sotto i miei occhi che continuo
a guardare,vecchie mail, vecchie lettere.
Ho solo il passato a cui guardare. Un presente troppo vuoto. Un
futuro a cui non voglio pensare.
Guardo l'orologio. È troppo presto. E già sono stufa
di questa giornata.
Una stanza troppo fredda. Nessuno con cui parlare. Nulla. Anche
la musica non mi dice più niente. Vorrei sbattere la testa
contro il muro fino a perdere conoscenza.
Vorrei chiudere gli occhi per non doverli riaprire più.
Fuori gente che probabilmente è a divertirsi in compagnia.
NON CE LA FACCIO PIU'.
It's too late. Good bye. A mai più rivederci. Non ho niente
da perdere. Cosa troverò dopo non lo so. Magari non c'è
più nulla ma per una volta so cosa fare. Ho preso una decisione
finalmente.
. BUT WHO CAN TELL THE STORY ?
THE PLAYIN DRAMA ITSELF HAS TO COMPLETE
A TRAGICOMIC ACTIN'
I SEE AND I SHOULD LAUGH
Un giorno come un altro. Tempo incerto. Voglia di
scappare.
System of a down. È apparso il sole. Ma quanto durerà??
Voglia di spaccare tutto. Voglia di camminare urlando. Che tutti
si girino pure a guardarmi.
Voglia di muoversi zero. Dovrei uscire, dovrei smetterla di rinchiudermi
nelle mie paranoie, dovrei decidermi una buona volta a fare a meno
nella mia maschera.
Impossibile. Ormai la mia maschera fa parte di me. Abbandonarla
vorrebbe dire mostrarmi realmente per quello che sono. Vulnerabilità.
Voglio che tu mi chieda un po intimorito se per favore il
posto di fianco a me e libero e puoi sederti. Forse. Se ne avrò
voglia.
Voglio che nessuno mi rompa i coglioni mentre cammino senza meta
immersa nella mia musica a volume allucinante.
Voglio che vi spostiate mentre passo.
Guardatemi pure male quando passo. Non è un problema mio.
Mi decido ad uscire. Spengo lennesima sigaretta nel portacenere.
Mi guardo allo specchio. Infilo i miei adorati scarponi che mi danno
sicurezza. Alzo ancora di più lo stereo. Il telefono squilla.
Cazzi suoi. Abbondo con la matita nera. Per avere uno sguardo più
deciso, più cattivo che altrimenti non avrei.
Sigarette comprate e arrivo a casa della Jen. Già birre ghiacciate
aspettano di essere scolate. Questa città ci sta stretta.
Quando è così, meglio variare. Meglio scappare.
Canticchio spider e mi mordo il labbro. Tristi ricordi che andrebbero
cancellati. E invece rimangono. Perché??
Suona il telefono. Jen impreca contro qualche solito figlio di puttana.
Sbatte giù la cornetta.
Mai confondere laffetto con la voglia di sesso.
Credeva che almeno lui le volesse bene, ma troppo tardi si è
scontrata con la realtà. Ecco cosa succede ad aprirsi. Si
soffre.
Lo so bene, devo avere una calamita per queste situazioni. Nonostante
cerchi di gestire le situazioni finisco sempre per essere fottuta.
E stare male.
Jen voglio andarmene da qui. Sono stufa di guardarmi in torno
e non vedere nulla di nuovo. Ho bisogno di cambiare.
mi è arrivata unemail del Junkie Man..quando
vogliamo possiamo salire.
Mi si illuminano gli occhi. Dopotutto mi manca parecchio.
ok quando vuoi
Serata calda. Birra ghiacciata e accendo il computer. Tra le varie
mail mi ha scritto Simone. La tentazione di cancellarla senza neanche
aprila è forte. Ma la curiosità di più.
From: apocalypse@hotmail.com
To: SlutKissGrrL@hotmail.com
Oggetto: importante davvero..
Ciao,
se stai leggendo forse dire che allora ho qualche speranza..perché
sei sparita così?
Ci tenevo a dirti una cosa:
mi sono innamorato di te.
Tuo per sempre Simone.
VAFFANCULO!!
Ma chi cazzo si crede dessere?? Innamorato? Ma per favore
È anche riuscito a rovinarmi la serata..
Chiamo Jen, ci becchiamo con gli altri tra unoretta. Trovo
il Junkie Man collegato.
Ho bisogno di parlare. Devo sfogarmi con qualcuno. Merda!si è
già scollegato.. come al solito la mia sfiga non mi ha già
abbandonato!!
Accendo una sigaretta e scorro i nick della chat
FallenAngel
attira la mia attenzione.
Iniziamo a parlare di musica. Il tempo scorre veloce senza che me
ne renda conto..cazzo, sono in ritardo di mezzora, mi spiace
dover chiudere, così gli lascio la mia mail nella speranza
di ribeccarci.
Andiamo al trans, ma questo cazzo di cocktail non mi fa alcun effetto.
Anzi invece che rendermi allegra mi manda in paranoia.
Mi avvicino ballando ad un tipo sfigatello che mi fissava. Ho racimolato
altri due cocktail. Ho perso la mia lucidità.
Quando vedo Simo entrare. Mi fa cenno con la testa, come se fossi
la sua schiavetta. Non so perché ma lo seguo fuori.
Risveglio. Mal di testa allucinante. Sono nel suo letto. Ci sono
ricascata. Quei maledetti occhi. Come lo odio.
Dorme ancora. Mi vesto. Non ricordo nulla. Gli prendo 200 euro dal
portafoglio e chiamo Jen. oggi si parte.
Sullaereo mi immergo negli Shandon e mi perdo in sogni allucinanti.
Cerco tra la folla JunkieMan
non lo trovo. Ho bisogno di chiacchierate
notturne e abbracci senza secondi fini.
Ormai da londinesi acquisite arriviamo a casa sua, dove ci apre
in mutande e con due occhi ancora persi nel sonno e con la matita
sbavata.
Abbracci, baci e risate..
Pomeriggio inoltrato escono per la spesa, la mia vitalità
è sotto i piedi. Mi collego. Cerco langelo caduto in
chat. Non cè. Leggo la posta. Nulla di nuovo. Mi rollo
una canna guardando il soffitto. In attesa che il tempo passi.
Junkieman torna solo. Jen ha già trovato compagnia. Si sdraia
accanto a me e mi frega la canna dalle mani. Mi accarezza i capelli
e inizia una chiacchierata che si preannuncia lunga..
Mi sfogo. Bestemmio contro tutto ciò che mi viene in mente.
Si è fatto tardi. Così ci prepariamo ad uscire. Gonna
very corta e scarpe very alte. Rossetto viola luminescente e tanto
nero intorno agli occhi.
Junkie è bellissimo come al solito. Total black vestito e
matita nera x due occhi profondi.
MEMORY.
Vagavo per covent garden ubriaca. Amiche in giro a fare shopping
a Piccadilly. Ragazzo chissà dove. Ma questo era lultimo
dei miei pensieri. Ero venuta in Inghilterra sognante. E mi ritrovavo
ubriaca, con la vodka in mano su una panchina con il trucco colato.
Ma nonostante questo mi piaceva essere qui. Essere una totale estranea
per chiunque passasse. Ma non volevo tornare a casa. Voleva dire
ritornare alle solite squallide abitudini.
Persa nei miei pensieri non vedo che si siede vicino a me un ragazzo.
Never cry alone le sue prime parole e mi frega la vodka
di mano. Mi sorride e io scioccamente ricambio.
Forse perché ubriaca, forse perché in cerca di affetto
mi appoggio alla sua spalla piangendo in silenzio. Con una mano
mi accarezza i capelli finchè non cado in uno stato di dormiveglia.
Gli occhi non vogliono saperne di stare aperti, mi dà fiducia
sentirlo accanto. La maschera è caduta. Per la prima e unica
volta.
Riapro gli occhi. Si alza e se ne va.
Chi sei? Ci rincontreremo mai?perché sei rimasto qui con
me?
Mi lascia solo la sua mail: junkieman@hotmail.com
Perché sia venuto lì da me non lho mai saputo.
Andiamo al Transilvania con il suo amico barman che offre cocktail.
Ballo tra le bare e vampiri ubriachi. Un po ubriaca lo sono
anchio. Lo guardo mentre ci prova con una bionda vestita di
pelle e sorrido. Junkieman come farei senza di te??
Lascio i due e torno a casa. Accendo il computer e trovo FallenAngel
in chat. Facilitata dallalcool e dallo schermo che ci separa
inizio a scrivere.
<SlutKissGrrl> ciao, come va?
<#FallenAngel#> non male,che ci fai collegata a questora??
<SlutKissGrrl> sono appena tornata..e tu?
<#FallenAngel#> notte insonne...dove sei stata??
<SlutKissGrrl> transilvania
cosa ascolti ora?
<#FallenAngel#> Marlene kuntz..
<SlutKissGrrl> bene..
<#FallenAngel#> ???
<SlutKissGrrl> ..pioveva. come al solito. Lapatia regnava
sovrana nella stanza. Nulla si muoveva.
Buio totale. Marlene kuntz invadono la stanza con la loro musica
psicotica.
Nervi tesi allinverosimile. Qualsiasi cosa mi infastidiva.
Il mio cervello era pieno di
paranoie e paure. Voglia di scappare, voglia di essere libera
<#FallenAngel#> che roba è???
<SlutKissGrrl> è solo una storia. Se non t interessa
smetto.
<#FallenAngel#>no continua
<SlutKissGrrl>
.qualcosa doveva cambiare, era ora di
decidersi
.
la mia mente urlo BASTA!! Così presi la giacca e uscii
lasciare
che le cose accadano
credevo lui potesse darmi ciò
che cercavo. Passammo la notte insieme. Credevo mi volesse bene,
che provasse per me un po daffetto. In realtà
voleva solo scopare con una minorenne..
<#FallenAngel#>..e poi??
ma è tutto vero?
<SlutKissGrrl> ..ripeto è solo una storia..che importanza
ha???
*SlutKissGrrl is not on line.
Che cazzo stavo facendo???forse era il bisogno di parlare con qualcuno,
forse volevo solo divertirmi un po..
Giocherello con il mio piercing alla lingua..
Non voglio responsabilità. Meglio prendere e scappare quando
le cose si fanno troppo difficili. Piuttosto che cercare di risolvere,
meglio abbandonare e darci un taglio.
Ho sempre fatto così.
Ho cambiato chissà quante volte colore di capelli, piercing,
mi creavo nuovi vestiti, un tatuaggio
Così per un po mi sentivo a posto con me stessa, e
lasciavo alle spalle una parte di me.
Mi accendo una sigaretta e guardo il fumo blu salire, cercando di
ricordare il passato. Ma non ricordo. Ma non voglio ricordare.
Junkie mi sveglia. Sono tutta indolenzita. Occhi dolci e lo convinco
a farmi i massaggi. Jen non credeva potesse esserci solo amicizia
tra noi, cera troppo complicità da amanti.
Perché io non voglio che questo. Un legame forte. Non nego
di non aver provato attrazione. Almeno agli inizi. Ma alla fine
qualcosa sarebbe cambiato. Irrimediabilmente. E questa è
lultima cosa che voglio.
Inizio a lavorare in un negozietto. Mi piace. Tiro su soldi per
aprire un negozio a Milano. Un sogno che non so mai se si avvererà.
Ma almeno il tempo passa.Chiacchiero con quindicenni che vorrebbero
fare le alternative. Quando in realtà non hanno un minimo
di fantasia e sbavano quando Junkie mi viene a trovare. Le sento
confabulare e ridacchiare mentre cercano di sistemarsi e farsi fighe
senza farsi notare.
Nancy, la proprietaria, è interessata ai vestiti che indosso.
Visto che sono fatti da me e per il mio sogno vuole tentare a vendere
qualcosa. Tanto non ci perde niente.
Jen è tornata. Racconta del boy conosciuto che adorava leccarle
i piedi e farsi legare. Si è divertita nel lasciarlo legato
al letto tutto il giorno e guardare nei suoi occhi la paura che
lo abbandonasse.
Siamo nella vasca da bagno piena di bolle e schiuma, osservo i suoi
occhi color ghiaccio fissarmi.
-Che cè Jen?
-Pensavo.
-A cosa?
-Alle notti piene di lampi in letti stranieri. Dove irrimediabilmente
si perde qualcosa.
-Tu coshai perso?
-Ho perso i miei sogni quindicenni tra le braccia di un uomo sposato.
Silenzio. Vorrei parlare ma le parole diventano mute poco prima
di uscire. Respiro.
Jen continua.
-Credevo di poter sfuggire alla realtà che mi circondava.
Allodore di fritto che penetrava le mie narici mentre salivo
le scale rientrando a casa. Alla paura di diventare come mia madre,
grassa e disillusa a passare la vita con qualcuno che non amavo.
Che cosè lamore?
-Lamore è il più bel sogno che si possa vivere.
Ma è così delicato. È uno specchio di cristallo
che si può rompere se non ti specchi con attenzione, se non
lo maneggi con cura.
Sorride. E caccia la testa sotto la coltre di schiuma.
Riappare. Il trucco colato la rende più vulnerabile. Ci baciamo.
Perché qualunque cosa accade saremo sempre vicine. Ad aiutarci
quando rialzarsi sembra impossibile.
-Jen, saremo sempre in contatto non è vero? Anche quando
nulla intorno suscita la benché minima attenzione, per salvarci
da noi stesse
non è vero?
Sorride dolcemente. E uniamo i nostri polsi rigati.
Muse. Origin of simmetry, riempie la stanza. Sono sola. Sono andati
a non so quale concerto. Inizio a disegnare i vestiti per Nancy.
Il computer acceso mi indica che ho posta.
Un indirizzo che non conosco. Apro e accendo una sigaretta di conforto.
Oggetto: una storia.
È tempo forse che una storia la racconti io.
Cera una fata dai capelli rosa, che vagava tra la folla dopo
un concerto degli shandon. Non ho mai scoperto cosa cercasse. Mi
colpirono i suoi occhi tristi.
Un ragazzo si avvicinò. Urla silenziose coperte dalla musica
alta. Se ne va. In un angolo a combattere con le lacrime.
Il Rainbow chiude. Eccola. Urla non più silenziose. Schiaffi.
Rimane sola. Volevo offrirle un passaggio ma non me ne ha dato il
tempo. La seguo con gli occhi mentre si allontana sotto la pioggia.
Dalla maglietta corta si intravedono un paio di ali tatuate. Ali
per volare via. Ali tarpate, la fata ribelle non riesce a volare.
G.
Chi cazzo è?? Quella sono io
come è possibile?
Avrà scritto inconsciamente o sapendo chi sono?
Paranoie invadono il mio cervello. Una fata ribelle. Sorrido. Chiunque
sia mi incuriosisce.
Rispondo.
From : SlutKissGrrL@hotmail.com
To: pnx@virgilio.it
Oggetto: diggin the grave..
Diggin the grave. Faith no more. Come non adorare questa canzone?
Ascoltala mentre leggi.
Pioveva quella sera, aspettavo un autobus che non sarebbe arrivato
prima di unora. Magari chiederò un passaggio. Quando
certi pensieri mi saranno usciti dalla testa. I lividi si dimenticano.
Un cuore ferito no . You could have it all, my empire of dirt..
Odio le notti di pioggia. Portano sempre delusioni. Irrimediabilmente
si perde qualcosa. È ormai una certezza.
Ripenso al concerto. Certe canzoni non si può fare a meno
di adorarle, quando riescono ad esprimere così semplicemente
quello che hai dentro. Più chiaramente di come potresti fare
.
Compro birra ad un baracchino aperto. Bevo al sole che forse prima
o poi riapparirà.. non può piovere per sempre.. non
è vero?
Soffrire per che cosa? Credevo di esserci abituata. Ma una volta
in solitudine, la maschera cade e sono più fragile che mai.
Vorrei che qualcuno mi guardasse con occhi sinceri e pieni daffetto,
ma forse è solo un sogno di bambina che è morta tempo
fa. Uccisa dalla triste realtà.
Forse la porta andrebbe lasciata aperta..ma è così
difficile
Ps:Non so chi tu sia, a continua a scrivere. Almeno avrò
compagnia nelle notti di pioggia. Ma la tua mail deriva dalla canzone
degli shandon??
Torno ai miei disegni ma con la testa altrove. Camminare con la
testa alta. SEMPRE. Mai far capire di essere deboli. Di aver bisogno
di aiuto. Indossare una maschera che faccia sparire qualsiasi timore.
Mi addormento sul pavimento. Sopra i bozzetti. Sento Junkie che
mi prende in braccio per mettermi a letto. riconoscerei il suo odore
tra mille, per tutte quelle volte che mi ha stretto forte quando
ogni secondo in più in questa vita mi sembrava assurdo.
Simone ti odio.
Mi addormento stringendolo forte.
Mattinata al lavoro. Mostro i bozzetti a Nancy e mi consiglia su
dove trovare le stoffe. Mi dà fiducia e questo mi tira su
il morale.
Una tipetta mi chiede consigli. Come me 4-5 anni fa. Credere di
poter cambiare il mondo e scoprire subito dopo che non è
possibile.
Non è vero. È molto più determinata di me.
Deve suonare con il suo gruppo di fanciulle incazzate e vuole essere
molto particolare. Vuole essere unica. Parlandone il vestito dei
suoi sogni glielo farò io. Deve solo darmi tempo. Nel frattempo
si fa fare un tatuaggio. Disegno suo ovviamente.
From: pnx@virgilio.it
To: Slutkissgrrl@hotmail.com
Oggetto: dove sei finita?
Ti ho cercata in chat ma nulla.
È vero, non può piovere per sempre. Ma devi dare la
possibilità al sole di cacciare via le nuvole.
Ho continuato a scriverti, ma non hai più risposto. . ..and
the feeling goes away if you close the door
Non puoi chiudere
la porta!
Giò.
Ps: sì pnx la canzone degli shandon.
From: slutkissgrrl@hotmail.com
To: pnx@virgilio.it
Oggetto: addio..o arrivederci..fallen angel..
Addio o arrivederci.. non lo so. Sono a Londra e non so quando
e se ritornerò. Forse un giorno la fata tornerà e
magari non avrà le ali tarpate. Oppure potrebbe essere una
strega. Nessuno può dirlo.
Guardati attorno.
Vestito per la tipetta pronto. Gli altri sono in fase di ultimazione.
Nancy non vede lora di venderli.
Jen arriva in negozio. Simone è a Londra.
Fingo indifferenza e continuo a servire le clienti. Chiudo gli occhi
e respiro. Deve finire. Non ha senso che ci ricaschi ancora.
È sera. Junkie ha paste da vendere. Di quelle buone. Dammene
una. Andiamo ad un rave. Voglio ballare, voglio smettere di pensare.
Stasera voglio divertirmi. Perché prima o poi dovrò
tornare a casa. Nulla ha senso davvero.
Mi ritrovo su un prato bagnato, vicino a Jen. Guardiamo il cielo
che si schiarisce. Una nuova alba. Un nuovo sole. Un nuovo inizio.
Forse.
Jen sorride. Ha ritrovato la voglia di fare.
Si torna a Milano.
Abbraccio Junkie. Così disponibile così dolce. Verrà
a trovarci non appena potrà. E remind: never cry alone.
Mi fa promettere che non mollerò il mio sogno. Qualsiasi
cosa succede. Lui cè sempre. Come un angelo custode.
Milano al mio ritorno appare sempre troppo grigia. Vago per vie
familiari. Entro nel mio solito negozio. Osservo distratta i cd
finché Stella non mi saluta. Chiacchieriamo dietro il bancone.
Mi chiede dei miei mesi londinesi. Compro delle calze che sognavo
anni fa. E degli orecchini a forma d spirale. Saluto.
Mi gira la testa, ma nonostante questo mi accendo una sigaretta.
Noia. Tanta noia. Troppa. Stereo acceso senza che nessuno lascolti.
Accendo il computer. In cerca di qualcosa che nemmeno io so bene.
From: pnx@virgilio.it
To: slutkissgrrl@hotmail.com
Oggetto: concerto shandon.
Non dovrei più scriverti. Lo so. Volevo solo dirti che sabato
al rainbow suonano gli shandon. Mancherai??
Non chiederò nulla. Mi basterebbe sapere che tutto va bene.
Osservo ipnotica il fumo della sigaretta che si consuma nel portacenere.
Concerto degli shandon. Si potrebbe anche fare.
Qualsiasi cosa pur di uscire dallapatia che mi sovrasta.
Fuori è buio. Non sembra nemmeno estate. Quanti giorni che
non esco di casa?
Suona il campanello. Non ho voglia di aprire. Alzo il volume dello
stereo.
È sabato. Un giro in fiera per ribeccare gente che non vedevo
da secoli. Baci&abbracci. Si prospetta una serata tra amici
falsi . Non so perché ma accetto linvito. Salvo pentirmene
subito dopo.
Non tocco cibo. Ma mi do allalcool. Elena, amicizia di vecchia
data tramutata in odio, inizia a parlarmi senza che io abbia chiesto
nulla.
come mai non parli? vedi, è sempre stato questo il
tuo problema, non aprirti mai con nessuno. E poi, come fai a stare
ancora con Jen, secondo me è una fintodepressa, di quelle
che devono per forza stare male, per farlo vedere e poi quel tizio
inglese che si trucca, lo senti ancora??ma daaiii
è
passato di moda luomo truccato
lignoro cercando di fissare la lampada a lato della stanza.
Ma non ci riesco, la sua voce mi ronza ossessiva e fastidiosa nelle
orecchie. Meglio non replicare mi dico.
e tu,..daiii..perché non ti fai più trovare
da Simone?? È così un bel ragazzo
ti vuole bene,
ha provato in tutti i modi a rintracciarti..ma tu niente..poverino
non se lo merita..un ragazzo con degli occhi così belli..e
poi a letto deve scopare da dio
non è così??
Respiro.
Contare per non esplodere, non è serata..
ma sei ancora fissata con il cucito??ma dai
non esiste..che
aspirazione è??ormai non abbiamo più quindici anni..non
puoi più andare in giro conciata in quel modo. Ho visto dei
vestiti davvero belli in centro..dovremmo andare insieme a fare
shopping..
ho bisogno di rilassarmi, luniversità mi sta stressando
troppo. Ma non posso mica rischiare di abbassarmi la media..Emanuel
vuole fare un weekend d qualche parte, non so magari in Francia,
che ne dici?non è un po banale? Che idea! Perché
non vieni con Simone? Come adoro quel ragazzo..è così
bello, il suo appartamento nuovo lhai visto???IN SAN BABILA.
.. Non ho mai capito come faccia a essere ancora perso per te..potrebbe
avere tutte le ragazze che vuole. ..
BASTA!mi alzo e me ne vado, mentre la sua voce ancora mi insegue.
Automaticamente sto andando al rainbow. Nella speranza che i ricordi
non invadano la mia mente schizzata.
Entro. Il concerto è già iniziato. Solita caipiroska
e mi guardo intorno. Nessuna faccia conosciuta. Meglio così.
Si avvicina la coppietta di sfigati in cerca di notorietà.
ehi ciao, come mai sei tornata al rainbow? È un bel
po che non ci si vede..
cerco tra la folla FallenAngel. Impresa impossibile visto che non
ho la più pallida idea di chi sia.
sono stata dal Junkie..
chi??
nulla. Ancora insieme voi due eh?quandè che mi
invitate al matrimonio?(grazie al cazzo e si mollassero non
troverebbero nessunaltro..stupidi rompicoglioni insoddisfatti
che non sono altro)
oh che palle. Ma non finiscono più di suonare? Che
coshanno di particolare? Solo per delle bimbette che sbavano
dietro a olly.
ah già dimenticavo
dovresti esserci tu a suonare
..col tuo hardcore melodico di merda..ma fammi il piacere!!
un ragazzo mi si avvicina.
presteresti le tue ali ad un angelo caduto??
sorrido.
Suonano noir. La sento così mia che a fatica ricaccio dentro
le lacrime.
