[recensione] Eagles of Death Metal - Peace, Love and Death Metal
(2004)

Il fatto che Josh Homme sia un vero e proprio fiume in piena per
quanto riguarda idee musicali, era già palese anche solo
pensando ai suoi tre progetti più famosi quali Kyuss, Queens
of the Stone Age e Desert Sessions. Ma ora alzi la mano chi pensava
che il talentuoso ragazzone californiano avrebbe messo in piedi
una band dal bizzarro nome di Eagles of Death Metal, dove ha deciso
di suonare la batteria sotto lo pseudonimo di Carlo Von Sexron,
proponendo una sorta di glam-stoner estremamente divertente. Nessuno
poteva aspettarsi una tanto singolare scelta nonostante dall'estro
di questo grande artista ci si dovrebbe aspettare di tutto. Ancora
più singolare è la scelta di omettere la presenza
di un bassista a vantaggio di due chitarristi forse per conferire
quel tocco lo-fi che dal primo all'ultimo brano fa tenere le orecchie
incollate allo stereo.
Jesse Hughes oltre alla chitarra sfodera una voce in bilico tra
il rock'n'roll alla Elvis e il falsetto degno della più grande
scuola glam-rock. Già dal primo brano dal titolo "I
only want you" si respira un'atmosfera da b-movie americano
in stile "Dal Tramonto all'Alba". Non c'è niente
che può riguardare il rock degli Eagles tanto meno l'aggressività
del Death Metal, in questo disco infatti lo stoner, che tanto piace
a Homme, incontra il garage/rock'n'roll confezionando quindici brani
dai suoni volutamente sporchi e graffianti come l'accattivante "Speaking
in tongues" e "So Easy". Una simpatica cover di "Stuck
in the middle with you" degli Stealer's Wheel, rinominata per
l'occasione "Stuck in the metal", consolida l'atmosfera
Tarantiniana di questo disco che gioca anche con il blues nel brano
"Midnight Creeper" e con riff vagamente spagnoleggianti
dell'intro di "Already Died".
Venature country prendono il sopravvento nel brano "Who'll
love the devil" in cui il ritmo serrato ci fa accorgere di
una certa monotonia nei ritmi, ma d'altra parte Carlo Von Sexron
non è un vero batterista. C'è da dire che anche questo
progetto, che potrebbe entrare di diritto tra le desert sessions
come volume 9-10, non lascia assolutamente insoddisfatti e il brano
"Miss Alissa", che chiude il disco con il suo ritmo sostenuto,
continua a giocare in maniera convincente con la melodia e il rock'n'roll
regalando ai fan di Josh Homme un piccolo gioiello in attesa di
un nuovo album dei QOTSA.
Tracklist
1. I Only Want You
2. Speaking in Tongues
3. So Easy
4. Flames Go Higher
5. Bad Dream Mama
6. English Girl
7. Stacks o' Money
8. Midnight Creeper
9. Stuck in the Metal
10. Already Died
11. Kiss the Devil
12. Whorehoppin
13. San Berdoo Sunburn
14. Wastin' My Time
15. Miss Alissa
- Recensione
di 'Death by Sexy' (2006)
- Sito
Ufficiale Eagles Of Death Metal
Nicolò, 29/05/04
Indice
delle news | Indice
delle recensioni | Indice
delle interviste |