la menade intervista
[intervista] La Menade

Risponde Tatiana (voce e chitarra)
1. Innanzitutto partiamo dal vostro nome, ovviamente di origine
greca. Come è nata l'idea di chiamarvi così?
La scelta del nome nasce dall'esigenza di trovare un simbolo che
rappresentasse bene sia le nostre origini culturali che il nostro
modo di vivere la vita e la musica. Infatti, le Menadi erano figure
a metà strada tra la mitologia e la realtà, più
precisamente erano sacerdotesse del dio Dioniso (Bacco a Roma) note
per i riti particolarmente trasgressivi e irruenti in cui sacrificavano
al dio uomini ed animali, festeggiando con fiumi di vino e danze
sfrenate. La cosa che più ci ha colpito è il fatto
che, per l'epoca in cui vissero, esse furono dei personaggi molto
marginali ed emarginati, avversati dall'autorità e malviste
dal potere che riteneva le loro feste, e i loro atteggiamenti, pericolosi
e sovversivi, tanto da proibirli. Insomma, donne forti ed aggressive,
ma anche tremendamente vittime del loro stesso istinto e della passione.
Nel nome c'è tutto: le nostre radici classiche, la nostra
femminilità, la nostra passione, l'estasi che deriva dalla
musica, quel pizzico di follia che appartiene a ognuna di noi e
soprattutto la volontà di mettersi sempre dalla parte dei
diversi, dei perdenti, dei deboli e degli emarginati.
2. La scelta di proporre un rock duro ed energico è nata
dall'ascolto di quale band in particolare?
Tutte e nessuna, direi. Il fatto è che abbiamo tutte gusti
ed influenze musicali molto diverse, ma il denominatore comune è
senz'altro quello di essere cresciute all'insegna del rock, a partire
da quello meraviglioso degli anni '70 fino a quello di oggi. Non
potremmo suonare una musica diversa, perché l'energia e la
rabbia, i suoni duri e potenti sono parte fondamentale del nostro
background. Ognuna di noi, poi, accosta a questi riferimenti (tra
i quali posso citarti Led Zeppelin, Deep Purple, King Crimson, Metallica,
Pantera, System of a Down, Tool...) gusti più prettamente
personali e diversi, che vanno dalla musica classica (tra tutti,
Mozart, Bach, Listz e Chopin) ed elettronica, essenziali per Tanya
(tastiere), alla fusion per Cristina (basso, follemente presa da
Pastorius e Weather Report), alla musica cantautoriale e di protesta
per Lucia (batteria, vedi tra gli altri De Andrè e Guccini),
al rock americano dei Guns n' Roses o dei Velvet Revolver (diciamo
che amo Slash da una vita!), ma anche di gruppi che trovo molto
originali e fuori dal comune come Radiohead o Mars Volta, per me.
Da queste premesse, non può che scaturire una musica difficile
da catalogare in un unico genere e anzi, forse, proprio la commistione
di queste molteplici influenze è una delle caratteristiche
del nostro modo di comporre.
3. Perché avete scelto di produrre un EP e non un disco
intero? Di quale dei 6 pezzi presenti nel disco "Conflitti
e sogni" siete più orgogliose?
E' stata una decisione frutto di una serie di considerazioni da
cui non si poteva prescindere. In altre parole, si è tenuto
conto della difficoltà di piazzare, in Italia, un prodotto
di un gruppo emergente e che fa rock, dei costi per la sua realizzazione
e promozione. Insomma, abbiamo deciso di comune accordo di tastare
il terreno, prima, e soprattutto abbiamo preferito dar vita ad un
prodotto completo in ogni suo aspetto e curato, puntando sulla qualità
piuttosto che sulla quantità, che magari ci avrebbe costretto
poi a tagliare costi per tutto il resto. Quindi, una scelta consapevole
e meditata.
Per quanto concerne la seconda domanda...come si fa a chiedere ad
una madre quale figlio preferisce? Posso dirti che amiamo uno ad
uno ogni pezzo che scriviamo, perché ognuno reca un ricordo,
un'emozione, una sensazione e perciò diventano tutti parte
di noi in qualche modo. Se parliamo di "orgoglio", non
posso escludere nessun brano, se mi chiedi invece a quale, a livello
personale, siamo più legate, posso risponderti per me soltanto
e la risposta è "Sei per me".
4.
Perché non avete scelto la lingua inglese per proporre la
vostra musica?
Perché siamo italiane, perché la nostra cultura è
italiana e perché il rock italiano è povero di possibilità
e di visibilità. Perché l'italiano è una lingua
meravigliosa che stanno uccidendo con l'esterofilia a tutti i costi
e perché, anche se è più difficile costruire
un testo in italiano su una musica tipicamente rock, questo ti costringe
ad una maggiore attenzione nella ricerca delle parole da usare e
ti consente di articolare meglio le emozioni che vuoi comunicare
e condividere con gli altri. E' importante farsi capire e non nascondersi.
