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Phait - Redrumorder [recensione]

[etichetta: Drop Down Records]

phaith redrumorder



 

 

Phait - Redrumorder   (2011)

 

 

L'abito non fa il monaco! E' proprio il caso di ricordarlo visto che il famoso detto si accosta bene alla band nordica delle dolomiti. "Redrumorder" è il secondo lavoro, il primo full lenght dei Phaith che dopo ben 10 anni di attività sfornano un disco di puro heavy metal di derivazione british "vestito" di moderno alla ricerca di quella eleganza classica del sound metallico anni 80. I testi, tutti in inglese, sono riconducibili a tematiche sociali, con ritornelli mai urlati ma sempre "cantati" secondo il lirismo che il buon metal classico richiede.

Il disco è subito chiaro, deciso e non lascia dubbi: il quartetto di Cortina parte di slancio con War Morning 2.12 con le chitarre dei fratelli Magri che disegnano motivi maideniani supportati da un cantato lanciato e graffiante. Un battito pulsa e introduce la seguente Another Heart to Hurt, epica e anthemica quanto basta che scorre bene sostenuta da riff cavalcanti fino alla calma 12 Wings, ballad di concezione più teutonica che si collega  alla più fiabesca e articolata Factory of Enemies.

In Rorschach la voce di Manaigo si fa più alta soprattutto nei ritornelli e il pezzo scorre veloce tra variazioni ritmiche e cambi di tempo come avviene nella successiva Videodrome che presenta una struttura più saltellante con episodi interessanti ma che tendono un pò a distaccare e distrarre l'ascoltatore dal brano. Blessed in the Pain ha un'intenzione più rock, dettata anche dalla scelta del pianoforte che fa da cornice a tutto il pezzo, mentre con Deep in the Human Soul si tornano a respirare atmosfere metal grazie anche all'introduzione di un "botta e risposta" di Halfordiana memoria che avviene tra il cantato in growl e il classic vocal di Manaigo. Death is pornography e How Many bullets, chiudono il lavoro come era iniziato, sotto la mole di riff e soli che convincono però a fasi alterne.

Redrumorder è un buon disco, ma a volte ci si perde in situazioni già sentite conferendo ai brani una somiglianza reciproca fin troppo apparente. Gli arrangiamenti sono anch'essi discreti, ma con qualche accorgimento sapiente e con un po' di sperimentazione, i quattro cavalieri delle dolomiti sarebbero pronti al salto di qualità definitivo. Rimandati con sufficienza!

 

 

Tracklist
1.War morning 2.12,
2. Another Heart to Hurt,
3. 12 wings,
4. Factory of enemies,
5. Rorschach,
6. Videodrome,
7. Blessed is the pain (Monsoon),
8. Deep in the human soul,
9. Death is pornography,
10. How many bullets

 

 

- http://www.myspace.com/phaithband
- Sito Ufficiale Drop Down Records
- Sito Ufficiale Red Cat Promotion

 

Marco Rinaldi, 01/04/2012