[recensione] Muse - Black Holes And Revelations (2006)
Muse - Black Holes And Revelations
"Absolution" era stato un segnale più che preoccupante
della crisi creativa dei Muse. Reduci allora da un ottimo disco
di esordio, e da un sequel, per molti aspetti superiore, non sembravano
in grado di liberarsi dalla fortunata quanto scomoda formula che
li aveva resi inconfondibili, tra eredità Radiohead/Queen,
orpelli barocchi, fughe melodrammatiche e orchestrali, improvvise
sferzate ai limiti dell'hardcore. Matthew Bellamy aveva anticipato
che il quarto disco del trio del Devon sarebbe stato influenzato
dalla sua assidua frequentazione dei club newyorkesi dove gli anni
80 sono ancora in voga come se non fossero solo un piacevole ricordo,
e le band emergenti del momento si rifanno ancora ai Talking Heads
e all'incredibile generazione di band punk e new wave. Il problema
è che i Muse sono inglesi e le radici si sentono sempre.
Per convincersi bastano "Take a bow", rielaborazione dance
di malinconia barocca in salsa-Genesis con irrinunciabile sfogo
epico, e il singolo "Supermassive black hole" con quel
riff accattivante che sembra quasi campionato dall'incedere più
che mai Depeche Mode.
Sonorità nuove, ma la più consona "Starlight"
è la prova di come si stia sempre parlando dei Muse con quelle
tastiere vellutate che si scontrano con ritmiche secche e spigolose,
pur affascinati da certe atmosfere care agli Ultravox quanto ai
primi Radiohead. Il peggio, come del resto si avvertiva in "Absolution",
sta nei lenti, dagli stessi eccessi mielosi e melodrammatici dei
Queen, vecchio fantasma sempre in agguato. Tenersi alla larga quindi
dalla breve, per nostra fortuna, "Soldier's poem" e soprattutto
dalla disperata (anche perché è una disperazione ascoltarla)
"Hoodoo", che sembra un out-take di "Origin of simmetry"
(in un paio di passaggi si sfiora l'auto-citazione) con Bellamy
che si misura con la teatralità delle grandi voci del secolo
scorso in un accompagnamento orchestrale di violini e pianoforte
senza avere però le doti vocali di un Jeff Buckley per cimentarvisi.
"Invincible" nasce tra evidenti echi-U2, apparentemente
sulla stessa falsariga delle sopra citate, ma la precisa batteria
di Howard scandisce una marcetta sul costante punto di esplodere,
e arriva, a questo punto sarebbe da ipocriti dire inaspettatamente,
un liberatorio finale prog con assoli liquidi e impalpabili che
si intrecciano ad aggrovigliati synth, vecchio marchio di fabbrica-Muse.
Segue la cattivissima "Assassin", ideale ponte tra At
The Drive In, Mars Volta e Radiohead. L'energia non manca con la
novità che spesso sia associata a inedite forme dance e wave
(il meglio dell'album per il coraggioso e inatteso tentativo di
cambiare) che più che ai newyorkesi Rapture ci fanno associare
questi nuovi Muse ai Killers, ritmi in levare ballabili che certamente
sbarcheranno nei dancefloor senza il bisogno di essere remixati
e deturpati. Ai fan più "antichi" già viene
il freddo, ma questa nuova dimensione dei Muse che ha il suo apice,
nonostante la ruffianata hardcore conclusiva (che dal vivo, se si
manterranno sui consueti standard, promette stragi), nei sei minuti
di odissea anni80 della travolgente "Knights of Cydonia",
è indubbiamente più convincente di una "Exo-politics"
, riff da punk melodico e agghiacciante ritornello glam, nell'accezione
più rock, e della bizzarra intuizione world di "City
of delusions" con tanto di tromba, chitarra flamenca e synth
orientaleggianti uniti, immaginerete l'effetto, alla voce straziata
di Bellamy e alle consuete fughe chitarristiche sospinte dal tipico
aggressivo tappeto ritmico.
Tra le svariate influenze e idee che si mischiano un po' confusionariamente
in questo "BLACK HOLES AND REVELATIONS" i Muse devono
solo decidere quale strada percorrere. In un modo o nell'altro finiranno
sempre per scontentare qualcuno, ma, arrivati ormai a questo punto,
tornare indietro equivarrebbe a gettare definitivamente la spugna.
E sono troppo giovani per farlo.
Tracklist
1 Take A Bow
2 Starlight
3 Supermassive Black Hole
4 Map Of The Problematique
5 A Soldier's Poem
6 Invincible
7 Assassin
8 Exo Politics
9 City Of Delusion
10 Hoodoo
11 Knights Of Cydonia
- Recensione
di 'Absolution'
- Sito Ufficiale
Muse
piero m., 15/07/06
(Se vuoi scrivere un commento
all'autore della recensione: pieromk@virgilio.it)
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