[recensione] Giardini Di Miṛ - Dividing opinions (2007)
Giardini Di Miṛ - Dividing opinions
Il terzo disco è sempre quello della verità. C'è
poco da fare. I Giardini Di Mirò arrivano alla tappa cruciale
con svariati EP e raccolte, collaborazioni, side-project e soprattutto
con due ottimi LP in studio all'attivo. L'ancora acerbo "Rise
and fall of academic drifting", la prima vera risposta italiana
al fenomeno post-rock e "Punk
not diet", leggero
ma indeciso allontanamento dalla linea tradizionale dei punti di
riferimento iniziali (Mogwai, Godspeed You! Black Emperor, Explosions
In The Sky). Dopo la significativa quanto controversa parentesi
dell'EP "North-Atlantic Threaty Of Love" che faceva presagire
una clamorosa deviazione verso un hip-hop ibrido alla cLOUDDEAD
amalgamato ad atmosfere tra Bark Psychosis e Hood (che pure aleggiano
in uno dei nuovi brani più consoni ai GDM, "Embers",
e soprattutto nella sognante "Spectral Woman") , arriva
"DIVIDING OPINIONS". A smentire ogni presagio e previsione
alimentati da un tam-tam tra blog e webzine di rara portata e, cosa
più importante, a confermare la vena creativa di una delle
band di punta del panorama italico. Perché dischi così
in Italia non se ne sentivano da un pezzo.
E' un disco dal respiro definitivamente internazionale questo della
formazione reggiana, al di là delle illustri collaborazioni
che costituiscono un valore aggiunto più che un salvagente,
come solitamente accade. Su tutte quella del vate Glen Johnson,
voce e mente degli ineffabili Piano Magic che rende struggente la
liquida e notturna "Self help", il brano più riuscito.
Il tedesco Apparat, esponente di punta della scena elettronica berlinese
e collaboratore, tra le altre cose, di Ellen Allien, contribuisce,
invece, alla leggiadra "Cold perfection" che da un riff
vagamente Radiohead sfocia in un ritornello di fulgida e gelida
bellezza e in distorti loop da 65DaysOfStatic. E ancora spazio a
Cyne nella vellutata "Clearvoyance", unica vera ballata
della raccolta. Mentre, restando in Italia, Jonathan Clancy dei
Settlefish interpreta (le voci non erano mai state così centrali)
l'introduttiva "Dividing opinions", una sorta di incredibile
punto di raccordo tra melodie pop alla REM e stranianti distorsioni
shoegaze.
Dicevamo che non bastano le collaborazioni a spiegare il valore
dell'album. Jukka Reverberi e Corrado Nuccini, che si sono presi
la responsabilità di curare le parti vocali dopo la dipartita
di Raina, dimostrano, una volta per tutte, di essere due punti di
riferimento della scena indie-rock italiana. Anche grazie alla coraggiosa
scelta di sganciarsi da quel sound che rendeva inconfondibile la
band di Cavriago (il paese citato dagli Offlaga Disco Pax che ha
ancora Lenin come sindaco onorario). Più shoegaze, come già
si avvertiva nell'avvolgente "Broken by" (ponte tra Slowdive
e Piano Magic) già presente nel suddetto Ep, che post-rock
vero e proprio. Quest'ultimo compare, non a caso, nell'unico pezzo
strumentale, "July's stripes" che, non a caso, ricorda
vagamente le intuizioni dei Godspeed You! Black Emperor. Inizio
sommesso ma inquieto, tetro crescendo, con tanto di perfido violino
e perverso tripudio finale di feedback. E, in parte nel tributo
in chiave-Mogwai ai Sonic Youth più "puliti" e
meno dissonanti di "Washing machine" e "Murray Street",
nella composizione più lunga delle nove, la conclusiva "Petit
treason". Le uniche concessioni al passato di questi GDM proiettati
più che mai verso nuove sonorità e nuovi scenari.
Si astengano i nostalgici. Questa non è roba per voi.
Tracklist
1. Dividing Opinions (feat. Jonathan Clancy)
2. Cold perfection (feat. Apparat)
3. Embers
4. July's stripes
5. Spectral woman
6. Broken By
7. Clairvoyance (feat. Cyne)
8. Self help (feat. Glen Johnson)
9. Petit treason
- Recensione
di 'North Atlantic Treaty Of Love' (2006)
- Sito
Ufficiale Giardini di Mirò
- Sito Ufficiale
Homesleep
Piero.M, 17/02/07
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pieromk@virgilio.it)
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