Soulfly - Dark Ages nuovo new last ultimo cd album
[recensione] Soulfly - Dark Ages (2005)
La genesi dei Soulfly coincide senz'ombra di dubbio con l'uscita
di "Roots" dei Sepultura nel 1996, album dopo il quale
la band decise di licenziare la sua manager Gloria Cavalera (consorte
di Max) decretando così la fuoriuscita del geniale artista
dalla band. Le radici ("Roots" in inglese, neanche a farlo
apposta) del sound dei Soulfly infatti sono tutte lì, in
quel favoloso album dove metal e musica etnica si fondevano alla
grande, dando vita a qualcosa di unico nel suo genere, e, a distanza
di quasi 10 anni, troviamo Max Cavalera ancora cimentarsi con questa
musica nel nuovo album dei Soulfly, "Dark Ages".
Titolo giustificato non certo dalla situazione politica mondiale,
ma dal personale periodo oscuro passato dal leader della band carioca
a fine 2004, con la quasi contemporanea perdita del nipote Moses
e di uno dei suoi migliori amici, Dimebag Darrel. Violenza, rabbia,
brutale bellezza, non saprei trovare migliori metafore per definire
"Dark Ages", un album che colpisce fin dal primo ascolto
con la sua rozza maestosità. Cavalera come già in
"3" e "Prophecy" si cimenta come produttore
dell'album, con dei risultati sorprendenti. L'aver viaggiato molto
prima e durante la stesura dei brani di "Dark Ages" gli
è servito molto per trovare la giusta ispirazione e la giusta
carica da donare alle nuove composizioni, soprattutto l'aver viaggiato
in posti eterogenei (Francia, Serbia, Russia, Turchia e Usa) è
stato uno buono stimolo per cercare nuove sonorità ed entrare
a contatto con culture musicali distanti da quella della band.
Non si può definire metal nel senso stretto del termine
questa nuova fatica dei Soulfly, Cavalera infatti non è mai
voluto essere un ortodosso a riguardo e soprattutto con questa sua
nuova band ha cercato di rompere le barriere che troppo spesso limitano
la musica estrema, fondendo vari elementi metal, hardcore e come
già detto in precedenza, di musica etnica.
"Frontlines" è forse il brano più legato
al background thrash, eredità dei Sepultura, ma sperimentazioni
interessanti non mancano di certo, come in "Molotov",
contraddistinta da un testo in russo che significa "Fanculo
alla guerra, pensiamo a ciò che veramente conta
"
"Riotstarter" fonde amabilmente ritmi brasiliani con musiche
medio-orientali, senza disdegnare sfuriate industrial, riducendo
il brano ad un mix esplosivo di sicuro impatto (ai più attenti
non sfuggirà il riferimento non troppo velato ai Prodigy).
Altre perle dell'album sono sicuramente "Bleak", dal ritmo
vagamente doom, "Stay Strong" massima espressione della
fusione melodia-velocità e "Babylon", brano in
pieno stile Soulfly.
La Roadrunner ancora una volta dà alle stampe un album che
segnerà la crescita del movimento metal degli anni 2000,
penso infatti che proprio al lavoro di Cavalera e di pochi altri
coraggiosi vada riconosciuta la paternità di certe sonorità
che vanno tanto di questi tempi. Per chiudere, una voce che gira
da un po' di giorni e che forse desterà l'attenzione di molti:
in una recente intervista il buon Max ha detto di essere interessato
ad una possibile reunion con gli ex-compagni Sepultura
chissà
Tracklist
The Dark Ages
Babylon
I And I
Carved Inside
Arise Again
Molotov
Frontlines
Inner Spirit
Corrosion Creeps
Riotstarter
Bleak
(The) March
Fuel The Hate
Stay Strong
Salmo-91
Prophecy
Seek'n'Strive
- Sito Ufficiale
Soulfly
- Sito
Ufficiale Roadrunner Records
DarkRainbow, 11/10/05
(Se vuoi scrivere un commento
all'autore della recensione: spreka@aliceposta.it)
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