[intervista] Marlene Kuntz

[ringrazio Vale, che ha fatto per noi questa intervista a Cristiano
Godano prima di un concerto dei Marlene Kuntz]
nell’ultima canzone scrivi: “..ci sono giorni che vivere è una
merda…sono quei giorni che proprio no, non ce la fai più e vorresti
volar per davvero nel blu dipinto di blu..” questa immagine è riferita
alla morte corporale, soluzione che è stata effettivamente adottata
da alcuni artisti del passato, oppure è solo un volo immaginario?
diciamo che l’auspicio contenuto in quel ritornello è un volo da
integri, quindi non l’anima che si libera nel cielo, ma sarebbe
bello in quei momenti poter volare. Io ho usato questa citazione
famosissima di una canzone di Domenico Modugno perché mi è sempre
piaciuta, poi solo dopo ho scoperto che il paroliere che lavorò
per quella canzone aveva scritto queste parole pensando a dei quadri
del pittore Marc Chagall che proiettava spesso per aria i suoi protagonisti
ed erano sempre dipinti in un atmosfera un po’ trasognata e felice;
è questa l’immagine che io ho voluto dare.
quando noi giovani adesso pensiamo al rock ‘n’ roll del passato,
diciamo di trenta-quaranta anni fa, pensiamo a doors, deep purple,
led zeppelin ecc ecc. Tu cosa pensi che resterà fra trent’anni della
musica rock di questo momento?
senza dubbio rimarrà la musica migliore, la migliore secondo da
diversi punti di vista, io personalmente di trent’anni fa sono un
gran fanatico di Niel Young e assieme a lui ho due altri grandi
amori che però sono più recenti che sono i Sonic Youth e Nick Cave.
Spero dunque che rimanga questa musica.
qual è il vostro rapporto con i fans, come vi ponete al vostro
pubblico?
Fin dall’inizio della nostra carriera abbiamo sempre indicato sui
nostri cd la casella postale che serve a dialogare con voi.
All’inizio abbiamo provato con successo a mantenere un dialogo pressoché
costante col nostro pubblico, ora però per mancanza di tempo e impossibilità
di coltivare questo tipo di rapporti abbiamo purtroppo diradato
molto le opportunità di mantenere questo dialogo, però io mi auguro
veramente che la gente possa capire che è davvero impossibile, però
tutte le lettere che riceviamo, io personalmente le vado a ritirare
e le leggo tutte, non rispondo, almeno che non ci sia proprio un
caso particolare che mi interessi.
Non amo affatto mandare foto autografate, lo ritengo un modo sufficientemente
squallido per aggirare la questione. Cerco di evitare il più possibile
il rapporto con internet perché ho avuto molti fastidi quando sul
sito subivo molte critiche all’album “che cosa vedi” , album che
ha suscitato critiche anche molto pesanti e allucinanti, amo “la
canzone che scrivo per te” credo che sia un grandissimo pezzo dei
Marlene e perciò la faremo sempre ad ogni concerto. Quindi questo
tipo di rapporto coi fans è stato letteralmente bocciato da me e
cerco di evitarlo il più possibile. Però finiti i nostri concerti
noi favoriamo un minimo l’incontro diretto proprio coi fans, quelli
che anno più pazienza e riescono ad aspettare un’oretta fuori dai
camerini, alla fine sono sempre premiati e possono tranquillamente
parlare con noi che siamo tutte persone molto disponibili.
- Recensione
di "Bianco Sporco" (2005)
- Recensione
di 'S-Low' (2006)
- Sito Ufficiale
dei Marlene Kuntz
ilaria, 11/04/03
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