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Greg Rekus – The Dude Abides [recensione]

[etichetta: No Reason Records]

greg rekus



 

 

Greg Rekus – The Dude Abides     (2012)

 

 

Greg Rekus  arriva direttamente dal Canada dove normalmente si esibisce con i suoi High Five Drive, stufo di buttare giù strofe elettriche e accelerate un giorno si decide ad imbracciare la chitarra acustica e a schiacciare sul pedale della grancassa come il peggiore dei busker viventi per far convergere due tradizioni apparentemente estranee fra loro come quella folk americana e punk: il risultato? Qualcosa di più vicino al Justin Sane (cantante-chitarrista degli Anti-Flag) dell’album Life, Love, and the Pursuit of Justice piuttosto che al cantautore inglese Billy Bragg di Talking with the Taxman About Poetry.

The Dude Abides è un album che segue un trend da tempo in voga nel sottobosco alternativo USA  e che ha portato molte band come Flogging Molly o Larry And His Flask (in maniera differente) al successo,  nonostante ciò riesce a reggere un certo equilibrio e a giocare in maniera  discreta gli unici quattro assi a disposizione nel mazzo per vincere con la canzone Signature Of The Poor (in apertura), il singolo Mirror In My Favorite Bar, la blueseggiante No Work Today e I guess that’s my excuse canzone alla quale è affidata la chiusura con forza di questa parentesi (?) solista.

 

 

 

Tracklist

1.       Signature of the poor
2.       Albert  Song
3.       The High cost of low prices
4.       The mirror in my favorite bar
5.       Friends of mine
6.       Dancing around
7.       No work today
8.       Consiquence 
9.       One last word 
10.   I guess that’s my excuse

 

 

- Sito Ufficiale Greg Rekus
- Sito Ufficiale No Reason Records

 

Massimiliano "Señor Chili" Ciliberto, 18/04/2012