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[recensione] The Servant - The Servant (2004)




The Servant - The Servant

Il nome dei Servant è decisamente anonimo per il grande pubblico ma se vi dico che dietro questa parola si nasconde un artista singolare come Dan Black qualcuno inizierà a capire il significato di questo progetto. Se ancora navigate in alto mare sarò costretto a rivelarvi che Dan Black è la voce di una band parzialmente nostrana e parecchio cara al popolo italico per un fortunato singolo danzereccio dal titolo "Who said". Ebbene sì avete indovinato: i Servant costituiscono il progetto parallelo del cantante dei Planet Funk. Attenzione però, questa volta Dan Black non entrerà in discoteca con il disco in questione, dato che, come dice lui stesso, i servant sono l'altra anima del proprio estro musicale.

Questa volta infatti il cantante chitarrista britannico si sposta verso sonorità più votate al pop/rock senza dimenticare comunque l'importanza del ritmo, aggiungendo questa volta però, più chitarre e qualche distorsione qua e là. Il sound dei Servant si può avvicinare a quello dei Phoenix per l'affinità che le due band hanno nel presentare al pubblico un prodotto fatto comunque per rimarcare anche se in maniera soffusa quei ritmi accattivanti che in qualche modo stimolano il movimento. Le melodie sono tutte orecchiabilissime da "Cells" che apre il disco a "Liquefy" e "Devil", in cui i suoni campionati si fondono alla distorsione della chitarra creando una particolare ricercatezza nel proporre rock.

La voce di Dan Black gioca spesso con il falsetto come nel singolo "Orchestra", che anticipa l'uscita del disco con la sua aura dark, ripresa poi nel brano "Body" (uno dei pezzi più interessanti del disco). Non mancano però momenti meno malinconici come "I can walk in your mind" dall'accattivante ritornello, e "Jesus Says" che richiama le sonorità dei Planet Funk. La dolcezza acustica di "Get down" accompagna alla conclusione del disco, affidata ad un brano come "Glowing Logos" che costituisce un divertente circo di suoni di oltre sei minuti, in cui le scelte stilistiche si avvicendano in maniera produttiva decretando quello dei Servant un buon disco di pop/rock dalle dichiarate venature britanniche.

 

Tracklist
1. cells
2. beautiful thing
3. liquefy
4. body
5. devil
6. orchestra
7. i can walk in your mind
8. not scared, terrified
9. jesus says
10. get down
11. glowing logos

 

- Recensione di 'How to destroy a relationship' (2006)
- Il primo sito italiano sui Servant
- Altro sito italiano sui Servant
- Sito Ufficiale The Servant


Nicolò, 11/05/04


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