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Taras Bul'ba – Amur [recensione]

[etichetta: Wallace Records]

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Taras Bul'ba – Amur    (2012)

 

 

Quinto disco per i Taras Bul'ba, terzetto milanese attivo sin dal 1996, alfieri di una musica senza steccati, capace di contaminare il math-rock con il prog, il post-punk con la sperimentazione chitarristica. “Amur” è la loro ultima fatica, ma attenti a farsi ingannare, l'amore non c'entra nulla: Amur è il fiume che di fatto rappresenta il confine tra la Russia e la Cina, teatro, in tempi di guerra fredda, di scontri tra le due superpotenze socialiste.

Gli otto brani di “Amur” scorrono magmatici e dirompenti: ad aprire le danze è “Coup De Grace”: intro evocativa che, dopo appena un minuto, lascia spazio a una cavalcata chitarristica in stile Bardo Pond e acontrotempi di “Doncaballeriana” memoria. “Ogro” è una oscura e malefica sinfonia dub capace di ricordare i più scuri Killing Joke, “My Name Is Igor” è un conturbante connubio tra esotismi Cul De Sac e sincopi hardcore-funk alla Pop Group. “Psicofinia” è la loro personalissima rilettura di un genere come la jazz-fusion. I nove minuti finali di “Ior” sono un sabba nero nel quale si incontrano This Heat e Laddio Bolocko.

La produzione di Fabio Magistrali, poi, senza voler farlo apposta, è magistrale.

 

 

Tracklist:
1.Coup De Grace
2.Ogro
3.Short Drop
4.Amur
5.Psicofonia
6.My Name Is Igor
7.Vertebra
8.Ior

 

- Sito Ufficiale Lizard Records
- Sito Ufficiale Wallace Records

 

Giacomo Messina, 26/09/2012