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[recensione] The Subways - Young for eternity (2006)





The Subways - Young for eternity


C’è chi sostiene che creare qualcosa di originale sia, per le band contemporanee, l’ostacolo più difficile, a causa di un panorama musicale ormai esplorato in lungo e in largo in ogni suo genere. Ma seguendo questa corrente di pensiero si perde di vista qualcosa di molto più importante, e cioè la necessità – più “forzata” che spontanea in tanti gruppi attuali - di trasmettere qualcosa attraverso l’arte, attraverso l’essenza stessa della musica indipendentemente dalla sua forma. E’ questo l’elemento extra che da sempre ha conferito un’aura speciale a gruppi che da un punto di vista prettamente tecnico non inventavano nulla di nuovo.

Ascoltando per la prima volta i Subways, ennesimo trio di ragazzi inglesi poco più che adolescenti, si avverte qualcosa di diverso che lascia il segno. Non si tratta della musica in sé - che non è particolarmente originale - ma del loro modo di suonare, che trasmette una rinnovata (e sincera) energia in cui è raro imbattersi.

Secondo la biografia dei Subways il cantante Billy Lunn decise di imbracciare la chitarra subito dopo aver visto un’esibizione degli Oasis a Top of the Pops – cominciando quasi da subito a praticare con il fratello minore Josh Morgan (uno dei due ha preso il cognome della madre, ndr) alla batteria e, più tardi, con l’amica Charlotte Cooper al basso. Dunque i Subways sono cresciuti e hanno suonato insieme fin da giovanissimi, e forse è questo il segreto alla base della vitalità che il gruppo riesce a sprigionare sul palco, incendiando e conquistando seguaci in mezzo mondo con le loro esibizioni, suonando di recente come gruppo-spalla di Oasis e Foo Fighters su personale invito di queste band.

“Young for Eternity” è un album in cui convivono una vena rock e una pop-acustica. In virtù dell’energia che riescono a trasmettere, l’habitat naturale dei Subways è senz’altro quello delle chitarre elettriche; la vena acustica ha qualcosa di meno immediato forse perché non del tutto matura, ma offre comunque spunti promettenti come la spensierata “No Goodbyes” e le malinconiche “Lines of Light” e “She Sun”. Così come le voci del cantante e della bassista si alternano nei cori, anche il dualismo rock-acustico percorre l’album seguendo una logica che rende i momenti più lenti della pause necessarie e affatto spiacevoli. Le canzoni rock sono accattivanti: ritornelli facili da memorizzare, batteria potente e precisa, riff essenziali e coinvolgenti. E’ difficile non ritrovarsi a cantare “Rock & Roll Queen” anche dopo un unico ascolto. Non sono da meno brani come “Young for Eternity”, “Oh Yeah” e “With You”. L’album si chiude con l’ottima “Somewhere, At 1 am” (con tanto di ghost-track che può causare un bel salto sulla sedia se si lascia lo stereo acceso pensando che il cd sia finito), in cui le due anime del gruppo si fondono.

Se la giovane età di questi ragazzi è alla base della freschezza del loro album d’esordio, c’è da augurarsi che il titolo “Young For Eternity” sia profetico, che i Subways rimangano giovani e continuino così… se non per sempre, almeno il più a lungo possibile.






Tracklist
01. I Want To Hear What You Have Got To Say
02. Holiday
03. Rock & Roll Queen
04. Mary
05. Young For Eternity
06. Lines Of Light
07. Oh Yeah
08. City Pavement
09. No Goodbyes
10. With You
11. She Sun
12. Somewhere, At 1 AM


- Sito Ufficiale The Subways


David, 18/07/06


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