Finisce il concerto. Iniziamo a parlare. Arriva Simone che mi abbraccia.
levami le mani di dosso.
ah volevo solo avvisarti che quando ci scopi si diverte a
morderti. Ti lascia certi segni
e se ne va.
Usciamo. Parliamo. Tutto mi sembra così irreale. Ti prego
non lasciarmi da sola stanotte.
Improvvisamente ho paura. Paura di affezionarmi ad uno sconosciuto.
Tutto è troppo irreale.
non ti sembra strana questa situazione?in realtà potrei
essere una strega acida..
lo guardo. Siamo in macchina. Fuori fa freddo. Beviamo birra presa
al solito baracchino.
lazy slowly going insane, need to rest but cannot stay sliding
over quicksand hoping not to get it, I survive I do not live..
credevo non saresti venuta stasera..
la prima mail che hai scritto..sapevi che ero io?
non lo so, ho scritto inconsciamente..poi ho capito che eri
tu
Guardo fuori dal finestrino. Inizia a piovere.
piove. Perderò qualcosa anche stanotte?
mi accarezza i capelli.
non potrei mai far del male alla mia fata dagli occhi tristi.
Ti riaccompagno a casa
ritorno in silenzio.
non lasciarmi da sola stanotte
Troppo dolce. Troppo comprensivo. Abbiamo passato la notte a parlare.
Al mio risveglio credevo di non trovarlo più al mio fianco.
Invece era lì che ancora dormiva, mi rivesto e fumo una sigaretta
sul balcone.
Ho il mal di testa, non per lalcool ingerito in quantità
indefinita, ma per le mie paranoie.
Ho terribilmente paura di soffrire. Di farlo soffrire. Ci conosciamo
solo da una sera. Infilo gli scarponi e gli lascio un biglietto
quando esci lascia le chiavi sotto lo zerbino. Se vuoi mangiare
fa pure. Non aspettarmi, non so quando torno
Vado da Jen. Che mi apre ancora mezza rincoglionita. Stupita di
vedermi struccata.
cosè successo?
nulla ..
pallista.. le stronzate almeno a me puoi risparmiarle. Ti
conosco abbastanza. Non esci di casa senza trucco. Ti conosco. Che
hai fatto??
non lo so Jen, ho la testa piena di paranoie
ok, ho capito, aspetta che mi vesta, andiamo giù a
far colazione.
comè possibile passare la notte con un ragazzo
conosciuto la sera e risvegliarsi con la paura di farlo soffrire??
aspetta..sei riuscita a chiudere definitivamente con simo???
beh lho mandato a fanculo. Ieri al rain..hai visto ieri
sera pioveva. Jen
e se a soffrire davvero fossi ancora io?
dipende da te..puoi rischiare, ma guarda se il gioco vale..oppure
chiudi la porta..ma potresti non riuscire più a riaprirla
sigaretta aspirata nervosamente.
comunque ho una buona notizia
ti ricordi la tipetta sfigata
che aveva aperto un negozio a suo dire alternativo?? Beh non funziona
per un cazzo. Vuole mollarlo..tanto paparino gli parerà sempre
il culo..perché non lo prendi tu??coraggio. rischia.!!
non lo so..
dai cazzo..non dirmi che hai cambiato idea!Risparmi da secoli..
Non so più quantè che non sogni altro!
ti prometto che ci penserò! Ciao bella
cammino per la strada canticchiando alanis morisette. Chissà
perché. Associazioni della mia mente malata.
A casa Giò non cè più per fortuna. Metto
su Jagged little pill e accendo il computer.
Tra le mail arrivate solo pubblicità. È ora di fare
ordine.
Un respiro. Una sigaretta accesa.
From: slutkissgrrl@hotmail.com
To: apocalypse@hotmail.com
Oggetto: BASTA!!!!
Mi hai rotto il cazzo. Definitivamente. non ho più voglia
di sentire le tue stronzate. Hai capito?cancellami dalla tua vita!
Ho perso troppo tempo con uno come te. Non sperare che io cambi
idea. Non sono mai stata così sicura in vita mia. Scopati
pure tutte le modelle che vuoi. Tanto non sarò ad aspettare
come unidiota di tornare nel tuo letto. hai finito di incantarmi
con i tuoi occhi.
Niente più mail del tipo vediamoci sono innamorato
di teo ho bisogno di te, voglio vederti. Lamore
è unaltra cosa. Che tu non hai ancora capito.
Invio prima che linsicurezza prenda piede in me. Non cè
nulla di falso in quello che ho scritto, è solo che a voce
non riuscirei mai a dire nulla.
From: slutkissgrrrl@hotmail.com
To: pnx@virgilio.it
Oggetto: delle scuse te le devo..
Non so perché ti sto scrivendo. Inconsciamente già
dovrei adorarti. E un po è vero. Ma sono anche esageratamente
paranoica. Non ho certezze. Sono troppo impulsiva. E troppo insicura.
Ho sempre indossato una maschera che raramente cade e solo con pochissime
persone. E stamattina quando ti ho visto accanto me ho capito che
la mia maschera stava crollando. Sarei stata TROPPO vulnerabile.
E ora come ora non sono pronta.
Forse sto solo esagerando, ma non voglio perderti. Sento di volerti
al mio fianco.
Ciao.
Un bacio
Nervosa a livelli allucinati, passo le serate a preparare vestiti.
Finchè Jen non mi dice il negozio è pronto. Andiamo
a vederlo, dobbiamo metterlo a posto e sperare solo che funzioni.
Piove. Odio la pioggia con questo mio stato danimo. Giò
mi aspetta sotto casa. Improvvisamente divento nervosa. Mi accendo
una sigaretta. Lo osservo. Ne accendo unaltra e mi avvicino.
-ciao
-perché sei sparita così?
Non lo so, penso. Non riesco a spiaccicare parola. Lo guardo negli
occhi. Vorrei solo non mi chiedessi nulla. Vorrei che sparissi,
così soffrirei, ma per poco, perché tutto prima o
poi sarebbe passato..ma affezionarmi ..non cè cosa
che mi faccia più paura.
Lacrime che cercano di uscire. Mordo la lingua per non farle uscire.
Mi abbraccia. Lacrime silenziose sulla sua maglietta nera.
Saliamo.
Voglio solo dormire.
Silenzio troppo irreale.
-non so che dirti.
-dimmi ciò che vuoi.
-non lo so.. non sono mai riuscita a spiegarmi a parole.
-fuori piove. Anche stanotte non perderai nulla. Non soffrirai.Te
lo prometto. Voglio solo che tu sia felice. Ma per questo ho bisogno
di stare al tuo fianco.
-tutto questo mi fa paura. Dopotutto non ti conosco davvero. Qualche
mail, sensazioni a pelle
-fidati.
-proverò a fidarmi. Ora però ho bisogno di dormire,
ho un mal di testa allucinante.
E così succede. Mi addormento tra le sue braccia immaginando
un futuro che non ho mai pensato.
Al mio risveglio la prima cosa che vedo è il suo viso che
mi osserva. Raccatto le gauloises dal comodino, ne accendo una e
aspirandola lentamente inizio a parlare.
odio essere legata. Sia in senso fisico che non. Brutte esperienze:
essere legata a qualcuno vuol dire soffrire. Essere egoista semplificherebbe
molto le cose, ma per mia sfortuna sono anche terribilmente insicura.
Così se perdo il controllo della situazione scappo.
Cosè quella faccia? Dimmi pure
non scappo
la prima volta che abbiamo chattato..era realtà quella
storia, vero?
farei prima a raccontarti tutta la mia vita. Scherzi a parte....sorrido.
..sì..avevo 15anni. Lo conobbi una sera quasi per caso,
girava al frog abbastanza spesso. Io mi rifugiavo lì per
evitare di stare a casa. Oramai dicevo a chiunque di avere 19anni.
Ma lui no, non ci credeva. Iniziò a offrirmi da bere, sorridendo
stetti al gioco. Mi divertivo. Mi sentivo forte.
-Non sarei caduta nel suo gioco pensavo- voglio solo
divertirmi un po. Invece ci caddi eccome. Inizia a dirmi che
mi capiva perfettamente, che ci era passato anche lui in quella
situazione: le incomprensioni con chiunque,le insicurezze..
vieni a casa mia mi disse mica ti mangio
con un sorriso che mi disarmò completamente.
Dopo 4cocktail avevo perso la mia lucidità.
perché no dissi. Vaffanculo al resto pensai.
Arrivati in casa chiuse la porta a chiave, mi portò in camera
da letto. Mi sdraiai sul letto, la testa mi girava. Fuori pioveva.
Inizia a spogliarmi, divertita stavo al gioco. Finchè non
vidi il suo volto quando fu sopra di me. Mi sentii usata. Uno schifo.
Rimasi sveglia tutta la notte. Guardavo i lampi fuori dalla finestra
e il sangue lasciato sulle lenzuola.
Quando finisco di parlare abbasso la testa. Mi è costato
far uscire queste parole. La mia mente riviveva tutto come un film.
Mi prende la testa inizia a baciarmi. Lo stringo forte e già
sto meglio.
Ogni tanto i ricordi mi assediano, non posso chiudere gli occhi
perché giorni che credevo dimenticati riappaiono sulle mie
palpebre. Non mi lasciano in pace.
Sdraiata sul letto canto ad occhi chiusi. Mail da leggere. Dopo.
Prima deve finire la canzone.
Cerco le sigarette. Vaffanculo. Finite.
From: AngelOfDeath@mtv.com
To: SlutKissGrrl@hotmail.com
Oggetto: u r really a slut..
Che cazzo credevi di fare con quella mail? Sei solo riuscita a
farmi incazzare..quante cose ho fatto per te?eh..bastava che chiedessi
ti avrei dato tutto..
..e così è stato!
Vaffanculo. Cosa credi che quel tipo ti possa dare?? Raccontagli
qualcosa di te.. vedrai come scapperà a gambe levate. E rimarrai
sola come una cagna
Lincazzatura sale..ma poi i dubbi.. se avesse ragione? Dopotutto
da quando gli ho raccontato qualcosa non si è più
visto.
From: slutKissGirl@hotmail.com
To: pnx@virgilio.it
Oggetto: where are you?
Ciao, in questo momento non ho voglia di parlare..perciò
scrivo. Non so dove sei finito..perché non ti sei più
fatto sentire? Avevi promesso che non avrei sofferto più.
Evidentemente ho sbagliato a fidarmi di te.
Da bambina credevo che lamore esistesse. Difficile da trovare,
ma da qualche parte cera. Poi crescendo capisci che non è
così. Che è solo unillusione che ci creiamo
per la paura di restare soli.
Sono abbastanza incazzata, ma non così tanto da pigliarti
a calci se ti incontrerò.
Sono abbastanza depressa, ma non così tanto da scappare lontano.
Non chiamarmi, tanto non ti risponderei. Su vuoi scrivi.
Invio.
Non è vero. Sono parecchio delusa. Ma è solo colpa
mia. Come potevo fidarmi di un ragazzo che mi dice di volermi bene,
dopo esserci visti un paio di volte e per qualche mail inviata??
Aspetterò una sua risposta. Al massimo rimarrà un
contatto virtuale. E poi partirò.
Silenzio più totale. Sono le 2 passate. Mi sento così
sola in un silenzio così grande. Il cielo senza stelle con
la luna piena. Vorrei tanto averti qui accanto. Perché la
tua presenza mi rassicura. E riesco a sorridere con quellinnocenza
che si ha da bambini.
Accendo una sigaretta e fisso il monitor. Vorrei tanto scriverti.
Ma non lo farò.
..paranoie insopportabili dimmi che mi accetterai anche così
.
Tutta questa situazione mi sembra assurda. Così per scazzo
mi collego. Ho posta. Non voglio leggerla. Entro in chat.
<fallenangel> ciao
<slutkissgirl> hai qualcosa da dirmi?altrim stacco
<fallenangel> ho letto la tua mail
scusami.
<slutkissgirl> non voglio le tue scuse. Non so che farmene.
Non è la serata per pensare, è la serata delle paranoie.
Ringrazio il monitor che mi protegge
*slutkissgirl is not online.
From: pnx@virgilio.it
To: slutkissgirl@hotmail.com
Oggetto: sorry
Sono sparito. Mi dà fastidio ammetterlo ma ho avuto paura.
Non so nulla di te e sapere che potresti sparire dalla mia vita
in un attimo mi ha spaventato. Ci conosciamo appena, ma so che la
tua scomparsa mi distruggerebbe.
Non voglio dover usare un monitor per parlare con te, voglio farlo
di persona. Voglio vedere i tuoi occhi.
Non so cosa rispondergli. Questa storia mi sta mettendo in crisi,
una parte di me vorrebbe scappare, laltra sa che è
ora di finirla.
From: slutkissgirl@hotmail.com
To: pnx@virgilio.it
Oggetto: another piece of my life..
Non so perchè ti scrivo, non so quanti sappiano ciò.
Ho sempre evitato di parlare, di confidarmi con qualcuno. Sono poche
le persone che mi hanno visto senza maschera e di queste sono quasi
certa di potermi fidare.
Di te ancora non so, dopotutto sei sparito, forse il bastardo x
eccellenza ha ragione.. raccontandoti di me scapperai per sempre..
Il bastardo per eccellenza, Simone.
Quello che hai visto al rainbow. per lui sono riuscita a provare
uninnumerevole gamma di sentimenti..passavo dallodio
alla sottomissione.. una troia a comando mi sono sentita tante volte.
Lui se la spassava e io come unidiota ad aspettarlo che tornasse
nel mio letto..
Quegli occhi, quanto gli ho odiati
guardandomi riusciva a
farmi fare qualsiasi cosa. Anche se sapeva che lodiavo.
Quante volte sono scappata credendo che lavrei cancellato
dalla mia vita..e invece al ritorno puntualmente ero ai suoi piedi.
Allinizio gli volevo un bene dellanima, potergli solo
stare accanto mi sembrava un sogno. Con lui potevo avere tutto ciò
che volevo. Potevamo passare giorni interi sdraiati che di preoccupazioni
non ce nerano.
Pieno di soldi comera, abituato ad avere tutte le cose che
voleva. E io rientravo tra queste.
Gli schiaffi che ho preso, le lacrime che ho versato
Una notte è rientrato schiazzato per la coca. Fatto come
una scimmia. Erano le sue solite seratine così trendy del
giovedì sera. Dove io dovevo aspettarlo a casa. Perché
andavo bene solo per essere scopata. Non ero abbastanza in
per farsi vedere in giro con me.
Fingevo di dormire. Come ogni giovedì. Ascoltavo ogni minimo
rumore e ogni suo respiro. Sperando che mi lasciasse in pace finché
la scimmia non gli fosse passata.
Ma quella sera non fu così. Iniziò ad urlare. E iniziò
a picchiarmi. Sempre più forte. Forse muoio pensavo. Smisi
di pensare. Iniziai a piangere automaticamente. Col risultato di
farlo schizzare ancora di più. Finchè non gli suona
il cellulare. E mi lascia in un angolo della stanza con il sangue
che cola. Con lividi un po ovunque.
Finchè non mi chiamò a letto. e mi legò. La
classica pseudo scopata del giovedì notte. Mi slegò
solo il pomeriggio.
Con i polsi arrossati. Il sangue ormai raggrumato sulla mia faccia
e sulle lenzuola. Coi lividi che iniziavano ad apparire. Me ne tornai
a casa.
Non so perché, ma non riuscivo a rompere, forse era la maledetta
paura di rimanere sola, forse è solo il lato masochista del
mio carattere..
Chiudo qui.
Forse questo è un addio..non so, dipende da te.. sappi solo
che non aspetterò in eterno.
Inizio a passare giornate intere a preparare il negozio. Se mi tengo
occupata non penso, altrimenti starei chiusa in casa a controllare
la posta ogni 5minuti o ad aspettare che il telefono squilli.
Sono a casa. Stanca morta, movimenti al limite. Sdraiata fumo lennesima
sigaretta e chiacchiero con Jen. Largomento cade su Giò,
ma non voglio parlarne. Il campanello suona ma evito di rispondere.
Voglio solo dormire.
E così accade, mi addormento tra le note di Mer De Noms..
In macchina. Sempre più veloce. Ignorare i semafori. Sempre
più veloce. Volume altissimo della radio. Città deserta.
Strade quasi vuote. Sempre più veloce. Senza un perché.
Adrenalina assopita in me che si risveglia. Voglia di urlare a squarciagola
fuori dal finestrino. Ascoltare musica che in altri momenti odierei.
Vaffanculo.
Ferme. Io e Jen. Davanti a una birra e un portacenere pieno. Ricordi.
Creduti forse perduti.
È solo una birra rossa, ma già il mio cervello ha
smesso di connettere. Alcool in me.Vaga. Facilitato dal mio stomaco
vuoto da giorni.
Si torna in macchina. Vorrei chiamarti Giò e dirti stiamo
andando sempre più veloce. Quasi a 100 in una Milano deserta.
Se morissi ti dispiacerebbe?
Non voglio pensare. Non devo pensare.
Altro giro altra birra. Stereo silenzioso. Jen inizia a parlare
pigiando sullaccelleratore.
-Vorrei tanto morire al tuo fianco. Come Thelma e Louise. Ma in
realtà non è vero. Non capisco più nulla. Stai
facendo una cazzata immane con Giò..perché?
- perché ho paura di amare.
..FRENA !!
Incidente sfiorato per un pelo. Dun tratto Jen scende a sboccare.
Io fisso il vetro vedendo il mio angelo ovunque.
Prendo il cellulare. Chiamo. Anzi no. Chiamo. Compongo il numero
ma prima che il telefono squilli ho già messo giù.
CAZZO! Chiamo. Libero
Cazzo rispondi! Vodafone omnitel. Stiamo
trasferendo la sua chiamata
VAFFANCULO!
Jen rientra.
-cazzo è san Lorenzo.
- vaffanculo alle stelle cadenti.
Mal di testa. Mal di pancia. Mal di tutto. Davanti allo schermo
ipnotizzata da una pallina idiota che deve distruggere i mattoncini.
Mi sento unidiota ma almeno in questo modo non penso. Shandon
in sottofondo. Riempio questo cd di ricordi. Lo lego irrimediabilmente
a me. Ogni canzone mi ricorda qualcosa. Non so se sia un bene o
un male.
..sopportare stato mentale non so più cosè bene
e male
a ripetizione continua. Invade la mia stanza ventiquattrore
su ventiquattro. Finisco per continuarlo a cantare finchè
non ho più voce.
Voce roca dalle troppe sigarette fumate. Svuoto il portacenere che
tra un po sarà di nuovo pieno. La mia voce si mischia
a quella di Olly.
Continuando a cantarlo forse mi svuoterò di quello che ho
dentro. Per sfogarmi. Per stancarmi e cadere addormentata.
Il pavimento pieno di vestiti. Pensare al negozio. Non mi importa
se fallirà. Almeno mi sono dedicata a qualcosa per un po.
Mi stupisco di me stessa.
Il negozio è pronto. Potrebbe anche aprire domani. Ma ho
paura. La mia testa ha smesso di funzionare da troppo tempo ormai.
Per non pensare. Per non distruggermi con le mie stesse mani.
Inevitabilmente con le note di Enter sadman mi trovo a pensare.
A sperare che il telefono suoni.
Ho mandato a fanculo ogni possibilità con Giò. Quando
ho sentito la felicità sfiorarmi il cuore ho avuto paura.
Subito dopo ho avuto paura di soffrire. E ora suona il telefono.
Ma è Jen.
Non sopporta il mio stato. Me la trovo davanti. Irreale silenzio.
Mi trascina con tutta la roba al negozio. Apriamo ora. Tanto a quanto
dice i soliti babbi col portafoglio pieno sono stati avvisati. E
non mancheranno.
Ha organizzato tutto lei. A mia insaputa.
Sorriso un po forzato. Giocherello nervosa con le dita e gli
anelli.
In poco tempo un po di gente è entrata, curiosa tra
gli scaffali, prova, si guarda allo specchio.
Stiamo vendendo già un po di roba. Ma non mi importa.
Nella mia mente immagini fisse. La felicità che provavo a
stare tra le sue braccia. Sdraiati a letto. ad occhi chiusi.
E ora?
E ora sono qui. Immobile. A guardare un soffitto vuoto.con il walkman
nelle orecchie. Ad occhi chiusi inizio a cantare. Finita la canzone
li riapro.
E trovo il viso di Giò così vicino al mio. Troppo
vicino. Le parole non mi escono dalla gola. E se escono sono senza
suono.
Baci. Abbracci. Corpi a contatto sempre più stretto. Risvegliarsi
al mattino tra braccia che ti stringono. Peccato che tu al mio risveglio
sia già sparito. Mi alzo dal letto ancora nuda. Adoro girare
per la casa senza nulla addosso. Mi fa sentire libera. Metto nello
stereo HolyWood. E torno sotto le coperte al caldo. E trovo un tuo
biglietto. Scusami ma devo andare a lezione. Non volevo svegliarti.
Un bacio Giò.
In effetti anchio devo andare in negozio. Mi vesto senza
particolare interessi nella mente e mi porto dietro Marilyn. Da
ascoltare. In testa. In negozio. Assolutamente. Dovunque.
..we are the nobodies we wanna be somebodies when were dead
theyll know just who we are
Solito bar per solita colazione. Qualcosa di caldo da ingerire.
Per riscaldare il freddo che ho dentro.
Pioviggina.
Guardo la gente che passa seduta sola al tavolo. Sono lunica
sola ad un tavolo.
Guardo gli occhi delle persone. Sono lunica ad avere lo sguardo
spento.
Non venire qui a rompere il cazzo. Vedi di non provare neanche a
sederti davanti a me. Ti prendo a calci. Se devi far vedere quanto
sei figo nel tavolo là in fondo ci sono quindicenni in vena
di esperienze nuove. Vedi di sparire.
E il pirla se ne va. E non ho nemmeno dovuto aprire bocca e bastato
che vedesse la mia faccia.
Accendo una sigaretta e sorrido.
Negozio. Tutto come al solito. Jen ha iniziato a vendere anche
le sue collane. Viene a darmi il cambio per il pomeriggio. Questa
pioggia leggere ma insistente mi riempie di scazzo. Non vorrei far
altro che dormire.
Prendo in mano il telefono e chiamo Giò ma non appena sento
la sua voce metto giù. Unidiota che ragiona come una
quindicenne. Vaffanculo a me stessa. So che lui chiamerà
e per evitare spengo il telefono.
Metto su un cd e inizio a cantare. Urlo rido e canto.
Accendo il computer. Quantè che non sento Junkie? Parecchio.
Non mi è nemmeno arrivato un messaggino o un email. Nulla.
Entro in chat. Nulla. Mi arriva un messaggio. sei lamica
italiana di Junkie? Sono Ben non credo tu ti ricordi di me..ma Junkie
è morto. Lo hanno trovato ieri in un vicolo.
Mi scollego e rollo una canna. Guardo la stanza riempirsi di fumo.
Continuo a pensare a Junkie. Suona il campanello. Non rispondo.
Continua a suonare. Scazzata vado ad aprire. Giò. La canna
mi ha preso e anche parecchio.
-che cè?
-che vuoi tu..sei tu che mi hai chiamato..
(merda
)
-nulla.
Vedo i suoi occhi tristi e incazzati allo stesso tempo. Distolgo
lo sguardo.
-la verità è che ti voglio un bene dellanima
ma non voglio accettarlo. E ora per favore lasciami sola.
- che hai?
- nulla
ti chiedo solo di lasciarmi in pace
il mio tono di voce si è alzato. Ho sempre odiato le persone
che urlano. E ora lo sto facendo io..che merda..
-vabbè come vuoi..ma neanchio starò ad aspettare
che tu ti decida una buona volta su quello che vuoi fare..
si allontana. Le lacrime scendono silenziose.
Lho lasciato andare via. Forse per sempre. Ma nella mia mente
solo il pensiero di Junkie. Ricordi. È impossibile. Potrebbe
essere uno scherzo. Deve essere uno scherzo.
Lo chiamo sul cellulare. Non risponde nessuno. Riprovo. È
spento.
