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Road To Zion - The Monkey Temple [recensione]

[etichetta: Cockroach International Production]

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Road To Zion - The Monkey Temple (2016)

 

Secondo album per i Road To Zion, trio bresciano d'origine ma con la Giamaica nel cuore, formato da Mekis (MC e producer), Winston Cobe (basso e producer e Davide Albrici (trombone). In questo nuovo "The Monkey Temple", la formazione lombarda propone un reggae/dub che si richiama tanto alle roots giamaicane, quanto alle produzioni più moderne di Panda Dub e Zion Train: ed è così che reverb,delay e synth trovano spazio insieme a tromboni quasi blues/jazz, linee di basso potenti convivono con percussioni etniche.

Ed eccocosì brani come "Rain And Rhythm" che fanno emergere l'anima electrodub e dancehall dei Road To Zion, mentre invece la parte più sèirituale e roots viene fuori in brani come "Dread Revolution". Da segnalare i due brani in cui collabora Fitta Warri (Zion Train): "Biggest Criminal" è brano ciondolante da dancefloor, mentre "Nuh Politician People" è roots dub da battaglia.

Con "The Monkey Temple" i Road To Zion hanno dato vita a un lavoro capace di intercettare anche orecchie non avvezze a questi suoni, anche se, chiaramente i fan del genere apprezzeranno decisamente di più le peculiarità di una band ormai pronta per il grande salto.

 

 

Tracklist:
1.Rain And Rhythm
2.Two Worlds
3.The Lost Planet
4.Dread Revolution
5.Biggest Criminal – feat. Fitta Warri
6.Nuh Politician People – feat. Fitta Warri
7.Anchor Roots
8.Sleepless
9.My Name Is Archer
10.Brother And Chains
11.Hyper Dub
12.Outro

 

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Sito Ufficiale Cockroach
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Giacomo Messina 03/09/2016