Billy Corgan - The Future Embrace nuovo new last ultimo cd album
[recensione] Billy Corgan - The Future Embrace (2005)
Dopo il passo falso della breve esperienza Zwan, torna nella sua
Chicago per produrre il primo album ufficialmente da solista . Ufficialmente.
Perché ripensando a quanto prodotto dalle zucche dopo Mellon
Collie è di fatto difficile, a conti fatti, parlare di album
degli Smashing Pumpkins. E per molti aspetti è uno degli
aspetti più apprezzabili la scelta di presentarsi soltanto
con il proprio nome (tra i credits figura comunque il fedelissimo
Jimmy Chamberlin per collaborazioni solo di natura tecnica). Non
si correrà il rischio di delusioni, piccole o cocenti, come
avvenuto dalla svolta di Adore in poi. Da un disco di Billy Corgan
ci si aspetterà un disco di Billy Corgan e non un disco degli
Smashing Pumpkins.
E Billy Corgan è ormai un trentottenne rilassato. Lontano
dai furori giovanili. Nostalgico. Tanta nostalgia degli anni ottanta.
E' l'impressione più evidente dopo un primo ascolto di orientamento.
Non un adesione alla recente tendenza di decine di band, dai Franz
Ferdinand fino agli Arcade Fire, che più o meno indirettamente
hanno rispolverato i gloriosi anni ottanta. Lui non ha mai celato,
anche in tempi molto distanti dagli ultimi revival, la sua fascinazione
per molte band di due decenni fa. Né ha mai negato di esserne
stato influenzato. Quindi questo THEFUTUREEMBRACE è tutt'altro
che una trovata commerciale, come qualcuno iniziava a temere dopo
i primi annunci. Non manca tuttavia un'inevitabile eredità
fine anni Settanta. Riferimenti evidenti all'accoppiata Eno/Bowie
e a Gary Numan.
Il singolo e video battistrada, "Walking shade" è
un manifesto d'intenti perfetto. Percussioni effetto/latta. Tastiere
orchestrali. Chitarre spaziali. Synth di carta velina. Il punto
di raccordo tra My Bloody Valentine e Cure. Soprattutto tanti, davvero
tanti passaggi molto cari ai Cure del dopo-Pornography. Dalla serrata
atmosfera crepuscolare di "Mina Loy (M.O.H.) al sogno sbiadito
di "Now (and then). E non è un caso la collaborazione
con un entusiasta Robert Smith, da sempre illustre estimatore degli
Smashing. Pare che l'anno scorso, dopo l'esibizione della sua band
in quel di Chicago, abbia bussato a casa di Billy e i due abbiano
trascorso suonando l'intera notte. Da lì l'idea di realizzare
un brano da inserire in questo album, allora in fase di gestazione.
La scelta è stranamente ricaduta su una cover. Ancor più
strano che, con una così vasta gamma di materiale da cui
pescare, si sia optato per "To love somebody" dei Bee
Gees. Riuscitissima, stralunata, originale, ma sarebbe stato ben
più stimolante ascoltarli in un brano prodotto unicamente
dalle loro menti. Peccato.
Per il resto è da segnalare la delicatezza dream-pop di <"All
things change", le suggestioni industrial che aprono "A100"
che dai Nine Inch Nails sfocia nei Depeche Mode. Non è un
caso isolato. Anche in "I'm ready" cerca di entrare nei
panni di Gore. Lasciando un po' di stucco. Coinvolgente invece "DIA"
con una base gotica soffocata da violini distorti e distorsioni.
Aperture vocali sempre pregne di romanticismo. A volte, eccessive
e artificiose, scadono in un inconcludenti barocchismi, da sempre
uno dei punti deboli della prolifica vena di Corgan. Un difetto
tollerabile in Mellon Collie, meno tollerabile in un disco dove
le chitarre hanno la stessa importanza e presenza che avevano viceversa
le tastiere negli Smashing Pumpkins. Basti ascoltare "Pretty,
pretty star e "Sorrows (in blue). Chiude bene la sussurrata,
sofferta, minimale "Strayz". In definitiva per godersi
l'ascolto di questo ambizioso "TheFutureEmbrace" basterebbe
porsi come presupposto essenziale l'idea che non sia un disco rock
e che Billy Corgan non sia l'ex leader degli Smashing Pumpkins.
Anche perché le quotazioni sulla loro reunion sembrano giorno
dopo giorno in rialzo.
Tracklist
All Things Change
Mina Loy (M. O. H)
The Camera Eye
To Love Somebody
A100
DIA
Now (And Then)
I'm Ready
Walking Shade
Sorrows (In Blue)
Pretty, Pretty Star
Strayz
- Sito Ufficiale
Billy Corgan
piero m., 03/07/05
(Se vuoi scrivere un commento
all'autore della recensione: pieromk@virgilio.it)
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