In preda alla paranoia chiamo Jen. Gli spiego la storia trattenendo
le lacrime del nervosismo. Ogni 5 parole accendo una sigaretta e
aspiro nervosamente. Mi mordo il labbro.
Per tranquillizzarmi anticiperà il viaggio a Londra da sua
zia single.
Grazie amica mia. Ti voglio bene.
Usciamo per bere. Il solito locale sgrondo. Sono le tre passate.
Sta per chiudere. Ci tocca uscire. In preda allalcool e alle
paure.
Vaghiamo la notte per vie deserte. Solo qualche macchina. Solo qualche
puttana che batte annoiata. Nientaltro.
La mattina laccompagno in aeroporto. Un abbraccio infinito.
A presto.
Nulla di nuovo. Solito animo scazzato. Ma vederti mi manda in agitazione.
Incontrarti in posti più impensati. E abbassare lo sguardo.
E girare al primo angolo disponibile. Idiota.
Finchè per forza di cose finiamo uno davanti allaltro.
scusa. Scusami per laltro giorno. Ma..
ma cosa
non avrei diritto ad un minimo di spiegazioni?
ho bisogno di bere qualcosa prima..
Davanti ad un cappuccio con quintali di zucchero. Fuori si è
rabbuiato. Probabilmente pioverà.
avevo appena fumato. Mi è arrivato un messaggio. Dicono
che Junkie sia morto. Senza un perché. Senza un come. Vorrei
solo che sia tutto falso. Ma Jen mi ha confermato dallInghilterra.
Sono unidiota. Scusami. E ora me ne vado. Non sono brava negli
addii
Parlando fissavo la tazzina ormai vuota. Mi alzo e faccio per andarmene,
ti prego non fermarmi.
Ma mi fermi. E vedi scorrere le lacrime sul mio volto.
Odio piangere. Soprattutto se cè qualcuno accanto a
me.
Da me. Guarda caso ancora spider nello stereo.
-perché non mi hai detto nulla?
-non voglio passare per la povera sfigata. Non voglio dare lopportunità
agli altri di fare i buoni samaritani.
Lo odio. Non vorrei mai essere compatita.
Fuori piove. Sempre più forte.
-rimani qui stanotte . non vorrei ti ammalassi per colpa mia.
Sorrido.
- allinizio non capivo perché le mie storie non durassero
più di tanto. Davo la colpa alla sfiga. O qualche altra cazzata.
In realtà sono io. Non sono fatta per stare insieme ad una
persona. Per ora è così. Prendere o lasciare.
Mi sveglio in piena notte. Tra le tue braccia. Fuori i lampi. In
realtà un po di bene te ne voglio davvero. Senza secondi
fini.
Non so perché ma mi va di rischiare. Di smettere di scappare.
Di cercare di costruire qualcosa. Forse sono solo pensieri notturni
e con lalba svaniranno. O forse no.
Dopotutto vale rischiare. La porta va lasciata aperta no?
Sorrido e chiudo gli occhi.
LET'S START A WAR SAID MAGGIE ONE DAY..
"Un piede davanti ad un altro. Un passo dopo l'altro."
Mi ripeto mentre cammino senza meta per le anonime vie di Milano.
Osservo senza interesse facce anonime o facce tristi. Con un unico
pensiero nella mente: che anche questa giornata finisca per cadere
finalmente nelle braccia del sonno.
Non faccio altro.
Mi addormento nelle ore più improbabili, sono continuamente
alla ricerca di qualcosa da mangiare.
Osservo un cellulare che sicuramente non suonerà. Ascolto
la musica ossessiva dei prodigy al buio.
Sì al buio. Perché nient'altro tollerano i miei occhi
in momenti del genere se non la leggera luce di una candela alla
fragola. Osservo un po' i giochi d'ombre prima di spegnerla. Nel
mio stomaco sono in attesa di essere di essere digerite quantità
indefinite di fritti, dolci, primi, secondi e cerco distratta le
mie sigarette, ne prendo una da fumare apatica per osservare il
fumo blu che si espande nell'aria.
Il telefono finalmente suona. Ma per poco e poi non per me. E' solo
mia madre che non sa bene cosa comprare per il compleanno di mio
fratello.
In tele solo famiglie preconfezionate sorridenti e giochi per casalinghe
stanche.
Nulla per una diciottenne annoiata che non sa che vuole.
I've got a lot of people tellin me I'm out of my mind and i don't
know why..
Ultimi tiri di una diana blu e salgo sulla metrò. Nelle
mie cuffie i rancid.
Ultimo vagone. Osservo le facce che mi passano davanti e immagino
le loro storie, annuso le loro paure.
Di fronte a me una ragazza in lacrime. Rilegge ossessivamente un
messaggio sul cellulare, le sue lacrime scendono composte, seguendo
percorsi precisi.
Come abituata a piangere a comando.
Continuo automatica il percorso della metrò. Da un capolinea
all'altro.
Continuo a sperare in un concerto dei rancid in Italia. Sono anni
di illusione con voci che preannunciano una data che non ci sarà.
Sono al capolinea di sesto. È mezzanotte. Sono sola nel vagone.
Ballo specchiandomi nel vetro mentre drogati all'ultimo stadio dormono
distrutti nel vagone a fianco. NIHILISM.
When i got the music i gotta place to go..
Colonna sonora per ogni occasione. Musica mia compagna. Mia amica
fino alla fine. Surrogata di emozioni. Nirvana per un po' di rabbia
e autodistruzione. Nichilismo dei sex pistols. Incazzatura politicizzata
dei RATM. Muse per lacrime che non vogliono uscire. Un po' di sarcasmo
e divertimento di punkreas. Odio con gli Slipknot.
..Una nessuna , centomila immagini di me..
Cammino tra il grigio milanese cantando i Marlene. Cielo nuvoloso
e apatico. Insofferente come al solito. Troppo insofferente. Non
riesco nemmeno a sopportarmi da sola. Così alzo ancora di
più il volume del walkman fino a perdere contatti con la
realtà circostante. Non che me ne importi.
Osservo il mio riflesso nelle vetrine. Cerco di immaginare cosa
pensino gli altri di me. Troppo complicato. Troppo palloso. NON
PENSARE. È meglio.
Così passano le mie giornate. Vagare da un posto all'altro
guardandomi intorno cercando qualcosa di interessante. Ad ascoltare.
ASCOLTARE. Una cosa che adoro. Nessuno mi sopportava perché
non parlavo mai ma ascoltavo ogni singola parola degli altri. Pian
piano si sono allontanati tutti. Non che li avessi mai considerati
amici, ma anche chi mi riteneva utile perché ascoltavo i
loro sfoghi poi si è stufato non ricevendo risposte che non
fossero monosillabi.
..I wrote her off for the tenth time today
silenzio più totale. Timida luna nuova in cielo. Ultima
sigaretta da fumare con cura. Occhi in cerca di sonno. Aspetteranno.
L'amore
esiste? O è solo paura della solitudine?
Sono così abituata a stare sola che troppa compagnia mi terrorizzerebbe.
I dont really miss god but i sure missed santa
claus..
Ricordi.
A volte vorrei tanto tornare bambina. Vorrei chiudere gli occhi
e ritrovare quell'innocenza e quella curiosità che si hanno
solo quando si è piccoli. Quell'ingenua felicità.
Basta poco per sorridere.
Poi cresci. E libero spazio alle paranoie, alle paure, alle insicurezze.
Al dolore.
Rinchiusa in questa camera che odio. Lo stereo sempre acceso. A
tastoni trovo le sigarette nella borsa
-non fumi troppo?-
se fumo troppo?certo che lo so anche da sola. Non ho bisogno che
me lo facciano notare continuamente.
Chissenefrega.
Avere una sigaretta in mano mi rassicura e tranquillizza. Non averne
più mi manda in paranoia.
Il sonno mi ha abbandonato anche stanotte. Il cervello è
sconnesso. Canticchio come al solito.
Il tempo scorre inesorabilmente. Gli anni passano. In fretta. Troppo
in fretta.
Tra un po' inizieranno le telefonate "cosa pensi di fare dopo
il diploma?" "a cosa ti iscriverai?"
Avere una vaga idea sarebbe già qualcosa. Così alla
fine ho smesso di pensarci.
Cosa mi piacerebbe fare? Avere qualche interesse sarebbe già
qualcosa. Ma chiedo troppo a me stessa.
NON SO FARE NULLA.
Ho il terrore di affrontare le mie responsabilità. Così
abituata a fuggire. Anche da me stessa fuggirei se potessi.
Mi guardo intorno. Non vedo l'ora di andarmene da qui. Ma tanto
so che non combinerò un cazzo. E sono sempre giù.
Sentirsi dei falliti da quando si ha sedici anni. Wow.
..e allora quanto si perdona ad una vita che non lascia spazio
ai demodé, abbandonati alla fortuna, il rischio di cadere
dentro ai soliti clichè..
Un cliché. Ecco cosa mi sento. Prototipo della ragazzina
incazzata contro il mondo e contro se stessa. Perennemente insoddisfatta
ma che non fa nulla per cambiare. Ecco cosa sono.
Ci sono giorni in cui mi guardo allo specchio e non vedo altro che
una fotocopia sbiadita.
Non mi sopporto. Mi piglierei a calci da sola se potessi.
Chiudo gli occhi. Respiro. Cancello ogni singolo pensiero dalla
testa.
Meglio andare a dormire. Anche se non ho sonno.
Infatti il sonno non arriva. La mia mente vaga. Immagini nella mia
testa.
Serata alcolica tra amici. Amici ora lontani. Alcool che lascia
la mia mente senza controllo. Le parole escono libere. Troppo libere.
È troppo presto per tornare. Rientrare in casa vorrebbe dire
tornare alla solita apatia. E questa sera non ne ho voglia. Per
una volta tanto una serata decente.
Ma tutti se ne vanno. Rimaniamo in due. Decisi a vagare finché
non sorgerà il sole. O almeno finché non crolleremo
tutti e due esausti.
La notte scorre veloce tra chiacchierate libere e un po' senza senso.
Ormai il sole sorgerà. È solo questione di tempo.
Perché deve sempre tornare il mattino?
Colazione nel solito bar sempre aperto. E poi le nostre strade si
separeranno.
"mi piaci Cla"
"non dire cazzate. Sei ancora mezzo ubriaco"
"no davvero"
silenzio.
"arriva il tram. Vai a casa che è meglio" dico
sorridendo.
"va bene. Ma promettimi che ci penserai"
ci penserò. Paranoie nuove per il mio cervello che sguazza
nell'alcool.
..liquido spegnimi fin quando il corpo mio si spegnerà
Shandon nel lettore. Sigaretta accesa tra le mani. Uno schermo
da fissare. Senza interesse.
Serata apatica. Qualsiasi cosa potessi fare stasera non mi risolleverebbe
dal mio stato di puro scazzo. Non c'è niente da fare.
Sola con la compagnia dello stereo perennemente acceso.
Parte la cover di Seek and destroy.
Il cellulare squilla. Sul display lampeggia aranciameccanica. Così
avevo salvato il suo numero. Per la sua fissazione per quel film.
Non rispondo. Vorrà sicuramente una risposta.
Accendo l'ennesima sigaretta e gli faccio uno squillo.
Richiama.
Dopo aver risposto il nervosismo cala. L'abitudine di stare al telefono
per ore. Parlando di tutto. Collegando tra loro gli argomenti più
disparati. Senza capire nemmeno noi il nesso.
"allora ci hai pensato?"
silenzio. Speravo non me lo chiedesse.
"non lo so Ste. "
silenzio. Pochi secondi che sembrano una vita.
"esci? "
"che palle. Dovrei vestirmi ..non c'ho voglia"
"eddai piantala. Non fare la sfaticata."
"ok .tra quanto?"
"un quarto d'ora alla fermata. Ciao"
"ok ciao"
Mi guardo allo specchio. Solita faccia scazzata e sfatta. Ripasso
la matita ormai sbavata e infilo gli scarponi e la felpa. Senza
dimenticare il lettore con i klasse kriminale.
..che cosa stai cercando? Di cosa hai bisogno?..RIOT!..are you
ready?..
cammino per le strade ormai buie male illuminate dai lampioni.
Canticchio Riot. Intorno a me il deserto. Non passa nessuno. Solo
qualche macchina ad alta velocità.
Andiamo a prenderci un paio di birre che beviamo al parco. Mi sdraio
sul prato bagnato guardando il cielo. Senza stelle.
Quant'è che ci conosciamo? Non più di un annetto.
Ma ci sono giorni in cui non sopravviverei senza una tua telefonata.
Sei l'unica persona che mi conosce un po' davvero. Se perdessi te
sarei davvero sola. Ho paura.
"ehi che stai pensando?"
"a un po' di cose. A noi
. E se non funzionasse?"
"possiamo provare non credi?"
sorrido. Ti bacio. chiudo gli occhi e mi appoggio a te ascoltando
il tuo respiro.
"Non voglio tornare a casa."
Bacio sulla fronte e mi stringi forte.
Così rassicurata e allo stesso spaventata.
Già. A casa. Con le solite paranoie, i soliti litigi e gli
stessi scazzi. Ma prima o poi ci devo ritornare.
..c'era un giovane che disse ruba ai ricchi per dare ai poveri
mentre mia madre mi rinfaccia il solito fancazzismo, il mio atteggiamento
disfattista fisse ipnotica il monitor e canticchio i klasse kriminale.
Adoro il computer. Vago su internet senza una fissa meta. Vago alla
ricerca di qualcosa che non so nemmeno io. Forse cerco un po' di
compagnia. Ma più che quindicenni brufolosi ossessionati
dal sesso o in adorazione dei propri idoli rock è difficile
trovare.
Ma con un po' di fortuna non è impossibile.
Grazie allo schermo che ci separa parlare è così semplice.
Il fatto che siamo due sconosciuti poi facilita il resto.
Immancabile ormai le chiacchierate notturne.
Accendo un'altra sigaretta. Sto fumando troppo. A volte quasi fino
a sboccare. Insonnia notturna, fuori è buio, silenzio più
totale.
Vorrei solo un po' di compagnia. Ma di accendere il computer non
se ne parla. Non ho voglia di essere sgamata e di iniziare un litigio
notturno. Non ne ho la forza. Potrei arrivare il telefono. Fare
uno squillo a Ste. Probabilmente mi richiamerebbe. Ma sono quasi
le 4. risponde la voce Vodafone Omnitel.
Che palle.
Rischio e accendo il computer. Come al solito il modem scassato
fa un casino allucinante. Ma mia madre non dovrebbe svegliarsi.
Come al solito ha preso il valium.
Sigaretta accesa e apro la posta. Gesti automatici ormai. Accendo
lo stereo. Nulla di nuovo. Solo pubblicità.
Poi appare una finestrella. Lampeggia. [Underground army] . Hai
cambiato nick. Come al solito. Solite cazzate sparate per sorridere.
Poi inizio a sparare le mie paranoie. Va già un po' meglio.
Ma sento dei rumori. Mi tocca staccare all'improvviso. Sorry
..I paid the price heartheache im not sorry i feel in love with
you in new york city..
fuori piove. Non si direbbe che siamo in agosto. Nottata fuori.
Insieme. Sotto la maledetta pioggia che ci congelava. Sigarette
e birra e molte parole, abbracci d'affetto e per riscaldarci.
Ascolto le distillers mentre ora dormi. Sorrido nel vedere il tuo
viso addormentato. Chissà cosa sogni. Tanto al tuo risveglio
non me lo dirai.
Canticchio. Ballando per la stanza. Freddo bastardo. Mi accendo
un'altra sigaretta e non penso a nulla.
Ripensando alle nostre chiacchierate senza senso. Progetti di partire
per chissà dove. Alla ricerca di un concerto che vada bene
ad entrambi. Cosa quasi impossibile. Ci vorrebbero i rancid. Sorrido
all'ipotesi improbabile.
Mal di testa. Troppo sonno mancato. Troppe sigarette fumate. Troppa
musica ascoltata ad alto volume nel lettore.
Inizia ask the angels . inizio a cantarla inventando le parole perché
non le ho mai imparate. Ti svegli e inizi a ridere. Ma poi canti
con me. ..wild wild wild!!
Ci sdraiamo uno vicino all'altro. Starei abbracciata a te per sempre.
Non chiedo di più.
ci son cose che si fanno senza alcun perchè, è
il bisogno di esperienza sta esplodendo dentro me
Dopo la quinta canna il mio cervello è libera preda dei
miei pensieri più nascosti. Del lato più nichilista
di me.
Esco. Sono abbastanza fatta. Conosco un ragazzo. Mi invita a tirare.
Non mi tiro indietro. Qualsiasi cosa nuova ha su di me un'attrazione
troppo forte.
Mi sento iperattiva. Compro un paio di birre che sono già
nel mio stomaco prima che sia a casa. Perché nonostante tutto
rientro. Sono le 2. Non ho sonno. Ho voglia di fare. Qualsiasi cosa.
Questa casa è troppo vuota e troppo silenziosa. Ti chiamo.
Vieni a dormire da me? Ho voglia di te.
In parte è vero. In parte ho solo voglia di fare qualcosa.
Dovevi essere già in giro perché subito sei da me.
Non voglio chiederti dov'eri. C'è abbastanza buio perché
tu non veda le mie pupille troppo larghe.
Inizio a spogliarti. Tutto automaticamente. Troppo perché
tu non faccia domande.
"che hai Cla?"
"nulla".
"non raccontarmi pale. Per favore."
"beh allora vattene a cagare. Io non ho un cazzo! E la pianti
di starmi addosso? Non ho mica 10anni e neppure siamo sposati!!"
Silenzio.
"ho tirato prima. Due strisce offerte da uno sconosciuto. Mi
sento così bene perché devi rovinare tutto?"
"perché lo hai fatto Cla??"
"eddai non è mica la fine del mondo. Avevo solo voglia
di provare"
"ti conosco ormai. Se inizi poi ti lasci attrarre. E non smetti
più"
E così Ste se ne va. E non faccio niente per fermarlo. Lo
guardo andare via mentre lacrime silenziose scendono lungo le mie
guance.
Mi muovi a tentoni nel buio alla ricerca delle mie sigarette e ne
accendo una. Dallo stereo si sentono gli Iced Earth. A question
of heaven, un cd che ha dimenticato qui. Non mi era mai piaciuto
ma ora questa canzone mi fa piangere come un'idiota.
RICORDI.
I pomeriggi passati insieme al telefono. Quella volta che mi hai
trascinato al concerto degli shandon,sapendo il mio stato d'animo
psicolabile, l'unica canzone che hai ballato è stata seek
and destroy. Le bigiate al parco. Le sigarette che ti scroccavo
di notte alla fermata del tram. L'altra notte sotto la pioggia.
Il tuo viso addormentato.
Prendo il cellulare. Faccio per chiamarti. Ma uno squillo e metto
giù. Vorrei tanto che richiamassi ma so che non lo farai.
Chiamo io e non rispondi. Riprovo più volte, finchè
non trovo il telefono spento.
Passo la notte ad ascoltare gli iced earth. Solo l'ultima canzone
del cd. A quesion of heaven.
Accendo il computer. Il mio amico virtuale sembra apposta lì
ad aspettarmi. Rispondo a monosillabi. Poi riesce a farmi smettere
di pensare a questa serata. Chiacchieriamo un po' e sul mio volto
appare un debole sorriso. Debole ma sincero. Ho la forza di cambiare
cd nel lettore. Sorrido. Grazie ti scrivo e stacco il collegamento.
In macchina. Milano deserta. Ferragosto. Sentire l'aria che mi
scompiglia i capelli. La velocità che aumenta. Alzare il
volume dello stereo. Cantare con la voce impastata dall'alcool.
Vorrei poterti chiamare e dirti ho fatto un incidente. E poi spegnere
il telefono.
..action!
.
è finita. Sono di nuovo sola. Ma ho perso anche un amico.
Mi sento davvero sola. Ma tutto prima o poi passo. Cancellare dalla
mia mente ogni posto che mi ricordi qualcosa. Quasi impossibile.
Cammino. Solo questo riesco a fare. Camminare e girare nella metrò.
Sotto al buio smetto di pensare.
Cammino. Sigaretta in una mano e qualche volta alcool nell'altra.
Unica sicurezza: il lettore cd nelle orecchie al volume più
alto possibile.
Sono io ad aver sbagliato ma non ho il coraggio di tornare indietro.
..buon viaggio idiota
.
Concerto dei Marlene Kuntz. Non pensavo di trovarlo lì. Esco
dalla metrò per andare al Palavobis. Con conoscenti che mi
hanno offerto il biglietto. Qualcuno mi chiama. Amici che offrono
vinello a poco prezzo e qualche tiro di un joint quasi finito. Tra
loro Ste. Sguardi incrociati con imbarazzo. E torno dagli altri.
Concerto piacevole. Duetto con Skin. Che mi autografa il biglietto
sorridendo.per tutto il concerto non faccio che pensare a Ste, da
qualche parte ora, tra la massa di gente.
Concerto finisce. Con la massa in metrò. Saluto gli accompagnatori
e vado verso casa. Passo lento e un po' fattone.
Eccoti all'angolo. Alla solita fermata del tram. Fingo di non vederti.
Finché non mi chiami. Abbandoni gli altri che se ne vanno.
Mi abbracci. "Mi manchi Cla". Sento l'ormai abituale odore
del cuoio. Vorrei baciarti. Ma non lo faccio. Allora ci salutiamo.
Ti guardo allontanarti .
Notte che si prospetta insonne. Sono un'idiota. Non so quel che
voglio. Ma so che non potrò mai darti quello che vuoi.
Questi i miei pensieri prima di crollare nel sonno più profondo
distrutta dal concerto e dai miei stessi pensieri. Non ho nemmeno
la forza di svestirmi.
Giorno dopo a scuola con un mal di testa come da sbornia. Continuo
bisogno di nicotina. Continuo entro e fuori dal bagno.
Finchè finisco per incontrarti. Silenzio rotto con scuse
banali
"allora ti è piaciuto il concerto?"
"abbastanza
hai l'accendino?"
di nuovo silenzio. Silenzio che mi fa stare male.
Parole escono dalla tua bocca. Ma non riesco ad ascoltarle. Farebbero
troppo male.
E alla fine "non farti più sentire". Non ho la
forza né il coraggio di replicare. Annuisco. "va bene".
Esco con la voglia di frantumare la testa contro il primo muro a
disposizione. Che qualche pazzo entri in classe e mi uccida con
un fucile ad alta precisione.
Ma nulla di tutto ciò.
Ora di religione. La passo al bar cercando di bere una cioccolata.
Che solitamente migliorava il mio umore. Ora invece nulla. Continuando
a girare nervosamente il cucchiaino sento una voce alle mie spalle.
"scusami. scusa per prima, ero incazzato. Perché fai
così? Perché non mi parli?Cristo spiegati."
Lo guardo senza una particolare espressione in volto. Miei compagni
di classe si avvicinano.
"usciamo"
sigaretta.
"vuoi dirmi che ti passa in quella testa?"
"non lo so. Vorrei tanto saperlo anch'io..non lo so. Qualcosa
mi blocca. Ho paura. Paura di farti del male."
"Claudia
dobbiamo salire!!"
"arrivo.."
"devo andare"
"ok. ..credo di capire quello che vuoi dire
spero che
tu sia felice"
voglio solo che tu sia felice. Queste parole mi rimbombano in testa.
Non riesco ad eliminarle. Cazzo! Poteva risparmiarsele.
..i feel stupid and contagious
.
Serata di merda. Sola. Joint rollato per noia. E con un po' di
tristezza.ascolto Nevermind vagando per una Milano che sento così
vuota. Valzo il volume per distrarre i mio cervello. Ma invece che
tirarmi su le urla di Kurt mi tirano giù.
A casa. Non c'è nessuno. Infilo il cd nel lettore. Alzo il
volume. Darkness everywhere. Suona il telefono. Non voglio rispondere.
Ma non so perché ma alla fine lo faccio. Abbasso lo stereo
quel tanto che basta per poter sentire qualche parola. Invito per
una festa. Che ovviamente in questo stato d'animo rifiuto.
