[concorso] Modena City Ramblers a Conegliano (Treviso) - vinci
i biglietti
 
Zion Rock
Club presenta:
MODENA CITY RAMBLERS venerdi 22 dicembre 2006
Zion Rock Club, in collaborazione con kdcobain.it, mette in palio
1 biglietto gratis per la data del 22/12/06 dei Modena City
Ramblers a Conegliano (Tv).
Per vincere i biglietti basta mandare una email a ilaria@kdcobain.it
Il subject dell'email deve essere 'concerto modena' e il testo deve
contenere il vostro nome, cognome e indirizzo. L'estrazione avverrà
il 21 dicembre 06.
MODENA CITY RAMBLERS - BIOGRAFIA 2006
I Modena City Ramblers nascono nel 1991 come gruppo di folk irlandese,
senza alcuna pretesa di suonare per un pubblico che non fosse quello
di amici e parenti.
Nel 1993, stupiti del calore con cui è accolta la loro mistura
di punk, celtic folk e canti della resistenza italiana, incidono
lo storico demotape COMBAT FOLK, oggi introvabile e mai ripubblicato
in cd.
Nel marzo 1994 esce il primo album, RIPORTANDO TUTTO A CASA, per
l'etichetta indipendente romana Helter Skelter. E' un disco con
cui i Ramblers rivendicano la loro identità meticcia, fatta
di Irlanda ed Emilia, dei racconti sulla Resistenza e gli anni Settanta
(che, per ragioni anagrafiche, non hanno "vissuto" pienamente),
di viaggi e di lotte. L'album funziona, e, in pochi mesi, stringono
rapporti con un management (Mescal) e una major discografica (PolyGram).
Il disco viene quindi ripubblicato nel novembre dello stesso anno
dalla Blackout/Mercury.
Il 1995 è anno di consolidamento per la band, che si presenta
come interessante nuova realtà nel panorama italiano. E'
anche l'anno del passaggio vero e proprio al professionismo, che
come conseguenza porta ad alcuni abbandoni nella line-up originale.
Nel marzo 1996 arriva nei negozi un secondo album, LA GRANDE FAMIGLIA
(Black Out/ Mercury), tutto dedicato al pubblico che si va stringendo
attorno alla band. Il suono comincia a cambiare, e il folk (fin
dall'inizio suonato con attitudine punk) a indurirsi, contaminandosi
con il rock.
E' dell'estate di quell'anno il fortunato ed apprezzato tour fatto
in compagnia del folletto Paolo Rossi, in un inedito connubio tra
musica, satira e comicità resistente.
Nel settembre del 1997 esce il terzo album, TERRA E LIBERTA' (Black
Out/ Mercury), fortemente influenzato dai viaggi nel continente
latino-americano e dalla lettura di suoi importanti scrittori, alcuni
dei quali diventano interlocutori e amici del gruppo (Luis Sepúlveda,
Daniel Chavarria, Paco Ignacio Taibo II). Il combat folk si arricchisce
di suggestioni letterarie e suoni più elettrici, allarga
gli orizzonti senza perdere la sua identità, diventa patchanka
celtica.
Nel frattempo cresce il consenso intorno al gruppo come live-band.
I Modena City Ramblers saltano, suonano forte, si divertono e fanno
divertire. Le tournée di LA GRANDE FAMIGLIA e TERRA E LIBERTA'
riempiono i locali e le piazze di tutta Italia, e attirano più
pubblico dei tour di molti artisti blasonati.
Nel novembre 1998, dopo tre dischi e cinquecento concerti, i Modena
City Ramblers sentono il bisogno di un tuffo nel passato e nelle
loro origini: realizzano RACCOLTI (Black Out/ Mercury), insolito
album dal vivo registrato in un pub irlandese d'Emilia, completamente
acustico e con un pubblico composto da pochi amici.
Dopo un prestigioso tour nei teatri italiani nei quali RACCOLTI
è presentato dinanzi ad una platea ben disposta per una volta
a seguire uno spettacolo più incentrato sull'ascolto che
sulla "partecipazione", il gruppo si reca in Irlanda per
la pre-produzione di un nuovo album di studio, FUORI CAMPO (Black
Out/ Universal), ultimato come i precedenti all'Esagono di Rubiera
(RE) e pubblicato nel settembre 1999, con il nuovo marchio Universal
che si sostituisce al vecchio PolyGram. Il disco fotografa la vicenda
artistica del gruppo nella sua completezza: nelle canzoni convivono
l'amore per l'Irlanda e i suoni del folk irlandese degli esordi,
le suggestioni africane e balcaniche, il recupero della tradizione
popolare italiana e la nuova ricerca espressiva più "contaminata".
Poco dopo viene pubblicata la prima vera biografia dei Ramblers,
COMBAT FOLK: L'ITALIA AI TEMPI DEI MODENA CITY RAMBLERS, scritta
da Paolo Ferrari e Paolo Verri (Giunti editore).
