Red House Blues Revue - Essential ordinary revolutions nuovo new last
ultimo cd album
[recensione] Red House Blues Revue - Essential ordinary revolutions
(2004)
[etichetta:
Load Up/Lake Records]
L'idea che muove questo interessante progetto è la collaborazione
tra artisti che di esperienza e talento ne hanno davvero da vendere.
David Lenci (chitarra/voce) è infatti uno dei sound engineers
più richiesti sia in Italia che all'estero, basti pensare
alle sue collaborazioni con i Three Second Kiss, gli Uzeda e gli
Shellac di Steve Albini. Accanto a lui in questo progetto c'è
Sean Meadow (voce/chitarra) dei June of 44, ovvero una delle band
più ricercate nella scena post-rock statunitense. Ma i nomi
noti in questa band non si fermano qui, infatti tre componenti dei
Laundrette, Marco Carlini (batteria), Massimo Barbera (basso) e
Lucio Febo (chitarra) completano la line-up assieme a Fabio Verdini
(tastiera) dei Gang.
Il genere proposto è una sorta di commistione di sonorità
che vanno dal noise al post-rock passando per la psichedelia, senza
però dimenticare l'importanza della melodia. Le dieci tracce
che formano questo secondo disco dal titolo "Essential Ordinary
Revolutions" rappresentano infatti un divenire di suoni che
sgorga dall'anima come "In the stoner house", dove gli
strumenti descrivono un vero e proprio oceano di emozioni tra alta
e bassa marea. Il rock avvolge i ritmi di "Gumshoe", mentre
una melodia sinuosa fa capolino tra i ricercati tappeti sonori di
"Don't let me burn". Elementi elettronici si scorgono
in "Anthroversight", perfetti per descrivere i meandri
dell'inconscio.
La coinvolgente melodia di "Falling star" introduce ad
un brano quasi interamente parlato dal titolo "Brooklin #42".
Ma il rock dai connotati più canonici lo ritroviamo nella
interessante "Broken machine" e la dimensione prettamente
cerebrale dello stile dei RHBR emerge di nuovo in "Pinball
maturation" ed in "Inamorata", che ci accompagna
fino a "I found the way", una dolcissima ballata acustica
con la quale si chiude il disco. La bravura di questi musicisti
stà nel creare paesaggi sonori mai banali in bilico tra aggressività
e poesia, una sorta di ipnotica manipolazione del rock che affascina
già al primo ascolto.
Tracklist
1 In The Stoner House
2 Gumshoe
3 Dont Let Me Burn
4 Anthroversight
5 Fallin Star
6 Brooklyn #42
7 Broken Machine
8 Pinball Maturation
9 Inamorata
10 I Found The Way
- Sito
Ufficiale Red House Blues Revue
- http://www.redhouserecordings.com/
Nicolò, 15/12/04
(Se vuoi scrivere un commento
all'autore della recensione: nick@kdcobain.it)
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