[recensione] Moirč - Moirè (2007)
Moirč - Moirè
In Italia è ormai difficile trovare delle band che non scimmiottino
superband internazionali. Di solito cantano quasi tutte in (finto)
inglese e godono di lodi fittizie, raccomandati delle major, grazie
a potenti campagne pubblicitarie: plausi ed elogi che non si meritano
affatto.Ecco, invece, una band indipendente che canta in italiano,
scrive i propri testi (intimi -ma non troppo ermetici- e soprattutto
senza cadere in patetismi) e che, se possiede delle influenze, sono
prettamente italiane: i Moirè.
Nati nel 2003 nel napoletano, si sono distinti da subito in importanti
concorsi e rassegne musicali come Suessola FilmFestival, Festival
di Castrocaro, Rock Targato Italia, il DB Music Zone 2005 a Bologna
e, subito dopo quest'ultimo, sono stati invitati dallo stage manager
Diego Spagnoli ad aprire il concerto di Vasco Rossi "Buoni
o Cattivi tour 2005" al Velodromo di Palermo.
L'album "Moirè" è stato autoprodotto nel
2007 e contiene più di 20 minuti di melodia e virtuosismi
musicali distribuiti egregiamente in sei tracce complessive, senza
nessuna sbavatura. Il cantato e i testi sono esclusivamente in italiano
(e si sa che la nostra non è una lingua cosi semplice da
musicare al contrario della lingua anglosassone) e sono contenuti
nel discreto booklet che accompagna l'EP.
L'unica cosa derivante da una lingua straniera è il nome,
dal francese moirè, che indica le deformazioni che due immagini
uguali acquisiscono quando vengono sovrapposte, dando così
vita ad un effetto visivo che ricorda il movimento delle onde o
dell'acqua. Questo dolce frastorno, secondo la band, è possibile
riscontrarlo nei suoni del loro disco. L'effetto "onda"
che culla e assopisce le amarezze, le incomprensioni, le sfumature
oscure dell'amore, le fragilità che inondano l'essere umano
nella post-adolescenza: un decadentismo romantico che non si abbandona
mai, nemmeno quando si diventa adulti, fra fiducie restie e silenzi
fragorosi.
Le tracce si susseguono con la stessa intensità, mai incalzante:
orecchiabilissime e con un costante crescendo emozionale, rimangono
in mente già dopo solo un paio di ascolti. La voce di Fabio
è calda e avvolgente, impreziosita da piccole distorsioni
nei brani "Come in un brivido" e "Specchi" e
da piccole intrusioni di elettronica e campionamenti come in "Invisibile".In
"Sopra ogni cosa" e Cosi perfetto", invece, diviene
co-protagonista il pianoforte che, con soffici tocchi, sposa perfettamente
arpeggi di chitarre quasi mai distorte descrivendo malinconiche
ballate notturne.
E' abbastanza chiaro il talento dei Moirè: questo quintetto
ha dimostrato di essere in gamba e di aver coraggio: si, perché
ci vuol forza d'animo anche nel (auto)distribuire al mondo i propri
sentimenti sotto forma di musica e/o qualsiasi altra forma d'Arte.
Si aspetta dunque un full-lenght per cogliere tutte le caratteristiche
e capacità della band napoletana.
Tracklist
1. Come Un Brivido
2. Sopra Ogni Cosa
3. Specchi
4. Il Gioco
5. Così Perfetto
6. Invisibile
- Sito Ufficiale
Moirè
Smellpunk, 16/02/08
(Se vuoi scrivere un commento
all'autore della recensione: smellpunk@kdcobain.it)
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