Con l'uscita di FUORI CAMPO la band ritorna ad una intensa attività
live, con un tour che accompagna il disco ed i Ramblers nel nuovo
millennio. Oltre ottanta concerti nell'arco di un anno e mezzo,
con un costante successo di pubblico. Dalle piazze italiane ai piccoli
club delle Asturie e della Catalogna, dall'Albania delle esibizioni
di solidarietà al Sudafrica di importanti festival, i Modena
City Ramblers macinano chilometri, impegni ed esperienze e definiscono
la loro vocazione meticcia proponendosi come fenomeno non solo italiano.
FUORI CAMPO viene pubblicato anche in Giappone, per la locale consociata
Universal. Divergenze artistiche e scelte personali portano intanto
due componenti storici della band, Giovanni Rubbiani e Alberto Cottica,
all'abbandono. I rimanenti membri, assieme al loro produttore Kaba
Cavazzuti, da sempre dietro alla consolle per i dischi del gruppo
ed ora integrato nella formazione, continuano con i concerti e iniziano
a lavorare sul materiale per un futuro disco. Nel contempo, il cantante
Cisco Bellotti realizza con Kaba la produzione dell'album d'esordio
di un gruppo da sempre affine ed amico, gli aretini "La Casa
del Vento": '900 esce nel febbraio 2001 per l'etichetta Mescal.
Il disco vede Cisco impegnato anche al canto insieme al compositore
della band toscana Luca Lanzi raccogliendo contributi musicali da
parte di tutti gli altri Ramblers.
Dopo un'importante e da tempo desiderata tournée "resistente"
realizzata con i Gang col nome di "Gang City Ramblers",
fusione tra i Ramblers e i fratelli Severini in un'unica band che
propone canzoni degli uni e degli altri, il gruppo comincia una
prima pre-produzione sulle nuove canzoni in un cascinale toscano
sperduto nella collina aretina. Da queste sessions uscirà
l'ossatura e la concezione intera del nuovo disco, che i Ramblers
vedono molto "spinto" nei suoni e "militante"
per i temi trattati. Dopo una breve ma intensa serie di concerti
estivi, i M.C.R. concludono il lavoro preparatorio al disco con
una seconda ed ultima pre-produzione effettuata nella tranquillità
"casalinga" di Rubiera. Proprio in quei giorni avvengono
i drammatici avvenimenti del settembre 2001, con gli attentati negli
U.S.A. Un'ultima canzone, "Terra del fuoco", su cui i
Ramblers stavano lavorando nel momento stesso in cui arrivò
l'incredibile notizia degli schianti sulle Twin Towers, sarà
nel suo testo e nella sua atmosfera decisamente influenzata dalla
terribile attualità.
Con la fine di ottobre il gruppo si trasferisce armi e bagagli in
quel di Napoli, per intraprendere le registrazioni del nuovo album.
Per la prima volta, la regia viene affidata ad un produttore esterno:
Enzo "Soulfingers" Rizzo, scelto per i lavori fatti, tra
gli altri, con i Mano Negra, Les Negresses Vertes e Manu Chao. RADIO
REBELDE esce nel febbraio 2002 per la Blackout/Universal e si presenta
come un vero e proprio collage sonoro-emozionale, con i suoi tredici
pezzi uniti dal filo rosso dell'attualità, del viaggio di
conoscenza e confronto, della memoria, della denuncia e della ribellione
culturale. Il risultato è un'evoluzione della patchanka celtica
in cui il punk, l'elettronica, il dub, il reggae, i ritmi africani,
latini e balcanici sono ormai innestati nell'originaria componente
folk e popolare in maniera del tutto personale e innovativa, definendo
un nuovo "Ramblers-style".
Accanto all'attività live e in sala d'incisione, sulla scia
dell'esperienza produttiva di Cisco con "La Casa del Vento",
il gruppo inaugura anche una propria etichetta di produzione discografica:
la Modena City Records. Il marchio vuole proporsi come veicolo per
le produzioni artistiche e i progetti paralleli che i Ramblers hanno
in cantiere accanto alla loro attività come band e, grazie
ad un accordo con i dischi de il Manifesto, cominciare una propria
esperienza di produzione discografica indipendente. Il primo titolo
pubblicato dalla MCRecords nel febbraio del 2002 è PAZIENZA
SANTA dei "Paulem", dall'appennino modenese, maestri nell'interpretazione
del patrimonio musicale della loro terra.