Sbatto giù il telefono e inizio a cantare finché la
mia voce viene interrotta dalle lacrime. Accasciata a terra chiudo
gli occhi con la mia mente impregnata di ricordi.
Passano minuti. Secondi. Ore. Non so. Ho perso il senso del tempo
e forse non me ne importa un gran che. Mossa dall'inerzia mi siedo
davanti al computer e mi collego.
Cazzeggio per vari siti solo per far passare il tempo. Finché
si illumina una finestrella. VIRUS. Mai una volta che tieni lo stesso
nick e che cazzo.
Riesci a strapparmi un misero sorriso dalle labbra. Amico sconosciuto.
Chattata notturna che continua per ore. Fino a che crollerò
dal sonno. Finché la connessione regge. Finché mi
libererò del peso che ho dentro.
Parlare con qualcuno fa stare meglio. Parlare con qualcuno che è
totalmente estraneo è ancora più facile. Senza il
problema di cosa pensa l'altro. Senza la paura di doverti vedere
in faccia e dover rendere conto delle proprie azioni.
Basta che tu non mi chieda di vederci di persona. Da un lato sarebbe
ok, dall'altro perderei sicurezza nel parlare con te. Dopo aver
conosciuto il tuo viso non potrei mai dirti qualcosa senza pensare
alla smorfia sul tuo volto.
Quante ore sono passate? Boh. Però ora sto un po' meglio.
E stasera forse riuscirò a dormire un po'. Anche se ormai
sono quasi le quattro. Buonanotte. E un bacio.
..it's time to move away man i told i need my space
forse ho trovato quello che mi serve. Partire . staccare un po'
da questa Milano che ad ogni occhiata trasuda di ricordi. Ne ho
anche la possibilità. Viaggio studio con la scuola. Si tratta
solo di aspettare qualche settimana. Stavo per rinunciarci, all'idea
di trascorrere due settimane a stretto contatto con persone che
in realtà erano perfetti estranei. Ma forse mi farò
bene. E al mio ritorno potrò guardarti di nuovo negli occhi.
E forse sarai riuscito anche tu a dimenticarmi e non dovrò
affrontare il tuo sguardo che cerca di cancellarmi dalla tua vita.
..this is the end my friend
Aeroporto. Ad aspettare l'imbarco. Troppi pensieri in testa da stamattina.
Avviso qualcuno che esco per fumare una sigaretta. Maledetto aeroporto.
Non si può nemmeno fumare. Qualcuno mi segue. Ci accendiamo
una sigaretta. Giulia. Non sapevo nemmeno che fumasse. Spariamo
un po' di cazzate . Non è poi così male come pensavo.
Forse questo viaggio non sarà poi così male. Tanto
vale provare.
Mi ricordavi molto Courtney Love.. Non riuscivo a
trovare il coraggio x avvicinarmi. Un po' mi facevi paura. Mi intimorivi.
Finché x mia fortuna arrivo' in classe Giovanni. Anche lui
era un tipo davvero particolare, sempre con quelle catene che fanno
un rumore assurdo e i pantaloni strettissimi e strappati. Boh vallo
a capire. L'unico posto libero era vicino a me. Non era male come
ragazzo, un po' rincoglionito, ma tutto sommato ok. Ma torniamo
a te, mia Courtney, che giravi x la scuola con la tua pelle cadaverica
e piena di borchie e trucco pesante. Non so cosa mi attirasse di
te, dopotutto non eri certo il tipo di ragazze con cui uscivo di
solito, vestite bene a cui piaceva andare in discoteca e nei locali
trendy di Milano.
In occupazione giravate spesso insieme. Hai iniziato a salutarmi,
soprattutto xkè Vanni veniva spesso da me x collare. Ho iniziato
a fumare con voi. Le prime volte osservavo la canna passare tra
le mani in silenzio, poi una volta me l'hai offerta e io un po'
intimorito ho rifiutato. Mi hai sorriso e mi sono sentito un coglione
di prima categoria.
Osservavo la tua pelle candida quasi di porcellana, ero quasi convinto
che se fossi caduta si saresti rotta in mille pezzi.
Vanni aveva sgamato qualcosa e un giorno mi disse "Stai attendo
a Cristina, o rischi di cadere in un baratro senza fine" al
momento non capii quello che intendeva, ma ora riflettendoci credo
che abbia avuto ragione. I miei amici sancarlini iniziavano a pigliarmi
x il culo, ma io mi stavo allontanando sempre di più da quel
mondo; a loro l'unica cosa che importava erano i soldi, far vedere
quanto avevano se solo penso che io ero così fino a un anno
fa mi viene la nausea.
Se chiudo gli occhi ti vedo qui vicino a me, con quei dolci tristi
verdi. Sorrido ripensando alla prima sera che siamo usciti insieme
. Avevamo appuntamento con Vanni al subway e naturalmente era in
ritardo.. iniziamo a bere e a parlare di tutto facilitati anche
dall'alcool. Usciamo alla ricerca di Vanni e mi offri un paio di
canne. Mentre rolli mi accorgo di un lungo taglio verticale sul
polso destro. Fumando prendo il polso "ma cos'è???"
mi fissi con quei bellissimi occhi verdi sottolineati dall'eye-liner.
"mistero" sorridi e avvicini la tua bocca alla mia. Ricambio
il bacio e ecco arrivare Vanni con una tipa punkabbestia. "guardate
qua" apre la mano. Nn ho idea di cosa siano quelle striscette
di cartone, ma voi tre sembravate contenti. Court sorridi e ci inviti
tutti da te. Prendiamo il metrò e in silenzio arriviamo nel
tuo piccolo appartamento. Ci mettiamo in camera svaccati su un tappeto
e la tipa punkabbestia ,claudia mi pare, mette su una cassetta fattale
da un non so che tipo conosciuto in uno squat svizzero. "è
la prima volta?"mi dici "non preoccuparti, io sono sempre
qui vicino a te" e mi infili mezzo cartoncino in bocca..
Poi ricordi confusi, Vanni e la tipa se ne vanno in un certo centro
sociale dove suona nn so che gruppo sconosciuto, mentre mi hai fatto
sdraiare sul letto e ricordo ancora il tuo profumo dolce, la tua
pelle morbida.
La mattina mi alzo con la testa tutta intontita. Paranoia. Non ricordavo
più dov'ero, avevo solo sensazioni confuse.
Non sai quanto ci ho impiegato per decidermi ad entrare ancora in
quest'appartamento. Non ce la facevo. Ho dovuto aspettare di essere
ubriaco marcio per farlo. Mi mancava il coraggio, lo so sono un
vigliaccio.
Quando sparivi stavo male. A malapena avevo la forza di alzarmi
dal letto. Avevo paura che non ti avrei più rivisto. Avrei
voluto incazzarmi quando tornavi, chiederti spiegazioni. Ma nulla,
appena ti vedevo la gioia cancellava tutto.
Ti ricordi del parchetto? Ci incontravamo sempre qui, qualche joint,chiaccherate
e un po' di tranquillità. Un giorno sei ricomparsa. Sei scesa
da una mercedes. Invece che venire da me, ti sei seduta su una panchina
in un angolo e si è avvicinato il solito pusher. Appena si
allontana vengo da te, stai scaldando la roba su un cucchiaino.
Sei così magra, molto più del solito. Posso quasi
vedere le ossa delle tue braccia. L'ero ti sta allontanando da me,
non voglio. Che cos'ha di speciale? Poi una voglia. Automaticamente
il mio cervello invia impulsi di desiderio e dalla mia bocca escono
parole taglienti "ehy fammi provare"mi guardi, ma sai
che è impossibile farmi cambiare idea. Con un po' di fatica
trovi la vena e poi lasci un rimasuglio x me. Sto tremando. Sei
sopra di me, hai trovato la vena. Mi baci e spingi lo stantuffo.
È una martellata. Mi sento molle, morbido, come in un sogno
indefinito. Ma poi tutto finisce. Prima o poi. Grazie all'ero ci
siamo riavvicinati, era come un tacito patto tra noi.
Sono nel tuo appartamento. Ci ho impiegato settimane x trovare
la forza di entrare. E dire che l'avevi lasciato a me. Accendo lo
stereo e partono le urla di kurt "moist vagina" ad un
tratto mi sembra di vederti, so che è impossibile, ma il
mio cervello scaccia questa certezza x rincorrere un sogno. Piango.
E mi chiedo perché. Perché non sei qui con me. Ti
amo.
Non ridevi mai. Qualche volta un sorriso. Non parlavi mai del tuo
passato, ero quasi sempre io a raccontare. Non so, mi sentivo uno
stupido, ma tu ascoltavi ogni singola cazzata con interesse. Dicevi
che ti piaceva ascoltare. Qualsiasi cazzata sparassi.
Finché una volta ti ho visto in lacrime. L'eroina si era
insidiata sempre più nel nostro rapporto. saranno state le
11, mezzanotte. eri appena scesa da un auto, mi pare una bmw. Il
tempo che la macchina si allontanasse e le lacrime scorrono veloci
lungo le tue guance. il mascara segna indelebile il loro passaggio.
Volevo darti un bacio, ma ti sei scostata. Siamo andati a casa mia.
Non dimenticherò mai quella notte. Silenziosa hai riempito
la vasca da bagno. La tua immagine impressa nella mia mente come
un elfo in un lago cristallino. Sorrido se ci penso. Ma come mi
era venuto in mente? Non ti ci vedo proprio con un cappello alla
memole. Esci avvolta in un asciugamano bianco. Iniziamo a baciarci
e non posso fare a meno di notare i buchi sulle tue braccia o qualche
taglio recente, ma non voglio pensarci.
Voglio solo darti il mio amore, farti stare bene x un po', farti
passare problemi. Voglio che anche tu abbia il tuo piccolo angolo
di felicità. Come tu lo sei x me. Spero che anche io lo sia
anch'io x te. Alla fine mi hai lasciato profondi graffi sulla schiena
e un morso da vampire girl. Piccola triste creatura della notte..
Poi in questo letto al buio hai iniziato a parlarmi, al buio.
"la macchina da cui sono scesa era quella di mio padre"
aspiri lentamente la sigaretta "è un bastardo. Non so
se all'inizio mi aveva riconosciuto, poi mi ha detto 'tanti saluti
troietta' . me lo diceva da quando avevo 15 anni. X come mi vestivo,
xkè uscivo con gente più grande e secondo lui non
potevo stare con loro senza farmi scopare. Non avevo il ragazzo
come le mie cugine tutte fidanzate in casa, il primo ragazzo è
quello che si deve sposare. Xkè secondo lui avevo formato
un gruppo x poter attirare l'attenzione dei ragazzi. Una volta in
sala prove mi ha fatto una scenata. Mi ha preso a schiaffi davanti
a tutti. Era ossessionato. Ossessionato di avere una figlia puttana.
Ero diversa dalle altre e per questo mi dava della troia. Perché
non stavo zitta quando mi riprendeva per delle stronzate, perché
non mi vestivo come le anonime tipe del quartiere"
continuavi a raccontare, di eri avvicinata a me, in questo modo
riuscivo ad accarezzarti i capelli
"..e tu che cosa hai pensato di me?"
ti bacio sulla fronte. "all'inizio mi facevi paura essere
qui ora con te mi sembra un sogno" mi abbracci e ridendo mi
dici se ho ancora voglia di fare l'amore con una che si è
fatta scopare dal padre.
Non volevo che tu andassi a battere, non era giusto dopotutto la
roba era anche per me! hai iniziato a tremare, vado a prendere la
roba e dopo il buco ti distendi canticchiando there she goes,there
she goes again, she pulse into my veins..
Poi ci siamo fatti portare la colazione a letto come se fossimo
in vacanza.
Sei uscita dal letto per accendere lo stereo. A perfect circle.
Vedo la tua schiena: il tuo angelo tatuato sul fondo. Un angelo
grunge dicevi. Ricordava molto kurt cobain
"dai torna sotto le lenzuola che fa freddo..
"xkè ti dà fastidio che giri nuda per la tua
camera. Sono così brutta?
"ma no sei bellissima, sei il mio angelo custode.
Ti sei avvolta in un pareo dimenticato qui chissà quando.
Sei in piedi sul davanzale del balcone e guardi sotto da potenziale
suicida.
"Torna dentro..mi farai prendere un colpo"
ti sbilanci. Corro verso di te. Cade il pareo. "cazzo Court
mi farai morire un giorno di questi. È entrata la cameriera
e ci ha trovati nudi abbracciati sul balcone è fuggita imbarazzata.
Per quel che me ne può fregare. Ti amo
non è giusto io sono ancora qui mentre tu sei morta. un bacio.
Giro per la casa, è troppo piena di te. Sento la tua presenza,
mi sembri di vederti ovunque. C'era il tuo basso in un angolo. L'ho
accarezzato dolcemente come fosse una reliquia. Ho acceso lo stereo
e ho messo su le hole. Il tempo di accendermi una sigaretta e le
lacrime scorrono libere. Osservando il basso mi ricordavo di te
che lo suonavi e mi manchi.
Ti ricordi quando siamo partiti? senza meta, senza un progetto..
mi hai chiamato :
"ciao sto partendo" mi hai detto "non so quando e
se tornerò. Qui sto impazzendo. Nn so dove andrò.
ti voglio bene"
"ASPETTA!!"ti ho urlato "dove sei? in centrale?aspetta
che ti raggiungo.ti prego aspettami" sono uscito dalla classe,
ho raccattato la mia roba., non me ne fregava un cazzo di quello
che potevano pensare quei coglioni dei miei compagni, men che meno
i professori, l'importante era non perderti.
Passo da casa. Il tempo di raccattare soldi e qualche vestito in
uno zaino e sono corso in stazione. Ti ho vista in un angolo, con
il viso triste. Ti ho abbracciata e ho preso il tuo viso tra le
mani "non farlo mai più, non voglio e non posso lasciarti
sola. Ho bisogno di te, ti prego" siamo andati in germania
e il tuo viso si era rischiarato. Scherzavi, sorridevi. Non so cosa
ti fosse successo prima, mai l tuo viso era così buio, spento.
Avevo paura che fossi venuta in stazione per buttarti sotto un treno.
Per porre fine alla tua vita e anche alla mia. Lo so che in questo
modo ero un peso x te, ti avevo scaricato addosso una responsabilità
in più, ma non sapevo fare altrimenti, eri diventata la mia
vita.
Abbiamo girovagato per l'europa, in una città restavamo
al massimo qualche giorno, ti muovevi abile e sicura. Parlavi inglese
come se niente fosse, mentre io nel mio inglese scolastico, impacciato
mettevo si e no due parole in riga
..finchè siamo arrivati alla vera meta che ti eri prefissata:
Amsterdam.
Conoscevi Amsterdam, giravi esperta tra le viuzze. Conoscevi il
modo per tirare su soldi, sapevi i locali che ti avrebbero pagato
bene perché ti fossi spogliata nelle loro cabine per porci
allupati. Hai incontrato alcuni vecchi amici compagni di chissà
quale viaggio disastrato. Venivano dalla svizzera. I soldi scarseggiavano,
dormivamo in posti occasionali, ma dopotutto dicevi che l'importante
era stare insieme. oramai eravamo due bucomani anche se continuavamo
a mentirci, se all'inizio potevamo permetterci di non bucarci per
qualche giorno e magari ingoiarci di droghe varie o qualche altra
strana pasta chimica, ora la rota compariva ossessiva se non avevamo
la nostra dose.
Poi Frank il tuo amico è morto. Overdose. L'hanno trovato
in un canale. Aveva la narice distrutta a furia di tirare coca e
le braccia crivellate di buchi. Era un tipo così tranquillo,
non era come alcuni bucomani milanesi, nevrotici, schizzati, sempre
pronti a fotterti appena gli davi le spalle. Frank no, era sempre
pronto ad ascoltarti. Dote rara in un bucomane. Abbiamo pianto lacrime
salate. Ci eri molto legata. Ma dopo una pera il dolore si è
attenuato. Poi hai deciso di tornare a milano.
Chissà, se il buco finale te lo sei sparato inconsciamente
o x tua precisa volontà, se qualche pusher bastardo ti ha
venduto stricnina o altra merda, o chissà. Non lo saprò
mai e questo mi fa star male. non so se farò bene a vivere
qui d'ora in poi. In questa casa piena di te, piena di ricordi.
Ho provato anch'io ad ammazzarmi ma mi hanno salvato. Una lavanda
gastrica in qualche superclinica privata che non avrebbe rivelato
a nessuno che il figlio del ricco Mantovani era un drogato. Al risveglio
ero convinto di trovarti, in un luogo migliore, io e te, lontano
da tutti. Liberi.
Invece aperti gli occhi ho visto la faccia del dottore. Disgusto
nei suoi occhi. O forse era semplicemente noia. Disinteresse. Per
lui ero soltanto uno stupido figlio di papà che aveva esagerato
un sabato sera in qualche privè del cazzo. O che giocava
a fare l'alternativo. Un fighetto mr self_destruction.
Poi ho sentito le urla di Vanni fuori dalla camera. Non volevano
farlo entrare. qualche coglione non voleva farlo entrare. Vanni
con le sue catene casiniste e i pantaloni cernierati. Ho chiesto
che entrasse. È entrato mandando a fanculo il tipo che non
voleva farlo entrare. E abbiamo iniziato a parlare. Era preoccupato
x me. Anche se cercava di non darlo a vedere.
Vanni. Come avrei fatto senza di lui. La nostra amicizia ora si
è rafforzata più che mai. A volte mi viene a trovare
qui. In questa casa che respira di te. Qualche bottiglia di birra
e si chiacchiera come non mai. Mi ha detto che eri cambiata. Così
gli avevi detto. Una sera. Dopo un tuo concerto. Dicevi di non essere
mai stata così bene. ma allora perchè?perché
sono qua senza di te?
Tanti ricordi questa casa . troppi. Ma cerco di conviverci. Parlo
a te. In realtà la mia voce risuona in queste stanza vuote.
Chiudo gli occhi. Sdraiato sul letto.
La prima volta che ti sentito suonare e cantare. Sono rimasto folgorato.
Così dolce. Così delicata. Così fragile. Ma
con tanta voglia di urlare. Di tirare fuori ciò che avevi
dentro. Sempre vestita di nero mia amata Courtney. Abbiamo fatto
l'amore nella cascina. Dopo il nostro trip. solo io e te. Il silenzio.
Tra le mie braccia il mio sogno preferito. Con la pelle di porcellana.
Ti ho osservato dormire in quella vecchia cascina. Tra il fieno.
Eri così dolce addormentata. Così tranquilla. Avevi
un leggero sorriso sulle labbra, che mi ha fatto stare di un bene,
per quel tuo sorriso un po' ingenuo avrei dato qualsiasi cosa. Avrei
voluto vederti sempre così. Ma non è possibile. Almeno
ora non più. È troppo tardi ormai.
Forse ho sbagliato, sarei dovuto comportarmi in modo diverso con
te, avremmo dovuto smettere con la droga, quando eravamo in tempo.
Ho paura di non averti dato abbastanza amore, sicurezza o chissà
che cazzo avrei dovuto fare. Non lo so , mi sento un coglione, avrei
voluto passare tutta la mia vita al tuo fianco, avrei voluto vederti
sorridere. Volevo che fossi felice. Vanni dice che dovrei ricominciare,
cercare di uscire con altre ragazze, di dimenticarti. DIMENTICARE
TE?! Ma stiamo scherzando?! Non posso. Sono stato così bene
con te. Ho vissuto dei mesi fantastici. Credevo che sarebbe durato
in eterno. Avrei dato la mia vita per te. Qualsiasi cosa per te
l'avrei fatta; bastava me l'avessi chiesto.
Mi lentamente riabituando alla vita. Anche se senza di te. Anche
se per ora ho bisogno di essere costantemente sballato. Che siano
canne, alcool o paste, non mi buco, ma capita che qualche sera non
dica di no ad una striscia di bamba. Lo so, ciò non ha molto
senso, ma da quando sei morta e il mio suicidio è fallito,
ho un terrore assurdo dell'ago, non riuscirei più a centrare
una vena e spararmi la solita dose. A volte sogno il fantasma di
frank che arriva con l'ero che cola dagli innumerevoli buchi sulle
braccia e il sangue che cola dal naso. A volte ti sogno e allora
al risveglio rimpiango il mondo dei sogni.
Ma prima o poi riprenderò a vivere. X ora sopravvivo.
Sei stata la mia ragione di vita.
Ho aspettato che fosse uscito, per sbucare fuori dal
piumone
accendo la tv, spezzone su marilyn manson
.ma
erano le solite cazzate
., non voglio uscire
.brividi
al solo pensiero
.tanto lo so che stava andando da lei,da quella
vacca e dire che ero così felice di averlo incontrato dopo
un anno!!!!
Con gli occhi lucidi, infilo Antichrist Superstar nel computer e
inizio a piangere
.rimango solo in canotta,nonostante i caloriferi
siano spenti
.le note psicotiche di "the beautiful people"
riempiono la stanza, ecco il coltellino svizzero e mentre il Reverendo
urlava hey u what do u see!!!!something beautiful something free
aggiungo una nuova cicatrice al mio puzzle personale
. ad occhi
chiusi inizio a saltare,pogo x la casa sbattendo contro i pochi
mobili, rovesciando per terra tutte le cianfrusaglie che erano sulla
scrivania
.
Finisce la canzone
.mi butto a terra, fiatone
. I'll be
your lover
i'll be forever
ma sono solo sogni
.
Sciacquo il braccio insanguinato
.mi ritrovo a cantare tourniquet
E dire che ero disposta a sopportare tutto pur di stare con lui,questa
canzone sembra scritta x me
"take your hatred out of
me ,make your victim my head..i am your tourniquet
."
fai pure di me ciò che vuoi,mi basta stare con te
.sentivo
di aver talmente bisogno di lui
da annullarmi,lo sapeva bene
.
Quante volte si era ripetuta che doveva tagliare, che era ora di
finirla ma non ce l'aveva mai fatta,ma era ora di finirla
per
di più quella vacca della Sara era in classe con lei
Giro x il metrò..non ho fretta né voglia di tornarmene
a casa
Ma senza il walkman non è il massimo
La gente guarda,ma è più interessata ai miei vestiti
che alle mie lacrime tatuate dal mascara sulla mia pelle
Camminare sulla linea gialla,in attesa di una casualità che
ti butti dall'altra parte
i papa roach si sono infilati nella
mia mente come una zecca, sento gli occhi inorriditi puntati su
di me
Un braccio mi allontana
due occhi chiarissimi,mi perdo tra
i ghiacci mi chiede cosa voglio .. "solo un po' di coccole.."
Lo seguo,in un angolo della stazione mi regala pillole colorate
omaggio
se
ne rivoglio so dove trovarlo
Papa Roach still in my mind.. non voglio più scendere dal
treno
wish somebody would tell me i'm fine
Sfoglio distratta pagine di Destroy
.. ragazzini infighettati
cercano sesso,fissano le mie calze a rete fuxia bucate
.poi
la mia gonna nera sdrucita
ma alla vista della mia catena legata
in vita rinunciano a qualsiasi stupido approccio. Verso casa vecchie
casalinghe zabettano sulla ragazza che si è buttata dalla
scuola
.il sucidio dilaga come un virus, sono in fila con il
mio ticket già pagato.Sfioro le mie calze più bucate
che altro e i miei capelli very scoloriti
uno zombie che si
avvia automaticamente verso l'uscita
vorrei che la scala mobile
non finisse più,spero solo di non trovare nessuno in casa.
Il telefono suona,per me potrebbe pure continuare all'infinito.Mi
sdraio sul letto con ancora le doctor martens ai piedi,scelgo tra
le pillole una rossa come il sangue e una blu. Il buio mi avvolge
completamente,ingoio le pillole tra sorsi di bud a canna.Deliri
psicologici creati dalla mia testa mi attaccano,aiuto,ma ecco il
ragazzo del metrò vicino a me
Ci attraversiamo come due fantasmi amanti,vernice verde invade la
stanza, ragazzi truccati invocano angeli caduti.
