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Locomotif - twimog [recensione]

[etichetta: Irma Records]

locomotif twimog



 



Locomotif - twimog (2012)

 

 

Non è facile recensire un disco come quello dei catanesi Locomotif. Il critico che è in ognuno di noi, alla ricerca del suono nuovo o della soluzione originale a tutti i costi (meglio se satura di rumore), lo catalogherebbe come una produzione semplicemente pop, un po’ Carole King aggiornata al 2012 un po’ Elisa senza banalità; ma con i Locomotif il cervello e la mania di catalogare vengono zittiti, sono cuore e stomaco a dettare legge.

E allora ci si lascia rapire dalle melodie eteree e dreamy di Twimog, dalla delicata voce alla Portishead/Morcheeba, dalle raffinate armonie vagamente jazzy, dalla semplicità non dozzinale dei curatissimi arrangiamenti. Quando il cervello si rimette in funzione si vergogna di non avere compreso lo spessore del prodotto in questione. Sì, è vero, manca la chitarra. Ma era davvero necessaria all’economia del discorso del combo siciliano? La risposta è no, il suono è già ricco di suo, gli arrangiamenti electro bastano e avanzano.

Si possono comunque raggiungere le vette emotive dei Sigur Ros senza fare casino e senza dilungarsi all’infinito. Essenzialità. È questa la parola d’ordine che guida la cifra compositiva del progetto Locomotif. E poi, a fronte di tanta caciara chitarristica indie-nostrana, queste canzoni ripuliscono le orecchie, ricordandoci quanto siamo fortunati a potere fruire di una cosa talmente strabiliante come la musica. Insomma, una specie di dream-twee pop senza chitarra, in cui atmosfere algide incontrano il sole del Mediterraneo. Canzoni all’apparenza fragili, sul punto di spegnersi, sentimenti accennati, amori perduti, momenti inenarrabili, dolore rappreso, enfasi al grado zero, sincerità totale. Intimismo da cameretta suonato con freschezza e divertita onestà.

L’approccio peggiore che si possa avere con Twimog consiste nel saltare da un brano all’altro, pratica assai diffusa presso il popolo dell’mp3. O Twimog lo si ascolta tutto di fila, entrando lentamente nel mondo-Locomotif, oppure meglio lasciar perdere. Sarebbe certamente un peccato, perché i nostri hanno una statura internazionale ed il loro cd potrebbe suonare nel lettore di mezzo mondo senza sfigurare al confronto con i mostri sacri del genere. Sorprendenti. Quando al terzo ascolto un brivido ti sale su per la schiena vorresti avere di fronte Carmine, Luca, Gilu e Federica (i Locomotif) per ringraziarli. Appunto, grazie.

 

 

 

Tracklist

01. Forget
02. Onirica
03. La luna e gnac
04. Lost on the run
05. This world is made of glass
06. Drunken dreams
07. Black hot coffee
08. Amare inutilmente
09. Mistake
10. The passer-by
11. Promenade in the sky

 

 

- Sito Ufficiale Locomotif
- Sito Ufficiale Irma Records

 

 

p.m., 30/03/2012