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Flower


chris*

sento il mio respiro
rincorrermi
non vedo se non la fine
di questo incontro

il mio silenzio
contro i tuoi specchi
rimbalza cantando
stridulo e terribile.
mi accorgo
di essere sola.

il tuo sguardo,
e subito mi pento
di essere così lontana.
la tua voce,
e mi perdo nel buio.
i tuoi occhi
mi attraggono inesorabili.
tu vuoi la mia morte,
aspettami.

perdo qualsiasi ora
a pensare
alla mia ispirazione.
vaga cercando la via.
non mi trova
e soccombe.
sogno e muoio
senza un vuoto pensiero
a cullare la mia fine.

disastro,
qualcosa cadendo
ha distrutto,
finito,
esploso,
il mio peso.
senza più risposte
bevo
per vederti
nel mio specchio.

 


il suono

Il mio lato
eppur silenzioso,
di stanza conforme
rumore assordante
nel nulla si perde,
e sfuma nel vuoto
pensiero.
Accostato, il suono
si espande:
rottura di vetri,
virgulto di trepide ore
passate.




sentore

Frammento
anfratto di memoria
sublime si espande.
Senso di anima vagante nel nero
buco del mondo
del vuoto impalpabile,
osceno.
Cammino cieca
e conosco
ogni sentiero del buio.




avvolto

Avvolto nell'ombra,
cammina stanco
e deciso
verso un più deserto
e limitato e vitreo
luogo malsano,
senza percorso.
Baluginante luce
di lampo improvviso,
e l'umida goccia di pioggia
sulla mia mano,
e l'umida goccia di me
sull'asfalto.




estate

La luce del sole
diffonde
lugubre ombre
di piante nascoste.
Segreto e oscuro,
senza nessun pianto,
pesiero senza ombra
sembra morto.
Fatico a comprendere
e nell'aria assolta,
un lieve e dolce canto
che giunge,
lontano conforto di madre.

 


I'D NEVERBORN....OH, WISH I COULD NEVER BORN....




sei contento?
mi hai fatto male
ancora
e adesso pensa a cosa ti sei guadagnato
rubando la mia collera nera
qual è il problema?
marcirei con i miei vermi
se non fosse così ammissibile.
forse non mi vuoi conoscere
perchè non cerchi di capirmi
o di seguirmi o di buttarmi giù
se tu avessi una rampa di scale a disposizione.




sono prigioniera
sulla pelle sento
che ho delle catene intorno.

sento che sono bloccata
quando mi muovo, cammino
vedo dell'altra gente.

mi sento pesante
mi sento che non potrei
fare niente con me stessa

sono prigioniera
del mio senso di colpa
che in realtà non esiste

sono prigioniera
di un'illusione
che mi tiene rinchiusa




è solo una sensazione
ma è la mia vita
sono magra e debole
contrapposta all'intero essere umano
mi sento un'entità scarna
e quasi dannatamente sacra
e irraggiungibile
se chiudo gli occhi vedo un mondo
di cespugli
vedo la ghiaia di un'aia
di tanto tempo fa
come era il mio giardino
quando era viva mia nonna
vedo il tempo che corre...
è tutto nero e senza occhi.

vedo un volto conosciuto
diversi volti muti
che parlano con il loro muoversi
aleggiano,
come fantasmi.
ne ho visto uno.
il suo ricordo è nella mia mente
sa un po' di nostalgia
perchè l'attimo è mortale.
ma quell'attimo è morto solo adesso.
ha scelto.
hai scelto.
io non ho scelto
ho lasciato che la scelta scegliesse me.
da passiva ho vinto la mia redenzione
e ho perso.

ho una virtù
della dolcezza gentile
che dispenso a chi ne vuole
o a chi guarda gli occhi della mia anima
rintanata
le parla e la fa uscire.
e poi la rimette nel suo angolo.
e le dice "prendi la tua vita e vivila"
quello che non fa il cervello lo fa l'amore
o al limite lo fa il dolore.

due possibilità
io ero il dolore irreale
e la gioia senza tempo.
la realtà è materialista
e ti fa sentire ebbro.
anch'io mi ubriaco di realtà
solo per credere di sentirmi via
hai l'ebbrezza
il calore del reale,
e l'hai preso.
io ero il dolore irreale
e la gioia senza tempo
e hai scelto
l'ebbra realtà
che mi fa credere di sentirmi viva.
la realtà ci ha diviso.
e noi amiamo la realtà
come ci rifiutiamo
l'un l'altro,
amiamo la realtà che ci ha diviso
indulgente,
per non farci più soffrire.
a volte quando si vince si perde.




ho il vuoto freddo
mi sento insolita
apatica
non darla mai vinta alla paura
ma tu non ci sei
e non sono sola
ma vorrei esserlo
così come mi sento a pelle
è appena successo e piango
il gelido vento mi conforta...
se solo potessi sentirlo




ho sentito un gemito
dentro di me
lo sapevo già
ma non volevo crederci
vivo sempre al limite
della mia astrattezza
come se le cose che non vedi non siano reali
non pensavo
quando è caduto tutto
come tanti cristalli infranti
il rumore sordo del nulla
niente più respiro
niente più vista
niente più vita e nemmeno morte
al limite dell'esistente
senza sogni da interrompere
il deserto surreale della mia sconfitta
della mia delusione
del mio essere fraintesa
del mio errore fatale
paralisi.




sono io lo stesso errore
il mio odo di esistere
è costato caro amare
la diversità che pesa
si resta soli a essere profondi
o a essere stupidi
o a perseverare nell'errore
nessuna catastrofe è successa
è solo caduta la mia anima vitrea
ora ho solo cocci
chi può amare un coccio?
una volta lo facevi
ma piangevo per me stessa
e continuo a piangere per te
perchè non posso darti nulla
del bello che ho dentro.


hai rubato i miei fiori
sei libero di bruciarli
ora
non si torna indietro
non osare riportarli
hai profanato la sua sacralità
ti sei permesso di umiliarla
senza averne il diritto

chi te l'ha insegnato?
chi te l'ha insegnato?
hai il potere di umiliare
chi te l'ha insegnato?
sono irritante e decadente
e non ne ho il diritto

i miei fiori me l'hanno detto
l'ho percepito
ti sei permesso di passarle sopra
l'hai lasciata sola
ora
non si torna indietro
adesso non puoi
libero con il tuo vandalismo

hai profanato la sua tomba
hai profanato la mia tomba

e non ne ho il diritto


Me ne sono andato sul serio?
Io vivo nel Nirvana, non ho più paura.
la speranza è morta ma

io non ho paura

sono morto da solo
con le lacrime agli occhi
e un ghigno sulle labbra.

ma quello
nessuno
l'ha visto e no lo vedrà

mai.


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