[intervista] Mersenne

- Come vi siete avvicinati all'universo indie-rock?
Per sentito dire, eravamo tristi e soli e l'idea di forgiarci
con quest'appellativo, indie appunto ci riempiva di gioia e ci permetteva
di andare in giro per la dotta Bologna tronfi e con lo sguardo fiero
di chi sa il fatto suo.
- Bologna è sempre stata una fucina di band, cosa pensate
della attuale scena indie bolognese?
La scena bolognese negli ultimi anni è esplosa, ricca
e varia, indubbiamente stimolante, un paio di ottimi live club con
una programmazione stupenda e con l'orecchio attento alle novità,
anche quelle della realtà emergente. A Bologna tutti suonano
tutto!
È una città modaiola ma divertente da vivere, uno
spazio per suonare se frantumi le palle a chi di dovere lo trovi
di sicuro. Noi siamo venuti fuori così.
- Da dove nasce il vostro nome?
Dalla pigrizia. Non avendo le capacità di scegliere un
nome composto e di sicuro effetto tipo gli "Happiness Is a
Warm Gun", abbiamo preferito deviare verso un monaco triste
e cervellotico che carteggiava con Cartesio.
- Il vostro genere viene definito da molti come pop, ma quando
si parla di pop, molti storcono il naso e pensano subito alle popstar
di MTV, il vostro invece è un pop serio e che fa pensare.
Vi rivedete in questa definizione?
Adoriamo il pop, credo che sia la definizione più bella
a cui ci potessero accostare. Il pop è bello perché
è generico, aperto a tutto. Naturalmente al suo interno ci
sono cose di qualità e cose infime, ma questo non ha alcuna
importanza. Chi associa questo termine alle popstar di MTV da mio
punto di vista commette un errore. Il pop non è un genere,
è qualcosa di molto più profondo e radicato.
-
Il brano "Clerks" richiama inevitabilmente il mondo cinematografico
indipendente. Ci sono attinenze tra i Mersenne e il cinema? o è
una semplice passione per i film? In quali in particolare vi sarebbe
piaciuto recitare?
Le attinenze dei Mersenne con il cinema
direi che sostanzialmente
siamo dei gran commedianti.
Clerks è nata per gioco, è un brano di qualche anno
fa che nello specifico non ha alcuna relazione con il film omonimo
(il primo, clerks II non l'abbiamo neanche visto). La canzone però
era talmente traballante, svogliata e piena di non-sense sia dal
punto di vista delle liriche che da quello musicale che riuscivamo
ad associarla solamente ad alcuni dialoghi del film di Kevin Smith.
Film da interpretare? Tutti, anche le soap e qualche reality, ma
se devo scegliere e mi sbilancio anche per gli altri componenti
della band, con il cuore in mano ti dico il capolavoro del maestro
Michele Lupo: Uno sceriffo extraterrestre
poco extra e molto
terrestre. Eccezionale! Un capolavoro di regia, soggetto e sceneggiatura
ai massimi livelli, interpretazioni commoventi e una colonna sonora
(Oliver Onions) fra le più belle della storia del cinema.
- Cosa c'è di sbagliato secondo voi nel mondo musicale/discografico
italiano?
Non credo di avere le idee molto chiare a riguardo, ci siamo appena
affacciati nel mondo discografico. Direi poca lungimiranza, poca
voglia di rischiare per salvaguardare il bilancio. La Siae forse,
per come è organizzata. Certo, da un lato è anche
vero che non si vendono più dischi. Che quando si esauriranno
i nastri rimasti delle registrazioni dei Beatles anche la Capitol
rischierà qualcosa. Potrei dirti che in Italia manca una
cultura musicale come quella degli altri paesi. Mi riferisco alle
alte sfere e non certo alle band, alle etichette discografiche indipendenti
e a tutto l'indotto.
- Avete mai partecipato o in qualità di band o in semplice
veste di spettatori al MEI? Quest'anno dopo il premio ricevuto dalla
Urtovox sarete presenti?
Mai partecipato come band, ma l'abbiamo frequentato da semplici
visitatori. Naturalmente siamo felici della vittoria del premio
come migliore indie label italiana per Paolo Naselli Flores e per
la sua creatura multiforme chiamata Urtovox. Purtroppo noi non riusciremo
ad essere a Faenza in quanto impegnati in alcune date del nostro
tour promozionale. Ci sarebbe piaciuto vedere Paolo salire sul gradino
più alto del podio, alzare il trofeo del vincitore e innaffiare
il pubblico accorso con una magnum di Moet & Chandon. Spero
proprio di vedere le foto.
- Recensione
di 'Stolen Dresses' (2006)
- Sito Ufficiale
Mersenne
- Sito Ufficiale
Urtovox
Nicolò, 21/11/06
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