[recensione] Catfish Haven - Tell Me (2006)
Catfish Haven - Tell Me
I Tv On The Radio sono la testimonianza più recente e illustre,
con la superlativa accoppiata "Desperate youth, blood thirsty
babes"/"Return to Cookie Mountain" di quanto la commistione
tra rock e black sia viva e vegeta anche ai tempi del pensiero unico
(o poco ci manca) indie. Spostandoci idealmente da Brooklyn all'Illinois,
a Chicago, troviamo questa band di esordienti (se si esclude l'ep
di qualche mese fa), non giovanissimi, che in trentotto minuti e
poco più di musica, cerca, con modalità ed esiti diversi,
di abbattere ogni barriera tra i due mondi sopra citati. I presupposti-chiave
ci sono tutti. Ci sono dei bravi musicisti. C'è soprattutto
una voce degna di lode. Il timbro di George Hunter, caldo e graffiante,
fa scorrere il disco senza troppe resistenze e senza farci skippare
troppo da un pezzo all'altro. Fin dal primo ascolto.
Un Fogerty anni 90 che non rinnega le radici r'n'b più classiche
soffermandosi su quelle meno remote, quelle risalenti all'ideale
decennio d'oro 1965-1975. Arrangiamenti schietti, atmosfere black
che non si avvalgono di velleità sperimentali (impresa riuscita
un'epoca fa a Talking Heads e poi ripetuta da pochi altri, ultimi,
in ordine i tempo, proprio i Tv On The Radio). Vivaci istantanee
che dal vivo promettono scintille o qualcosa di molto simile. Su
tutte "I don't worry". C'è la carica del funk,
da James Brown rivisto dai Blur più inclini alle contaminazioni
black ("All I need is you"), ma il basso non fa mai da
padrone, se non nelle linee decisamente meno spigolose e più
rilassate della coinvolgente "Crazy for leaving". Punto
di riferimento essenziale sono i sixties, ripresi qua e là
in un approccio decisamente revival-rock. E ci si dovrebbe stupire
del contrario francamente.
Un r'n'b più autentico, di cui si è perso il significato,
associato com'è, ormai - grazie alla gentile cooperazione
tra Mtv e le riviste patinate del settore - al binomio tette-culi
di interpreti femminili e maschili (solo culi) indecorosi sul piano
prettamente musicale e lontani anni luce dal Rhythm & Blues
con R e B maiuscole.
Steve Winwood è il padre putativo insostituibile nell'appassionata
interpretazione della suggestiva "Down by your fire".
I Beatles aleggiano nella malinconia tutta McCartney di "If
i was right" e nella visceralità tra Lennon (ovviamente
il Lennon della fascinazione-anni50) e i Creedence dell'ottima "Grey
skies". Prevalgono comunque le chitarre, ritmiche, poco portate
per gli assoli.
Ma, nonostante i rimandi al passato - quanto di più "recente"
a cui ricondurre Hunter e soci è la convulsa cavalcata-folk
tra Violent Femmes e Kinks dal titolo degno di segnalazione "Let
go (got to grow)" - c'è un approccio molto attuale,
sanguigno e disincantato al tempo stesso. Ad esempio la conclusiva
"This time" non è difficilmente accostabile al
filone-Karate.
Si astenga chi cerca sonorità e vibrazioni nuove, apprezzeranno
sicuramente, e non poco, i palati più nostalgici. La riuscita
miscela dei Catfish Haven potrebbe lasciare il segno molto presto.
A patto di provare a osare, che è poi l'unico doveroso rimprovero
da muovere a questo pur valido "TELL ME".
Tracklist
1. I don't worry
2. Tell me
3. Crazy for the leaving
4. All I need is you
5. Down by your fire
6. Another late night
7. If I was right
8. Grey skies
9. Let go (Got to grow)
10. This time
- Sito Ufficiale
Catfish Haven
- Sito
Ufficiale Secretly Canadian
- Sito Ufficiale
Promorama
Piero.M, 23/01/07
(Se vuoi scrivere un commento
all'autore della recensione:
pieromk@virgilio.it)
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