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Levi – Poveroccidente [recensione]

 [etichetta: autoproduzione]

levi poveroccidente



 

Levi – Poveroccidente       (2013)

 

 

A tre anni di distanza dal precedente “Seguimi”, ritornano i Levi, progetto nato dalla mente di Matteo Ferdinando Levi (voce, chitarre, violini, piano), inizialmente concepito come progetto solista e poi diventato una vera e propria band che oggi comprende Damiano Cherchi (basso) e Mirko Amabili (batteria).

Come dice la stessa band: “pop, rock, indie, prog: 4 cose che ci caratterizzano”. E “Poveroccidente” è un lavoro complesso, stratificato, difficile da incasellare in questo o quel genere. Un brano come “Sublime Bellezza” spiega meglio di mille parole l'approccio della band: intro psichedelica, mistica, sembra quasi il Jeff Buckley di “Dream Brother”, che lascia poi il posto a una pesante accelerazione in stile stoner, per poi sfociare in atmosfere alternative rock. La title-track è invece una ritmata e ariosa ballad acustica. “Embrione” è un uptempo intrigante.

“Poveroccidente” è veramente un disco da ascoltare dall'inizio alla fine con attenzione, capace, come una pietra preziosa.di mostrare mille sfaccettature diverse. Ottimo lavoro.

 

 

 

Tracklist:
1.Embrione
2.Poveroccidente
3.Sublime Bellezza
4.Dente Perdente
5.Verso L'Alt(r)o
6.Anima Vagante
7.Un'Altra Via
8.Perla
9.Legno

 

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Giacomo Messina, 11/09/2013