[recensione] Mudhoney - Under a billion suns (2006)
C'è chi dice che siano stati loro ad inventare il grunge e
forse non ha tutti i torti, ma il loro spirito va oltre il normale
alternative rock. Anche se l'attribuzione di questo genere si accosta
prepotentemente al loro nome, i Mudhoney hanno saputo anche dissacrare
il grunge ed allontanarsi con vero spirito punk dalle speculazioni
che si stavano affacciando all'orizzonte. Fatto stà che comunque
Mark Arm e soci sono gli unici portabandiera di quel periodo che ancora
esistono come nucleo musicale.
"Under a billion suns" esce a quattro anni da "Since
we've become translucent", senza clamore, senza la pubblicità
che di solito si dà ad un nome che calca le scene da oltre
16 anni. Ed è forse questo il punto di forza dei Mudhoney,
continuare a proporre la propria musica senza i riflettori puntati.
Così "Under a billion suns" si lascia alle spalle
uno scheletro grunge ormai diventato polvere, per intraprendere
sonorità più votate al garage e al rock'n'roll sporco,
come testimoniano tanti brani a partire da "It is us"
che ricorda gli Stooges ma anche i primi Misfits.
Le chitarre producono distorsioni sporche che si lasciano andare
verso gli anni 70, con tanto di incursioni psichedeliche come quelle
di "Endless yesterday" dove è presente anche lo
xilofono. L'esperienza la si respira nell'immediatezza delle melodie
e del songwriting in generale, sempre pronto a cambi di rotta. "Under
a billion suns" è un ottimo disco rock, che mette d'accordo
i fans integralisti del vecchio grunge e i più appassionati
di rock'n'roll, in tutte le sue salse.
Tracklist
Where Is the Future
It Is Us
I Saw the Light
Endless Yesterday
Empty Shells
Hard on for War
Brief Celebration of Indifference
Let's Drop In
On the Move
In Search Of
Blind Spots
- http://www.subpop.com/scripts/main/bands_page.php?id=159
Nicolò, 25/03/06
(Se vuoi scrivere un commento
all'autore della recensione: nick@kdcobain.it
)
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