Slint - Spiderland nuovo new last ultimo cd album
[recensione] Slint - Spiderland (1991)

Nel 1991, mentre Nevermind segnava una svolta commerciale nella
storia del rock, la Touch & Go rilasciava un album che oggi in molti
fanno coincidere con la nascita del post-rock. Gli Slint si formarono
nel 1987 registrando nel 1989 il loro disco d’esordio “Tweez”, prodotto
nientemeno che da Steve Albini e seguito da “Spiderland” due anni
dopo. La band si sciolse l’anno successivo, ma i suoi componenti
sono rimasti attivi nella scena indipendente in altri gruppi e progetti.
Il retro copertina di “Spiderland” reca l’insolito messaggio che
il disco andrebbe ascoltato in vinile. Fin dall’inizio si capisce
che il suggerimento non è poi così bizzarro: in “Spiderland” le
6 tracce si fondono tra loro per creare un’unica atmosfera, in un
voluto oscillare tra attimi di quiete e rumori stridenti, con sfumature
non sempre percepibili su cd. Riff acustici e un basso ipnotico
creano basi ora delicate, ora incalzanti, i suoni diventano sempre
più tesi e incombenti, esplodono dopo un lungo pathos e si spengono
poco a poco, come in “Don, Aman” e “Good Morning, Captain”. La voce
è per lo più un sussurro parlato, ma nei momenti di maggior tensione
diventa un lamento straziante. “Nosferatu Man” è il brano più energico
dell’album, perfettamente bilanciato dai ritmi pacati della strumentale
“For Dinner”; comunque si tratta di un album in cui i singoli brani
sono da considerare parte di un unicum.
Che la definizione di “pietra miliare” spesso associata a quest’album
sia esagerata o meno, “Spiderland” rimane un ottimo disco che ha
spianato la strada al post-rock ed è in grado di soddisfare i gusti
degli ascoltatori più esigenti.
Tracklist
01. Breadcrumb Trail
02. Nosferatu Man
03. Don, Aman
04. Washer
05. For Dinner...
06. Good Morning, Captain
David, 30/04/06
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