[intervista] Ministri

Nessun prima di voi ha avuto il coraggio di mettere un euro
vero in copertina e di denunciare i retroscena del music businness.
Come è stata accolta questa idea? Cosa rispondete a chi l'ha
vista come una scelta puramente commerciale?
Il commercio presuppone la ricerca del guadagno. Quando abbiamo
cominciato a registrare il disco, sapevamo bene che da esso nessuno
avrebbe ricavato il pur minimo guadagno (tanto meno mettendo un
euro in ogni copia). Dunque, di commercio non si tratta. Neppure
di denuncia del marciume discografico però.
I responsabili del clima da basso impero che ci avvolge non nascondono
certo il volto. Anzi, chi vuole verificare il proprio potere, gode
a mostrarsi infame e colpevole: perché vuole dimostrare di
essere ingiudicabile. In conclusione, la moneta è li a dire
"vi piace davvero così tanto parlare di soldi, magari
per convincermi che ce ne siano ancora? Bene, ecco i nostri, ce
ne sbarazziamo volentieri". Ovviamente, chiunque si avvicinerà
al disco penserà di essere tra i pochi salvi e si sentirà
complice e sostenitore del nostro atto. Ma non potrà mai
essere sicuro di non essere invece stato attirato dal brillio della
moneta come la più comune delle gazze.
Il vostro disco è distribuito da Venus quindi avete già
una ottima distribuzione in tutta Italia a differenza di tante altre
band indie. Se vi proponessero un contratto con una major accettereste?
Qualcuno si immagina le major come templi del male, uffici freddi
come sale d'attesa dove si legge Libero e si parla come di direttori
di casino, dove gli artisti vengono venduti a peso, parcheggiati,
umiliati, sezionati, drogati, inscatolati e prezzati. Quando finalmente
ti ritrovi nel magico mondo della discografia ti accorgi che è
tutto assolutamente vero. Anzi: spesso la leggenda fatica a stare
al passo con la realtà. Per questo e molto altro la risposta
è no: nel malaugurato caso che una major pensi di poter far
soldi con noialtri, troverà portone chiuso e citofono rotto.
Per nulla al mondo ci si deve privare della libertà di andare
in giro in mutande per casa. Soprattutto quando rimangono solo quelle.
All'interno del booklet c'è il dettaglio delle spese
relative al vostro disco d'esordio. Immagino siano dati veri. Credete
quindi che ormai le band che decidono di proporre la propria musica
a livello indipendente, lo possano fare solo per passione e senza
sperare in nessun ritorno economico? Insomma "I soldi sono
finiti" veramente con questo disco per i Ministri?
Passione era una bella parola prima che arrivassero espressioni
come "tempo libero" (che suona come una gentil concessione)
e persone alla Maria De Filippi. Non appena hai orecchie per sentire
ti viene detto quali sono le strade sicure e convenienti da prendere
e, nello stesso tempo, quella più pericolosa ti viene presentata
come la più desiderabile. Chi è parzialmente sedotto
da quest'ultima si limita a guardarla affascinato dai cavalcavia,
chi ne è completamente inebetito la sceglie, ma il suo cammino
parte con un profondo senso di colpa per l'aver scelto la strada
sbagliata: così cerca di risanarlo sopportando brutture e
umiliazioni d'ogni sorta. Questa è oggi la passione. Dunque
se la passione è lavorare sottopagati, trattati peggio e
tutelati ancora meno pur di poter suonare, allora non è PER
passione che si deve far musica: si deve perché tutto ciò
non sia più.
Qual'è
il significato del brano "Lo sporco della Grecia"?
Non ce ne vogliano gli Achei: la Grecia di cui si parla qui
è l'Occidente tutto, la tradizione di pensiero che vede l'antica
Grecia come sua culla. Il germe -o lo sporco appunto - che l'ha
infettato fino alla cancrena è il suo credersi l'unico pensiero
possibile. E ora che si sente debole e in pericolo, mostra il lato
peggiore di sé: l'orgoglio, i muscoli, la retorica e il trionfalismo.
Ogni riferimento a fatti e persone realmente esistiti è assolutamente
voluto. A cominciare dal caso Quattrocchi.
Da quanto proponete la vostra musica?
Una band dovrebbe cominciare a proporre la propria musica non appena
impara ad andare a tempo. Se cresci negli Anni 90 però, non
hai la pazienza di aspettare che ciò accada, ti basta capire
dov'è il master dell'amplificatore. Così è
stato per noi.
Come definireste il vostro genere? Qualche attinenza con il grunge
c'è, ma anche con un particolare approccio punk, è
così?
A dire il vero musicalmente la nostra pubertà è
stata come arrivare tardi al circo: incroci i bambini che escono
con gli occhi pieni di stupore e l'unica cosa che ti è concessa
è di visitare le gabbie sul retro. Certo abbiamo fatto a
tempo a veder gioire i venditori di camicie di flanella, ma i nostri
genitori non li cerchiamo né a Seattle né a Londra.
Anzi, non li cerchiamo proprio. Ci siamo abituati a suonare da orfani.
Quante persone pensate che si metteranno in tasca l'euro presente
sul cd?
Quelli che staccheranno la moneta dal disco saranno tanti quanti
quelli che staccheranno il disco dalla moneta.
- Recensione
di 'I soldi sono finiti' (2006)
- http://www.myspace.com/ministri
- Sito Ufficiale
OTO Records
- Sito Ufficiale
Maninalto!
Nicolò, 12/01/07
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