Brian Wilson - Smile nuovo new last ultimo cd album
[recensione] Brian Wilson - Smile (2004)
Correva l'anno 1967, i Beatles avevano appena messo sul mercato
quell'album capolavoro che và sotto il nome di "Sgt.
Peppers lonely hearts club band". Oltreoceano i Beach Boys,
la band rivale americana dei 4 baronetti di Liverpool, stava passando
un momento difficile. L'incontenibile estro di Brian Wilson, ormai
diventato originale compositore solista, aveva intenzione di rivoluzionare
la musica definendo il suo songwriting "a teenage symphony
to God", (una sinfonia adolescenziale rivolta a Dio), mentre
gli altri componenti continuavano i loro tour senza Brian. Dalla
sua villa californiana, attorniato da artisti eccentrici come Van
Dyke Parks (esponente di spicco dell'estremismo californiano di
quel periodo) e dal suo pianoforte adagiato sulla sabbia, Brian
Wilson decide di scrivere l'album più bello ed importante
della sua carriera, la risposta americana a Sgt. Peppers.
Quando gli altri Beach Boys tornarono da Brian rimasero stupefatti
da quello che il loro amico aveva creato. Questo album si chiama
"Smile" e a detta dei pochi che erano riusciti ad ascoltarlo
sarebbe diventato un album di culto per tutta la musica internazionale.
Però come tutti i grandi genii, anche Brian Wilson non poteva
sottrarsi alla sregolatezza, ed in una notte di follia, mentre il
disco era in stampa, distrusse gran parte di quel lavoro che aveva
composto per mesi, privando il mondo intero del suo capolavoro.
Tutto questo può sembrare una favola, ma è la pura
verità. Ora dopo 37 anni di attesa, Brian Wilson, visibilmente
invecchiato ma con la stessa voglia di comporre di allora, ha deciso
di ri-registrare quell'album, regalando quella magia che ha atteso
quasi 40 primavere prima di poter essere assaporata e condivisa
da tutti.
"Smile" è un album che ancora oggi mostra i segni
di quello che la psichedelica, la melodia e la poesia targata anni
60 possono creare, se amalgamate con cura. Diciassette brani intrisi
di passione e di voglia di sperimentare, giocano con i cori ed i
falsetti tipici del surf, ma rivolti ad un approccio più
maturo e meditato musicalmente. Elementi della contemporanea psichedelia
beatlesiana si avvertono tra le righe, ma "Smile" è
un viaggio onirico tra archi, trombe, pianoforte, organo e tutto
quello che la magia della musica può creare. E' impossibile
e riduttivo parlare dei singoli brani perché sono tutti ben
inseriti in un puzzle di emozioni, ironia ed introspezione di rara
bellezza. Basta dire che chi ha saputo apprezzare i lavori più
frivoli dei Beach Boys, fatti di surfisti, ragazze californiane
e spiagge assolate, rimarrà stupito dal valore e dalla genialità
di questo disco, sicuramente il più meditato e sperimentale
di uno dei guru che hanno segnato per sempre la storia della musica.
Tracklist
Our Prayer
Heroes and Villains
Roll Plymouth Rock
Barnyard
Old Master Painter / You Are My Sunshine
Cabin Essence
Wonderful
Song for Children
Child Is Father of the Man
Surf's Up
I'm In Great Shape
Workshop
Vega-Tables
On a Holiday
Wind Chimes
Mrs. O'Leary's Cow
In Blue Hawaii
Good Vibrations
- Sito Ufficiale
Brian Wilson
Nicolò, 19/10/04
(Se vuoi scrivere un commento
all'autore della recensione: soundtrack@aliceposta.it
)
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