In adorazione davanti alla tv:coma white,non riesco a staccare
gli occhi dalle immagini..come ipnotizzata,sfrafatta,mi accuccio
davanti al televisore,immaginando marilyn vicino a me.
Finito la solita merda,ben vengano gli psicopatici marlene..morirai,prima
che sia mezzodì..
La mia mente proietta un'immagine:mi vedo sul davanzale: voglio
volare.
Voglio un coltello,vorrei incidere un marchio,voglio far uscire
tutto ciò che è dentro..
Volare e urlare.KILL ME.
Ho freddo,voglio fare sesso con un punk dai capelli verdi.DESTROY.
Pensieri suicidi navigano nella mia mente. Voglio spararmi con un
fucile Remington come Kurt Cobain.Voglio essere trovata sgozzata
in un vicolo buio.Voglio iniettarmi ero sognante fino al collasso.FUCK
IT.
Vorrei scappare facendo l'autostop un po' puttana. Roma, Firenze,
Berlino, Londra , Zurigo. Camminare sconosciuta tra sconosciuti.
Mi infilo il cartone sotto la lingua. Le parole sull'Europa e storia
si allontanano. Dall'intonaco scrostato appare un angelo, lo riconosco
anche se è senz'ali. Ha la pelle bianchissima,gli occhi rosso
intenso e i capelli biondastri spettinati. Nessuno sembra accorgersi
di lui, provo ad avvisare la Vale ma non ci riesco. "6 il mio
angelo?" ma non mi risponde. Entriamo nell'immagine del libro,un
mercato arabo. Ci ubriachiamo a vicenda con il nostro sangue. Appaiono
orde di zarretti con cellulari squillanti in cerca di qualcuno da
pestare. Ho paura. Voglio stringermi al mio angelo ma è scomparso.
Ho paura. Corro tra la folla che mi appare ostile. Cado. Mi ritrovo
in classe, al mio posto. Ci sono i Nin che suonano.non posso muovermi,sono
legata alla sedia.Le note di Mr. Self Destruction mi colpiscono
come frustate,ma non riesco a vedere la frusta. In un angolo, Marco
scopa con la Sara. Hurt in sottofondo. Piango lacrime di sangue.
Alzo al massimo il volume.Slipknot.Intro allucinante in ricordo
del live al Gods. Attesa fino all'esasperazione.Un giovane manager
in carriera inizia a rompere il cazzo sui miei modi menefreghisti
e abbigliamento un po' puttanesco.. No problem. Inizio a urlare
le lyrics di eyeless. Sbianca di colpo. Alternativette del sabato
pomeriggio guardano curiose.
Folla intorno a noi. Guerra manager vs. disadattati. Una rasta accorre
in mio sostegno.
DESTROY ALL. WE ARE THE CHAMPIONS
.
Le alternativette guardano intimorite. La dreaddata è very
figa. Dread very variopinti dal rosso al fuxia,piercing al sopracciglio
e labbra. Mani decorate con l'henné. Very sexy coi pantaloni
militari. Occhi grigio-verdi.Emy. Festeggiamo la vittoria al Planet.
Davanti a una birra ci diamo appuntamento al Viridian dove vive
x una serata very fast and crazy.
Il suo odore ancora nel mio letto. Mia madre mi vorrebbe al cenone
di famiglia dalla nonna. Non so, ma magari ci vado, mi servono soldi
e ho voglia di rivedere i soliti cugini realizzati in scuola-amore-amici-sport.I'M
THE BLACK SHEEP.
Odore di sapone di Marsiglia che gli lascia i capelli boccolosi.Smile.
Nani mi manchi.
Accendo il computer,giro in x la casa in biancheria nera e strucco
sfatto,ricordi del suo corpo very magro sottopeso di 10 chili. Cerco
contatti virtuali che mi riscaldino un po'. Internet dipendente
apro la casella di posta in cerca di novità.
Scrivo alla Nani.
"Ciao Nani,amica mia,mi manchi. Forse con te mi sentirei meno
sola. Mi mancano le nostre cazzate e il tuo fumo. Come va giù?
Quello sfigatello del tuo ex-promettente giocatore di calcio- chiede
ancora di te. Con il tuo regalo di natale ti spedisco del kappa.
In cambio voglio dei funghi della tua raccolta
Quel bastardo di Marco alla fine l'ho mandato a fanculo, avresti
dovuto vedere la scena
tanto sarà tornato dalla Sara
e
tu,ancora con Vitt??
See ya Eye.."
Al Viridian ci ritorno con Aldo che ora è ritornato coi
capelli sparati,niente boccoli.Concerto degli Antiflag.
Pogo assurdo. Mi ci butto ad occhi chiusi,trascinata dalla musica,
qualche gomitata.un po' sangue dal labbro,ma ci si scarica. fuck
police brutality.stage dal palco..sto volando
gente che cade,urla
salti,cori,la merda che ci sommerge per un po' scompare
gran
bel concerto. Dopo il concerto becco Justin in un angolo,fumiamo
un paio di canne -skank residua del mio ultimo viaggetto in Svizzera-
dopo un po' ci intendiamo alla perfezione,nonostante il mio inglese
non proprio perfetto
Arriva Aldo che riesce a spiaccicare
una parola d'inglese dall'emozione, mi tocca far da tramite..
La tipa di Emy ci dà un passaggio in macchina. Devo aver
esagerato con la skank. Saranno un paio di giorni che non mangio.
Collasso vicino ad Aldo, in dormiveglia tra le sue braccia. Passanger.
FLASHBACK:FESTA NELLA VILLA FUORI CITTA' DI UNA FIGLIA DI PAPA'
AMICA DI CHISSA'CHI.
Siddie è scomparsa con Jari e io girovago qua e là.
Non sono a mio agio tra questi universitari futuri avvocati o ke
altro
esco nel giardino. C'è persino una piscina,i
soldi non devono proprio mancargli. Scazzatissima e alone. Un abbraccio
e una voce mi sussurra in un orecchio "oh my beautiful liar
oh my precious whore my disease my infection i'm so impure"Marco!
Non sarà Trent Reznor, ma la sua voce ha un non so che di
catalizzante. Annullo le mie volontà x lui. Quasi piango
di gioia. Mi bacia sul collo e mi butta in piscina. Bastardo. Il
senso di freddo scompare. I vestiti scivolano via. Fradici ci intrufoliamo
in una delle tante camere da letto.VOGLIO CHE SIA SOLO MIO.
Unplugged dei Nirvana, pennyroyal tea. È davvero triste
come canzone, ma davvero piena di emozioni. Mi siedo anemica di
regalità, ho davvero un cattivo comportamento con tutti
.
Mi ritrovo a piangere ricordando kurt nella video di questo memorabile
show. Sit and drink pennyroyal tea.
Si sente quando arriva,con le sue catene casiniste, ha ancora addosso
quei fantastici pantaloni scozzesi cernierati, se scopro che sono
quelli da 100mila, lo uccido, alla faccia della coerenza. Non ho
voglia di vederlo, il campanello suona isterico, tanto non rispondo,
totalmente assorbita dai nirvana. Devo studiare, non ho una materia
sopra, continuo a ripetermelo, dovrei mettermi a studiare ,ma non
ci credo nemmeno io.
I cugini biellesi hanno fatto la cazzata di venirmi a trovare,
fortuna che non c'erano gli zii altrimenti mi beccavo anke la predica.
Serata etilica a casa dell'amico metallaro di Aldo, non mi ricordo
nemmeno più che intrugli ho bevuto. Fatto sta che ancora
mezza nuda,rincoglionita,mal di testa da paura, vado ad aprire bestemmiando
contro my boy x non essere andato lui ad aprire e a chiunque sia
oltre quella porta x avermi svegliato. Un colpo quando apro la porta.
Sconvoltissima,li faccio accomodare e gli offro un caffè
sperando di ripigliarmi. Mi sono venuti a chiamare perché
sono a casa di my mamma,e vogliono che li raggiunga. Aldo esce dalla
camera in boxer con due occhi assurdamente rossi. Un incrocio tra
Jhonny Rotten e un alieno appena sbarcato da Mercurio.
Ho la voce catarrosa di Tim Armstrong in testa che canta dope sick
girl. Vado a vestirmi. Cazzo, devo trovare qualcosa di normale,
non ho nessuna voglia di beccarmi tutti i vari commentini sarcastici,
non di domenica mattina almeno. Ardua scelta, ricerca dei vestiti
più normali che ho. Aldo in mio soccorso. Ma riesce solo
a farmi distrarre. Ops, mia cuginetta fresca di liceo, ci sta osservando.
Fuck. Opto x fuseax e maglietta nera e il vestitino fuxia regalo
della Vale. Infilo gli scarponi di Aldo e aggiungo del rosso al
trucco residuo di ieri. Bacio ad Aldo, cazzo dimenticavo la mia
bellissima giacca e la sciarpa.
Silenzio di tomba sul metrò. Un ragazzo alone vicino a noi
con un walkman ad altissimo volume che sputa Deftones. Korea mi
pare. I nostri sguardi si incrociano. Sorrido. Mi avvicino sfilandogli
una cuffia. Chiedo conferma della canzone. Sì è quella.
Guarda il caso si chiama Marco. Peccato che scenda alla prossima,
e con lui la voce rassicurante di Chino.Porta Genova, Skizo e Moni
sono già a racimolare moneta,nonostante sia domenica mattina
con le loro creste sempre perfette e le vene esangui. Baci e un
millino.
Ravioli al sugo un po' scotti. Nookie dei limp in sottofondo. Potrei
sboccare. Niente da fare. Il ritornello si infila dentro di me tra
una forchettata svogliata e l'altra. Finito il mio pranzo, corro
davvero a vomitare.
Vorrei tanto un animale che mi tenga compagnia. Odio i pesci rossi.
Ma so che dopo un po' mi scazzerei e lo lascerei da solo a delirare.
Budino al cioccolato antidepressivo, ma stavolta non funziona. Piango
mangiando, tremo nonostante non faccia tanto freddo. Mi pento del
mio comportamento un po' puttano, ma è troppo tardi. Spero
solo che Aldo ci ripensi.
Kick all the pain.
È buio. Occhi gonfi e umidi. Sdraiata sul letto, mi rotolo.
U2 in tv con the beautiful day. Voglio qualcuno che mi faccia il
solletico, mentre mi struscio contro le coperte. Ma sono sola e
abbraccio il piumone morbidoso urlando it's a beautiful day
.
FLASH:
Sul terrazzo di qualche vecchio palazzo a ballare again di lenny
kravitz con Emy. Piove,ma non sento le gocce sempre più fitte,
ma il calore tra noi e le lacrime che rigano le nostre guance.
Tè caldo alla pesca con dolci cuor di mela. Voglio solo un
po' di coccole. Biscotti e tè caldo. OFFSPRING. Mi scotto
con dell'acqua. Sono viva. Ballo x la casa, alla ricerca di altro
cibo. Mi preparo un bagno caldo, very caldo con un sacco di schiuma.
Scivolo nell'acqua mangiando nutella direttamente dal barattolo.
Dolcezza nella mia bocca.
La radio manda una canzone anonima. Non ricordo chi sia, i bassi
iniziali aggrovigliano le mie budella. Che siano i Bad Religion?
Pillole rosa e nere. Collasso totale. Mi addormento con le note
degli a perfect circle e la voce di Maynard mi coccola come un angelo.
Sdraiata su una nuvola rosa sento le note accarezzarmi.
Alone.
Seguo il consiglio di Misty in Destroy. Sto ascoltando Doll Parts
al buio,seduta in un angolo, mi piacerebbe davvero che Courtney
fosse qui vicino a me, sboccata e provocatrice, con la sue sottovesti
e le coroncine da reginetta, il mascara colato e il trucco sfatto.
Ma ora anche lei è cambiata, vittima del successo coi suoi
vestiti di Armani. Canto con lei, la sento vicina. Lasciatemi sola,
che qualcuno accenni pieno di incazzatura le note di live through
this
Yeah, they really want you/They really want you, they really
do/Yeah, they really want you/They really want you, but I do too
chiudo gli occhi e canto;vorrei piangere come lei dopo la morte
di kurt.
Mai al momento giusto. Sempre al posto sbagliato al momento sbagliato.
Fuori luogo come un frigorifero al polo nord.
Perfetta sconosciuta tra chi credevo amici. O forse mi sto solo
isolando io.
Il sonno sta prevalendo sul mio tentato impegno di seguire la lezione.
Ma il mio polso fasciato mi riporta alla cruda realtà. Sono
ancora viva. È come l'altra volta,ma questa volta non c'è
Fede ad attendere il mio risveglio. Chi mi ha portato qui? Non ricordo.
Ho un gran mal di testa. Non so che schifo ho ingerito, magari un
trip finito male. Com'è squallido qui. Sono sola nella stanza.
La musica violenta dei prodigy mi rimbalza nel cervello. Immagini
di Keith rabbioso come al concerto a Mosca. Live nella piazza rossa.
I'M A FIRESTARTER PUNKIN INSTIGATOR.
Entra un dottore un po' scazzato. Keith scompare. Non ha voglia
di riprendere una drogata vagabonda. La solita tiritera e mi sbatte
fuori. Al freddo. Ricordi. Rave fuori Zurigo in un vecchio fabbricone.
Techno violenta e luci schizzate che corrono da una parte all'altra.
Piccoli cloni di cattive rockstar. Sono quattro notti che non dormo,
tirando tra concerti e rave, pasticche varie e alcolici. Scatto
x un nonnulla, very skizzata e acida. La musica ti entra nelle viscere
e ti sconvolge, non puoi far altro che seguirla. È finita.
Si ritorna a casa. Nel mio squallido appartamento. Biglietto (falso)
e via.
Silenzio, non parlate. Ho bisogno della musica,senza di lei morirei.
Il Viridian era la mia seconda casa. Ero sempre lì con Emy.
Sogni campati x aria. Dall'incidente, da cui è uscita incolume
lei, ma morta la sua donna,Marta, non è più la stessa.
Non sempre salvarsi è la miglior cosa.
Nagasaki nightmare. L'incubo dei Crass e della vecchia generazione
prende lentamente piede nella stanza sempre buia. È la fine.
Si temeva già da tempo che volessero sgomberare il Viridian,
ma invece è successo il peggio. E' finito completamente omologato
dopo uno schifoso accordo con qualche politico presuntuoso. Emy
schifata se n'è andata urlando, non so dove. Ci aveva dato
l'anima e più.
Giro un po' vagabonda x il metrò. Alone, il walkman allontana
da me qualsiasi rompiballe. Sto bene in questa solitudine forzata.
Non so dove salirò, nè dove scenderò. Gente
silenziosa, piccoli robot che seguono l'abituale percorso. Aspetterò
il prossimo treno. La stazione è vuota. Non sento nulla se
non Chino e Max Cavalera che urlano WHEN U WALK INTO THIS WORLD
WALK WITH YOUR HEAD UP HIGH!
Misty mia compagna di viaggio. A scuola sono completamente apatica,
apatica e gelosa, un po' egocentrica.
Non voglio ricascarci come l'anno scorso. Interessarsi a qualcuno
e starci male x nulla. Per un povero cretino che credevo chissà
chi. Ma ritrovarmelo nel collettivo fa male. Basta torturarsi così.
Ma forse è solo l'effetto di qualche vecchia paranoia. Esco
dalla stazione della metropolitana. Dopo un paio d'ore là
sotto i miei occhi devono riabituarsi alla luce. Mi infilo da Ricordi.
Girovago tra cd e libri. In questo momento odio essere osservata.
Non è giornata. Mi piazzo ad ascoltare il nuovo di marilyn.
Un pedofilo del cazzo continua a fissarmi. Mi passo la mano sotto
il maglione. Il tizio si eccita. Fuckin pedophile! Mi avvicino lentamente
a lui, lenta ma decisa. "tira fuori i soldi o mi metto urlare.
Brutto pedofilo di merda!" il tizio è preso alla sprovvista
e allunga un centone. Mi è andata bene.
I'm happy. Piove ma sono allegra. X caso ci siamo ritrovati a parlare.
Due ore in giro x il centro, tra negozi di musica. A spingerci come
bimbi felici x farci cadere a vicenda. A torturarlo, tanto dice
che le ragazze non le picchia. Senza soldi tutti e due.A parlare
di musica. Fargli ascoltare i pizzicato five e a sfottere una che
ascoltava i limp bizkit. A ridere parlando di tutte le volte che
ha pestato o le ha prese da qualche deficiente. Le bestemmie dette
in chiesa da bambini.. Penso ti spaccherò la faccia con la
catena della bici. Sigarette scroccate con fatica xkè a un
punk con le catene casiniste non le dà nessuno. W i rancid.
Che palle i nofx. I capelli boccolosi insaponati. Ha uno strano
odore. Sapone di marsiglia e cuoio bagnato. Gli agnostic front suonano
a milano.
Piove. Le giornate piovose mi fanno sempre quest'effetto. Ma oggi
peggio. Manifesta di sabato divertente, non ho fumato,ma mi è
toccato bere del vino schifoso. Ma non importa. Mi è toccato
trascinare Antò l'Anarchico con Gwen per metà manifesta.
Ma non importa. Facce vecchie e nuove. Hamburger schifosi pagati
dal metallaro, l'unica cosa che potevamo permetterci. Sigarette
scroccate e guardare le persone che dall'altro sembrano tanti piccoli
insetti indegni. Scoppiare palloncini fregati da mac donalds nel
bel mezzo della piazza. Scroccare sigarette come sempre. Non si
scivola, ma balliamo in mezzo alla strada, ci facciamo buttare fuori
dalla virgin e sfottiamo gruppetti di zarri tutti uguali nei loro
piumini. Mi sento figa a girare x la fiera con lui al mio fianco,
anche se è solo un amico, punk london ecco come si definisce,
era da tanto che non mi divertivo così.
Le mie certezze vacillano, non so cosa voglio. Non distinguo la
realtà dai miei sogni. La scuola è autogestita, ma
questo non è più una novità. In questi giorni
fuggo da una me stessa che si manda in paranoia da sola.Un'egocentrica
che pensa di avere tutti ai suoi piedi. La realtà fa male,
si sa e lo so bene. Lo voglio come amico, anche perché non
avrei speranze, sta con la Simo da otto mesi e più. Fatti
uno x l'altra. Sono un'illusa. Voglio stare con lui il più
tempo possibile. Ma non si può. Non posso mica scegliere
io. Gli ho restituito la catena. Mi manca.
Attraverso i semafori senza guardare, il walkman mi copre da insulti
e clacson isterici. Completamente immersa nel mio cliché
di ragazza anticonformista incazzata. Povera stupida. Apri gli occhi.
Alzo la faccia verso il cielo grigio. Pioggia sulla mia faccia.
Gocce isteriche mi picchiettano il viso. Ingoio acqua piovana senza
sapore. Canto diggin the grave fottendomene della gente che mi guarda
senza capire.
Piango,ma non so se davvero o se me lo sto immaginando. Brutta copia
di Skin canto la canzone dei sevendust. Il walkman è scarico
ma l'effetto non cambia. Certo che è assurdo. Non faccio
le pulizie in casa mia, e le faccio a scuola.
.Don't u don't u . starfuckers inc. l'ago buca la mia pelle.
Non capisco più nulla. Trent continua a cantare, la depressione
e le preoccupazioni passano in secondo piano. Vorrei che una lama
affilata sfiorasse il mio corpo, amo quella sensazione, ma mi sono
già fatta abbastanza del male.
Apro lentamente gli occhi e sfilo l'ago. Voglio solo affetto, un
po' di coccole, non cerco mica l'uomo ideale, tanto si sa che non
esiste. Automaticamente accendo il computer. Le mie dita si muovono
abili nel buio. Eccomi in chat.
<-Twiggy-> CIAO
<-Twiggy-> Sei Italiano ?
<nancypunk> yes..sono italiana
<nancypunk> come è il nuovo di marilyn????
<-Twiggy-> ieri ho sentito i Linea77 dal vivo
<-Twiggy-> BRAVI
<-Twiggy-> L'ultimo è un misto tra Antichrist e Mechanical
Animals
<nancypunk> come suonano dal vivo??
<-Twiggy-> è bellissimo cmq...
<-Twiggy-> BENISSIMO
<-Twiggy-> SONO BRAVINI !!!
<nancypunk> ti piacciono i nin?
<-Twiggy-> non li ho mai ascoltati...
<nancypunk> ok..
<-Twiggy-> So chi sono pero'
<-Twiggy-> ho sentito solo
<-Twiggy-> sono troppo Molli !!
<nancypunk> molli????hai ascoltato the downward spiral???
<nancypunk> è grandioso..
<-Twiggy-> no, non la ho mai ascoltata...
<nancypunk> scaricati mr self destruction o the march of the
pigs.....
<-Twiggy-> non conosco...
<nancypunk> appunto,scaricatele...
<-Twiggy-> k
<nancypunk> ora sto ascoltando hit me baby in chiave punk....
=:-))
<-Twiggy-> ??
<nancypunk> eh??
<-Twiggy-> niente..
<-Twiggy-> COSI' !!
<nancypunk> bye devo andare...nice to meet you!!!
<nancypunk> spero di reincontrarti
<-Twiggy-> ok, CIAO
<-Twiggy-> DIVERTITI !
<nancypunk> Fammi sapere se ascolti qualcosa dei nin e ke
ne pensi...
<-Twiggy-> ok
<nancypunk> bye...........
<-Twiggy-> ARE U HOME ALONE ?
<nancypunk> yeah
<nancypunk>..SIAMO ALLA DISPERATA RICERCA DI UN'IDENTITA'
FUORI DAL CONFORMISMO,FUORI DALL'INEDIA.SANGUINARE FA PARTE DELLA
NOSTRA VITA..
<-Twiggy-> ke è??
<nancypunk> marco philopat costretti a sanguinare (edizioni
shake)
*USER NANCYPUNK IS NOT ONLINE
Sono sola. Già. Ma ormai ci ho fatto l'abitudine. Non è
poi così male. Posso fare quel che mi pare, nessun regolamento
a cui sottostare. Alzo lo stereo al massimo. Rancid. Suona il campanello.
Cantando vado ad aprire. Ma è solo quella rompiballe della
mia vicina che vuole raccogliere le firme contro qualcosa che non
ricordo + e visto che c'è mi scrocca pure una bottiglia d'acqua.
Inizio schizofrenica a mandarmi in paranoia.
Uffy eccomi ancora sola nel mio letto.Nessuno ti vuole perché
non sei per niente carina. X niente sexy, guardati. Beh,ma sono
in gonna. Sì ma le tue calze sono a righe viola e nere,il
vestito di quelli scoloriti con la candeggina. Non lamentarti se
non trovi nessuno. Fuck!!MEGLIO SOLI CHE MAL ACCOMPAGNATI
Farei la gioia di qualsiasi psicologo, una ragazza schizofrenica,
un po' drogata, sola e psicologicamente instabile.
Occupazione. Ma non ci credo + di tanto, partecipo apatica. Depressione,
si cerca di impegnarsi e la gente se ne frega. In down in qualche
classe mezza vuota quando magicamente entra una presenza a me familiare.
POLLO!!! Gli occhi mi si illuminano alla vista del mio amico dalla
cresta rossa, gli corro incontro e lo abbraccio, ma lui vacilla
x colpa del mio peso che il suo corpo anoressico non regge. Non
ho nemmeno bisogno di chiederglielo, mi guarda in faccia e mi dice
"accompagnami in bagno". Smile. Le mie compagne vociferano
malelingue. Ci serve qualcosa da usare come laccio. Fotto ad Antò
la sua catena. In due in quel cesso puzzolente. È una botta.
Ne usciamo completamente rincoglioniti. Restituisco la catena e
non rispondo alle sue domande troppo curiose. Voglio solo rilassarmi.
Torniamo nell'aula semivuota e ci sdraiamo sui banchi.
Devo essermi addormentata, Frankie -Pollo- al mio fianco non c'è
più. La Cleme mi chiama. Assemblea. Antò è
stupito xchè non gli ho ancora chiesto una canna. Dopo l'assemblea
dividiamo la mia bottiglia di vodka alla pesca. Nel collettivo sull'attualità
nessuno ci caga, così iniziamo a bere e fumare. Parto completamente.