La tournée di RADIO REBELDE dura un anno e mezzo, con oltre
cento concerti e una grande conferma quanto a riscontro di pubblico;
i Ramblers sono diventati senza dubbio una delle più importanti
realtà live italiane. Città e volti, storie e concerti
si rincorrono senza sosta attraverso le classiche "tappe"
delle date italiane, i piccoli club europei e i festival in Italia,
Europa e Sudafrica. Inoltre, dopo la prima visita del '96, viene
organizzata un'importante presenza nei campi profughi Saharawi,
nel deserto d'Algeria, al seguito di Rock No War. Il vecchio compagno
Giovanni Rubbiani si riunisce temporaneamente per lo spezzone del
tour invernale che precede il viaggio in Chiapas e Guatemala dell'inizio
2003. Nella formazione è nel frattempo entrato Luca Giacometti,
soprannominato per le sue origini genovesi "Gabibbo",
esperto di plettri e cultura irlandese e conoscenza di vecchia data
dei Ramblers.
E' tra gli zapatisti delle comunità maya che prende forma
l'idea del nuovo disco e delle canzoni che lo andranno a comporre.
Nel frattempo, nel giugno 2003, viene pubblicato il mini-cd MODENA
CITY REMIX (Black Out/ Mercury), un progetto in cui alcune canzoni
del precedente disco vengono "reinterpretate" per i dancefloor
da artisti e dj particolarmente apprezzati per il loro stile dai
Ramblers, tra gli altri i britannici Transglobal Underground e i
Feel Good Productions.
Con le ultime date del tour si realizza un ulteriore ingresso nel
gruppo, e di conseguenza il "ritorno" di uno strumento
in passato molto rappresentativo per il combat folk: arriva il torinese
Daniele Contardo, artista di strada e fisarmonicista in numerose
band sparse per la penisola. Sul finire dell'anno comincia anche
la collaborazione tra i Modena City Ramblers e la Coop, che li sceglie
quali testimonial per la sua campagna di solidarietà internazionale
"Acqua per la Pace". In esclusiva per i supermercati della
cooperativa nel dicembre 2003 viene pubblicato il mini-cd GOCCE,
i cui proventi vanno a finanziare i progetti sostenuti dalla campagna.
Il disco si compone di versioni alternative o inedite di alcuni
vecchi brani e di una nuova canzone dedicata al Po e alla sua gente
intitolata "Al Fiómm".
¡VIVA LA VIDA, MUERA LA MUERTE! esce nel gennaio 2004, sempre
per la Blackout-Mercury/Universal. I temi e le sonorità di
RADIO REBELDE trovano qui ulteriore sviluppo e maturazione, grazie
anche all'attenta e creativa produzione di Max Casacci, alla cabina
di regia nelle registrazioni del disco, protrattesi per tutto l'autunno
2003 tra Rubiera (un ritorno allo studio Esagono) e Città
di Castello. Da febbraio 2004 i Ramblers riprendono i concerti con
il nuovo tour che vede la band confermarsi in oltre cento date come
uno dei più seguiti live acts in Italia - tornando tra l'altro,
ad infiammare la platea sconfinata della Festa del Primo Maggio
in piazza S. Giovanni a Roma - e proponendosi in prestigiosi club
e festivals europei.
Nel dicembre 2004 viene pubblicato il primo DVD ufficiale dei Modena
City Ramblers: "CLAN BANLIEUE: 1992-2004, la Grande Famiglia
in Movimento" (Universal/ Black Out).
Accanto ai videoclip ufficiali sono presenti filmati storici e reportage
legati ai tanti viaggi compiuti tra Africa, Irlanda e Sudamerica
nonchè documenti amatoriali realizzati con le immagini di
concerti visti e ripresi in diversi anni di live, per ripercorrere
l'intera carriera. Il DVD viene accolto benissimo dal pubblico e
sale ai primi posti nelle vendite italiane di questo tipo di supporto.
Già alla fine dell'anno e a tour appena concluso, i Ramblers
si rimettono all'opera su di un progetto discografico: l'idea è
quella di lavorare a un "corpus" di canzoni, tratte in
parte dal repertorio della band e altre appartenenti ad autori diversi,
ispirate al periodo della Seconda Guerra Mondiale e della Lotta
di Resistenza. L'intento è quello di dar vita ad un seguito
di "Materiale Resistente", il famoso disco realizzato
dal Consorzio Produttori Indipendenti nel 1995, coinvolgendo nelle
registrazioni ospiti esterni che possano, come nel caso di quel
disco, conferire un respiro "comunitario" al lavoro. La
produzione del disco, seguita direttamente dai Ramblers, si svolge
nei primi mesi del 2005, ancora una volta presso lo studio Esagono
di Rubiera e vede tra le tantissime collaborazioni di prestigio,
i nostri impegnati al fianco di Francesco Guccini nella rilettura
della sua "Auschwitz"; Moni Ovadia nella canzone di Italo
Calvino "Oltre il ponte"; Piero Pelù ne "La
guerra di Piero" di Fabrizio de Andrè ; Goran Bregovic
e la Wedding and Funeral Band in "Bella ciao" e il britannico
Billy Bragg in "All you fascists", scritta durante la
II Guerra Mondiale da Woody Guthrie.
