[recensione] Gallon Drunk - The rotten mile (2007)
Gallon Drunk - The rotten mile
I Gallon Drunk di James Johnston tornano con un nuovo lavoro dopo
anni di silenzio. Il loro rock blues e' come ce lo ricordavamo:
diretto, grezzo, sfrontato e sporco. Il poliedrico James Johnston,
alle prese con tastiera, microfono, chitarra e armonica a bocca
e' il vero fulcro creativo di questa vintage-machine sonora.
The rotten mile, il brano di apertura, parte con un giro di basso
al quale si sommano sax, batteria e tutto il resto della band. I
suoni diretti e sparati coinvolgono gia' dal primo ascolto, anticipando
tutti gli elementi che seguiranno nel disco. In Give me back what's
mine e' il sax a farsi sentire maggiormente, la voce sguaiata di
Johnston e gli improvvisi cambi a base di tastiera distorta, contribuiscono
a rendere ancora piu' selvaggio il sound dei Gallon Drunk. Down
at the harbour e' una splendida ballata notturna d' autore. Altri
brani da segnalare sono la serrata Grand union canal, Running out
of time, che si srotola su di una struttura compositiva di robusto
rock and roll e All hands lost at sea.Questo e' il pezzo piu' violento
del disco, oltre ad essere un ottimo manifesto di questo ispirato
ritorno.
La produzione attenta e minimale, ed i suoni quasi in presa diretta,
alimentano l' arte di questa band perennemente nell' ombra.Certamente
Nick Cave e' uno dei forti richiami per la poetica di James e soci,
ma i Gallon Drunk riescono ad essere unici e credibili, nonostante
questo ingombrante debito artistico. La loro vera essenza e' comunque
da vivere nei loro live incendiari ad alto tasso alcolico.
Tracklist
The Rotten Mile
Give Me Back What's Mine
Down At The Harbour
Put The Bolt In The Door
Grand Union Canal
On Ward 10
Running Out Of Time
Bad Servant
Night Panic Bossa
Christmas
All Hands Lost At Sea
The Shadow Of Your Smile
AVega, 01/12/07
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