Weezer - Make Believe nuovo new last ultimo cd album
[recensione] Weezer - Make Believe (2005)
Non poteva capitare momento migliore per un disco degli Weezer.
Almeno in Italia dove sono stati scoperti e riscoperti con il vecchio
tormentone "Buddy Holly" nell'inflazionata ma ben fatta
pubblicità di cui non ricordo (volutamente) quale casa automobilistica.
Era il 1994. Guidati dal sorprendente talento di quello che inizialmente
era stato bollato come un timido californiano occhialuto che scimmiottava,
anche per evidenti analogie somatiche, Elvis Costello, con un pugno
di brani irresistibili emersero dal variegato calderone noto come
post-grunge. Un successo imprevisto che dagli States non risparmia
l'Europa. Due milioni di copie vendute. Copertine ed elogi dei signori
dei tabloid musicali internazionali. Rivers Cuomo però sceglie,
dopo l'ebbrezza del successo, la coraggiosa strada dell'introspezione
e, con la stessa velocità con cui esplose, la band di Los
Angeles scivola un po' ingiustamente, nel dimenticatoio.
E' difficile capire subito se ci saranno altre "Buddy Holly"
o altre "Undone". "Beverly Hills" ha un'ironia
così sottile da credere che si siano trasformati per davvero
in una band di cazzeggioni fighetti californiani. Il video apripista
fa sfregare le mani a Mtv . E'uno dei momenti più leggeri
di un album non così leggero, ben interpretato e senza grosse
pretese. Erano la risposta ai Pixies più pop e rassicurante
e conservano un approccio del genere. Basti ascoltare la timorosa
chitarra sporca nella pulizia di "Perfect situation".
Poi in "This is such a pity" sembrano dare una lezione
di new-wave ai Keane. Influenzati dal recente fascino dei Keane?
Come nella triste "Damage in your heart" e la conclusiva
beatlesiana"Haunt you every day". Ma arriva "We're
all on drugs" a dimostrare che ascoltino ancora qualcosa di
più aspro e duro come hanno sempre ammesso.
Certo l'effetto non è dei migliori quando si lambisce il
nu-rock americano, ma la prolifica vena melodica di Cuomo riesce
a trovare sempre dei passaggi furbi che rendono l'ascolto accettabile.
E l'effetto è quasi fastidioso quando si lambisce il patinato
più anni Ottanta come in "Pardon me". Meglio l'inizio
trascinante di "My best friend". MAKE BELIEVE è
un album a due volti. Sembra scritto apposta per l'estate. Se vivete
un pomeriggio particolarmente malinconico provate ad ascoltarlo.
Ma c'è un rischio. Così come potrebbe rigenerarvi
, potrebbe anche darvi la spinta finale per la depressione più
cieca. Ma è anche questa la logica della California. Lì
è sempre estate.
Tracklist
1. Beverly Hills
2. Perfect Situation
3. This Is Such A Pity
4. Hold Me
5. Peace
6. We Are All On Drugs
7. The Damage In Your Heart
8. Pardon Me
9. My Best Friend
10. The Other Way
11. Freak Me Out
12. Haunt You Everyday
- Sito Ufficiale
Weezer
piero m., 12/06/05
(Se vuoi scrivere un commento
all'autore della recensione: pieromk@virgilio.it)
Indice
delle news | Indice
delle recensioni | Indice
delle interviste
|