Depeche Mode - Playing The Angel nuovo new last ultimo cd album
[recensione] Depeche Mode - Playing The Angel (2005)
A quattro anni di distanza da "Exciter", tempo impiegato
da Dave Gahan per il suo progetto solista, tornano i pionieri dell'elettronica
più cupa e più introspettiva. La svolta del nuovo
sound è stata data con "Ultra" nel 1997, ma con
questo nuovo album i Depeche Mode sembrano essere tornati allo splendore
degli anni 80. Non solo perché i pezzi riportano le stesse
sonorità di venti anni fa, ma anche per la qualità
delle composizioni, che non avevano questo spessore da "Violator"
del 1990.
Gahan e soci sono tornati quindi in grande forma e lo testimonia
già il primo brano dal titolo "A pain that I'm used
to", che con una spirale industrial sembra richiamare l'attenzione
del pubblico, attirandola con la sirena d'allarme che apre proprio
il disco. Ma ogni pezzo porta con sé un'emozione unica come
solo questi musicisti sanno fare. In "John the revelator"
infatti la new wave incontra il dark e il rock'n'roll, mentre in
"Precious" e "Suffer well" sembrano voler emulare
il successo di "Enjoy the silence".
La tensione emotiva raggiunge l'apice in tracce come "Macrovision",
"I want it all" e "Nothing's impossible", dove
le atmosfere oscure avvolgono tutto regalando anche momenti di dolcezza.
Lo sperimentalismo di "Damage People" lascia spazio anche
al techno-pop di "Lillian", confezionando un disco praticamente
perfetto sotto tutti gli aspetti. "Playing the Angel"
sancisce il ritorno ad alti livelli di composizione per una band
fondamentale nel suo genere.
Tracklist
A Pain That I'm Used To
John The Revelator
Suffer Well
The Sinner In Me
Precious
Macro
I Want It All
Nothing's Impossible
Introspectre
Damaged People
Lilian
The Darkest Star
- Recensione
di 'Remixes 81-04' (2004)
- Sito
Ufficiale Depeche Mode
Nicolò, 22/10/05
(Se vuoi scrivere un commento
all'autore della recensione: nick@kdcobain.it
)
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