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Orbe - Albedo [recensione]

[etichetta: Autoproduzione]

orbe albedo



Orbe - Albedo

 

 

Ad atmosfere cupe, suoni eterei, ampi spazi e silenzi si susseguono esplosioni isteriche di energia, con ritmiche in controtempo, a volte in tempi dispari, solcate da linee di basso serrate e ossessive…ecco tutto d’un fiato il sound degli Orbe e del loro album “Albedo”. Per presentare un disco tutto strumentale, composto da 5 brani dalla durata media di circa 10 minuti l’uno, ci vuole coraggio e carattere, il rischio di produrre un “pippone” pesantissimo e inascoltabile è altissimo. E, a quanto pare, gli Orbe di carattere ne hanno da vendere.

L’album risulta infatti godibilissimo, vario, ipnotico. Certo, ti deve piacere il genere e devi essere nella predisposizione mentale giusta, cioè quella di farti un bel viaggione tra sonorità che ricordano un po’ i primi Jesus Lizard e soprattutto (e molto) i Tool. Dal gruppo californiano infatti gli Orbe prendono molto, a partire dall’artwork dell’album, di netta ispirazione “tooliana”, ma anche e soprattutto le sonorità, con quei particolare delay su chitarra e basso che ne sono il marchio di fabbrica.

Detto cio’, gli Orbe suonano davvero bene, e nel viaggio di questi 5 brani (ognuno con il nome di una pseudo-divinità) si sente che la band sa il fatto suo, in particolare risulta molto virtuoso il batterista, evidentemente ispirato dal vecchio Danny Carey che, per il sottoscritto, oggi non ha eguali nel mondo. Senza nulla togliere agli strumenti a corde, anch’essi fanno assolutamente un ottimo lavoro, sia nel costruire le melodie ipnotiche dei momenti più rilassati, in cui si rifiata un attimo, sia quando esplodono in tutta la loro potenza di fuoco. Insomma un gran bel disco post metal, di cui ne consiglio assolutamente l’ascolto che siate fan dei Tool (meglio) oppure no.

 

Tracklist:
-    Lilith
-    Xbalanque
-    Amaterasu
-    Sisifo
-    Arjuna

 

 

- Sito Ufficiale Orbe

 

DRJ, 09/01/2012