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seroxatman
-discrezione-
eiaculo diarrea dagli occhi, per questo sono marroni.
il mio cervello ne produce in grandi lotti.
cerco di fecondare la gente, ma nessuno è nel periodo fertile.
non lo saranno mai e poi mai.
non mi illudo.
la società ha tolto loro le ovaie e le ha mangiate con i
fagioli.
ora scorregia nelle loro narici.
dio ha scorregiato nelle mie narici.
vorrei essere un cavalluccio marino, ma nessuno è nel periodo
fertile.
oh, dio come vorrei essere castrato.
-speranza-
una sera tardi mi stavo tracinando per strada.
ho incontrato una signora che mi ha invitato ad andare con lei.
quarantacinquenne o forse meno, con gli occhi di pece e i capelli
intrecciati in un nero inverosimile.
sul corpo brandelli di vestiti bollenti impregnati di sudore e pus.
mi ha preso con la mano l'anima.
era sporca e appiccicosa.
sono stato lobotomizzato dalla catarsi.
ho visto nei suoi occhi l'inferno:
una stanza bianca e vuota.
un crocifisso dipindo di bianco sul muro.
un vecchio all'ultimo stadio: brutto, secco, pelato, con la barba
diradata, seduto in un angolo, vomitava sangue e succhi gastrici
sul suo pene.
un bimbo di tre anni mi ha morso i testicoli e sono scappato via.
-venerdì-
sono stato colto in flagrante a mangiare muschio.
mi hanno segregato in una fossa e coperto di gigli aromatizzati
al caffè.
sto scavando il mio tunnel per evadere.
l'uccellino nella gabbia è morto.
ho paura.
cerco di uscire dall'entrata.
qualcuno l'ha chiusa con l'egoismo.
forse dovrei usare l'esplosivo, ma non ho voglia.
meglio scavare a mani nude, è più divertente.
non vedo nulla ma mi diverto.
mi diverte essere al buio.
mi divertono le goccioline salate che masturbano il mio scheletro.
-forse fiori-
mi sorprendo a sentire.
rompi il porcellino impiccato al tuo cuore.
uscirà merda per concimarei tuoi fiori senza radici.
è solo una ibridizzazione floreale.
i miei sono acidi.
sputati lontano da qui.
devi avere paura di me.
potresti scioglierti e diventare una melma cristallizzata.
ma non preoccuparti li mangio i miei figli.
mi corrodono lo stomaco.
non c'è problema sono abituato.
sono un martire di me stesso.
salvo l'umanità da me stesso.
non mi sorprendo a vedere.
-5 aprile, I atto-
un' odore roco.
una voce acre.
uno spirito che striscia in campo di cipolle in fiamme.
entra in tutti.
entra in qualcuno.
entra in nessuno.
non volevo chiamarmi ulisse.
gioia negata.
sofferenza santificata.
croce nel fango ciconcisa sotto il peso del budda crocifisso.
sparo che illumina la vita della nostra piccola tribù.
fuoco dell'ombra.
profeta di un dio alieno.
agio del cuore.
fiore del giudizio unanime.
vento socchiuso.
-5 aprile, II atto-
il cinque aprile il sole stupro la luna.
il cinque aprile un'anima squazzò nella menzogna come un girino
mutilato quada un fiume di sangue.
-piantagioni relative-
l'inferno visto dal nirvana è meno rinfrescante di un albero
di pesco fiorito.
comunque...
è meglio mangiare albicocche marcie.
è meglio bruciare il seme.
sposarsi con un divorzio.
piantare letame.
guardare il sole tra le stelle.
bruciare la neve.
far finta di fingere.
amare se stessi.
dirottare la stella cometa.
costruire un presepe all'inferno.
tessere un ordito di fuoco.
animare i pellerossa.
scagliare il veleno.
sfrecciare sulla morte.
saltare dal buio.
schiantarsi sulla luce.
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