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verdena Il suicidio dei samurai nuovo ultimo cd album

[recensione] Verdena - Il suicidio dei samurai






Verdena - Il suicidio dei samurai




Ascoltando il primo album omonimo di questa band di Albino (BG), sembrava che tutta la tradizione grunge nata al di là dell'oceano si fosse materializzata in Italia con un disco che esaltava questo genere rimaneggiandolo però in una veste nostrana che riuscisse ad appassionare migliaia di ragazzi. Da allora sono passati 5 anni in cui l'esperienza data da decine e decine di concerti è servita ad impreziosire questo particolare modo di scrivere canzoni e dopo l'uscita nel 2001 di "Solo un grande sasso" è arrivato ora l'album della maturità.

"Il suicidio dei samurai" è infatti il lavoro forse più atteso dei Verdena perché di solito il terzo disco è quello della conferma ma nel caso della band in questione il terzo album è quello che deve dimostrare al pubblico che i tre ragazzi di Bergamo (ora 4 grazie all'aggiunta del tastierista Fidel Figaroli) non sono solo un gruppo commerciale adatto solo ad MTV, ma sono invece una band che sa andare oltre gli stereotipi sapendosi innovare ed uscire da quel bozzolo larvale e spiegare le ali da splendida farfalla e volare finalmente in un cielo poco affollato. E così sono andate le cose, "Il suicidio dei samurai" è un album piacevole, caratterizzato da suoni soffusi e da una rabbia soffocata che si distacca dall'impeto giovanilistico dell'ormai lontano primo disco, per dare più spazio alla ricerca dei suoni e alla creazione di atmosfere più rarefatte, ma sempre profondamente malinconiche ed affascinanti.

I Verdena con questo disco dimostrano di essere una band che cerca di prendere le distanze da Afterhours e Marlene Kuntz anche se le influenze sono ancora palesi, ma si sentono ora più echi di rock internazionale un po' ovunque, come ad esempio lo stile dei Radiohead di "Ok computer" nella title-track "Il suicidio dei samurai" e una vena indie-rock in stile Eels nella opening-track "Logorrea". Il singolo "Luna" è una bella canzone che rientra perfettamente nello stile della band mentre "Mina" suona come una ballata strappalacrime dalle tinte prettamente emo. Ma gli episodi degni di nota sono molti in questo disco in cui il rock trionfa in tante piccole sfaccettature di gradevole aspetto. La dolcezza di "Balanite", il sound tipicamente Muse di "Elefante", i lugubri suoni crepuscolari in stile Smashing Pumpkins di "17 tir nel cortile" confezionano un album intenso in ogni sua traccia divertendosi a creare emozioni di straordinario impatto.


Tracklist:
1. Logorrea (Esperti All'Opera)
2. Luna
3. Mina
4. Balanite
5. Phantastica
6. Elefante
7. Glamodrama
8. Far Fisa
9. 17 Tir Nel Cortile
10. 40 Secondi Di Niente
11. Il Suicidio Del Samurai



- Recensione di wow (2011)
- Recensione di Requiem (2007)
- Sito Ufficiale dei Verdena


Nicolò, 01/03/04


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