5. In Italia non sono tantissime le band tutte al femminile,
almeno in ambito rock, conoscete qualche nome da proporre ai nostri
lettori?
Innanzitutto, c'è da dire che sono effettivamente poche le
bands al femminile che riescono ad emergere, ma nell'underground
c'è un gran fermento fatto di formazioni interessanti che
si danno parecchio da fare e di donne musiciste che stanno uscendo
allo scoperto e stanno diventando sempre più brave. Tra i
nomi che mi vengono in mente ci sono le Bambole di Pezza, di Milano,
che propongono punk/rock n' roll, o le Motorama, di Roma, più
garage, tutte dotate di grande grinta e determinazione. Ce ne sono
molte altre, che però non conosco personalmente, ma tutte
sono l'esempio di quanto l'evoluzione del costume conti nell'aprire
al genere femminile settori così tradizionalmente chiusi
come quello della musica "suonata". E' una questione di
opportunità e di cultura: oggi, finalmente, iniziamo (a fatica,
eh!) a superare quei pregiudizi per i quali le donne sono state
a lungo tenute lontane dal rock (o dal metal), o comunque relegate
a ruoli sicuramente più marginali.
6. Che effetto vi fa sentire parlare di voi su tutte le riviste
di settore? Credo che sia una delle soddisfazioni più grandi
per una band, è così?
Perché...parlano di noi???? A parte gli scherzi, certo è
una soddisfazione...Credo che per qualsiasi band sia importante
avere dei riscontri, iniziare ad avere un pubblico e soprattutto
una visibilità. Per arrivare ad attirare l'attenzione in
qualche modo, c'è tanta gavetta da fare, ci sono sacrifici
e delusioni da affrontare. Nulla è facile, o almeno non lo
è per tutti . Noi suoniamo insieme da sei anni e per sei
anni abbiamo affrontato a muso duro ogni ostacolo che ci si è
posto davanti e fatto tanti errori. Oggi non possiamo dire di aver
raggiunto il risultato che ci siamo prefissate, ma di aver fatto
un piccolo passo verso la realizzazione del nostro sogno, sì.
La cosa più importante è essere consapevoli delle
proprie capacità e potenzialità, continuare a maturare
e a studiare, non adagiarsi ed esprimere sempre se stessi. Le finzioni
non pagano mai e la genuinità è quella che arriva
al pubblico quando sei sul palco. Noi siamo soddisfatte di come
stanno andando le cose e dei riscontri positivi di critica e pubblico
nei confronti di "Conflitti e Sogni", un Ep che, voglio
dirlo, è l'esatta fotografia de La Menade di oggi e che esprime
appieno la nostra visione della musica e della società, con
le sue contraddizioni e i suoi contrasti. Il fatto è che
le nostre quattro teste sono sempre in movimento e già siamo
proiettate sui prossimi passi da fare.
7. Ci parlate dell'esperienza che riguarda la realizzazione
del videoclip di "Strane idee" ?
E' stata un'esperienza fantastica e stimolante. Il set cinematografico
ha un fascino incredibile, anche se devo dire che, se non sei un
"abituè", la macchina da presa suscita un certo
imbarazzo! Superata un po' di legittima ansia iniziale, è
stato molto facile e questo soprattutto grazie a Luca (Lucini, regista)
e a tutta la troupe che ci ha coccolate e fatto sentire immediatamente
a nostro agio. E' stata una giornata meravigliosa nella quale abbiamo
avuto modo di apprezzare tutto il lavoro che c'è dietro alla
nascita di un videoclip e in cui abbiamo capito quanto la professionalità
vada di pari passo con l'umiltà: Luca e tutti i ragazzi che
hanno lavorato con noi sono persone fantastiche, un gruppo di lavoro
che ci ha reso tutto molto facile.
8. Cosa vi augurate per il futuro e cosa avete in programma
a livello discografico?
Il nostro futuro è incerto come quello di ogni persona che
vorrebbe fare della musica la sua vita e il suo lavoro. Nell'immediato,
comunque, stiamo pensando alla promozione dell'Ep e dedicandoci
ai live, interviste, etc. Speriamo di riuscire a suonare un po'
ovunque e di arrivare a quanto più pubblico sarà possibile.
Nel frattempo, stiamo sistemando quelli che saranno i pezzi che
andranno a comporre l'album vero e proprio, che speriamo di realizzare
il prima possibile.
- Intervista
La Menade del 2007
- Recensione
di 'Conflitti e sogni ' (2005)
- Recensione
di 'Male di Luna' (2007)
- Sito Ufficiale
La Menade
- Sito Ufficiale
Load Up Records
- Sito
Ufficiale Red House Recordings
- Sito Ufficiale
Kick Promotion Agency
Nicolò, 13/02/06
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