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Slowmother - Chemical Blues [recensione]

[etichetta: Autoprodotto]

slowmother



 

Slowmother - Chemical Blues (2016)

 

Esordio discografico sulla lunga distanza per gli Slowmothers, power trio milanese formato da Alessio Slowmother (voce e chitarra), Grace (batteria) e Pietro The Butcher (basso), Dopo l'ottimo ep omonimo di qualche mese fa, la band meneghina ritorna con questo "Chemical Blues", sintesi delle diverse anime del gruppo, capace di unire blues, garage rock, electro wave anni '80.

In brani come l'opener "Liar", il sound si fa dark e seducente, in altri brani come la title track invece l'atmosfera si fa decisamente più torrida, così come nel garage blues di "20 Years", una rivisitazione moderna del sound di Gun Club, Robert L. Burnside e Jon Spencer Blues Explosion, mentre in "Too Late Jesus" abbiamo a che fare con una ballad spettrale che mixa Depeche Mode, Wall Of Voodoo e Johnny Cash.

"Chemical Blues" è lo splendido biglietto da visita di una band che dimostra di avere grandissime potenzialità e da tenere assolutamente d'occhio.

 

 

Tracklist:
1.Liar
2.Chemical Blues
3.Drugs
4.Mr. Whoo Hoo Yeah
5.Lipstick
6.The City Of Taste
7.Queen
8.Outlaw
9.My Grave
10.20 Years
11.Too Late Jesus

 

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Giacomo Messina 24/09/2016