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[recensione] Beerbong - Beerbong (2004)


 

Beerbong - Beerbong


La storia dei BeerBong inizia a Gorizia nel 1995 sulle orme di band come Lagwagon, Nofx, Pennywise che hanno fatto la storia dell'hardcore melodico. Questi cinque ragazzi costituiscono in Italia sicuramente una delle band più tecniche nel loro genere grazie alla straordinaria sezione ritmica della batteria di scuola Satanic Surfers. Arrivati al terzo album i BeerBong affinano la loro arte nel songwriting curando nei minimi particolari il sound e regalando accorgimenti stilistici di forte impatto. Non a caso il disco, dopo la registrazione nello studio 73 di Ravenna è stato masterizzato nei Capitol Studio californiani con la supervisione di Mark Chaleki e la produzione ne acquista in trovate melodiche molto orecchiabili e immediate. Forse non c'è niente di nuovo nel genere proposto ma questo album omonimo è suonato con il cuore e i quattordici brani presenti ne sono la prova tangibile.

"Ordinary Life" e "In the middle" spiccano tra le tracce per la loro esuberanza e irrefrenabile carica espressa dai frenetici ritmi di batteria e dai riff di chitarra che tra stop and go e incalzanti fraseggi disegnano tappeti strumentali degni della migliore tradizione melodic hc. Anche "Never be like you" è un interessante brano assieme a "Superhero" e non mancano nemmeno brani più malinconici come "Rebound" e la singolare scelta di eseguire la cover di "Fields of gold" di Sting ovviamente in versione hc, con l'aggiunta della tastiera. Nel complesso "BeerBong" è un album piacevole che arricchisce la tradizione italiana del genere e compete con il vasto mercato internazionale come già parecchie band nostrane nella scena che ruota attorno al punkrock stanno facendo.


Tracklist
Never be like you
My shorts
Super hero
Space
Rebound
Ordinarylife
Out of line
Bad days
Fields of gold
Busy
From father to son
No reason
In the middle
Two/sixty


- Recensione di 'Murder Party' (2006)
- Sito Ufficiale dei Beerbong


ilaria, 19/04/04


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