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Sterbus - Iranian Doom [recensione]

[etichetta: Doug the Dog]

sterbus - iranian doom




Sterbus - Iranian Doom (2011)

 

 

Basta un minuto e zero due a Sterbus per presentarsi e passare subito a cose più serie come collaborare virtualmente con il Beach Boys Brian Wilson in Sloop Jai B (il surf dei sixties perfettamente a sua agio in questi anni zero) e lanciarsi in Trapped in the GRA dove i QOTSA fanno l’occhiolino per un attimo a dei violini che ricordano Eleanor Rigby dei Beatles.

Tutto si mischia per diventare altro in questo album, e con  Sterbus che se la suona e se la canta (ogni traccia) è meglio lasciarsi trasportare che tentare di capire dove si andrà a finire  fra la psichedelia di tracce come Crash City e Parallelepyped Song, il punk-prog di Big Daisy (chitarra, batteria e organo si inseguono e viene partorito  perfino un siparietto cubano) e il sound di pezzi come From Head to Twelve  (dal post-rock scozzese alla  Seattle anni’90 e la west coast di metà sessanta in poco più di 5 minuti). 

Anche se si finisce per cercarle  a tutti i costi trovano spazio in questo album  songs senza troppe sorprese come Miles Monroes e Too Many Mistakes (due possibili singoli) dove  il semplice indie rock (Pixies,Pavement) è di altissima qualità.

 

 

 

Tracklist

1. Any Minute Now
2. Sloop Jay B
3. Trapped in the GRA
4. Crash City
5. Big Daisy
6. Miles Monroe
7. Cheap-com
8. From Head to Twelve
9. Iranian Doom
10. Too Many Mistakes
11. Parallelepyped Song
12. Their Own, Not Each Other

 

 

- http://www.facebook.com/pages/Sterbus/212439165480185
- Sito Ufficiale Doug the Dog

 

Massimiliano "Señor Chili" Ciliberto, 02/03/2012