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Day After Rules - Whatever happens no regrets [recensione]

 [etichetta: Autoprodotto]

days after rules



 

Day After Rules - Whatever happens no regrets    (2012)

 

Secondo album per la band lodigiana Day after Rules, trio punk-hardcore sulle scene da una decina di anni e con un album già pubblicato nel 2008, Now or Never Again.

La proposta musicale non è particolarmente aggressiva, sono più interessanti le linee melodiche, energiche che purtroppo però sono un pò scontate: chitarra e sezione ritmica procedono sistematicamente, con poca fantasia. Molto interessante invece la voce di Giulia, abbastanza solitaria nel panorama italiano, carica incisiva quando urla con la voce graffiata e roca, come le migliori riot girl, vedi Courtney Love o Brody Dalle.

L’album è “un approccio sanguigno e passionale alla musica”, un percorso musicale non solo di protesta ma anche introspettivo, come nelle corde delle migliori band punk-rock.  Orecchiabili e  interessanti i brani “Whatever happens no regrets”, brano di apertura che da anche il titolo all’album,  “Broken”, “Concrete” e “Panta Rei”, meno convincenti “All that remains” e “Stone”, decisamente no per il brano cantato in italiano “Settembre (eno)”.

Nel complesso il lavoro della band rimane senz’arte né parte… ma c’è sempre tempo e voglia per migliorare e ingranare la famosa marcia in più!

 


TRACKLIST
01. Whatever happens no regrets
02. Broken
03. Concrete
04. Only tar
05. Settembre (eno)
06. Panta rei
07. All that remains
08. Stone
09. I've learnt

 

- http://www.myspace.com/dayafterrules

 

Adriana Matone, 30/01/2013