Parliamo. Mi pare di sentire le Valentine che fanno i loro commentini
sarcastici, ma sono troppo rincoglionita x darle retta. Mi appoggio
sulla sua spalla. Chiudo gli occhi con gli Antiflag che urlano nella
mia testa no apology.
Puzzo di alcool e rosmarino. Ho bevuto alcolici targati esselunga
e fumato il fumo del Sanka.. Mi sto lentamente ripigliando. Gli
Exploited in sottofondo. A scuola c'è il degenero. Devo ripigliarmi.
Domani si dorme a scuola. Mi sento ok. Anche se l'alcool ti apre
più di quando non vorresti mi sono abbastanza controllata.
Ho promesso il mio cuore a Mattia heavy metal, così non dovrà
spendere tutti quei soldi x operarsi. Ho paura di buttarmi da un
palazzo e rimanere viva. Ci mancava una foto, canna in una mano
e vodka nell'altra, mentre l'Albe suonava la sua very beautiful
chitarra elettrica e gli esterni distruggevano la scuola. DESTROY
(ma detto con voce catarrosa da alcolizzato drogato)
L'occupazione è finita. Tutto il pomeriggio a pulire la
scuola. Il lambrusco rumoreggia nella mia pancia. Che palle tornare
a fare lezione. se domani non fumo mi sa proprio che collasso nell'ora
di filo x noia.
È tardi, al cinema con Siddie. Oddio la porta non si apre.
Faccio un casino della madonna. Arriva Pollo assonnato ad aprire.
Lo ricopro di insulti, ma anche di baci. Mi ero dimenticata di avergli
lasciato le chiavi. Accarezzo il suo cranio rasato e la cresta rosso
fuoco. Le sue mani scorrono delicate sul mio corpo magro. Voglio
addormentarmi tra le sue braccia scheletriche.
Entro in chat, mi sento ok riparata da un freddo schermo.
<abiz76> ciao
<abiz76> ti piace il jazz
<nancypunk> LO ODIO. ONLY PUNK
<abiz76> cioè, fai dei nomi
<nancypunk> o rumore...
<nancypunk> disorder sex pistols antiflag clash agnostic front
snapcase...
<abiz76> come ti senti quando ascolti i punk?
<nancypunk> ???ma ke domanda è??
<abiz76> perchè odi il jazz?
<nancypunk> non è vero..xo' avevo voglia di scriverlo
<abiz76> lo ascolti e basta il punk
<abiz76> non ti chiedi perché
<nancypunk> beh scusa, xkè uno dovrebbe ascoltare della
musica?xkè gli piace,no??
<abiz76> ci sono un mucchio di altre ragioni!
<nancypunk> xkè sono arrabbiata delusa ecc. e voglio
della musica con cui possa sfogarmi
<nancypunk> xkè mi piacciono i testi
<abiz76> e con chi sei arrabbiata?
<nancypunk> ok o devo continuare?
<nancypunk> in generale diciamo ke non sono una persona tranquilla
<abiz76> a me il jazz fa sognare
<nancypunk> penso ke uno scelga ke musica ascoltare xkè
la sente + vicina a sé x una questione di feeling...
<abiz76> sei grintosa
<abiz76> ma non mi hai detto perchè sei arrabbiata
e con chi
<nancypunk> te l'ho detto un po' con tutti
<abiz76> hai visto "ALMOST BLUE"?
<nancypunk> no, ci devo andare domani..ho letto il libro..bellissimo...spero
anke il film.
Frankie dorme. Frankie sa che ho paura x lui, non posso farci niente
ma è così. Ma questo non gli fa né caldo né
freddo. Sto facendo anch'io la stessa cosa. È sempre così.
Esisti solo tu e lei. Lei che scorre in te e ti insidia dall'interno.
Mi odia quando lo chiamo Pollo. Stiamo insieme ma è una relazione
di comune accordo. Il terzo incomodo si insidia sempre più.
Non voglio ricascarci. Non voglio ritrovarmi a scrivere a gianfrancogiovannazzi@heaven.com
o frankie_pollo@inferno.it.
Lo guardo,lo bacio e gli sussurro "ti prego usciamone insieme.
Ce la possiamo fare. Finché possiamo." Ma non so fino
a che punto ci creda io.
Mi sto affezionando sempre + a Pollo. Ha deciso di ascoltarmi. Da
domani le nostre vene torneranno libere.
Non mi sembra vero. Ne siamo usciti, ma probabilmente è solo
un sogno. O l'incubo di un altro nel quale noi siamo.
Sto da cani. Tutto sembrava troppo bello. Sono andata a salutare
la Giulia e gli altri ad atletica e al ritorno un casino. Ambulanza
curiosi vorrei capire che è successo. Un gruppetto di curiosi
corre verso l'ambulanza. Un punk-rissa-feriti è quello che
capisco. Panico. Inizio a correre seguita dalle altre che non capiscono.
Porco dio!!! È Frankie. Lo stanno portando via in ambulanza.
È conciato male. Mi intrufolo e arrivo vicino alla barella.
Scoppio a piangere. "Frankie ti prego svegliati, non lasciami
anche tu. Ti prego. Non è giusto
è un incubo
che si sta ripetendo.." Apre gli occhi e con quel poco di voce
che gli è rimasta mi sussurra. "non preoccuparti bimba.
È tutto ok." Ci stringiamo le mani. "aspettami
a casa. Non preoccuparti bimba. Non sarò io a farti soffrire
ancora" vedo l'ambulanza allontanarsi.
INCUBO. Mi risveglio nel letto tutta sudata. Frankie è ancora
in ospedale. Ho sognato Fede, era davanti a me e ha iniziato a dirmi
" è colpa tua, sei tu che porti la gente ad ammazzarsi
o a farla soffrire. È colpa tua. Sei una piattola appiccicosa,
non far finta di non saperlo
la sai anche tu qual è
la verità" cerco di ragionare ma è inutile, sono
rimasta schockata. Non è solo x il fatto di aver sognato
Fede, ma magari Fede ha ragione, è colpa mia se tutto ciò
sta succedendo e se lui si è ammazzato.
Frankie è scomparso. In ospedale non c'è. Probabilmente
è tornato a bucarsi, ne ho una voglia matta anch'io. Non
resisto. Con la scusa di cercare Frankie entro nel giro e trovo
il mio pusher di fiducia. È sera. Non ho soldi x pagare.
Mi dice di farmi trovare al Foxy . c'è una festa. Merda è
pieno di miei compagni di classe. Il pusher arriva dicendomi che
mi ha trovato un cliente. "cazzo lo sai che non voglio.".
"Take it easy" mi dice."niente robe da puttana. Vuole
solo un bel ballettino sexy x cui lui possa spararsi una sega. Al
massimo ti spogli un attimino." Vedo sto tizio. Un bavoso schifoso.
Un quarantenne allupato con la pancetta. Respiro profondo. Mercanteggio.
Il mio pusher ha ragione. Paga anche molto. 200mila x un ballettino
sulle note di britney spears o che, rimanere in biancheria.
Lo seguo in una stanza al primo piano. Inizio a ballare. Questo
bastardo gode nel vedere punk orgogliose e incazzose piegarsi al
suo volere. Lo odio, ma devo sorridere.Lo piglierei a pugni se potessi.
Non so come ma me lo trovo appiccicato che inizia a toccarmi con
le sue schifose mani da segaiolo. Mi dice viscido "continua
a ballare non ti fermare". Mi sta spogliando e toccando un
po' ovunque. Sento il suo alito puzzolente sul mio collo. "non
rientrava nei patti questo" non riesco a scappare. Mi butta
sul letto. Chiudo gli occhi, non voglio vederlo in faccia mentre
mi scopa violento. Mi apre gli occhi a forza. "ti piace puttanella
eh?lo so che è questo che piace a quelle come te, non volete
altro"mi urla in faccia aumentando il ritmo.
Finito si alza, si riallaccia i pantaloni. Mi lascia 500mila sul
letto.voglio levarmi l'idea delle sue mani su di me. Voglio bruciare
i miei vestiti. Scappo correndo. Mi scontro con la Chiara e il Vale
che mi piglia x un braccio. "ehy" "no ti prego lasciami
passare. PORCO DIO VUOI LASCIARMI ANDARE???!!!" gli urlo.
Scappo. Corro in cesso a vomitare. Anche l'anima. Il mio pusher
è sparito. Mi tocca comprare roba da uno sconosciuto che
mi vende della merda. Mi calma ma non abbastanza. Scrocco a chiunque.
A metà serata sono skizzatissima. Un cavo elettrico impazzito.
La festa è una palla. La musica fa cagare. Incontro Anto'
l'unico punk della scuola, l'unico real punk london come dice lui.
Capisce che c'è qualcosa che non va. Mi porta con lui al
CTS. C'è un gruppo che fa cover dei Nirvana e simili. Mi
lancio nel pogo come una pazza. Trovo Paolo e Aldo. Ho i nervi a
fior di pelle. Quando al CTS non c'è + nulla usciamo girovagando
x Milano. Si aggiunge anche Tia heavy-metal. Becchiamo un gruppo
di zarretti che se ne escono da qualche discoteca. Volano gli insulti.
Ma tutto rimane a parole. Compriamo dell'alcool scadente. Ubriachi
marci finiamo a casa mia con Aldo che inizia ad urlare figa la fattanza!!
E tutti iniziamo a cantare "
forse la fattanza sta salendo
anche per me.." e un misto tra Anarchy in the uk e qualche
canzone metallara.. Paolo vede la chitarra di Fede. Non l'ho mai
venduta, nemmeno quando la rota era veramente forte, nemmeno quando
sentivo che le fitte non mi lasciavano respirare, quando mi sentivo
morire. Piuttosto andavo a far marchette, ma la chitarra no, era
una delle poche cose che mi erano rimaste. Quando Aldo e Mattia
sono ormai collassati sul divano, Paolo inizia a suonare e io grazie
alla fattanza canto, urlo, un incrocio tra courtney love e corey
col mal di gola. Andiamo avanti così tutta la notte.
Sono distrutta. Pogo selvaggio tra persone che più che essere
umani sono degli armadi. Alone tra coppiette dolci e felici. Albe
gran chitarrista mi fa compagnia, si preoccupa che sia ancora tutta
intera e ci buttiamo a vicenda nel pogo.
Gli amici di Albe fanno la cover dell'ultimo singolo degli offspring.
Cazzo, meglio dell'originale, molto più incazzosa e violenta.
Devo far loro i miei complimenti. Limp bizkit il cantante sosia
di fred durst solo un po' più magro, take a look around.
In questi casi vanno bene i limp, a nessuno fotte delle parole,
l'importante è avere musica violenta con cui sfogarsi. Sono
sola, x dimenticarlo mi fiondo in quell'ammasso indefinito di persone.
Ho perso il conto delle gomitate, delle volte in cui sono caduta,
i don't mind. A costo di sboccare, mi voglio sfogare.
Per puro culo becchiamo l'ultimo tram con dei ragazzi rappettari
a cui scrocco del vino. Piove. Ho i jeans strappati fradici, nelle
doc a volte entra l'acqua. Merda domani mi aspettano da mia nonna.
Spero di svegliarmi. Ospito i ragazzi che ormai hanno perso la possibilità
di tornarsene nel loro paesello fuori città. Piove, sconsiglio
le panchine. Siddie disapprova, ma in questo periodo siamo distanti.
Va a finire che dormo un cazzo. Tre-quattro ore. Alle 10 e mezza
suona il telefono. Rispondo in coma. È qualche zia che mi
ricorda il pranzo dalla nonna x il compleanno del cugino perfetto.
"sì sì arrivo. Non me ne ero dimenticata. Sì
arrivo in orario. Ciao ciao."
A mezzogiorno esco buttando i b-boy giù dal divano. Metto
i pantaloni scozzesi di Fede, giusto x farmi forza e una canotta.
Arrivo dai parenti e tutti mi guardano sconvolti. Mi do' un occhiata
allo specchio. Escludendo la faccia sconvolta, sono rimasti impressionati
dalle mie braccia che sono piene di lividi. Sembra mi abbiamo pestato.
Per fortuna i tagli non sono recenti e si vedono poco. Mangio apatica
e assonnata.
I rancid urlano nell'altra stanza. È il cd di Paolino. Sono
sdraiata con un mal di testa che distrugge. Aspetto che il thè
sia abbastanza caldo x poter ingerire biscotti per addolcire la
mia gola e se fosse possibile anche il mio carattere acido. Fisica
mi attende, ma penso attenderà ancora per molto. Il mio raffreddore
mi perseguita. Mi manca il sapore del sangue. La lama che scivola
dolce sulla mia pelle. Pelle marchiata con lettere o simboli strani
fai da te.
Amo i coltellini svizzeri multi-funzioni . arancia meccanica. Il
mio polso brucia reclamando un lavoro non finito. La Nani tarda
ad arrivare. Lavoro un po' impreciso ma ok. Che nessuno mi chieda
xkè una X xkè non lo so, mi andava e basta. Una Nancy
senza il suo Sid. Sid where are you?
My generation dei limp. Non voglio correre il rischio di venire
rappresentata da fred durst. Ma ricordo la prima volta che l'ho
ascoltata. Do u think we can fly? Queste parole mi erano rimaste
impresse
well i do! Come vorrei che qualcuno mi dicesse così..
Ma dopo Fede non credo più a nulla. L'unica cosa che voglio
ora è finire la metà di vita che mi resta e raggiungerlo.
Devo andare in sala prove.
Accompagno Tia e Paolino in sala prove. Fa davvero caldo. Il mio
sonno alla yoshimoto ricompare e mi sdraio sui cappotti. Tia mi
copre amorevolmente con il suo cappottone di pelle heavy metal.
Bacino della buonanotte. Provano il loro metal aggressivo anche
se la bassista e l'altro chitarrista sembrano scomparsi nel nulla.
Paolo orecchie fuxia non mi guarda mentre suona. Why? Non voglio
tornare a casa. Mi fa compagnia. Seduti ad aspettare il tram a parlare
come se ci conoscessimo da sempre. Vorrei che il tram non arrivasse
mai
Sono a Roma. Ho accompagnato la Nani dal suo boy. Sul treno ho
incontrato dei punkabbestia, uno mi ha riconosciuto da una foto
assurda dove avevo i capelli azzurri. mi ero appena messa con Fede.
Fata turchina mi diceva, sei la mia fatina. Alla stazione ci siamo
divisi, la Nani dal suo boy e io coi punkabbestia in un centro sociale.
È tardi. Saranno le 3,le 4. Ho appena spento l'ennesima canna
e sto aiutando a pulire dopo un concertino ska. Penso a Paolino.
Mi ha mollata qualche giorno fa. Lo chiamo da una cabina scassatissima
al freddo. Segreteria. Starà ronfando a quest'ora. "ciao"
silenzio. "sono lontana da te. Sono parecchi i chilometri che
ci separano". Respiro. "volevo solo dirti che hai lasciato
della roba da me. Se hai bisogno chiedi le chiavi a alex della jungle.
dovrebbe avere il mio mazzo di riserva. Bye"
Vago per Roma come una turista smarrita. Chiacchiero con chiunque
ne abbia voglia. Divido birra con facce a me sconosciute. Un cyber
alone mi offre un acido, ci godiamo il nostro trip guardando l'alba
da un vecchio ponteggio.
Flash del mio passato mi scorrono davanti. Ho paura di aver sbagliato
tutto. Capirci qualcosa è impossibile
Domando al my friend cyber di cui non so nemmeno il nome "il
ragazzo con cui uscivo si è incazzato xkè mi spogliavo
nei locali. Non integrale xò." pausa "e mi ha mollato.
Ha detto che era colpa mia. Che lui soffre ma è colpa mia."
Vedo davanti a me un immaginario concerto dei nirvana con il sole
che si alza all'orizzonte. Smetto di pensare ke tanto mi mando solo
in paranoia.
Ho girato Roma e dintorni, una capatina a bologna x il concerto
dei Sick of It All. Milano al mio ritorno mi sembra deprimente.
Apatia. Con Paolino a scuola ci scambiamo si e no due parole. Giro
in compagnia di Antò ke nel frattempo è stato mollato
dalla Simo mentre mi racconta della manifesta e delle sue nuove
conoscenze tra i vari punk.
Le giornate passano ok, ma forse sono solo piena di thc.
Ho sonno. La sveglia suona isterica. Mi alzo di malavoglia assonnata.
Britney Spears in tv. Naturalmente stronger. BASTA! Dead kennedys
. anarchy for sale. Sul tram becco la Sara ragazza chiacchierona
che si atteggia da donna vissuta. Inizia a lamentarsi del voto di
latino. Non la reggo e inizio a controbattere. X fortuna ecco Antò
ke mi salva. Mi lascia mezza gauloises. Svaccati sui sedili in attesa
di arrivare a scuola.
Ho conosciuto un tipo. L'ansia iniziale se n'è andata..
mi sono quasi pentita di avergli telefonato. Ma così avrò
un po' di compagnia la notte. Basta peluche malinconici o cuscini
morbidosi o voci famose cariche di sogni o emozioni.
Ora non ricordo nemmeno come è fatto. È un reppettaro
del cazzo. Telefonata stupida. Ma ho voglia di scopare. Tanto dopo
non lo rivedrò mai più. . le note di stronger. Cazzo
devo correre sul palchetto. Non penso a nulla. Anch'io sono più
forte ora. O forse solo + marcia.
Sono un'idiota. Per paura, stupidità, paranoie inutili,
l'ho allontanato da me.
volevo tornare indietro, ma le parole
mi sono uscite inutili, come una polaroid sbiadita. Se ne è
andato dicendomi "non farti più sentire" e una
lettera. Come l'ultima merda di questa terra. Sola come un cane
rognoso che non vuole nessuno. Avrei voluto urlare, camminare in
mezzo alla strada in attesa di un automobilista pazzo che mi investisse.
NULLA DI TUTTO CIO'.
Ora solo sola, nel mio appartamento buio. Le note amare di coma
white aleggiano nella stanza. BUT ALL THE DRUGS IN THIS WORLD WON'T
SAVE HER FROM HERSELF.
La voce di marilyn un po' mi coccola un po' mi manda in paranoia.
Lacrime che non vogliono uscire. E maybe non usciranno mai.
Live through this ossessivamente nelle mie orecchie a volume allucinante.
Lontana da tutti e tutti in un mio mondo apatico e vuoto. Non posso
togliere le cuffie altrimenti so che paranoie insopportabili invaderebbero
la mia psiche malata, togliendomi quella poca forza rimasta che
mi permette di tirare avanti in attesa della fine.
Apatica, passo più tempo a fumare al cesso che a seguire
le lezioni. Coi corsi di recupero esco da scuola a pomeriggio inoltrato.
Ecco Gigi che mi trascina alla jungle. Vuole tirarmi su. Mi offre
della buona bianca. Solo così sa che riuscirà a farmi
cantare. Riesco a rimanere normale solo se sballata. Mi fa cantare
qualche canzone delle hole. Pausa. Vado a chiacchierare dietro il
bancone dell'entrata. Spero che Paolino e gli altri non vengano
a suonare proprio oggi. Invece colmo della sfiga eccoli. C'è
anche Antò con il suo gruppo punk. Sto fumando svaccata l'ennesima
dose di nicotina chiacchierando con il proprietario della sala,
Alex, finalmente contento che ho ripreso attivamente a venire qui.
Fingo di non vederli e mi rifiondo nella saletta. Nervosismo a mille.
Agguanto il microfono e inizio a urlare ....is she pretty on inside
is she pretty from the backk????? Non mi accorgo che sono entrati
nella saletta e mi stanno ascoltando..
L'ho incontrato ieri sera al subway, mi hanno fatto sedere al loro
tavolo ke ero già skizzatissima, un altro sniffo e nn mi
sento più in paranoia, continuano a passarmi bicchierini
Ad un tratto impallidisco. C'è la Laura. Ma cosa ci fa lei
qui??? non è mai stato il suo genere di posto..
Mi alzo x allontanarmi. Mi blocca e mi urla "e allora piattola
come stai? Chi è la tua prossima vittima? O forse non li
hai ancora avvisati???? Guardate che fa crepare tutta la gente con
cui sta, li esaspera fino al limite
questa non te l'ho mai
perdonata e mai lo farò. Fede poteva essere una persona rispettabile
ora qui con me.. e invece sappiamo benissimo entrambe che non è
possibile.. E' COLPA TUA!! L'HAI TRASCINATO DEFINITIVAMENTE NELLA
DROGA
" esco x non piangere davanti agli altri. Non è
vero non sono stata io. Paolino tesoro mi viene a cercare e mi dà
la mia giacca. Fa davvero freddo. Ci fumiamo una sigaretta sono
così in paranoia che non spiaccico una parola. Silenzi e
tiri pesanti di nicotina. Rientriamo e beviamo fino all'assurdo.
Non mi reggo in piedi. Mai mischiare la coca con troppo alcool.
Specie se è tagliata con anfetamine. Mi appoggio a paolino
-Ti accompagno a casa
-non voglio andarmene a casa.. non è stata colpa mia..
-calmati, stai tremando, ma che hai combinato oggi???hai due pupille!
Ma ke voleva quella??
-coca. Anke se era tagliata con parecchio anfe. Mi manchi paolo
lo sai?
-dai cazzo sei fattissima
marcia ..
-ti prego resta con me stanotte voglio solo un po' di compagnia,
please.
Alla fine acconsente un po' rassegnato, un caldo abbraccio di conforto,
domattina sarà terribile il risveglio. Sdraiati sul mio letto,
inizio a raccontare di Fede.
"..Quella tipa, stava con un ragazzo prima di me, e un anno
fa lui è morto. Si è ucciso. È terribile. Mi
manca da morire. Ma se so che prima o poi lo rincontrerò.
Non sono stato io ad ucciderlo
"
Lacrime scorrono veloci dai miei occhi mi abbraccia "su calmati,
mi hai già detto abbastanza.. su dai non piangere, .."
Il suo respiro regolare mi fa calmare, mi addormento abbracciata
a lui. Ho paura di chiudere gli occhi e sognare Fede che mi incolpi.
O Laura che mi accusi nei suoi vestiti onyx trendy e i suoi sorrisi
falsi.
Mi sveglio. Saranno le 4, le 5. Non riesco a dormire. Osservo Paolino
che dorme al mio fianco. Poverino. Non so come faccia a sopportarmi.
Ci sono dei giorni in cui non mi sopporto nemmeno io. Ma lui era
sempre lì, dall'altro capo del telefono pronto ad ascoltare
le mie paranoie e i miei scleri. Lo copro con una coperta. Bacio
sulla fronte e frugo nella mia giacca alla ricerca di sigarette.
Scendo dal letto e mi accendo una marlboro. Infilo nel walkman i
nirvana. Tutto in religioso silenzio. Non voglio svegliarlo. Ripenso
agli anni passati. A Fede. A Mary. Kurt e tutti gli altri. Lacrime
scorrono lungo le mie guance. non voglio che si svegli e mi trovi
così, ma prima o poi dovrò raccontargli tutto. Non
voglio una storia seria con lui. Ho paura. Paura di farlo soffrire.
Paura di fargli del male. HEARTSHAPED BOX.
Mi avvio verso il bagno alla ricerca della boccetta di valium.
Potrei ingoiarmelo tutto famelica e scomparire x sempre. Sclero
non c'è. Inizio a far cadere tutto. eccola finalmente. Paolino
arriva assonnato "ma che combini?? "pausa. Vede il valium.
"MA SEI SCEMA??????!!" mi urla. Mi strappa la boccetta
di mano e mi fissa negli occhi. "perché??" non
so che dire. Guardo silenziosa il pavimento. Nervosa ragazza psyco
che non sono altro.
Religioso silenzio tra noi, piango muta. È troppo dolce,
sto male ogni volta che lo vedo. Mi raggomitolo sul divano. Fumo
x non dover pensare. Nicotina. Si avvicina e mi bacia. Dolce bacio
al sapore di nicotina. Lo abbraccio. Mi sento una piccola bambina
stupida anche se in realtà la più vecchia tra noi
sono io. Ma quando mi dice ti amo piccola sorrido e non posso fare
altro che cercare riparo nei suoi abbracci in cerca di tranquillità.
