Torpedo intervista
[intervista] Torpedo

1. I generi che compongono il vostro stile sono i più
svariati, siete partiti dallo ska per evolvere nel dub, reggae,
elettronica, punkrock. Come nasce questa ricerca di suoni? Avete
trovato la vostra dimensione o continuerete nella ricerca?
Sin dalle origini del gruppo abbiamo cercato di mescolare tutti
gli stili che ci appartenevano, dal jazz al punk, ed abbiamo fatto
di questa curiosità il nostro cavallo di battaglia. E così
partendo dall'obiettivo di creare uno stile riconoscibile e peculiare
marchiato Torpedo, abbiamo innestato continuamente ciò che
nei vari periodi ci ha appassionato senza porci eccessivi problemi
etici. E allora si aprono le porte all'utilizzo più massiccio
di computer d'occasione, all'ammiccamento verso le sonorità
delle grandi colonne sonore degli anni sessanta e chi più
ne ha più ne metta.
2. Nel vostro ultimo disco "L'ingranaggio" è
comunque presente un brano ska dal titolo "Stelle", pensate
che lo ska in Italia abbia ancora molti estimatori rispetto a qualche
anno fa?
Sicuramente un paio di anni fa una nuova ondata ska ha invaso
il mercato. Quello che ne è rimasto fa ormai parte della
genetica musicale di questi anni, basta andare a qualche manifestazione
o passare la serata in un locale rendesi conto dell'attuale metamorfosi
che la cultura sta creando. Per quanto ci riguarda, lo ska come
unico genere ad un certo punto del nostro percorso ha cominciato
a starci un po' stretto, anche se continuiamo ad apprezzare i suoi
aspetti da un lato festosi ma comunque intrisi di argomentazioni
e tematiche socio-politiche.
3. Come sono nate le collaborazioni con Rachid e i Sud Sound
System?
Rachid è stato compagno di avventure e di sventure nelle
notti che intervallavano i giorni di missaggio del disco, effettuato
al Gulp Recording Studio di Torino. La collaborazione è stata
quindi molto naturale e i suoi versi in arabo creato un effetto
particolare che ci è piaciuto molto. Con il sound system
salentino invece possiamo dire di aver desiderato proprio la loro
partecipazione sul disco. Abbiamo così pensato di proporgli
una versione più reggae/roots di "Alibi", un brano
comunque presente sul disco sotto una veste drum 'n' bass, ed è
nata la collaborazione. Treble, Don Rico e Terron Fabio si sono
avvicendati cantando sia in dialetto che in italiano contribuendo
a creare un gioiellino all'interno dellalbum.
4. Quanto è attenta secondo voi la vostra città
Roma alle nuove sonorità e alla sperimentazione?
Roma sta divenendo sempre più metropoli e in qualche modo si
sta avvicinando sempre più culturalmente alle più
vive realtà urbane europee. In effetti in questi ultimi anni,
complice probabilmente anche un amministrazione comunale molto attenta
alla cultura, si è aperta a numerose tendenze, che finalmente
trovano una loro collocazione e un loro spazio su cui distendersi.
Nasce quindi lo spazio per dedicarsi a nuovi progetti e cresce il
coraggio per cercare di uscire dai percorsi prestabiliti. E non
solo in musica.
5. A cosa si riferisce "L'ingranaggio" che dà
il titolo al vostro disco?
Giunti di fronte alla realizzazione del disco, uno degli obiettivi
principali che ci siamo posti è stato quello di cercare di
abbattere i confini di genere cercando di mischiare le carte del
mazzo evitando per quanto possibile di essere catalogati all'interno
di qualche casella predefinita. E così abbiamo cercato di
unire sound propri di mondi e linguaggi diversi talvolta persino
in contrasto tra loro, legandoli l'uno all'altro con un gioco molto
simile a quello proprio di un "ingranaggio", che diventa
tra l'altro anche metafora della globale situazione sociale attuale
in cui in qualche modo ci troviamo sempre più legati gli
uni con gli altri in un destino comune.
6. Ci sono già progetti per il seguito di questo disco?
Ovviamente la sala prove per noi è una sorta di bottega
sempre al lavoro e si stanno valutando varie opzioni per un seguito
di quest'album. Ora siamo in una fase di ridefinizione degli obiettivi,
cercando di evitare i clichè che ognuno di noi anche come
singolo musicista piano piano va creandosi. Nel frattempo ci siamo
dedicati ad un remix per gli Assalti Frontali, uscito in "HSL-R"
(distribuito da il manifesto) a febbraio, e stiamo collaborando
alla colonna sonora di "Sangue", primo film di Libero
de Rienzo, già attore in Santa Maradona e in Andata e ritorno.
Due esperienze che ci stanno dando veramente molto. E intanto "l'Ingranaggio
tour" continua. Here we go.
- Sito Ufficiale
Torpedo
- Sito Wayout
Eventi
ilaria, 18/05/05
Indice
delle news | Indice
delle recensioni | Indice
delle interviste
|