Durante due pause nelle sessioni di registrazione, i Ramblers trovano
il tempo per due importanti viaggi e concerti all'estero: in Polonia,
ad Auschwitz, al seguito dei "Treni della Memoria" organizzati
dalle scuole italiane e in Palestina, dove la collaborazione come
testimonial di "Acqua per la Pace" con Coop permette al
gruppo di inaugurare una cisterna d'acqua presso un villaggio palestinese,
realizzata grazie all'intero ricavato delle vendite di "GOCCE",
nonché di una piccola parte di "¡VIVA LA VIDA!"
e del tour seguente.
Mentre quest'ultimo cd diventa disco d'oro, superando le quarantamila
copie vendute, "APPUNTI PARTIGIANI" (Mescal) viene ultimato
per essere pubblicato in aprile, in coincidenza con il sessantesimo
anniversario della Liberazione.
Il disco è il primo nella storia dei Ramblers ad essere licenziato
dalla Mescal, fino a questo momento management e booking agency
del gruppo, seppure con distribuzione Universal. Come già
i precedenti due cd, "RADIO REBELDE" e "¡VIVA
LA VIDA!", l'album arriva nella Top Ten italiana di vendite
discografiche e si accompagna ad un ennesimo tour che porta la band
in giro per l'Italia tra aprile e luglio, confermando i Modena City
Ramblers come una realtà tra le più vive del panorama
nazionale, più che mai amata e seguita dal suo pubblico.
Durante questi concerti si alternano alla fisarmonica, al posto
di Daniele Contardo, due nuovi collaboratori: il reggiano Franco
Borghi (che già aveva preso parte alle sessions del nuovo
disco) e Massimiliano Fabianelli, musicista aretino appartenente
al medesimo circuito folk "bazzicato" da tanti amici e
compagni dei Ramblers.
Mentre "APPUNTI PARTIGIANI", con oltre cinquantamila copie
vendute, diventa disco d'oro (dopo nemmeno sei mesi dalla sua pubblicazione),
la canzone "Ebano", contenuta nel precedente cd, vince
il prestigioso premio "Amnesty - Voci per la libertà",
come esempio di brano impegnato nell'ambito delle tematiche dei
diritti umani.
Nel novembre 2005, in un momento di pausa nell'attività del
gruppo, arriva la notizia dell'abbandono del cantante Stefano "Cisco"
Bellotti.
Dopo quattordici anni di concerti, dischi, viaggi e incredibili
soddisfazioni, Cisco compie una scelta che, come in precedenza per
altri "abbandoni", è figlia soprattutto di esigenze
personali ed è compiuta con grande serenità e senza
dissapori.
Il gruppo decide di mettersi subito al lavoro per tornare al più
presto a suonare dal vivo e per gettare le basi di un nuovo disco.
Non vengono fatti provini per sostituire Cisco, ma viene presa la
decisione di tornare, dopo tanti anni, ad una originale formazione
con doppio vocalist, come accadeva agli inizi.
I nuovi elementi provengono direttamente dalla cerchia di amici
e compagni di strada dei Ramblers: il sassolese Davide "Dudu"
Morandi, cantante dei "Mocogno Rovers", fin dagli esordi
dei Ramblers amico e ospite alla voce in varie occasioni (compare
addirittura nella copertina di "GRANDE FAMIGLIA") e, prima
presenza femminile stabile nei Ramblers, la cantante e attrice correggese
Betty Vezzani, già impegnata sia in varie collaborazioni
musicali di matrice folk e rock (tra le altre, lo spettacolo "Le
Ceneri di Gramsci" scritto da Pier Paolo Pasolini e musicato
da Giovanna Marini) sia sul set, con Guido Chiesa, nel film-documentario
"Partigiani".
Da marzo 2006 i Ramblers riprendono i concerti.
I MODENA CITY RAMBLERS SONO OGGI:
Arcangelo "Kaba" Cavazzuti: tastiere, batteria, percussioni,
chitarra, cori
Franco D'Aniello: tin whistle, flauto, tromba, cori
Massimo "Ice" Ghiacci: basso, chitarra baritono, cori
Francesco "Fry" Moneti: chitarra, violino, mandolino,
cori
Roberto Zeno: batteria, percussioni, tastiere, cori
Luca "Gabibbo" Giacometti: bouzouki, mandolino, banjo,
cori
Davide "Dudu" Morandi: voce
Betty Vezzani: voce
- Recensione
di 'Dopo il lungo inverno' (2006)
- Sito Ufficiale
Modena City Ramblers
- Programma
Concerti di Zion Rock Club
- Sito Ufficiale
Zion Rock Club
Ilaria, 14/12/06
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