[recensione] Boris - Pink (2006)
[etichetta: Southern
Records]
Boris - Pink
Amanti del noise-rock sperimentale ecco una band che fa per voi.
Questo trio giapponese conquisterà il vostro stereo se già
vi piacciono band come Acid Mother's Temple, Isis e Sunn O))). "Pink"
è infatti un concentrato di rock duro, energico ma anche
soffuso e psichedelico. Questo frullato di intensità e passione
non poteva che venire da uno dei paesi che con le proprie stranezze
(per noi occidentali) ha creato un impero e un fascino tutto suo.
"Pink" è un disco che al primo ascolto lascia
spiazzati grazie alla sua inevitabile scarica di adrenalina che
fonde l'hard rock con il noise in maniera naturale come una band
navigata fa. I Boris non nascondono certo una passione per l'attitudine
hardcore e quel suono potente che la Neurot Records ha portato al
successo. Basta ascoltare "Farewell" per capire che entrare
nel mondo dei Boris è un privilegio riservato a pochi, ma
è con "Pink" o "Woman on the screen"
che si comincia ad assaporare tutta l'energia di cui sono capaci
i Boris.
"Nothing Special" racchiude in sé una sorta di
tributo al punk, al noise e al grunge tutto mescolato insieme in
maniera molto singolare e di forte impatto. I suoni ancestrali di
"Blackout" catapultano in una dimensione post-rock quasi
industrial mentre "Electric" gioca con il metal. Ogni
singolo brano ha una sua anima diversa dagli altri ma il risultato
complessivo è quello di un disco che rappresenta al meglio
il panorama sperimentale del rock del sol levante.
Tracklist
Farewell
Pink
Woman On The Screen
Nothing Special
Blackout
Electric
Pseudo-Bread
Afterburner
Six, Three Times
My Machine
Just Abandoned My-self
- http://www.inoxia-rec.com/boris
- http://www.southern.net/
- http://www.promorama.it
Nicolò, 17/07/06
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all'autore della recensione: nick@kdcobain.it
)
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