[recensione] Nine Inch Nails - The Fragile (1999)
Nine Inch Nails - The Fragile
Dopo un silenzio discografico durato cinque anni i Nine Inch Nails
si riaffacciano al mondo con il doppio monumentale The Fragile.
Cinque anni in cui sono successe molte cose, nei quali Trent Reznor
ha dovuto affrontare una serie di problemi tra cui una profonda
crisi personale. Emblematico in tal senso e' il titolo dell' opera.
Non deve essere stato facile dare seguito ad un capolavoro industriale
come The Downward Spiral. The Fragile si presenta non come logico
seguito, ma come una problematica evoluzione del cammino di Mr.
Self Destruct.
Le prime differenze sostanziali di questo viatico sono la mole dei
pezzi, una base piu' chitarristica e una assimilazione piu' difficile,
come se si dovesse metabolizzare l' impegnativo ascolto prima di
arrivare ad una comprensione completa.
L' opening e' affidato al crescendo di Somewhat Damaged con i suoi
campionamenti avveniristici industriali e la furia psicotica di
Reznor. Si passa al flagello chitarristico di The day the world
went away.The frail e' un introduzione basata sul pianoforte per
passare a The Wretched primo vero incubo del disco.Marziale, malata
e ossessiva.Il singolo We're in this toghether e' un pezzo sulla
dipendenza, dalle sostanze e dalle persone dove vengono esaltate
le grandi doti vocali dell' autore.Crepuscolare The Fragile in cui
il conflitto interiore non e' fine a se stesso, ma e' un passaggio
di stato d' animo per capire cosa c'e' successivamente. Le strumentali
Just like you imaged e l' evocativa La mer rappresentano le importanti
novita' rispetto al passato, dimostrando una sviluppata maturita'
compositiva.No you don't rievoca la furia della Spirale.La chiusura
di Left e' affidata alla scura introspezione di The Great Below.
La seconda parte Right e' piu' discontinua.Da una parte ci sono
brani di piu' facile ascolto come Into the void e Starfuckers, inc.
Dall' altra le complicazioni sonore di The mark has been made, Complication
e il climax di The way out is through coraggiose ricerche di un
linguaggio sonoro che vuole andare oltre il Genere. La fine di tutto
si snoda con Ripe (with decay).Chitarra e suoni ambient danno vita
ad un epilogo che non vuole lasciare la presa.
Con questo ritorno i Nine Inch Nails comunicano tutta la loro grandezza
e la loro voglia di reagire ad una depressione post rabbia per cercare
di riabbracciare dinamiche piu' vicine alla condizione umana. Le
ultime considerazioni vanno alla stilosa produzione e alla articolata
collaborazione con vari artisti come Steve Albini, Alan Moulder
e Brian Pollack.
Tracklist
Disc 1
Somewhat Damaged
Day the World Went Away
Frail
Wretched
We're in This Together
Fragile
Just Like You Imagined
Even Deeper
Pilgrimage
No, You Don't
Mer
Great Below
Disc 2
Way Out Is Through
Into the Void
Where Is Everybody?
Mark Has Been Made
Please
Starfuckers, Inc.
Complication
I'm Looking Forward to Joining You, Finally
Big Come Down
Underneath It All
Ripe (With Decay)
- Recensione
di 'With Teeth' (2005)
- Sito Ufficiale Nine
Inch Nails
AVega, 22/09/07
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