Palpebre pesanti, mal di testa allucinante, bocca asciutta e stomaco
sottosopra. Parlo con un filo di voce, l'unico modo x non sboccare.
Se proprio devo parlare. Il letto morbidoso mi rassicura. Non voglio
uscire dalle coperte.
Nn mi pesa + di tanto spogliarmi al pick up. Anzi lì' ho
conosciuto altre girl con cui ho iniziato a far cover x passatempo.
Alyce: dread quasi bianchi e occhi color ghiaccio. Sempre vestita
di nero. Trucco pesante.. mi ricorda Mary stessa magrezza impressionate
e sguardo fiero e sexy. Skinny ha lunghi capelli neri la bassista.
e alla batteria una techno girl amica di Emy . Scoprire ke Emy era
finita con un cocainomane e un giorno si sono schiantati contro
un albero e come in un sogno ha trovato una dottoressa ke le ha
salvato la vita e ora pare sia happy.
Una sera di queste si suona. Abbiamo deciso. Ke il proprietario
voglia o no. Inizia la musichetta di britney. È il solito
numero. Anke se da un po' ho iniziato a cantare io
Festa a casa di non so chi. È un pacco. Mi ci ha portato
Alyce ke nel frattempo è scomparsa in una delle camere con
un rasta boy. Cazzeggio x la villa. È il colmo. C'è
la compagnia di Tia e Paolino ma anche gente della scuola. Io e
Aly siamo uscite dal lavoro e il nostro abbigliamento un po' fuori
luogo salta nell'occhio. Mi chiudo in uno dei tanti cessi x fumarmi
una sigaretta in santa pace. Mi rollo una canna alla faccia di tutti.
Ma ecco entrare Antò. Ke subito viene a scroccare. Meglio
così. Con questi stati d'animo poco stabili meglio non fumare
alone. X l'occasione è tornato con gli spuntoni. Alla faccia
di tutti gli pseudo punk con pantaloni larghi very hip hop ke cercano
di fare i fighi punk vissuti.
-Cazzo più che un cesso questo sembra un appartamento!
-già.. è quasi grande come la mia camera da letto
-ehi wait.. vado a prendere qualcosa da bere ..altrimenti mi sento
in debito
sorrido mentre si allontana nei suoi aderenti jeans strappati ed
eccolo ritornare in men che non si dica con della vodka alla pesca..
e pure di marca.. cazzo non badano a spese
Sonno istantaneo. Verdena sballanti, dove 6 urla Alberto. Immagino
chiacchierate che mai avverranno. Della felicità non vuole
più saperne nessuno. Troppo labile e istantanea. Perché
soffrire x qualcosa che è durato un istante . Quel poco che
basta x capire a ad abituarsi al nuovo stato che subito dopo crolla.
Ma come sono poetica oggi. DESTROY
Psicotici marlene conciliano il mio sonno forzato da massicce dosi
d'erba. Incubi più che sogni. X quel poco che sogno.
Mi sveglio sfasata, non riconosco il giorno dalla notte. Che freddo,
ma chi vuole uscire con questo tempo di merda?
Spero a Londra di incontrare il vecchio dix. Baci e abbracci constrictor.
Festa delle donne. Le giornate scorrono piatte. Monotonia a mille.
Mi rifugio nel fumo. Osservo il soffitto in attesa del tempo che
passi, stereo sempre acceso. THE MUSIC IS YOUR ONLY FRIEND UNTIL
THE END diceva Jim.
Che merda. intorno il vuoto. Voci blaterano inconsistenti formule
e esercizi. Il telefono non squilla mai. Passo serate alone nel
fancazzismo più totale.
Non ce la faccio più. Prendo ed esco, diluvia. L'immancabile
walkman mi tiene compagnia. Agnostic front. Odio gli ombrelli. Mi
incappuccio e vago alone x Milano. Finché vedo un manifesto
"10 anni di okkupazione della cascina"
La cascina punk in ripamonti. Salgo sul 24. LET'S GO
Diluvia che tempo di merda. non fa altro che piovere. Figuriamoci
in Inghilterra. Arrivo lì davanti e non ho il coraggio di
entrare, troppi ricordi. Sento la musica aggressiva, un bel respiro
e via, si entra. All'entrata quasi mi scontro con Skizo, veterano
skinhead punk della fiera. Conosco così Gigi storico occupante
crestato. Ci godiamo il concerto con i miei joint annaffiando il
tutto con vino a buon mercato. Una 15enne fuggiasca vestita total
black mi chiede ospitalità. Questa nuova conoscenza mi rende
happy. È simpatica e mi ricorda me agli inizi. Solo che io
ho conosciuto Fede.
Candy, così è stata soprannominata da Skizo, viene
da un paesino. Di lei, i suoi se ne sono sempre fregati, ma quando
ha iniziato a "vestirsi punk" gli unici contatti che aveva
col padre erano botte, litigi e castighi. È un ariete testarda
e così ha raccattato la sua roba in uno zaino e ora vaga
alone x parchi e stazioni del metrò.
Sono le 4 passate quando io e Candy ce ne andiamo. Gigi si offre
di accompagnarci e arrivati sotto casa mi fa "mi spiace x Fede,
ma dopotutto lui ha voluto così, no?" cazzo si ricordava
allora. Dopotutto coi virus avevamo suonato spesso in cascina. Gli
lascio il numero di cellulare per eventuali contatti e kisses and
goodbye.
Vorrei entrare nelle menti altrui per vedere ciò che pensano
di me. zzz. Candy compagna di lettone. Guardare vecchi film la domenica
mentre fuori diluvia. Fortuna che dopodomani parto per l'Inghilterra.
Nell'attesa che porti qualcosa di buono.
Ritorno traumatico dall'Inghilterra. Milano mi appare sempre più
grigia e vuota. Anche se oxford era un paesino cazzuto. only colleges
and churchs. A Londra only museum come i soliti turisti idioti che
ho sempre odiato.
Venerdì sera per fortuna trovo Dix(the big dick) allucinato.
Per fortuna. Abbandono la mia compagna di stanza e andiamo a Londra
in autobus per 6.70 pounds. Troviamo della bamba accettabile e mi
convince a suonare con dei suoi amici. Voce e basso. EXPLOITED BARMY
ARMY. Pasta multicolor in un capannone rimbombante di techno violenta.
Piscio arancione in un angolo della strada. Il tempo vola. Alle
sei come back oxford. Non riesco nemmeno a cambiarmi. Giusto il
tempo di ingoiare un toast alla nutella con fatica. In down sull'autobus
che mi riporta a Londra. Lo stesso autista sorride dicendomi crazy
girl. I miei compagni mi osservano senza capire. Quella zoccola
della my teacher disapprova i miei abiti. Non vuole che vada in
aeroporto così. Lo farò giusto per dispetto. Voglio
solo dormire.
Mi appoggio inconsciamente al Vale compagno di pullman. Che le malelingue
pensino pure quello che gli pare. I feel lonely. Scendiamo dal pullman
che mi gira la testa. Sto a malapena in piedi. Mi allontano 3 secondi
dal gruppo per sboccare in un vicolo. DOPE SICK GIRL.
Sto volando nella mia mente, sono entrata in classe invece che
in manifesta. Antò mi manca, non so se mi piaccia o che,
ma è una delle poche persone nella scuola di cui mi importi
qualcosa. Ricordi della bigiata precedente insieme.
Musica punk, big joints e tante chiacchiere. Risate, sigarette e
girovaghi x i parchetti. Prof stronzo interrompe i miei sogni ad
occhi aperti. Blatera & blatera. Da quando ha criticato il mio
abbigliamento non lo reggo più. Fancazzista con un pancione
da alcolizzato e occhi vacui. Vagando nella mia mente ricordi quasi
dimenticati riaffiorano. Chiudo gli occhi e sogno.
Ora ho sonno. Ieri dopo il nostro fantastico lotto in pietra sono
rimasta attiva per 2 ore. Poco dolore alla milza, quasi inesistente.
carabinieri di merda. perquisa chilometrica davanti a mamme coi
bambini. Troiette drogate il loro pensiero. Chissà che genitori.
Ma io non permetterei a mia figlia di vestirsi così. Ma non
è possibile. Come sono monotone.
Menata stratosferica per un caccolotto che hanno gettato via poco
più in là. Facce allibite quando accendiamo un joint
dopo il loro "arrivederci e oggi vi è andata bene"
FUCK THE POLICE. Ma fare qualcosa di più utile??
Brutto bastardo mi ha preso per una troia. Mi riempie di squilli
e messaggi del tipo "lo rifacciamo?". Solo perché
ci sono uscita x un po' e ci sono andata a letto.YOU'LL DIE EARLY.
I HOPE.
Ho voglia di Antò. Una sorta di paperino punk. Sarà
per il pugno che qualche anno fa si è preso sul naso. Ma
non pienamente convinta di questo desiderio lo caccio nel fondo
del mio stomaco. Non so. He said we are the only real punk in the
school. And i smiled
Tanto non ci sarò l'anno prossimo a oxford puttana di una
prof d'inglese; my teacher che vuol portare in inghilterra una certa
immagine.(Sa benissimo dove può mettersela la sua immagine).
Cazzi miei. Noi facciamo quel cazzo che vogliamo. Pornoriviste.
DRUNK.JUNK.PUNK
That's already destroyed. Dope sick girl R.I.P.
Notte a tutti quanti anche se per voi è giorno.
Ora Luminal tra le mie mani. Storie di Damon e Davi. Amiche-amanti.
Oltre tutto ciò. Vorrei distruggere tutto ciò che
mi circonda e bruciare tutto. arancia meccanica. Anfibiate sulla
faccia del prof stronzo con pancione maybe da alcolista. Blood on
my boots. Ridergli in faccia. Squartare il pancione ed estrarre
un feto puramente alcolico.
Sono incapace. Incapace di ascoltare; di dare un consiglio, un
aiuto. Sono solo una povera stupida egocentrica di egoismo.
Rumori che non ci sono. Giochi di bambini stupidi. Non riesco a
riposare. Donna fattissima definizione di Tia il biondo dopo la
mia visione in calze a rete e gonna zoccola. Molto zoccola. È
sempre così gentile & disponibile con me. Non so come
faccia. Non so se me lo merito.
Ho ritrovato il cellulare. Fumata persa avevo lasciato anche il
walkman. Happy for a few. Stasera shandon al rolling. Chiamerò
Siddie. Chissà. I'm not doing anything wrong so let me smoke
my joint and go to work. 99 posse.
Now let me burn in my own hell. Non chiedo nulla: né consigli
né raccomandazioni please.
Damon e Davi. Tanto so che mi odiano. Non mi sopportano but nevermind.
Sto vivendo di questi libri. Li ho quasi imparati a memoria. Nessuno
capisce. Leggono schockati. E fuggono. O deridono. Damon e Davi
compagne di silenzi.
Mi bocceranno e fuggirò vagante come un cane randagio alla
larga da tutti.
La mia mente sta eliminando Fede. Ricordo sbiadito di un'anima persa.
Nel buio della mia stanza riaffiora a lume di candela. Flashback
impazziti. Vita e morte. Allora imbraccio la chitarra elettrica
muta e improvviso canzoni silenziose. Alzo gli occhi verso il soffitto
e lui è lassù che mi guarda.
Non ti ha ucciso l'eroina. Non ti ha ucciso la pistola rubata a
tuo padre. Ti ha ucciso la vita. Acido sotto la lingua e tu scenderai
x amarmi un'altra volta.
Laura ha detto che è stata colpa mia. Rispondi silenzi. Maybe
è vero. È x me che sei ricaduto nell'eroina. Ho iniziato
io e tu hai ripreso. Marchette e concerti. Disintossicazioni e valium
a volontà. Just go to sleep. 'Notte Fede.
Sogni di giorni passati che credevo dimenticati. Tears for happiness
down on my face. But they are only dreams.
Ancora alone. Candy è a Berlino con Gigi x concertini delle
Bad Girls: Alyce, Venere e loro amiche tedesche.
DEVE SEMPRE TORNARE IL MATTINO??? Urlano Damon e Davi tra le pagine
scritte in grossi caratteri e io con loro.
Mi sdraio seminuda sotto il piumone. Rileggo con attenzione le
pagine di costretti a sanguinare. Real italian punk story per cercare
sogni passati che mi tirino un po' su .
Fuori posto. Fuori luogo. Non c'è luogo per me. Brividi
di freddo. Voglia di coccole che non riesco ad ottenere. Non ne
trovo ma non so nemmeno darne, più ovvio di così.
Sto diventando monotematica. Che schifo. Sonno yoshimoto dove sei
quando servi? DOVE SEI???!!
AUTOESILIO VOLONTARIO. Vorrei frantumare vetrate a testate. Procurarmi
cicatrici permanenti e ben visibili e lesioni al mio cervello già
conciato male. Vorrei urlare come Mike Patton DIGGIN THE GRAVE in
una stanza piena di zombie.Just for wake up me. Mi sento un vegetale.
Stop. Selfconscious girl?
Non sto capendo un cazzo. Mi gira la testa. Sbocco davanti a fiorucci.
Sex and violence. Sirene, un'ambulanza. La guardo distratta. Forse
sto solo aspettando quella che porterà via me. Salgo sul
tram e la gente mi guarda male. Alzo notevolmente il volume del
walkman anche se un bastardo cellulare crea interferenze, ma scende
alla prossima. Vecchi per tutto il tram. Coi loro acciacchi, i capelli
bianchi e la dentiera. Non voglio diventare così. Morirò
prima dei 30 anni. Dove sto andando? Me ne accorgo quando scendo.
Come un automa programmato sono arrivata sotto casa di Marco. Quando
non scarpinavo fino a Como. Appartamento sicuramente di qualche
vecchia zia. Sicuramente ora non c'è. Perché sono
qui?? Sicuramente nelle mie vene scorre del sadomachismo. Me ne
torno a casa. Vedo tutto sfocato. Un rompicoglione cerca inutili
approcci. Sfigato, tanto il tuo fumo non lo compro, fa schifo.
DATEMI UN SOGNO CHE HO SOLO ILLUSIONI.
I fumetti di Toffolo e Dylan Dog mi fanno compagnia. Finalmente
il seguito di Piera degli spiriti. Rockfm come colonna sonora, mentre
mi immergo nel mondo di Piera, Vic &Billi.
DESTROY. Pensieri omicidi nella mia mente. Pura follia. Girare
con un fucile e colpire la prima faccia che vedo e ricaricare e
sparare alla vecchietta che mi guardava inorridita e ricaricare
e uccidere il ragazzetto zarro. Le viscere colano sul piumino bianco
targato essenza . oh che peccato ti stai sporcando. E poi morire.
Esplodere in mille pezzi da rendermi irriconoscibile.
CIBO. Sono ingrassata. Non ho mai amato veramente il mio corpo.
Ora mi vedo cicciottella e mi faccio schifo. Bulimica e anoressica
psicologicamente. Mangio fino a scoppiare e poi fumo come una pazza
oppure non mangio niente per giorni. Il mio viso qualche anno fa
era così pulito, ora ho una faccia da tossica convinta. Devo
mettermi a posto. Pelle grassa. Sono uno schifo. Bleah.
Canto, tanto nessuno può sentirmi. Stupide paranoie galleggiano
nel mio cervello. Stupid girl che non sono altro. Hole. Ma la mia
mano muove decisa il mouse. Voglio one step closer. SHUT UP WHEN
I'M TALKING TO U!
Voglio sentire le tue mani su di me. Sono stufa di sognare. Ma ho
paura. Un'idea mi frulla nel cervello malato. Dopo quel messaggio.
Molto dolce tra le tue braccia. Sì molto dolce....molto troia.
Mi alzo di scatto e inizio ad urlare con il cantante dei linkin
park..SHUT UP!!!
'Sti gruppetti nu-metal tutti uguali.. però riescono a fare
quella canzone che ti rimane in testa. Corrodendoti quelle poche
cellule celebrali sane.
Il pesciolino rosso nuota in una striminzita boccia d'acqua. Mi
ha pena, ma fino ad un certo punto.
Ti voglio bene. e dire che all'inizio non ci credevo x niente,
era solo una storiella. Così giusto per. Ho paura. Paura
che un giorno tu ti svegli e decidi che è finita. Fobia incontrollabile
che risale dal mio stomaco, forse insidiata dalla lontananza. Ma
tra le tue braccia sto bene. troppo. Hai risvegliato la parte dolce
che sembrava morta in me. canto con courtney and if u live through
this with me i swear that i'll die 4u
BASTA! Mi sento una stupida.. ma mi sento happy..anche se in sottofondo
ci sono i casualities. Che stonano non poco col mio stato attuale.
Kiss and destroy
un bacio virtuale a chiunque sia disposto
ad ascoltare i miei sbalzi d'umore.
Mi sento così felice. Allegra. Mi basta la sua voce x farmi
star bene. a volte ho paura. Che cambi idea. Che se ne trovi un'altra.
Che con me abbia solo voglia di giocare. Ho paura che tutto possa
finire da un momento all'altro. Ho voglia di svegliarmi una mattina
e vedere il Pale al mio fianco. Il mio amore. Sto così bene
che mi sembra un sogno. Ho paura di un traumatico risveglio. Non
vedo l'ora di poterlo riabbracciare. Fottuta distanza! Mi sento
stupidosamente mielosa e sdolcinata. Ma non riesco a farne a meno.
A volte in questi stati d'animo mi assale una stupida paura che
cerco di ricacciare nel fondo del mio stomaco rovinato. Allora mi
rifugio nello sballo. Che sia alcool o fumo. Ma non sempre funziona.
Troppo spesso mi mando a male perché il mio amore non è
lì con me a coccolarmi.
Lacrime. Lacrime che ho versato sul suo abituale maglione azzurro.
Kurt Cobain urla disperato o incazzato. Esorcizza i propri demoni,
e io cerco di capirmi. Ma sono solo una piccola bimba stupida, che
tira e poi si pente. Non potevo nasconderglielo, non ce l'ho fatta.
Ho voluto dirglielo qualunque sarebbe stata la sua reazione. Poi
un peso sullo stomaco. Mi sono sentita una merda per tutto il resto
della serata. Ho schivato il suo sguardo che cercava di capire qualcosa
e i suoi baci. Ha preso il mio viso triste tra le mani e mi ha detto
"non mi importa quel che hai fatto. Ma ti prego stai attenta
ti voglio troppo bene" siamo usciti ma le lacrime non volevano
uscire. Bloccate dalla paranoia o dalla vergogna. Poi sono uscite.
lacrime sul suo maglione, sfogo. Poi quelle 5 lettere che non immaginavo
sarei mai riuscita a dirgli. TI AMO.
Meglio pensare poco e non scrivere troppo in stati d'animo del
genere. Sklero totale. Mi odio e odio tutti. Basta un nonnulla.
Vorrei poter abbracciare il mio amore per restare più tranquilla,
x evitare di pensare. Per evitare di pigliare a scarpate quel gran
bastardo prof di italiano. Zoppo di merda. finge di dare aiuto quando
sa farmi solo incazzare. Mi dice vai a farti un giro piangi e sfogati,
rompi qualcosa. Sì, la tua faccia piglierei a schiaffi. Vedere
il tuo sangue colare e quegli occhi vacui implorare pietà.
Almeno non fingere di aiutarmi. Tanto lo sai anche tu che è
tutto inutile. Stop tanto esce solo odio puro.
Ancora rincoglionita dalla birra e dalla canna non ragionavo molto
bene. ma meglio così. Non voglio tornare allo stadio di pura
apatia. Full immersion in droghe e alcool. Ho paura. Non mi piaccio
e beh questo ormai lo so. Ma vedere quella tipa mi sento ancor più
merda xhè vorrei essere come lei. Magra, alta, viso incazzato
col mondo intero, pelle di porcellana e sguardo fiero di chi non
si farà fottere né farsi mettere i piedi in testa.
Ti odio. Non è vero. Indifferenza per te. Ma se potessi
ti ucciderei. Ma mi limito ad immaginarlo. Non voglio ascoltarti.
Prof di merda. non vorrei essere bocciata ma in realtà non
me ne frega molto. Anzi x un cazzo. Vorrei poter volare via. Morire
ma poi penso al mio amore. Un tesoro di ragazzo. L'ho già
fatto stare troppo male finora e non voglio perderlo. So solo provare
indifferenza o frecciate d'odio. MA AMARE?
Hole liberate dalle casse del mio stereo per pura tranquillità.
Brividi e sonno. Noia e voglia di scrivere. Scrivere al mio amore.
Scrivere per me stessa. Tanto so già che butterò via
tutto.
Paranoia. Mi sento una piccola bimba. Che non sa nulla. Inesperta.
Tra le tue braccia. Sto troppo bene.
Soffocarti di baci. Potessi volare. Ti rapirei. Perché solo
mio devi essere. Sogno inconsistente. Ovattato. Baciarti tutto e
saperti scopare. Lontano da me. Vorrei dormire finchè non
accade qualcosa di decente.
Sei vicino a me dolce come non mai. Sincero. Le mie mani odorano
di te. Per fortuna. In questo modo il distacco sarà meno
duro. Mentre la metrò ti inghiotte via. Piccola creatura
della notte. Odio il sole. Starei confinata quaggiù per sempre.
Solo se tu sarai con me.
Sorridente sei arrivato nuovo amico mio. Adriano. In cerca di un
accendino. Speed nel tuo tesserino. Chiacchieri amichevole e regali
e della menta profumata. Menta e speed. Su di giri. È la
droga amico mio. Acconsenti con me. Non era molto buono. Gola secca
ti ha lasciato. Birra e dolci condivisi forse equamente. Forse no.
Incontro casuale. Spero di reincontrarti.
Voglia di una sigaretta. Voglia di cibo che riempia il mio vuoto.
Nulla ha senso. Stare male e non essere aiutati. It makes me sick.
Triste Courtney canta. Incollata ad una tastiera. Vorrei solo sognare.
La realtà non mi va. It makes me sick. In questo momento.
Stringimi forte e annullami. Dammi amore che non ho in me. Sdraiata
sul letto. Ascolto il tempo passare. Silenzioso. E lento. Erase
me.
Non so più nemmeno urlare. Chiudo gli occhi. Insane inside.
Non spaventarti. È solo un brutto sogno. Ti svegliarai prima
o poi. Forse.
Non ci credo. Mi hanno promosso. Non è giusto. Sono passata
io. Mentre la Sue e la Paola no. Voti identici. Con che faccia posso
entrare in quarta quando la Sue sarà in terza? Non riesco
ad essere felice. Anche se tutti mi dicono che dovrei. Ma non ce
la faccio. Nella mia mente Sue in lacrime che chiede perché
io sì e lei no. Lacrime di rabbia lungo le mie guance. il
mascara colato marca il loro passaggio. Fortuna che il Pale era
lì con me. Altrimenti sarei sklerata del tutto.
È mai possibile che quando va tutto bene devo complicarmi
la vita? È così strano essere felici che non ne sono
più abituata
Ascolto il Pale cantare x averlo qui vicino a me. La Nani è
ripartita. Era venuta qui a Milano x qualche mese, ora tornerà
giù x le vacanze estive. Con la sua scorta di paste e cartoni.
Strano risveglio. Con la voglia del Pale al mio fianco, ma quello
che abbracciavo era il cuscino. Ricordi di Marco. Odiavo svegliarmi
alla mattina e sapere che lui se ne era già andato, senza
salutarmi, perché tornava dalla sua donna, da quella gran
vacca della Sara.
In queste sere tutte uguali, sola a casa, il computer con i suoi
contatti virtuali è spento. Penso al mio amore lontano da
me, ma ke vorrei vicino a me. Nel mio letto.
Hole nello stereo. Al buio, l'unica luce è quella della sigaretta
accesa x noia. Vago seminuda x la casa buia, in cerca di qualcosa
che non so bene nemmeno io. Accendo la tv x un po' di compagnia.
