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Garbo - La moda [recensione]

[etichetta: Discipline]

garbo la moda



 

 

Garbo - La Moda (2012)

 

 

Ho ascoltato i dischi del Garbo ’80 centinaia di volte, romantici, new wave, commoventi e italiani al 100%, cosa assai rara per un artista il cui punto di gravità permanente sta dalle parti di Berlino o giù di lì. Quando ho schiacciato play per recensire questo nuovo La moda ho temuto di trovarmi di fronte ad un prodotto, per così dire, “bollito”, e ciò nonostante le buone prove di Garbo degli ultimi tempi. Pericolo scampato.

La moda è all’altezza del personaggio: grandi canzoni che ti tengono attaccato, non ti fanno skippare in avanti il cd e si fanno riascoltare perché è quasi un peccato che durino lo spazio di 3-4 minuti. Esperienze. Voce piena e cupa, testi intelligenti come sempre, chitarre più emergenti del solito, un approccio rock-wave ultramoderno. Impossibile non pensare a certe cose degli ultimi Wire, impossibile non pensare che Garbo sia il Colin Newman più che il Bowie italiano, come comunemente si dice. Fantastico il trittico iniziale (Sembra, La Moda, Sexy), lì sta tutta la poetica del Garbo del XXI secolo forse più che nelle ballad romantiche (Sparare) che ricordano inevitabilmente, e con grande goduria da parte dell’ascoltatore, i fasti di Scortati. Chiudono il disco pezzi un po’ più sperimentali, notturni, a modo loro “tranquili”, dove dominano le tastiere, secondo la vecchia tradizione synth wave.

Intanto dalla mia stanza passa un’amica che, distratta, mi chiede: “Ma che è il nuovo disco dei Baustelle?”. Vorrei dirle che Bianconi e soci, oramai impantanati nelle paludi del mainstream, non sarebbero più capaci (o possibilitati?) a tirare fuori un disco così; che quello che sta suonando è Garbo, il fratello maggiore dei Baustelle. Vorrei dirle che in Italia c’era una cosa che si chiamava new wave e non aveva nulla da invidiare a ciò che, intanto, nel resto del mondo stava accadendo in termini di musica, raccogliendo molto più consenso (e quattrini). Vorrei attaccare a discutere per ore intere ed invitarla ad ascoltare con attenzione questa piccola gemma chiamata La moda.

Ma Garbo è strutturalmente un artista di nicchia. Così lascio perdere e resto solo a godermi Architettura MIG, l’epilogo sonnambulo della Moda 2012 che riempie questa terra di bellezza con forme che ci appartengono e ci fanno rabbrividire. “E il cielo s’apre……lasciando il tuo respiro crescere come terra nascente”.

 

 

Tracklist

“Sembra”
“La moda”
“Sexy”
“Quando cammino”
“Sparare”
“Gira in continuazione”
“Movimento notturno”
“Errori”
“Metà cielo”
“Architettura MIG”

 

- http://www.myspace.com/regarbo
- Sito Ufficiale Discipline

 

p.m. 22/03/2012