[recensione] The Servant - How to destroy a relationship (2006)
The Servant - How to destroy a relationship
Torna Dan Black, carismatico personaggio che con le sue movenze
schizofreniche ha portato al successo i Planet Funk nel loro debutto.
Ma Dan Black è anche il protagonista di un altro progetto,
ovvero i Servant che hanno già conquistato il pubblico europeo
con il loro primo lavoro. "How to destroy a relationship"
è il secondo capitolo e il canovaccio è lo stesso,
si tratta infatti di pop camuffato da rock dove le distorsioni si
affacciano tra melodie estremamente orecchiabili.
Anche questa volta l'elettronica è totalmente surclassata
dall'uso di strumenti "canonici", e le melodie si arricchiscono
di riff e assoli in tracce come "Brains" e "On your
knees kid". Si avverte una sorta di tributo a Morricone nel
fraseggio di "I wish I could stop wishing" ma i pezzi
interessanti sono molti, ad esempio "Hey Lou Reed" che
rende omaggio ad una delle figure più importanti del rock,
o "Sleep Deprivation" che sfodera ritmiche ballabili.
Lo stile e il songwriting sono sicuramente cresciuti rispetto al
primo disco, e gli amanti del rock/pop senza troppe pretese saranno
soddisfatti di questa nuova prova sulla lunga distanza. La resa
di questo disco è accentuata sicuramente dalla presenza scenica
del leader di questa band nonostante il prodotto che i Servant hanno
confezionato anche questa volta si rilevi piacevole all'ascolto
ma niente di più.
Tracklist
" How to destroy a relationship "
" Sleep deprivation "
" Hey Lou Reed "
" Save me now "
" Moonbeams "
" Brains "
" Hey do you feel good? "
" (I should be your) girlfriend "
" I wish I could stop wishing for things "
" On your knees kid "
" Out of phase "
- Recensione
di 'The Servant' (2004)
- Sito Ufficiale
The Servant
Nicolò, 07/10/06
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all'autore della recensione: nick@kdcobain.it
)
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