Ma nulla che sia in grado di darmela davvero. Mi accendo un'altra
sigaretta e lancio la cicca dalla finestra.
Una Meno Un Quarto. Silenzio. Immacolato silenzio. Nulla si sente.
Nulla si muove. Guardo il soffitto in attesa.
Attesa che qualcosa compaia, attesa che il tempo scorra velocemente,
regalandomi un'alba multicolore piena di speranza.
Cerco di non pensare xkè è in queste notti che tutti
i miei dubbi prendono prepotentemente spazio nella mia mente. Vorrei
qualcosa, ma che cosa? Non lo so.
Vorrei che il sonno si impadronisse istantaneamente di me.
Vorrei poter volare e spiare vite fino ad allora a me completamente
sconosciute.
Vorrei che il telefono squillasse regalandomi chiacchiere senza
senso.
Ma il mio pensiero rimane fisso x il mio amore che le mie cazzate
fanno soffrire. Aggiungendo ai suoi problemi altre preoccupazioni.
Lo immagino guardarmi dritto negli occhi e dirmi "sono stufo.
Basta! Voglio finirla qui. Sparisci dalla mia vita"
Parole scagliate come colpi letali, mortali. Non riuscirei nemmeno
a trovare la forza x alzarmi dal letto. Ma non posso fare a meno
di non pensarci. Ascolto Courtney cantare e le note mi avvolgono
dolci. Chiudo gli occhi e non penso a nulla. solo colori che vagano
nella mia mente. Creando disegni irreali. Chiudo gli occhi e attendo
l'alba. Nuda sento il contatto della morbido delle lenzuola sulla
mia pelle. Alla ricerca di sogni ad occhi aperti lascio la mia mente
vagare. Ma l'unica cosa che vedo è il buio intorno a me e
flash del video di celebrity skin.
Ascolto dying sdraiata sul letto con le braccia incrociate sul
petto. così triste così dolce. Nella mia mente immagini
di ieri pomeriggio. Bagnati fradici come due pulcini, sotto l'acquazzone
interminabile. Sulla metrò sono sola. Maledico il walkman
scarico e starnutisco. Un vecchio cerca invano di guardare oltre
la mia gonna toccandosi. Con lo sguardo perso. Pancetta e peli che
spuntano un po' ovunque. Stempiature un po' ovunque. Bleah. Per
fortuna che alla prossima scendo. Accendo l'ennesima sigaretta e
ballo la favolosa northern star con addosso la maglietta dei sex
pistols. God save the queen. Del mio tito. It's cold in here and
no one left and i wait for you. Mi lascio trasportare dalle note
e dalla voce un po' malinconica di Courtney. And i wait staring
at the northen star..
Rimando indietro e la canto con gli occhi chiusi.
Sbadiglio. Mi sento un bradipo. Non ho voglia di far nulla. Ascolto
musica casuale scelta dalla radio. Mi guardo in giro in cerca delle
mie pall mall blu e sbadiglio.
Osservo il cielo. Il tempo indefinito lo odio. Né caldo né
freddo. Né carne né pesce. Né bianco né
nero. Sempre insicuro come me.
Piove. Grosse gocce cadono dal cielo. Vorrei sentirle su di me
mentre dallo stereo esce come as you are dei nirvana. In giornate
apatiche come queste, quando la noia raggiunge livelli massimi ho
bisogno di qualcosa che mi dia una sveglia. Osservo le gocce cadere
e ascolto il loro rumore. Ma le urla di kurt cobain si sovrappongono
.
Black hole sun. Ripenso al video visto l'altra notte. Notte colma
d'insonnia. Mi lascio coccolare, come se ci fosse qui il mio tito
a giocarmi.
Ma il temporale volubile è già terminato. nessun rumore
dall'esterno, non un grido di un bambino non il rumore di un clacson.
Nulla di tutto ciò. È come se fossi sveglia ad aspettare
l'alba. La stessa sensazione e le stessa aria rilassata e sognante.
Northern star colonna ideale per questi momenti. Per questi silenzi.
Osservo il cielo dal balcone. A testa in su. Sfumature e silenzi.
Regalo inatteso oggi. Lovers è tra le mie mani. Da sfiorare
con delicatezza le pagine, come una reliquia preziosa. Mentre courtney
canta entro nella vita di Virginia e Elena. Tutto in religioso silenzio.
Ripenso a ciò che è successo genova. Un ragazzo morto.
Hanno detto che era un punkabbestia, un anarchico, di tutto hanno
detto. Ma l'unica cosa che deve importare che è morto. Una
vita spezzata ad una manifestazione. Ucciso da un ragazzo più
giovane di lui. Un carabiniere. Il ragazzo stava x lanciare un estintore
contro la camionetta assaltata. E per difesa, x paura il carabiniere
ha sparato. In pieno volto. Ma ciò che fa più incazzare
è ke la camionetta ha investito il corpo già a terra
in una pozza di sangue. Perché? Nn posso condannare il giovane
poliziotto, a 20 anni uno non dovrebbe trovarsi in situazioni del
genere, a 20 anni uno è sotto naja, che ci fa a gestire situazioni
che si sapeva sarebbero degenerate? Non doveva esserci e probabilmente
ciò non sarebbe accaduto. Molti feriti, troppi. Manifestanti
pacifici attaccati da cariche dopo che black block, idioti affamati
di violenza, provocavano cariche infiltrandosi nei cortei.
Black block. Non chiamateli anarchici, sono solo idioti violenti.
Coglioni che vogliono solo risse.
Il sole è alto, caldo allucinante. L'immagine del mio tito
che dorme al mio fianco. Così dolce mentre dorme. Starei
a guardarlo x ore. apre gli occhi e sbadiglia. Poco sonno ma speciale
xkè ero tra le sue braccia.
Ma ora è già lontano da me, probabilmente a casa,
la metrò l'ha inghiottito e allontanato da me.
A casa. silenzio. Preparo tutto ciò che mi può servire
accanto a me. La foto del mio amore da bimbo, sigarette, portacenere,
tè freddo. Indecisa sulla colonna sonora. Alla fine scelgo
il cd di Alanis Morisette.
Camminavo oggi come se tutto rappresentasse x me una novità.
Come se fossi nata da pochi istanti. Ogni piccolo dettaglio insignificante
cattura la mia attenzione. Alzo la testa e osservo il sole. Le piante.
La terra sotto le mie scarpe. Cerco di afferrare l'aria con le mani.
Sento il venticello estivo contro di me. Noto le xsone intorno a
me con una luce diversa.
Penso alla notte con il mio amore.
Avrei voluto una macchina fotografica x fermare l'attimo in cui
i miei occhi hanno visto il suo viso addormentato. Avrei voluto
stringerlo a me e non lasciarlo più andare via. Con Alanis
in sottofondo ripenso alle sue mani su di me. Così dolci,
così sicure.
Sabato scorso il loro primo concerto. Dna live. Non certo fantastico.
Batterista che picchia come un robot eliminando rullate. Il mio
Pale incazzato x la mal riuscita del concerto. Ma non ha nulla da
rimproverarsi. Ha cantato come sa fare. Non poteva fare certi miracoli.
La sua parte l'ha fatta più che bene. ci sarà un'altra
volta.
Dedica inaspettata. Rossa in viso nascosta dietro l'amica forse
un po' invidiosa.
"questa è la nostra unica canzone d'amore che volevo
dedicare alla persona che amo"
L'importante è suscitare una reazione. Positiva o negativa.
Ma suscitarla è l'importante. Lasciare indifferenti è
la peggior cosa.
Fa caldo.
Head over feet. Numero 8
Ho dimenticato le parole ma ho voglia di cantare.
Torno indietro a you oughta know. Vorrei cantarla in piedi sul bordo
del balcone. E urlare a squarciagola. E cadere per provare a volare.
Pagine di sogni inconsistenti bruciano davanti ai miei occhi. O
almeno lo vorrei.
Non so cos'è reale e cosa no. Tutto è una piacevole
illusione. Ripetitiva. Fino alla nausea. Tool live dal mio stereo.
Fa caldo. Troppo caldo. Vestiti leggeri che si appiccicano a magri
corpi sudati. Magri corpi sudati che si intrecciano tra loro per
diventare una cosa sola.
Anime sognanti che si raccontano sogni, che ricordano il passato
Fumo l'ennesima gauloises rossa. Con questo caldo asfissiante il
sonno mi ha abbandonato e con lui i miei sogni dimenticati.
Aspiro lentamente x crearmi sogni ad occhi aperti. Perché
si vive di sogni, ma si muore nei sogni.
Disegno una spirale con la cenere. Immagino il mio cervello all'interno
della scatola cranica. Pieno di ragnatele. Non ricordo l'ultima
volta che l'ho usato davvero.
Tra poco alzerò la testa x osservare il soffitto, al buio
vorrei accendere mille candele per sentirmi come nell'unplugged
dei nirvana.
Kurt vicino a me che canta pennyroyal tea. E nient'altro. Non una
luce. Silenzio. Sarò sola domani quando il sole sarà
già alto. Ma non per molto. Poi il mio amore comparirà
quasi magicamente x farmi ascoltare il suo respiro. Riconoscere
il suo odore tra mille. Tra la moltitudine di persone che esce dal
metrò ad occhi chiusi l'aspetterò .
Ho finito le sigarette. Scazzata già all'alba vorrei tagliare
le mie giornate a mio piacimento. Nine inch nails.
Sesto FS.
Tre e mezza. Aspetto il mio amore. Odore di panini plastificati
del mc donalds riempie l'aria.
Tre e trentacinque. Punkettone con 20 centimetri di cresta vi avvia
verso la metrò con lo occhi fattoni catturando il mio sguardo.
Tre e trentotto. Aspetto. Pall mall blu aspirata nervosamente. bimbi
cinesi mangiano hamburger plastificati.
Tre e quaranta. Osservo anonime fighette che timbrano biglietti
sculettando e facendo occhi dolci al controllore.
Tre e quarantacinque. Penso al mio amore che fino a qualche ora
fa era ancora nel mio letto.
Il tempo non scorre. Paranoie sciocche ma onnipresenti nel mio cervello.
Parole che si vergogneranno ad uscire. Sentimenti che non verranno
mai espressi per paura di essere banale.
Ecco Michele con la cresta barbona con una punkettina 15enne mai
vista prima. Michele con il suo tipico sguardo fattone: non so quando
tre trip e ci è rimasto sotto. Racconta la sua esperienza
genovese e il fermo per vagabondaggio.
Quattro. Il mio amore è arrivato . le mie solite paranoie
abbandonano per un istante il mio cervello e gli butto le braccia
al collo. Ritardo per via del pullman, nulla di grave. Saluto Michele
che con la punkettina si avvia verso Milano per il suo solito cazzeggio.
Potevo essere anch'io così. Ma ora ho il mio amore, il Pale
e nient'altro importa.
Sono le due. Sola. Al freddo estivo con la luna che splende nel
buio. Silenzio. Il mio amore lontano, qualche chilometro ci separa
e non basta una linea telefonica. O meglio sentire la sua voce fa
risollevare il mio morale, ma una volta caduta la linea il fastidioso
tu-tu mi riporta alla realtà e alla nostra ancora x poco
lontananza. Perché lunedì sarò di nuovo tra
le sue braccia. Non importa dove dormirò, né cosa
farò, mi basta averlo vicino , potergli dare la buonanotte
mentre è al mio fianco, odio farlo x telefono.
Voglio baciarti tutto, voglio dormirti accanto, voglio poterti
stringere x controllare che esisti e non sei solo un mio sogno.
Sono stufa di sentire solo la tua voce e immaginare l'odore della
tua pelle.
Lasciarti graffi sulla schiena e appoggiarmici poi sopra. Buonanotte
amore.
Kisses n' sweet dreams.
Potere di internet. Conoscere persone che mai pensavi possibile
incontrare e basta un click x farle diventare reali. Una birra insieme
e non sono più solo lettere su un monitor.
Sto così bene sola in casa, senza la presenza stressante
di un piccolo fratello truzzo e di mia madre. Mio padre è
morto più di un anno fa ma non mi importa. Il suo ricordo
dimenticato dalla mia mente. Non l'ho mai sentito molto vicino e
la mancanza non si sente. Egoisticamente dico che ora sto meglio.
cerco nella mia mente ricordi di famigliola felice ma non ne trovo,
forse li ho dimenticati, forse la mia mente non li ha mai memorizzati,
forse non ci sono stati e se c'erano non erano poi così degni
di nota.
Non ho mai sentito il bisogno di avere una famiglia. Mi sentivo
un cane sciolto, randagio. Ma ora ho bisogno di una sola persona.
Del mio amore. A essergli lontana mi sento mancare, è l'unica
persona a cui tenga davvero. Solo con lui vorrei condividere ogni
ora della mia giornata. Ripenso alle giornate passate interamente
insieme. Lui e io. 24 ore su 24. Vorrei fosse sempre così.
Ma non è possibile . almeno per ora.
Non so perché ma gli occhi mi si riempiono di lacrime ascoltando
Beautiful Son. Lacrime che per un pelo non escono.
Vorrei essere Courtney Love, con una sottoveste e gli anfibi, imbracciare
una chitarra e urlare su un palco. Con il mascara colato lungo le
guance.
Ascoltando i rancid strani pensieri nella mia testa. Come poche
altre volte, penso al mio futuro. Mi immagino a vivere col mio amore.
Ritornare dal lavoro e assaporare l'odore della felicità.
Un tesoro di bimba da coccolare. Fantasie di famigliola felice di
cui un po' mi vergogno. Soprattutto quando prima mi immaginavo morta
in un angolo della strada sola senza nessuno che piangesse per me.
Il mio lato nichilista non ancora del tutto abbandonato. Ho paura
a lasciarmelo alle spalle. Non ci riesco. Ho paura che ad archiviarlo
non saprei più cosa diventerei. O forse è solo una
strana idea sciocca che la mia mente vuole considerare realtà.
Mentre alla radio passa king for a day dei faith no more cerco
di rintracciare nella mia mente ricordi del passato. Ma non ci riesco.
Non ricordo passeggiate felici, giochi con mamma o papà nel
salotto. Un pomeriggio al parco.
Sento dal cuore una stretta di nostalgia, un po' come quando al
parco vedo bambini felici o quando il mio amore mi racconta del
suo passato. E io non ricordo. A dir la verità non me ne
frega un cazzo. Anche se in alcuni momenti sento intorno a me la
fitta della nostalgia e dell'invidia che mi si stringe attorno.
Ma tutto passa, è solo una sensazione temporanea, nulla più.
Accendo l'ultima sigaretta e l'aspiro lentamente, quasi a gustarmela.
Sono senza soldi, tanto x cambiare. Dovrò scroccare un po'
quando uscirò.
Pensavo ai miei compleanni che non ho mai voluto festeggiare. E
quando l'ho fatto lo facevo con noia e indifferenza. Non ne capivo
il senso e ancora non lo capisco tuttora. Li ho sempre odiati i
compleanni. Alla fine finivo quasi sempre in lacrime ad odiare quel
giorno, sperando che finisse in fretta.
Alla radio passano una canzone oscena, perciò apro napster.
Spengo la sigaretta e faccio partire the girl who killed me.
Non faccio altro che ascoltarla. Solo questa. La mia voce si sovrappone
a quella di Stè .
Riparte da capo. Chiudo gli occhi. Immagino colori intrecciarsi.
I giri di basso blu, la chitarra sottili linee verdi, la voce multicolore,
viola, rossa, e tutte le sfumature possibili. I colpi sulla batteria
piccole bolle di sapone azzurre.
You said-you loved me
C'mon darling-trust in me
You said I change your life
You said I'll be by your side
But once the weather changed
My freedom became chains ..
La ascolto ossessivamente, senza un preciso perché. Nonostante
alla radio ci sia spit it out degli slipknot. Non mi sono ancora
del tutto perdonata di non essere riuscita ad andare al loro concerto.
Palavobis con amen, static x e qualcun altro. Poter vedere Corey
su un palco ad urlare con tutta la rabbia possibile. Vedere i suoi
dread scuotersi contro la maschera.
Fucking words-pathetic verses
For a lost soul wasted by you
But now the things are changed
The sun has been cover'd by clouds
Alone in this cold desert
Looking for the flower of death
Assolo di chitarra. Linee verdi invadono la stanza.
It's the first time I feel so
Somebody please listen to me
My feelings-my reject
For the girl who killed me
Now your words are scars on my face
Why did you treat me this way
You said I'll be by your side
And then you killed me
Poi riparte il ritornello. Speriamo che riprendano a suonare i
toga party, l'ultima volta al rolling stone me li sono persa. Ero
al bulk mi pare. Una serata del cazzo con gruppi abbastanza scrausi.
E poi voglio il loro demo.
Il fiore della morte.
Chiudo le persiane. Sono al buio più totale. E la canzone
riparte.
Ho bisogno di mangiare. Per non piangere. Crackers, gelato, merendine.
Più cioccolato c'è meglio è. Ma non serve.
Le lacrime scorrono comunque. Non riesco a trovare la colonna sonora
adatta per questi momenti che non riesco bene a definire. Non è
tristezza, né rabbia. Non so cosa mettere e mi devo accontentare
dei tool misti agli skunk anansie. Tutto xkè l'ho duplicata
da cani e la suadente voce di maynard viene interrotta da ciò
ke il nastro conteneva prima: Gli skunk anansie. Uno skifo insomma.
Colonna sonora non trovata, ma sklero passato. La scuola, ma che
ci torno a fare? Tanto sono una chiavica. Ma qualcosa devo pur fare.
Ma la mia voglia, il mio impegno son proprio sotto terra.
Ultima sigaretta fregata al mio amore. La luna portatrice di sogni
e paure non c'è. Peccato. M infilo sotto le coperte sperando
che domani sia un giorno migliore.
-Antichrist superstar. -
in adorazione pensando al video di nobodies che vedevo incantata
in metrò ieri.
Cantare con marilyn e aspettare di nuovo un suo concerto. Ma stavolta
non ci sarà la droga a farmi spendere tutti i soldi. Seleziono
the beautiful people e canto come in trance. Buio totale nonostante
il sole sia già alto. And i don't want you and i don't need
you.
Lacrime di bimba x il solo fatto di averlo sentito al telefono.
Da una cabina mi ha chiamato. Litigata coi suoi, avrei voluto essere
lì con lui. Amore mio. Cercare di mascherare le lacrime perché
non se ne accorgesse. Mi sarei vergognata a dirgli che le lacrime
uscivano senza controllo. avrei voluto non uscire con la punkettina
domani x non lasciarlo solo. Ma come al solito la mia mente ragiona
in ritardo. Lascio che la voce di Stè mi rilassi con le parole
amare di the girl who killed me. Penso al mio amore che tra qualche
ora chiamerò x augurargli una notte senza incubi e con sonno
tranquillo anche se non gli sono accanto sotto le lenzuola.
Notte vagabonda. Qualche birra, sigarette e il mio amore. Vagando
x una Milano deserta. In baravalle tra risse tra marocchini, zanzare
e motorini che vanno kissà dove. Ma l'importante è
la presenza del mio amore Storie passate da raccontare, risate abbracci
e baci caldi.
7 e mezza del mattino alla ricerca di un bar per un cappuccino o
qualsiasi altra cosa. ovviamente non trovato. Ma ecco una panchina
che appare comoda. Il mio amore che dorme sulle mie gambe col viso
angelico. Mentre nippo sono già in coda davanti a qualche
museo.
Pagine del passato bruciano davanti ai miei occhi. Sorriso sul
mio volto. Ora fumo una sigaretta davanti alla cenere di ciò
che c'era. Diario di bimba sciocca delle medie non c'è più.
Pensieri maligni e malinconici sono solo un ricordo. Che presto
verrà dimenticato.
Il passato opprimente con la sua tristezza va archiviato e che il
futuro possa prendere piede.
Penso al futuro. Voglio una bambina che sia felice. Che non debba
inventarsi momenti felici. Incenso all'oppio invade la stanza insieme
a un tiepido raggio di sole. Perché l'odore di ricordi bruciati
presto voli via.
Apro gli occhi e davanti a me le immagini del concerto dei muse
a bologna . sento l'attesa snervante nell'aria. Passa almeno mezzora
e di matt e gli altri nemmeno l'ombra. Le persone si accalcano e
iniziano a fischiare e a urlare, ma io nulla. Non ci riesco . sto
semplicemente aspettando tre ragazzi che con la loro musica mi fanno
sognare. Non posso fischiarli, non posso urlargli, posso solo aspettare.
Salgono sul palco, finalmente, e sembra un sogno. Sono incantata
e non ho nemmeno la forza di urlare o saltare. Quando Matthew attacca
coi suoi incredibili acuti e assoli mi vengono le lacrime agli occhi.
Non parla molto. È la musica a comunicare. New born, Muscle
museum, sunburn, untitled, Plug in baby, Feeling good e altre si
susseguono incalzanti mentre i miei occhi increduli sono sul punto
di piangere per la gioia, per le troppe emozioni che sto provando.
Idioti che cadono cercando di fare stage o pogando. Forse non hanno
ben capito che il concerto delle pornoriviste è la tendone
alle 11. Non riesco quasi a saltare, sono incantata non applaudo
nemmeno, mi sembra quasi di interrompere qualcosa di sacro.
È durato un'ora e mezza, mi ci vuole un po' per tornare alla
realtà, mentre la gente si allontana sento ancora la musica
dentro di me. Bacio il mio amore x ringraziarlo di esistere e di
essere qui con me in questo momento e aver visto questo concerto
incredibile con me.
Quando torno in me vaghiamo un po' per la festa dell'unità
collando x un pacchetto di sigarette e parlando ancora del concerto,
di questi due giorni bolognesi tre freddo, panini e giri per i vari
stand.
Li aveva già visti all'alcatraz il mio tito, e mi assicura
che sono in grado di fare un concerto ben migliore di questo. Gli
acuti si susseguono uno dietro l'altro e non li interrompe così
per dar più spazio alla chitarra. A penso che sia normale,
dipende anche dal posto e dal pubblico.
Fa sempre più freddo, pensiamo alla domenica mattina col
freddo che entrava nelle ossa nonostante coperte e sacco a pelo.
Decidiamo di vagare per bologna verso la stazione, tanto il treno
è alle 5, sono solo le 3. Ci orientiamo con vaghi ricordi
e fermate dell'autobus. Arriviamo per neanche le 4 in stazione e
davanti a noi ragazzi accasciati nell'atrio, sicuramente più
caldo del prato dell'arena parco nord. Scendiamo nel sottopassaggio
dove troviamo odore di ganja e altri ragazzi accampati, questa volta
più attrezzati con cibo e coperte. Ci addormentiamo anche
noi, tanto il treno è alle 5.
Shandon da giorni ormai . aspetto con un bimba la sua telefonata.
Spero solo arrivi in fretta perché ne ho bisogno. SCAZZO.
Pnx. Vorrei dormire e svegliarmi per occasioni degne di nota. Per
vivere solo quando sono con il mio amore.
Sono proprio sclerata. Chiudo gli occhi. Guardo il soffitto bianco
e il fumo della sigaretta che sale
Ma sono ancora qui.. sopportare stato mentale
Umore volubile. Su e giù come in altalena. Odio e amo la
luce. Odio me stessa e il mio carattere.
Riparandomi dal sole, Soffocando ciò che è facile
Ho perso il senso del tempo. Domani è già sabato.
Come sempre ascolto Courtney cantare. Non riesco a farne a meno.
They say i'm plump but i throw up all the time..
Aspetto che sia qui. Per respirare il profumo della sua pelle. Per
entrare nel mio sogno perfetto. Come un automa percorro strade ad
occhi chiusi. Gesti automatici, sguardi vuoti. Non riesco a staccarmi
dal mondo che odio. Aprire le ali e volare. Per essere davvero libera.
Per essere da te ogni notte e fotografare istantanee del tuo viso
immerso nel sonno più beato.
Troppe sigarette accese. troppa noia. Vago indecisa x la casa.
Troppo difficile essere felice. Finirei per complicarmi da sola.
È un'abitudine essere tristi.
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