KDCOBAIN.IT - il sito comunità sui nirvana e la musica alternativa  
 
Nirvana HOMEPAGE
BIOGRAFIA
CURIOSITA'
FOTO
DISCOGRAFIA
TESTI
MIDI
INEDITI
VIDEO
INTERVISTE
TABLATURE
MORTE DI KURT
INVESTIGAZIONI
SCREENSAVER
cristina donà dona intervista

[intervista] Cristina Donà




1. Sono passati otto anni dal tuo debutto e siamo arrivati a quota tre album. Cosa è cambiato in te come artista dopo l'uscita di ogni tuo disco?
Credo di aver una coscienza musicale più ampia e di aver imparato a gestire il palco in modo più spontaneo. Mi piace osservare gli altri artisti, quando ne ho l'opportunità, per capire quali sono gli aspetti che mi mancano da sviluppare. Comunque mi considero solo agli inizi, nonostante non sia più giovincella.

2. Come è nata l'idea di pubblicare il tuo ultimo disco "Dove sei tu" in versione inglese?
Credo che ogni artista desideri far conoscere la propria opera a più gente possibile. Quando si parla di distribuzione europea o addirittura mondiale, come è successo a me, c'è bisogno di una lingua comune. L'inglese è senz'altro quella che funziona di più nel caso si parli di tipologia musicale come la mia. L'unica strada per mantenere la propria lingua intatta è la musica etnica (vedi il caso Fiamma Fumana o nella tradizione più pop Pausini, Ramazzotti e Bocelli. I primi due hanno comunque dovuto cantare in altre lingue) altrimenti è pressoché impossibile esportare "casa nostra". L'incontro con Davey Ray Moor è stato fondamentale in quanto, essendo lui di madre lingua inglese e contemporaneamente compositore validissimo di canzoni, ha potuto far si che il mio sogno si realizzasse adattando i testi, tradotti dall'italiano all'inglese da mio marito Davide, alla struttura della canzone.

3. Come è stato lavorare con Davey Ray Moor? Come lo hai conosciuto?
L'ho conosciuto nel periodo in cui i Cousteau erano in Italia per promuovere il loro primo album. Davide (sempre il mio splendido marito) ha dato loro una mano perché potessero lavorare con la Nun di Stefano Senardi- Davey è una delle persone più straordinarie che ho conosciuto in vita mia. Cerca sempre di rendere l'atmosfera piacevole e serena così da poter lavorare con il massimo della resa. E' un grande professionista con una sensibilità musicale e umana a volte disarmante.

4. Qual è stata l'esperienza più singolare che ti ha ispirato una canzone e quale canzone ti ha ispirato?

Nel 1997 sono stata invitata in Sardegna per un concerto e nel pomeriggio, prima di andare a fare il sound-check ci siamo recati all'albergo dove avremmo dovuto alloggiare. Non era un albergo ma un luogo di spacciatori e prostitute con le camere sudice e altri particolari che ti evito. Mi ha ispirato la prima parte di "Volevo essere altrove", un brano delirante, dove suona anche Morgan, e che si trova nel secondo album, Nido. Sempre in quell'album ho voluto raccontare l'esperienza di un'amica che ha scelto lo stile alimentare macrobiotico per un periodo. Si chiama "Cibo estremo" e credo sia il brano più stravagante che ho realizzato.

5. So che hai scritto un libro intitolato "Appena sotto le nuvole" ce ne vuoi parlare?
E' una raccolta di scritti, appunti presi giorno per giorno, che in genere diventano una buona base da cui attingere per i testi delle canzoni. Nel 2000 sono stata contattata da Michele Monina (scrittore-giornalista che si è fatto conoscere anche grazie al libro su Vasco Rossi) il quale mi ha proposto di realizzare un libro. La prima reazione è stata un"no"secco, poi, quando ho capito che potevo gestirmi tutto come volevo, abbiamo cominciato a parlarne. Non è solo un diario, è un autoritratto ad ampio raggio dove si possono trovare disegni e foto che avevo archiviato. Mi piacerebbe realizzarne presto un'altro, magari più articolato e con una parte biografica che si intervalla a disegni e alle foto. Chissà?!

6. Ho visto recentemente il tuo concerto a Bologna, nella cornice suggestiva del chiostro di S. Cristina e mi ha colpito molto il tuo rapporto giocoso con il pubblico. Come vivi la dimensione live?

L'ho sempre considerata il momento migliore dove mostrare ciò che sono artisticamente: è probabile che questo sia evidente visto che la gente mi chiede sempre quando uscirà un disco dal vivo. Ho iniziato esibendomi nei pub della zona in cui abito e in quella dimensione ho sviluppato le mie capacità musicali. Rimane senza dubbio la parte del mio lavoro dove mi sento più a mio agio. Devo assolutamente capire come trasportare questa dimensione nei dischi…forse basta davvero registrare live la prossima volta.

7. In Ottobre partirai per il Lussemburgo e la Germania, ci sei già stata? Come ha reagito il pubblico estero all'uscita del tuo disco?
Ho suonato diverse volte in Germania e l'esperienza è stata buona. Il pubblico tedesco è mediamente rumoroso, ma dipende sempre dal luogo in cui suoni. Ci sono locali dove la gente viene educata a seguire il concerto (chiunque sia l'artista ad esibirsi) e altri dove il pubblico viene invogliato a consumare alcolici e basta. Diciamo che è bello comunque confrontarsi con realtà diverse da quella italiana. In me queste esperienze hanno sviluppato nuove strategie per intrattenere l'audience. Un po' come ricominciare da capo ma con un po' di coscienza in più rispetto agli esordi. In Lussemburgo invece ho suonato solo una volta. Ho un buon ricordo anche se il contesto era un po' strano. Concerto di pomeriggio ad una festa di paese dedicata all'Europa. Sin qui tutto bene, anzi benissimo….solo che era una festa quasi prevalentemente per bambini. Nonostante tutto devo dire che quando conquisto mamme e piccole creature mi sento davvero speciale. Mica è facile. Soprattutto se non ti hanno mai vista ne sentita prima.
Per quanto riguarda la reazione del pubblico all'uscita del disco direi che è stata buona anche se stiamo iniziando solo ora a vedere i primi frutti: è un processo lungo. Quelli che lo hanno ascoltato lo hanno trovato bello. La mia più grande soddisfazione è stata ricevere 4 stelle sulla recensione di uno dei giornali musicali più famosi al mondo: MOJO.

8. Ci dai qualche anticipazione per il futuro? Hai già idee per un nuovo disco?
Ho una gran voglia di metterci tanta musica, un po' come facevano i grandi gruppi degli anni settanta. Il resto è top secret! Sorry.



- Recensione di 'Cristina Donà (English Version)' (2004)
- Recensione di 'Triathlon' (2005)
- Sito Ufficiale Cristina Donà
- Sito Ufficiale Mescal

ilaria, 17/08/05


Indice delle news | Indice delle recensioni | Indice delle interviste

RECENSIONI Musica
INTERVISTE
NEWS
EMERGENTI

CHAT Community
FORUM
ANNUNCI
PENSIERI
COMUNITA'
CREAZIONI
LINKS
NEWSLETTER
CONTATTI
  KDCOBAIN.IT - Vietata la riproduzione dei contenuti senza il consenso della webmaster [online dal 16 dicembre 2000]