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Suzanne's Silver - Deadband [recensione]

[etichetta: Radio Is Down]

suzanne's silver





Suzanne's Silver - Deadband

 

Seconda prova full length per i siracusani Suzanne’Silver, che dopo il debutto con The Crying Mary nel 2007, proseguono con Deadband (sempre edito dall’americana Radio is down, label di Olympia) il loro personale viaggio all’interno di una ricerca di suoni e suggestioni che rimandano ai migliori episodi washingtoniani di matrice dischord/slowdime, arricchendo il robusto e abrasivo noise-postcore che li caratterizza con elementi nuovi come jazz, blues e psichedelia

.La produzione, curata personalmente dalla band con la collaborazione di David Lenci, punta su un approccio live, senza filtri; la registrazione analogica conferisce sia ai singoli brani che all’opera nel suo insieme un’immediatezza aspra, perfettamente funzionale al pathos e agli spazi disegnati dai suoni. All’ascolto, i brani denotano una capacità compositiva superiore alla media rispetto ai prodotti nostrani, e il tentativo di tratteggiare sonorità più mature e comunicative è perlopiù riuscito; tuttavia, i rimandi a territori sonori come post/rock e post/noise, già esplorati e percorsi da altre band (Bluetip, Calla, Fugazi, Pixies), non ne fanno un prodotto innovativo, né particolarmente originale.

L’onestà e le capacità della band sono ad ogni modo indubitabili. In episodi come United States of England,La Santa e Y si fanno strada, in un’atmosfera drammatica e pervasa di malinconia, melodie appena accennate, quasi trattenute; compaiono strumenti come fiati e pianoforte; la forma canzone si sintetizza, si plasma verso un abbozzo, uno schizzo, un tentativo di misurarsi con il tempo e batterlo condensando le emozioni, le pulsioni, il caos in pochi fraseggi.Gli altri brani ci presentano un buon noise, come già in The Crying Mary, fatto di chitarre taglienti e distorte con un cantato mai banale, ritmica psicotica e deviante e tessiture di basso a cementare il tutto, stavolta impreziosito da ambizioni e soluzioni nuove tratte da postrock, psichedelia, jazz e talvolta un certo blues cinematografico.

Particolarmente rappresentativi sono Wave a surfer waits (si percepiscono echi e tessiture di trombone e pianoforte) e Green ocean breezer (noise di classe, aspro ed evocativo, che chiude con una deriva di chitarre distorte).Un buon lavoro, con brani più che discreti, che porta alla nostra attenzione una band interessante.

 

 

Tracklist:

1) Green ocean breezer
2) United States of England
3) Wave a surfer waits
4) Y
5) N-Ice
6) Barabolero II (My right shoulder skin)
7) Lady Carpenter
8) La Santa

 

 

- http://www.myspace.com/suzannesilver
- Sito Ufficiale Radio is Down
- Sito Ufficiale 5ive roses press

 

Alberto D. 5/01/2012