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Coilguns – Stadia Rods [recensione]

[etichetta: Dead Dead Dead Music]

coilguns stadia rods



 

 

Coilguns – Stadia Rods   (2012)

 

 

Secondo ep per i Coilguns, band svizzera nata da una costola dei The Ocean. Quello che ci propongono Louis Jucker (voce), Luc Bess (batteria) e Jona Nido (chitarra e basso), è un metal/grind/noisecore velocissimo, brutale, violento, dalle cadenze assassine, vicino al sound di band come Converge e Dillinger Escape Plan.

“Stadia Rods” è stato registrato praticamente di getto,e questo modus operandi ha permesso di “catturare” bene l'energia sprigionata dal combo di La Chaux De Fonds, che sin dall'opener “Parkensine” ci accoglie in un inferno fatto di urla agghiaccianti, chitarre taglienti come lame , batterie ipercinetiche e cambi di ritmo al cardiopalma: un autentico muro di suono imponente e delirante che ci accompagna sino alla straordinaria chiusura di “The Shuftan Process”, autentica mini-suite in due parti, che probabilmente è l'apice del disco.

Nei pochi momenti in cui i tempi si dilatano, come ad esempio in “In The limelights”, la sensazione è quella di ascoltare dei Blind Idiot God se possibile ancora più claustrofobici. Ancora una volta Jucker e soci si confermano musicisti di alto livello.

 

 

 

Tracklist

1.Parkensine
2.Zoetropist
3.In the limelights
4.Witness the Kern arc
5.The shuftan process Part.1
6.The shuftan process Part 2

 

- Recensione dello split 'Coilguns/Never Void' (2012)
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- Sito Ufficiale Dead Dead Music

 

Giacomo Messina, 06/04/2012