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Davide Pagnini - Maschere [recensione]

[etichetta: Autoproduzione]

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Davide Pagnini - Maschere

 

Arriva dalle Marche il singolare mix di folk, pop e qualche incursione funk. Lui si chiama Davide Pagnini e racconta storie con la naturalezza di un discorso a braccio, ma con la potenza di una poesia. “Maschere” è il titolo del suo primo disco solista dopo l’esperienza maturata col duo Ebanoh, ed è un album che punta dritto al cuore con le proprie melodie e le atmosfere sognanti che crea canzone dopo canzone.

Si parte con “Ballerino di Jazz” e subito si assaporano riff di scuola folk e uno stile facilmente assimilabile a quello di Niccolò Fabi e di Simone Cristicchi. I testi delle canzoni alternano esperienze personali e scenari più poetici dietro ai quali si nascondono aspetti della vita in cui ognuno di noi si può riconoscere, come nella romantica “Stella” o nella riflessiva “Chiedersi perché”, primo singolo estratto dall’album, introdotta da suadenti note di pianoforte.

“Rosso di sera” è il secondo singolo del disco e tra i suoi arpeggi si insinua una melodia molto ritmata che ricorda per certi aspetti lo stile di Jovanotti. “Maschere” contiene dodici affreschi pop declinati in varie forme supportati da un’ottima tecnica chitarristica, arrangiamenti ben architettati e un songwriting delicato che rivela nuove sfumature ad ogni ascolto.

 

 

Tracklist:

1. Servo di un’idea
2. Ormonauti
3. Angoli di
4. In-Nocuo
5. Mondo Corrotto
6. Solo al piano solo
7. Viziù
8. Servo di un’idea (remix)

 

- https://www.facebook.com/davidepagniniofficial/
- Sito Ufficiale Blob Agency

 

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Luigi Biboni,  11/04/2016